sabato 12 giugno 2010

Il moto perpetuo (non esiste)

 

Su internet e in particolare su YouTube si vedono spesso video che inneggiano alla possibilità di realizzare il moto perpetuo e che accusano la “scienza ufficiale” di ignorare questa possibilità per favorire le multinazionali che detengono il potere sulla distribuzione dell’energia (!)

A parte la componente “paranoica” di queste affermazioni, il famigerato moto perpetuo è irrealizzabile a causa di due principi fisici basilari: il principio di conservazione dell’energia e la seconda legge della termodinamica.

macchina per il moto perpetuo

Ma leggiamolo direttamente dalle parole di Max Planck:

“È impossibile ottenere il moto perpetuo per via meccanica, termica, chimica, o qualsiasi altro metodo, ossia è impossibile costruire un motore che lavori continuamente e produca dal nulla lavoro o energia cinetica” (Max Planck, Trattato sulla termodinamica, Dover (NY), 1945)

Quando noi sfruttiamo delle fonti energetiche questa energia è sempre “di passaggio”.

Il carbone se bruciato produce energia perché al suo interno è immagazzinata energia chimica (ma questa energia chimica non è altro che l’energia solare a suo tempo immagazzinata nelle piante che hanno generato il carbone fossilizzandosi). Lo stesso discorso vale per il petrolio e per il legno. I pannelli solari invece ci permettono di sfruttare in maniera diretta la luce del Sole. L’energia nucleare è quella che è immagazzinata all’interno dei nuclei atomici.

Ma ogni volta che vogliamo sfruttare una fonte energetica di scontriamo con un ostacolo non indifferente: le leggi della termodinamica.

Infatti esistono sono due generi di moto perpetuo, che si dicono rispettivamente di prima e di seconda specie, a seconda che la loro realizzazione violi il primo o solamente il secondo principio della termodinamica.

Da wikipedia leggiamo:

 

Moto perpetuo di prima specie

Appartiene a questa categoria una macchina che produca in uscita una quantità di energia maggiore di quella che consuma. Una volta avviata la macchina funzionerebbe indefinitamente autoalimentandosi, in evidente violazione del principio di conservazione dell'energia (primo principio della termodinamica). Molte delle proposte per queste macchine utilizzano magneti come fonti di energia dal nulla ed impiegano sistemi ad attrito nullo. Se molti di questi sistemi possono marciare anche per lungo tempo prima di fermarsi, da essi non è fisicamente possibile estrarre energia gratuita.

Moto perpetuo di seconda specie

Dispositivi di questo tipo dovrebbero essere in grado di convertire interamente il calore estratto da una sola sorgente a temperatura costante in lavoro. Ciò è in violazione del secondo principio della termodinamica: un esempio di macchina a moto perpetuo di seconda specie sarebbe una nave capace di avanzare sottraendo calore all'acqua del mare e trasformando quel calore in energia cinetica, senza cederne una parte ad una sorgente più fredda dell'acqua di mare. Il primo principio della termodinamica sarebbe rispettato da tale macchina termica a rendimento unitario. Oggi si considera comunemente il secondo principio come una conseguenza della meccanica statistica, e la sua validità è ritenuta un fatto meramente probabilistico. Di conseguenza sono possibili violazioni del secondo principio, sia pure con probabilità piccolissima; quella che resta esclusa è la possibilità di provocare tali violazioni in modo riproducibile e quindi utilizzabile.

Non ci credete? Pensate che le leggi della fisica siano sbagliate? Allora volete vedere un moto perpetuo che fallisce miseramente? Basta che guardiate i 17 secondi del seguente video.

Buona visione e buon divertimento (perpetuo):

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