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mercoledì 17 agosto 2022

Stipendi degli insegnanti e costo della vita


Si sta facendo in modo che gli aumenti degli stipendi degli insegnanti possano essere attribuiti solo a pochissimi e solo dopo ben 9 anni di aggiornamento. Questa è pura follia! Il costo della vita è aumentato in maniera spropositata ADESSO, non tra 9 anni! Ed è aumentato per tutti, non solo per i "meritevoli". Che poi si voglia fare in modo di premiare i docenti con maggiori competenze credo che nessuno abbia nulla in contrario, ma anche questo si potrebbe benissimo farlo SUBITO, non c'è bisogno di aspettare 9 anni. Ci sono molti docenti che hanno due o anche tre lauree: non mi si venga a dire che hanno poche competenze o che non siano meritevoli... Si vada a vedere chi ha dei titoli di studio aggiuntivi (ovviamente affini al loro campo di insegnamento) e gli si attribuisca subito un aumento di stipendio. Ma il merito degli insegnanti non ha nulla a che fare con gli aumenti di stipendio che adesso si chiedono con urgenza. Vediamo cosa c'è scritto nell'articolo 36 della Costituzione italiana:

«Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.

Ciò significa che si deve considerare il merito, ma anche il costo della vita che aumenta sempre, come abbiamo visto soprattutto negli ultimi due anni.

Gli aumenti da attribuire agli insegnanti, urgentemente, non sono un premio, ma un atto dovuto per assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.

Poi, per i più bravi, si potranno assegnare ulteriori aumenti.

lunedì 3 ottobre 2016

Metodo di studio efficace (video)

Molti pensano che per andare bene a scuola è necessario essere dei geni, oppure, se non si ha la fortuna di avere eccellenti capacità, bisogna stare sui libri molte ore al giorno. In realtà non c’è bisogno di un quoziente di intelligenza da paura e non c’è nemmeno bisogno di studiare 10 ore al giorno. Ciò che invece è necessario è un buon metodo di studio unito (e questo è fondamentale) ad un impegno costante. Il metodo di studio, anche se ottimo, non sarà mai in grado di compensare la mancanza di impegno, questo deve essere molto chiaro! Infatti studiare meno ore non significa affatto impegnarsi di meno!

A questo punto vediamo cosa significa avere un metodo di studio efficace. In questo filmato possiamo vedere se abbiamo bisogno di un metodo di studio migliore di quello che stiamo adottando. Questa necessità scaturisce dalle risposte a 3 domande che vengono poste durante il video.

Le domande sono le seguenti:

1) Riesci a ricordare gli argomenti studiati a distanza di 1 giorno dopo averli studiati?

2) Riesci a ricordare gli argomenti studiati a distanza di molto tempo?

3) Riesci a preparare un compito o una interrogazione senza bisogno di molte ore di studio?

Se la risposta a tutte queste domande è negativa probabilmente hai bisogno di cambiare metodo di studio. In questo video si danno dei semplici consigli per studiare di meno e studiare meglio.

Per fare ciò, come dicevo, c’è bisogno di grande impegno. La prima cosa da fare è eliminare i disturbi. Ad esempio cellulari e facebook sono assolutamente da abolire, perché sono tra le cose che fanno perdere più tempo in assoluto. Si può fare ricorso solo alla musica, ma solo se questa favorisce la concentrazione.

Se si prevede di studiare per diverse ore, ad esempio perché si devono preparare diverse materie, conviene intervallare le ore di studio con delle attività piacevoli che servono a “svuotare la mente” e riprendere lo studio con maggiore vigore.

Ma non voglio anticiparvi tutti i consigli del filmato…

Ok, a questo punto vi lascio alla visione di questo filmato che fornisce dei pratici consigli su come studiare meglio e anche di meno senza stancarsi.

Buona visione a tutti.


lunedì 22 agosto 2016

Come scrivere un curriculum vitae

Ecco alcuni buoni consigli su come scrivere un buon curriculum vitae. Buona lettura.

Che cos'è

IL CURRICULUM:

• è un testo in cui una persona illustra il proprio percorso di studi ed esperienze professionali (curriculum vitae significa «corso della vita») per presentarsi in un ambiente di lavoro;

• segue in genere uno schema predefinito: il modello più diffuso è il CV europeo;

• può essere un'occasione per riflettere su se stessi, sulle proprie scelte e i propri obiettivi.

 

Ecco un esempio inventato di CV secondo il modello europeo:

 

CURRICULUM VITAE

 

INFORMAZIONI PERSONALI

I recapiti sono fondamentali: chi legge deve potervi rintracciare facilmente.

Spazio in cui inserire la foto

Nome e cognome: Serena Rinaldi

Indirizzo: Via Giovanni Verga, 45 - 59100 Prato (PO)

Numero telefonico: 0574 4593786

Telefono cellulare: 335 6703856

Indirizzo e-mail: serena.rinaldi@email.it

Sesso: F

Data di nascita: 16/9/1983

Nazionalità: italiana

 

OCCUPAZIONE DESIDERATA

.....

Redazione editoriale

Si inseriscono le esperienze professionali svolte partendo dalla più recente. Si forniscono nomi e indirizzi dei precedenti datori di lavoro.

Si elencano i compiti svolti.

 

ESPERIENZA PROFESSIONALE

da ottobre 2013 a oggi

Redattore editoriale della rivista on line Sestilia

- Ricerca e assegnazione argomenti

- Revisione di articoli

- Redazione di articoli

- Traduzione da inglese e tedesco

da gennaio 2011 a giugno 2013

Correttore di bozze presso

Casa Editrice La Lince, Via Galilei, 15 Prato

- Valutazione di manoscritti - Revisione di testi poetici e narrativi

da ottobre 2008 a ottobre 2009

Stage presso Casa Editrice Moschete

Via Guerrazzi, 38 Firenze

Si inserisce per primo il titolo più recente, indicando dove si è

conseguito e le principali materie, discipline, abilità che caratterizzano la qualifica.

