domenica 27 gennaio 2008

Fulvio Frisone, lo scienziato tetraplegico italiano che ha vinto la sua invalidità con la sua intelligenza.

Alcuni anni fa ho avuto il piacere di conoscerlo, quando ero studente di Fisica a Catania. All'epoca era già un mito, perché era riuscito a terminare il Corso di Studi in Fisica (che aveva una durata di 4 anni) in soli tre anni! Vi garantisco che si tratta di un'impresa davvero difficile! Ma lui non aveva nessuna difficoltà. Sempre accompagnato da suo padre, che portava la sedia a rotelle, di mattina presto era sempre in facoltà, nel suo laboratorio, davanti ad un computer. Fulvio Frisone è nato da un parto difficile, che lo ha lasciato tetraplegico, con enormi difficoltà di linguaggio e del tutto dipendente dagli altri anche nelle attività quotidiane più semplici, come vestirsi, lavarsi, andare in bagno, mangiare.

A lui è stato dedicato anche un film: "Il figlio della luna", strutturato come "fiction" e trasmesso dalla Rai, diretto da Gianfranco Albano e interpretato da Lunetta Savino nel ruolo di Lucia Frisone e dall’attore palermitano Paolo Briguglia nei panni di Fulvio Frisone (nella foto in alto)

Fulvio era destinato a una vita da vegetale, invece, grazie alla sua intelligenza e a quella dei suoi genitori, è riuscito a dare un grande contributo alla ricerca scientifica, ma soprattutto è riuscito ad avere una vita "ricca" di stimoli e di soddisfazioni.

Recentemente gli è stata intitolata una associazione: la Fondazione Fulvio Frisone, creata con il fine di favorire il più ampio diritto alla formazione scientifica e culturale, nonché l'attività di ricerca nel settore della fisica nucleare.

La vera svolta nella vita di Fulvio, avviene in realtà quando il padre inventa un casco con un'asta che lo aiuta a scrivere, disegnare, usare il computer, interagire. Grazie a ciò riesce persino a dipingere, usando i soli movimenti della testa.

La storia di Fulvio Frisone è, in qualche modo simile a quella di un altro famoso scienziato: Stephen Hawking, anche lui costretto in una sedia a rotelle a causa del morbo di Lou Gehrig.

In conclusione possiamo dire che Fulvio, nella sua sfortuna, ha avuto la grande fortuna di avere dei genitori che lo hanno amato e hanno lottato contro i pregiudizi e contro le differenze, ottenendo una grande vittoria, premio della loro incrollabile tenacia.



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