mercoledì 2 novembre 2011

Cassano, Gattuso e Simoncelli: gli “dei” moderni

So che sto scrivendo un post controcorrente, di quelli che potrebbero fare infuriare un sacco di persone, ma io amo il rischio! Occhiolino Trattiamo un po’ l’argomento degli sportivi di oggi e di come vengono “osannati” in maniera spesso esagerata. Gli sportivi, si sa, sono molto ammirati, ma quando si arriva a certi eccessi di “adorazione” significa che c’è qualcosa che non va, a mio parere.

Simoncelli è un grande motociclista, lo sappiamo, un bravissimo ragazzo, molto simpatico, ma per parlare di lui si sono letteralmente portati la testa in tutti i telegiornali televisivi per giorni e giorni! E quando muore qualcuno che non è uno sportivo o un “divo” non se ne parla nemmeno. Anche quello poteva essere un ragazzo meraviglioso, simpatico e circondato da tante persone che lo amavano!

Ultimamente si sta parlando moltissimo delle misteriose patologie di Cassano e di Gattuso e se ne parla come se fosse praticamente la fine del mondo! Anche in questo caso l’atteggiamento dei media è decisamente esagerato. Ieri in un telegiornale si faceva vedere una lunga carrellata di gol di Cassano, come se fosse un filmato di repertorio di un antico campione scomparso! Sorpresa A parte il cattivo gusto di mostrarlo come se fosse ormai morto e sepolto, dedicare interi minuti a una notizia del genere, mentre nel frattempo nel mondo succedono cose più importanti, mi sembra ancora più di cattivo gusto.

Gli atleti vengono “divizzati” da secoli, lo dimostrano le descrizioni di atleti che vincevano le Olimpiadi antiche. Erano altri tempi e a quell’epoca si credeva nell’esistenza degli dei, ma adesso che senso ha non credere agli dei, ma crearseli lo stesso? Sorriso

A voi lettori l’ultima parola!


4 commenti:

  1. mi trovi perfettamente d'accordo. riguardo a Simoncelli non ho voluto farmi trasportare emotivamente come ha fatto mezza italia per il semplice motivo che non mi sembra rispettoso nei confronti di tutte quelle persone che quotidianamente perdono la vita. a me dispiace tantissimo perché un ragazzo di 24 anni e' morto e non perché si chiamava Simoncelli ed era un bravo ragazzo.

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  2. Infatti, non bisogna mai dimenticare tutte le altre vittime della strada.

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  3. mi piace parecchio l'obiettività di questa corrente... controcorrente e mi trovo perfettamente d'accordo anche con Abramo e Giuseppe.
    Ammetto che a volte anche io mi sono lasciato trasportare dall'effetto di risonanza che può avere per esempio la morte di un personaggio famoso, ma solo nell'ottica dell'interruzione storica di ciò che aveva fatto di positivo quella persona e della proiezione nel futuro di ciò che avrebbe potuto ancora fare, specie nel caso della dipartita di un giovane. A mio vedere, dovrebbe interessarci solo la parte umana della vicenda, e dovremmo sempre considerare che ogni giorno nel mondo ci sono numerosi casi che rimarranno sconosciuti per sempre analoghi se non più drammatici di quelli che a volte fanno tanto mercato auditel (ovviamente, loro malgrado) sui nostri media.

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  4. Mi sembra che ci sia una certa differenza se scompare un premio Nobel della medicina, che ha scoperto il modo per salvare la vita a milioni di persone, o se scompare uno sportivo, per quanto possa essere stato un uomo che ha trasmesso i veri valori dello sport. Non so se sbaglio, ma la penso così.

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