 

ISTRUZIONE E FORMAZIONE

da settembre 2005 a luglio 2008

Laurea Magistrale in Filologia Moderna Università degli Studi di Firenze

Linguistica italiana, Letteratura italiana moderna e contemporanea, Storia della lingua italiana, Sociolinguistica, Archiviazione, Bibliografia e biblioteconomia, Filologia moderna

da settembre 2002 a maggio2005

Laurea in Lettere

Università degli Studi di Firenze

Letteratura italiana, Storia della lingua italiana, Geografia, Storia

da settembre 1997 a giugno 2002

Diploma di Liceo Linguistico

Liceo Livi (Prato)

 

COMPETENZE PERSONALI

 

LINGUA MADRE

Italiano

ALTRE LINGUE

Inglese

Comprensione (ascolto: avanzato - lettura: avanzato) Parlato (interazione: avanzato - produzione orale: avanzato) Produzione scritta: avanzato

Tedesco

Comprensione (ascolto: intermedio - lettura: intermedio) Parlato (interazione: intermedio - produzione orale: intermedio) Produzione scritta: intermedio

 

COMPETENZE COMUNICATIVE

Possiedo buone competenze comunicative: so relazionarmi con persone di ogni tipo, anche di diverse lingue e culture, rispondendo alle loro precise richieste con chiarezza, precisione e professionalità, grazie alle esperienze acquisite durante le attività menzionate di lavoro e stage.

 

COMPETENZE ORGANIZZATIVE E GESTIONALI

Ho buone competenze organizzative: sono in grado di lavorare in autonomia e in team, anche coordinando il lavoro di altri. So assumere responsabilità e definire priorità, rispettando scadenze e chiarificando obiettivi.

 

COMPETENZE PROFESSIONALI

Correzione di bozze, traduzioni dall'inglese all'italiano e viceversa.

 

COMPETENZE INFORMATICHE

Pacchetto Office. Posta elettronica e navigazione web. Principali social network.

 

ALTRE COMPETENZE

Esperienza nelle attività formative dei bambini, acquisite durante la mia esperienza di baby sitter.

Sono appassionata di cinema e teatro, amo viaggiare e pratico da circa tre anni il pilates. Adoro i cani e allevo cuccioli di Golden Retriever.

 

PATENTE DI GUIDA

Patente B.

 

ULTERIORI INFORMAZIONI

Partecipazione al convegno "Infanzia e Lettura", (Roma, 21-25 aprile 2015)

 

DATI PERSONALI

Autorizzo il trattamento dei miei dati personali ai sensi del Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 "Codice in materia di protezione dei dati personali".

 

ALLEGATI

Copie dei diplomi di laurea

Copie delle certificazioni linguistiche Attestazioni di servizio

Lettera di presentazione del datore di lavoro attuale

 

Ricordiamoci di

• chiarificare lo scopo per cui si compila il curriculum, tenendo ben presente il destinatario;

• raccogliere le informazioni personali utili allo scopo, tralasciando quelle non funzionali;

• pianificare il testo: selezionare le informazioni e l'ordine in cui proporle, seguendo un modello (in genere il CV europeo);

• revisionare il testo, dopo la stesura;

• essere chiari e concisi: il CV deve non deve essere troppo lungo e le frasi devono risultare chiare e semplici, ma sempre professionali;

• utilizzare un carattere tipografico (font) elegante ma semplice: deve trasmettere professionalità;

• utilizzare un lessico medio: non troppo specialistico, ma senza espressioni del linguaggio quotidiano.

 

(Bibliografia: Felici approdi)


martedì 25 giugno 2013

Beni e bisogni (economia)

Cosa sono beni e bisogni? Ecco alcune definizioni importanti che riguardano beni e bisogni.

- Bisogni. Sono stati di insoddisfazione che si possono colmare con i beni.

- Caratteri dei bisogni.

1) Sazietà: possono essere soddisfatti.

2) Soggettività: cambiano a seconda del soggetto.

3) Illimitatezza: sono illimitati.

4) Risorgenza: si ripropongono.

 

- Beni. Sono strumenti economici per soddisfare i bisogni.

- Tipi di beni.

1) Primari: cibo, acqua e tutto ciò che serve per sopravvivere.

2) Secondari: beni di cui si può fare a meno.

3) Voluttuari: beni superflui e non necessari.


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domenica 11 marzo 2012

Come cambiare la scuola

Il nostro sistema di istruzione è al passo con i tempi oppure è obsoleto? La sensazione che sia ormai obsoleto è sempre più forte ormai da decenni e quindi occorre al più presto una profonda riforma. Ma, a parte i problemi politici ed ideologici che possono ritardare (o anche bloccare) una tale riforma, in che direzione dovremmo muoverci per cambiare alla base il nostro sistema di istruzione?

Per capirlo bisognerebbe prima analizzare come si è sviluppato e evoluto l’attuale sistema di istruzione. Se ci pensiamo le scuole in cui noi abbiamo studiato sono strutturate come se fossero delle catene di montaggio, cioè hanno una impostazione “industriale”. Ci sono campane che suonano ogni ora, ci sono registri per segnare assenze e ritardi, stanze in cui non è vietato entrare o uscire, gli studenti sono stipati nelle aule utilizzando come unico criterio l’età anagrafica. Per non parlare della burocrazia a cui sono sottoposti gli insegnanti: pagelle, pagellini, schede di valutazione, programmazioni strutturate e compagnia bella. E’ come se si stesse gestendo un’azienda e non la maturazione mentale dei bambini e dei ragazzi. La smania di “misurabilità” dei progressi degli studenti porta a eccessi di questo tipo. In realtà nella mente umana e nella sua crescita non è detto che sia tutto così misurabile.

(Una scena del film “The Wall” (1979) con la colonna sonora dei Pink Floyd. Nel film la scuola viene descritta come un luogo alienante).

Inoltre vengono valutate solo due tipi principali di abilità dell’intelletto umano: la capacità razionale e quella manuale. In base a questi due tipi di abilità le persone sono “smistate” verso lavori di tipo intellettuale-teorico o verso lavori di tipo manuale. Questa distinzione è ancora viva e operante nelle scuole attuali.

Sappiamo però che le abilità della mente umana non sono solo queste due. Ad esempio c’è la creatività e il pensiero divergente. Di solito la scuola, con i suoi metodi, distrugge sia la creatività, sia il pensiero divergente (che è quello che fondamentalmente genera la creatività). Si è potuto vedere che il pensiero divergente diminuisce all’aumentare dell’età e della scolarizzazione. E’ un vero peccato sprecare un tale patrimonio di creatività!

In questo filmato, davvero molto interessante, possiamo vedere, con una grafica davvero accattivante, il pensiero di Sir Ken Robinson, un esperto di fama mondiale sullo sviluppo dell’educazione. Guardate il filmato e fatemi sapere cosa ne pensate sul mondo dell’istruzione attuale e se è vero che deve essere rivoluzionato e non solo riformato.

Buona visione a tutti.


lunedì 5 marzo 2012

Considerazioni sul bullismo

E’ da molti anni ormai che si parla di bullismo. Si cerca sempre di fare qualcosa per arginare questo fenomeno molto diffuso nelle nostre scuole. La sensazione, però, è che si stia perdendo la partita. Anziché diminuire, il fenomeno bullismo sembra sempre più presente nelle scuole e anche in altri contesti. E’ vero, l’Italia ha molti problemi in questo momento storico e queste difficoltà si riflettono sui comportamenti devianti dei giovani. L’assoluta mancanza di valori di riferimento, inculcati da una televisione sempre più povera di contenuti e sempre più ricca di immagini che inneggiano ad un modo di vivere falso e artefatto, fanno il resto del danno.

bullismo

C’è da dire che nelle scuole degli USA il bullismo sembra molto più diffuso che nelle nostre scuole (o forse è semplicemente meglio monitorato), nonostante tutte quelle “americanate” che vengono utilizzate come il “role playing” e altre tecniche a cui molti (giustamente) non credono. Forse è per questo che oltreoceano il bullismo dilaga quasi indisturbato nelle scuole? E’ un problema di metodologia sbagliata?

C’è da dire anche che molti telefilm americani (che i nostri giovani vedono molto volentieri in tv) mostrano il bullismo in maniera sottilmente positiva. Pur condannando il fenomeno in maniera formale, le immagini però raccontano qualcos’altro. Il bullo è sempre un bel ragazzo, alto, sportivo, bello, ammirato da un sacco di ragazze, la sua vittima invece è un ragazzo “sfigato” (si noti anche l’uso spropositato di questo fastidiosissimo vocabolo), magro, poco incline agli sport, rifiutato dalle ragazze, ancora vergine ben oltre i 18 anni…

Chi è quel fesso che vorrebbe indentificarsi con la vittima?

E’ un trionfo di luoghi comuni che vengono però assimilati ben bene dai nostri dodicenni (probabilmente anche più giovani) e forse vengono introiettati senza che gli adulti se ne accorgano, dato che i nostri figli sono lasciati davanti alla tv senza alcun controllo, basta che non “rompano le scatole”.

Il bullismo non può essere combattuto solo con alcune (discutibili) tecniche terapeutiche somministrate ad alunni difficili, ma deve essere combattuto anche sul fronte culturale. Se nei cervelli dei ragazzi inseriamo spazzatura, attraverso i media (soprattutto la televisione), dai loro cervelli otterremo solo spazzatura! E quando andranno a navigare su internet, non andranno mai e poi mai a cercare quelle risorse meravigliose che internet mette a disposizione di tutto il mondo, ma cercheranno solo quella spazzatura che è l’unica cosa che conoscono.

La prepotenza è un tratto tipico della natura umana, così come la sottomissione. Fanno parte del nostro universo “umano” e non sono eliminabili. I tratti della prepotenza e della sottomissione possono essere però largamente “smussati” da una visione del mondo che deve diventare contemporaneamente più ampia e profonda. Questa nuova visione però deve passare, secondo me, attraverso una profonda riforma dei palinsesti televisivi che non possono più propinare ai nostri giovani delle schifezze come quella, solo per fare un esempio, dell’affinità di coppia stabilita da un sms!

Ora basta con tutti questi reality (che di reale non hanno nulla), questi programmi che presentano il paranormale, gli UFO e altre amenità come se fossero un dato di fatto. Basta con i telefilm che inneggiano al bullismo. Basta con la spazzatura.

Se potete avere un minimo di controllo sui vostri figli (e se volete… soprattutto) fate in modo che possano vedere qualcosa di bello. Una visita in un museo, ad una mostra, una passeggiata in mezzo alla natura. Sul versante tecnologico, se sono un po’ più grandicelli, fategli vedere quante cose belle possono trovare su Internet. Fate in modo che diventi la loro enciclopedia personalizzata. Fate in modo che conoscano!

Chi conosce non ha paura e chi non ha paura difficilmente diventa violento…


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martedì 30 agosto 2011

Inizio della scuola 2011: il calendario regione per regione

Calendario dell’inizio della scuola anno scolastico 2011-2012. Tra poco comincia settembre, il mese in cui si torna a scuola. Per molti è stata un’estate di divertimenti, ma per molti è stata un’estate di sacrifici. Chi ha avuto la fortuna di divertirsi comincerà quest’anno scolastico con serenità. Gli alunni saranno forse un po’ scocciati, i genitori forse un po’ emozionati, i professori e i maestri preoccupati (ogni anno gli alunni diventano sempre un po’ più “discoli”). Ormai in Italia la scuola diventa sempre meno importante, sempre più sottovalutata, sempre più soggetta a tagli economici e a risparmio ingiustificato. Gli insegnanti anche quest’anno perderanno una fetta della loro autorità e della loro autostima, molti alunni saranno promossi (sempre molti di più di quelli che se lo meritano…) e alcuni saranno bocciati (sempre molti di meno di coloro che se lo meritano…). Benvenuti tutti nell’anno scolastico 2011-2012 Occhiolino
Ecco il calendario, regione per regione, dell’inizio dell’anno scolastico 2011-2012.



12 Settembre 2011
Calabria
Friuli Venezia Giulia
Lombardia
Liguria
Lazio
Marche
Molise
Piemonte
Umbria
Veneto
Valle D’Aosta
Provincia autonoma di Trento
Provincia autonoma di Bolzano


13 settembre 2011
Abruzzo

14 settembre 2011
Toscana
Campania


15 settembre 2011
Puglia
Sardegna
Sicilia


19 settembre 2011
Basilicata
Emilia Romagna

martedì 10 maggio 2011

Morgantina

 

Avete mai sentito parlare della zona archeologica di Morgantina? Fino a poco tempo fa io ne avevo sentito parlare vagamente, sapevo che era meta abituale di turisti e di gite scolastiche, ma non mi ero informato più di tanto. Alcuni giorni fa ci sono andato e sono rimasto davvero stupito dalla bellezza di questo sito. Ho letto che Morgantina è stata definita “la Pompei di Sicilia” e dopo aver visto i resti di questa meravigliosa città non posso che confermare appieno questa denominazione.

vista aerea di Morgantina

Partiamo da un po’ di storia, poi vi spiegherò qualcosa di più mostrandovi le foto che io stesso ho fatto a Morgantina.

Morgantina è una città decantata dai più grandi storici dell’antichità, fu fondata sulla collina della Cittadella (presso l’attuale comune di Aidone, in Sicilia) da re Morges, capo di una tribù sicula (XI sec. a.C.).

Dominata dai Greci dalla metà del VI sec. a.C., venne distrutta nel 459 a.C. da re Ducezio, capo carismatico ed erede dei Siculi, il quale distrusse la città originaria rifondandone una nuova sul terreno di Serra Orlando.

La città raggiunse un notevole sviluppo economico, politico e sociale nella metà del III sec. a.C., sotto il regno di Gerone II. Alleatasi con i Cartaginesi durante la Seconda Guerra Punica, venne punita duramente dai Romani (211 a.C.) che la occuparono per più di due secoli, fino all’abbandono totale avvenuto tra il I sec. a.C. e il I sec. d.C.

Gli scavi condotti dagli archeologi statunitensi sin dal 1955, hanno riportato alla luce una città intatta, nella quale si rivivono intensamente le strutture della “polis” greca. In 12 chilometri quadrati di area archeologica è stato scavato ancora solo il 10%. Non a caso Sjoquist, il primo archeologo che effettuò scavi sistematici nell’area, la chiamò, come avevo già riferito prima, la “Pompei sicula”.

Vediamo quali sono le strutture più interessanti che potete vedere a Morgantina.

 

La Casa del Saluto (detta anche Casa del Capitello Dorico)

E’ forse uno dei resti più famosi di Morgantina. Si tratta di una costruzione molto elegante con pavimenti in cocciopesto e mosaico, ornato da disegni geometrici. La casa prende il suo nome da una scritta in mosaico EYEXEI (letteralmente: stai bene) posta all’ingresso di un ambiente dove è stata rinvenuta una vasca da bagno (conservata attualmente al Museo Archeologico di Aidone). Il quadriportico colonnato, senza tetto nella parte centrale, serviva per la raccolta dell’acqua piovana.

Casa del Saluto

 

Casa di Ganimede

Da come si presenta doveva, senza dubbio, appartenere ad una personalità molto ricca e in vista tra i ceti sociali più nobili della città. La sua forma rettangolare presenta sette colonne sui lati lunghi e tre sui lati corti che circondano un cortile per la raccolta di acqua piovana. Le colonne sono in pietra arenaria in stile Dorico. Sul lato sinistro due ambienti conservano i più antichi mosaici dell’arte ellenistica occidentale. Il primo raffigura il “Ratto di Ganimede”, figlio di Troo, mentre viene rapito da Zeus che nell’occasione assunse le sembianze di un’aquila. Nel secondo ambiente è visibile un meandro ornato da foglie di edera, simboli della vittoria in una competizione sportiva.

Casa di Ganimede

 

Teatro

Costruito nel IV secolo a.C. era composto da: cavea, orchestra ed edificio scenico. La cavea costruita con blocchi di pietra squadrata, è divisa in sei settori da cinque scalette verticali dove trovavano posto gli spettatori. Sul terzo gradino, dall’alto in basso del settore centrale si trovava una dedica a Dionisio: Nello spazio riservato all’orchestra, vicino i primi gradini, trovava posto il coro.

Teatro di Morgantina

 

Fornace grande

Tra le più ampie fornaci conosciute del mondo antico, la “Fornace grande” possiede due corridoi di approvvigionamento (o praefurnia) contrapposti, collegati ad una camera di combustione di forma ovale tramite passaggi voltati in laterizio, le cui pareti vetrificate testimoniano danni determinati dalle alte temperature. La camera di combustione era coperta da un piano forato sostenuto da archi in laterizio di cui si conservano le basi. A differenza della gran parte delle fornaci, edificate con materiale di riutilizzo, la “Fornace grande” venne costruita con mattoni appositamente prodotti. In essa venivano prodotti materiali fittili di grandi dimensioni, come tegole, condutture e grandi contenitori per derrate. L’ubicazione della fornace, a ridosso di una parte delle fortificazioni greche, indica che queste non erano più in uso quando essa venne costruita.

Fornace grande

 

Ekklesiasterion

L’ekklesiasterion, luogo di riunione dell’assemblea cittadina, si configura come un complesso costituito da tre ampie gradinate che si incontrano formando angoli ottusi. In una prima fase furono realizzate solo la scalinata occidentale e quella centrale, ambedue dotate di dodici file di gradini. In un secondo momento venne aggiunta la scalinata più breve, quella orientale, insieme a tre nuove file di gradini nella parte superiore dell’insieme. Del béma o piattaforma dell’oratore si conserva soltanto il primo filare di blocchi. La presenza di un luogo destinato alle assemblee pubbliche, indica che nel III secolo a.C. la città godeva di una, seppur parziale, autonomia. L’ampio complesso dell’ekklesiasterion, che si adatta alla configurazione della vallata dell’agorà, non è allineato con l’impianto ortogonale della città. Oltre ad avere una funzione pubblica, le gradinate servivano, infatti, da terrazzamento, fornendo anche un agevole accesso ai tre lati dell’agorà superiore.

Ekklesiasterion

 

Non dimenticate a questo punto di andare a visitare il Museo Archeologico di Aidone. Qui sono esposti tutti i ritrovamenti del sito di Morgantina. Molto interessanti sono gli argenti “sacri agli dei” (davvero stupendi) e la famosa venere di Morgantina (che sarà in esposizione a partire dal 17 maggio 2011).


lunedì 31 gennaio 2011

Esami di maturità 2011. Ecco le materie della seconda prova.

 

Sono uscite le materia per gli esami di maturità 2011. Nel filmato possiamo vedere il ministro della Pubblica Istruzione, on. Mariastella Gelmini, che annuncia le materie uscite nei vari indirizzi di studio.

Buona visione del video:

Maturità 2011. Le materie della seconda prova.

Per avere maggiori dettagli è possibile scaricare i seguenti allegati:

Allegato Ordinamento
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Elenco Indirizzi Ordinamento
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Elenco Indirizzi Sperimentali
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Allegato Sperimentali Bolzano
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Allegato Sperimentali Aosta
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Allegato Sperimentali Senza Aosta e Bolzano
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sabato 8 gennaio 2011

Come studiare bene, alcuni consigli utili

 

Per ottenere soddisfacenti risultati di apprendimento in un tempo prestabilito, occorre impadronirsi di una serie di tecniche di lavoro utili per favorire la memorizzazione, la sintesi e la rielaborazione personale dei contenuti. Lo studente che avrà imparato a trarre il meglio dagli strumenti a sua disposizione riuscirà a ottimizzare il proprio tempo e, in definitiva, a trascorrere meno ore sui libri. Questo però è l'approdo finale di un esercizio costante, giornaliero, di applicazione metodica, che all'inizio potrà sembrare forse noioso, ma che non tarderà a dare i suoi frutti.


Prendere appunti

prendere appunti

Una prima operazione, che si raccomanda a tutti gli studenti di non trascurare, è quella di prendere appunti durante le lezioni. Sarebbe opportuno portare in classe un unico quaderno ad anelli con fogli staccabili, in cui raccogliere gli appunti di tutte le materie; a casa poi lo studente si preoccuperà di curare l'elaborazione dei vari quaderni disciplinari. Prendere appunti, infatti, è un esercizio che inizia a scuola, ma che poi continua a casa, perché le note scritte velocemente in classe hanno sempre bisogno di essere riordinate e, talvolta, integrate.

Il quaderno degli appunti è un po' come il diario personale, ed è giusto che la sua organizzazione sia lasciata alla libertà degli studenti: c'è chi si inventa una specie di stenografia fatta di abbreviazioni per scrivere più rapidamente (cmq al posto di "comunque" , x' invece di "perché", a. per "anno", sec. per "secondo" e così via), chi usa pennarelli di colori diversi, chi evidenzia in colore i passi importanti, chi inserisce immagini, grafici e tabelle.

Indipendentemente dalle strategie utilizzate, è importante ricordare che prendere appunti non è un'operazione passiva, ma un vero e proprio esercizio che mette alla prova le abilità dello studente, in modo particolare la capacità di ascoltare in modo attivo e di operare, già durante le lezioni in classe, una selezione e una sintesi dei contenuti. Infatti non è necessario scrivere da forsennati come sotto dettatura, per timore di perdere anche solo una parola di quello che dice l'insegnante; è assai più utile esercitarsi a riassumere il contenuto delle spiegazioni, annotando solo le informazioni essenziali. Naturalmente si può chiedere la collaborazione del professore, che sarà ben felice di venire incontro alle esigenze dei suoi volenterosi allievi rallentando il ritmo dell'esposizione o dando espressa indicazione delle informazioni salienti e di quelle accessorie.

In conclusione, prendere appunti in classe, per annotare i passaggi principali della spiegazione degli insegnanti, è un'ottima abitudine, che aiuta non soltanto a non perdere la concentrazione, ma anche a esercitare le proprie capacità di sintesi e di rielaborazione dei contenuti.


Organizzatori anticipati, riassunti e mappe concettuali

mappa concettuale

Spesso, nei libri di testo, all'inizio di ogni unità di apprendimento si trova una breve introduzione che anticipa allo studente i contenuti che incontrerà. Nel linguaggio della pedagogia, questo tipo di espediente si chiama organizzatore anticipato e serve a fare entrare lo studente nell'ambiente concettuale dell'unità, e a sollecitare la sua curiosità e le sue aspettative.

Anche nel quaderno degli appunti personali potrebbero essere inseriti degli organizzatori anticipati, come breve introduzione (bastano poche righe) ad ogni lezione. Naturalmente non dovranno essere scritti in classe, ma a casa, alla fine dell'attività di rielaborazione degli appunti. Quando gli allievi ripasseranno i contenuti sul loro quaderno, gli organizzatori serviranno a rammentare sinteticamente l'argomento di quella lezione.

Il riassunto è un esercizio un po' trascurato in classe, ma utilissimo per imparare a scrivere, esercitando le capacità di comprensione e di sintesi. Provate ogni tanto (una volta al mese può bastare) a fare un riassunto di un'unità di apprendimento del libro di testo, stabilendone in anticipo la lunghezza: le vostre abilità di scrittura miglioreranno sensibilmente.

La maggior parte dei libri di testo contiene, in fondo a ogni unità, una mappa concettuale, che riassume in modo schematico i contenuti presentati, con l'aiuto di elaborazioni grafiche che visualizzano l'articolazione delle informazioni. Si tratta di sussidi utili, ma ogni studente dovrebbe elaborare le proprie mappe concettuali, questo perché ognuno ha il proprio stile cognitivo e di apprendimento.


Personalizzare il libro di testo

sottolineare il libro

Che noia quei libri di testo nuovi fiammanti, appena usciti dalla cartoleria, con le pagine belle pulite! Perché non renderli "nostri" personalizzandoli con note a margine (come facevano i monaci medievali nei preziosi codici), con sottolineature di colore diverso, con le spiegazioni dei termini difficili?

I libri di testo sono strumenti di lavoro che devono recare le tracce dell'impegno degli studenti, anche perché sono proprio quelle "tracce" a rendere più veloci ed efficaci non solo la memorizzazione, ma anche il ripasso.


mercoledì 1 dicembre 2010

Catania 30 novembre 2010. Manifestazione universitaria contro la riforma Gelmini.

 

Queste immagini dovrebbero convincere il ministro Gelmini (ma non ci credo nemmeno se nasco un’altra volta) che non è vero che la gente è con lei per la riforma.

Questi cortei mi ricordano quelli che furono organizzati quando anche io ero studente universitario nel 1993, anno in cui cominciò una fase di rapida “distruzione” dell’università che portò alla fine alla privatizzazione e al numero chiuso. Anche in quegli anni c’erano studenti per le strade che gridavano slogan, che cantavano e che credevano che con la loro protesta qualcosa sarebbe cambiato in meglio. Queste immagini quindi per me sono un “deja vu”. Ma quelli studenti che vediamo nel filmato ancora non lo sanno che la disgregazione del sistema di istruzione e formazione sarà, purtroppo, inesorabile.

Temo solo che la loro tendenza all’idealismo e alla sete di giustizia verrà strumentalizzata per mostrare che gli studenti non sono altro che dei fannulloni che non fanno altro che bighellonare per le strade…

Buona (e amara) visione del filmato.

Manifestazione universitaria contro la riforma Gelmini il 30 novembre 2010 a Catania

domenica 21 novembre 2010

La scuola fa male

 

Leggendo il titolo di questo post si potrebbe pensare che si voglia parlare di fenomeni come il bullismo, lo stress, i presidi e gli insegnanti picchiati, il burnout, ma in realtà c’è qualcosa di più profondo nella frase “la scuola fa male”.

Ovviamente l’affermazione non va interpretata in senso assoluto. Sappiamo che a scuola abbiamo imparato a leggere, a contare e poi anche… e poi… Ok, mi arrendo, mi mancano le parole. E poi ci sono molti bambini che imparano a leggere e a contare prima di andare a scuola! Non prendiamoci in giro…

Ok ma, nel frattempo che la scuola ci fa fatto imparare qualcosa che potevamo tranquillamente imparare da soli, cosa ci ha fatto disimparare che non potevamo disimparare da soli?

Nei due filmati che vi presento capirete perché la scuola uccide la creatività. Con un linguaggio davvero brillante, a tratti comico, ma con un contenuto profondo, l’oratore ci guida nei meandri dei profondi errori educativi dell’istruzione moderna.

Da non perdere assolutamente.

Buona visione.

La scuola fa male (parte 1)

 

La scuola fa male (parte 2)

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martedì 21 settembre 2010

Robot che ballano sulle musiche di Michael Jackson

 

Questi stupendi robot sono stati progettati e realizzati da alcuni studenti dell’I.T.I. Archimede di Catania.

La squadra dell'Archimede, guidata dal prof. Domenico Ardito, dopo aver ottenuto un ottimo piazzamento (ottavi) nella categoria dance ai Campionati Mondiali di Singapore (Robocup 2010), si ritroverà sotto i riflettori di un'immensa platea televisiva, che potrà così ammirare le performance di danza acrobatica di cinque robot (2 umanoidi e tre lego mindstorm) che interpreteranno con sincronismi collaudati le plastiche coreografie di Michael Jackson sulle note di Smooth Criminal.

Questo risultato mostra che molti giovani provenienti dalle regioni del sud hanno capacità e ingegno da vendere. Peccato che le persone più dotate verranno poi abbandonate da un sistema universitario farraginoso e che non premia le eccellenze.

Buona visione del filmato (all’inizio viene presentata brevemente la storia dell’I.T.I. Archimede).

lunedì 21 giugno 2010

Tracce di maturità in rete. Attenzione ai fake!

 

Questa è la notte prima degli esami ;-) Fioccano i siti che promettono di avere le tracce della prima prova degli esami di Stato. Ma fate attenzione ai fake. A quanto pare sul sito http://maturita.scuolazoo.it/ecco-come-li-abbiamo-smascherati/ sono apparse alcune tracce, ma il MIUR smentisce decisamente.

Sarà vero? Lo sapremo domani mattina… ;-)

AGGIORNAMENTO del 22 giugno 2010 ore 9:44.

Le tracce non erano quelle del link ;-) Però nelle tracce vere, ce n’era una anche sugli UFO!

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giovedì 20 maggio 2010

Tesine esami di maturità. 7 consigli utili

 

Esami di Stato 2010

Gli esami di Stato 2010 si avvicinano e molti studenti hanno già cominciato a preparare la famigerata tesina. Per molti la tesina per gli esami è una fonte di ansia e di grande imbarazzo. Molte tesine di maturità già pronte si possono trovare in numerosi siti internet sparsi un po’ dovunque. Ma non è necessario copiare una tesina già fatta se si hanno le idee chiare (e se si sono studiati gli argomenti…).

studente disperato

In questo post desidero solo dare alcuni consigli a tutti coloro che vogliono preparare una tesina che sia efficace ed esauriente.

Ecco 7 consigli per una buona tesina di esami di maturità.

1) Fate in modo che non superi le 15 o 20 pagine. I docenti delle commissioni sono ogni volta costretti a leggersi le tesine di un’intera classe e se la vostra tesina è molto lunga la lettura sarà superficiale (o non verrà letta affatto e vi assicuro che non è una cosa che succede raramente).

2) Gli argomenti devono essere scelti in maniera tale che esista un minimo di filo logico che li collega. Evitate forzature.

3) Fate in modo che l’esposizione della tesina non duri più di 10 o 15 minuti. Qualsiasi commissione d’esame vi interromperà se si vede che l’esposizione si protrae troppo a lungo. Allenatevi ad esporla controllando il tempo con un orologio. Così sarete in grado di capire se dovete omettere o aggiungere qualcosa.

4) La formattazione della tesina e la sua copertina non devono mai essere troppo elaborate e professionali. La commissione potrebbe farsi l’idea che “ve l’ha fatta qualcuno che se ne intende di computer”. Meglio avere una formattazione semplice e sobria e dare l’impressione che alla tesina ci avete lavorato voi, piuttosto che trasmettere la convinzione che è stata redatta da un parente o da un amico.

5) Ricordarsi che l’indice della tesina va messo all’inizio e non alla fine! Sembra strano, ma questo è uno degli errori più comuni che si commettono.

6) Non cambiate idea troppo spesso per il titolo e gli argomenti della tesina. E’ esperienza comune di molti studenti cambiare idea sulla strutturazione della tesina. Alcuni in questo modo arrivano alla stesura definitiva la notte prima degli esami orali! Evitate si stressarvi in questo modo. Progettate con cura il titolo e gli argomenti da inserire nella tesina e solo dopo cominciatene la stesura. Per la progettazione potete fare uso di una mappa concettuale che evidenzi le connessioni tra gli argomenti.

7) Non inserire troppe materie diverse nella tesina. E' molto meglio una tesina “concentrata” che sappia incuriosire invece che una tesina che tocchi dieci materie, ma resta sempre incompleta. E poi l’esame non si conclude con l’esposizione della tesina, quindi non perdeteci troppo tempo e studiate le materie per l’orale!

Bene, adesso che avete un’idea un po’ meno nebulosa di come sia opportuno scrivere una tesina, vi lascio allo studio “matto e disperatissimo” e… in bocca al lupo per gli esami! :-)

Per qualsiasi altro chiarimento o consiglio, non esitate a contattarmi attraverso i commenti del blog.

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sabato 20 marzo 2010

Ogni giorno in Italia un insegnante si sveglia…

 

Questa è dedicata a tutti gli insegnanti che ogni giorno (o comunque molto spesso) in Italia vengono picchiati da alunni e genitori, senza che nessuno punisca adeguatamente tali aggressori. Il problema della violenza a scuola è troppo importante per essere ignorato. In questo caso si fa solo un po’ di ironia, ma di fatto ci sarebbe poco da scherzare…

Ogni giorno in Italia

un insegnante si sveglia,

sa che dovrà correre più forte dell’alunno o finirà picchiato a sangue,

ogni giorno in Italia

un alunno si sveglia,

sa che dovrà correre più forte dell’insegnante o non riuscirà a picchiarlo,

ogni giorno in Italia

non importa che tu sia un insegnante o un alunno

l'importante è che inizi a correre!

 

P.S. Come mai nei corsi di aggiornamento degli insegnanti non si inserisce qualche corso di autodifesa? ;-) Si scherza per sdrammatizzare…

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domenica 24 maggio 2009

Esami di Stato. Le prove scritte d’esame degli anni passati

 

Ecco una serie di link sulle prove di esame di Stato degli anni scorsi.

Le informazioni sulle prove scritte degli esami di Stato sono sparse un po’ dovunque nel web. A volte si trovano solo le tracce, in altri siti si trovano anche le soluzioni (come nel caso delle prove di Matematica o di altre discipline).

Ho raccolto una serie di link utili per tutti coloro che cercano prove scritte degli esami in modo tale da perdere meno tempo possibile nella ricerca di questo tipo di risorsa.

A TUTTA SCUOLA

http://www.atuttascuola.it/scuola/tutto.htm

Sito davvero molto completo dedicato alla scuola e agli esami di Stato. E’ possibile trovare numerose risorse sia per gli studenti che per i docenti.

Educazione&Scuola

http://www.edscuola.it/esami.html

Sezione del sito Educazione&Scuola dedicata agli esami di Stato. Molto completo con risorse utili sia per studenti (prove d’esame, commissioni, ecc…) che per docenti.

Scuolidea

http://www.scuolidea.it/DIDATTIKA/esami.htm

Commissioni, terze prove, tesine, risorse, suggerimenti, tracce e soluzioni. In questo sito non manca proprio nulla riguardo agli esami di Stato.

Ziolupo.com

http://www.ziolupo.com/maturita/maturita_2009_esame_stato.htm

Maturità 2009: tesine appunti e previsioni, versioni di latino e greco degli scorsi anni. In questa pagina si parla dell’esame di Stato del 2009, e si azzardano persino delle previsioni sulle tracce! ;-)

Forum Maturità 2009

http://skuola.tiscali.it/forum/maturita-2009/

Forum di discussione dedicato all’esame del 2009. Aiuti su tesine e percorsi, ma anche su dubbi e paure. Indiscrezioni e voci di corridoio sulle prove che potrebbero uscire.

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>> Come mai ci hanno sempre inculcato che "ma però" è un'espressione sbagliata?

>> Wikilatin: l'Enciclopedia Libera di Latino

>> Protesta degli insegnanti precari: troppo poche le immissioni in ruolo

>> Si torna a parlare di professori precari in tv. Il triste destino di ben 300000 lavoratori ignorati dall'opinione pubblica.

>> Aprea Bastico: tutta la diretta di questa mattina

>> Maturità 2008, sono state scelte le materie.

>> Test a numero chiuso. Forse verranno annullati. Ma perché non si aboliscono del tutto?

>> Test di ingresso a Medicina e Chirurgia 2007. Due domande erano sbagliate e sono state annullate. Secondo me ce n'è anche un'altra!

martedì 24 febbraio 2009

Imparare a usare il computer è necessario

 

In una società come la nostra chi non sa usare il computer resta tagliato fuori dalle informazioni più interessanti e, di fatto, resta lontano dalla civiltà del presente.

Molte persone rifiutano di imparare anche gli usi più elementari, come scrivere una lettera, reperire informazioni su Internet o mandare un e-mail. Il fatto che il computer è considerato alienante non giustifica questo rifiuto. Cosa è più alienante, fare uso del computer, o restare tagliati fuori? Secondo me restare tagliati fuori è sempre più alienante rispetto ad imparare qualcosa di nuovo e moderno.

Essere analfabeti in campo informatico non credo che possa portare mai a qualcosa di buono, non riesco infatti a vederne i vantaggi, né immediati, né a lungo termine. Esistono tanti modi per essere alienati, non c’è affatto bisogno del computer. La droga, l’alcool, la cura ossessiva dell’aspetto fisico sono molto più alienanti di qualsiasi uso del computer.

C’è anche un altro vantaggio nell’uso delle tecnologie informatiche: l’apprendimento assume una nuova dimensione, quella della ricerca personale. Riuscire a reperire le infomazioni che ci interessano (e non quelle che non ci interessano) non è una cosa da poco.

Si impara qualcosa di molto importante nella vita di tutti i giorni: si impara a cercare e a capire le cose da soli.

Spesso a scuola si è inondati da una quantità di informazioni che, nonostante in alcuni contesti siano importanti, non lo sono nel nostro. Tuttavia si fa uno sforzo enorme per apprendere queste informazioni e si perde tempo in maniera inutile, quando il tempo e l’energia si potrebbero utilizzare in modo più proficuo nel tentativo di apprendere abilità e nozioni che hanno un grande interesse, almeno nel contesto in cui agisce l’individuo.

Questo, ovviamente, non deve essere la morte della “cultura generale”, ma più che altro uno “spostamento dell’attenzione”.

Sappiamo benissimo com’è difficile imparare qualcosa che non ci interessa. Questo ci deve fare pensare. Siamo giunti ad una svolta e questa è l’epoca in cui anche l’istruzione deve poter cambiare.

Purtroppo in Italia (come al solito) siamo piuttosto indietro e invece di potenziare i nuovi aspetti dell’apprendimento si pensa solo a diminuire il personale della scuola e a formulare leggi che rispecchiano solo il timore che ci sia qualcuno che lavora poco…

In questo contesto, che è indietro di almeno 50 anni rispetto alle moderne conoscenze sulla modalità di apprendimento, non è affatto strano che ci sia qualcuno che lavora poco, sembra strano che invece ci sia qualcuno che ancora cerca di lavorare!

Nessuno pensa che la cosa importante non è lavorare molto, ma lavorare bene.

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martedì 2 dicembre 2008

Come mai ci hanno sempre inculcato che "ma però" è un'espressione sbagliata?

Ce l'hanno inculcato a partire dalle scuole elementari: "ma però" non si dice e non si scrive!

Ma sarà davvero un errore così grave?

In realtà, ci avvertono gli esperti della lingua italiana, che questa espressione non è davvero sbagliata, perché non è una ripetizione, ma un rafforzamento.

A questo punto sarebbe molto peggio scrivere espressioni del tipo: "ma d’altra parte, ma peraltro, ma in compenso", dove d'altra parte, peraltro, in compenso, hanno un significato perfettamente analogo al ma. Queste sì che sono vere ripetizioni. Stranamente vengono usate e nessuno le critica...

Ma però sono sbagliate! :-)

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