sabato 14 novembre 2009

Il metodo scientifico sperimentale? Ce lo spiega Richard Feynman

 

Come ha fatto la scienza a progredire in maniera così incisiva in così poco tempo? La scienza è sempre esistita, sin dalla notte dei tempi perché nasce dal bisogno istintivo di comprendere il mondo che ci circonda. Nonostante tutto, sappiamo che la scienza ha avuto una rapida accelerazione soprattutto a partire dal 1600 ad opera di Galileo Galilei, l’uomo che ha avuto il merito di “formalizzare” il metodo scientifico sperimentale.

Ma in cosa consiste questo metodo sperimentale e come si è sviluppato nella storia dell’umanità?

La scienza è nata con l’uomo, come dicevo prima, per rispondere inizialmente soprattutto a problemi di tipo tecnico-costruttivo o a problemi di previsione temporale, come la previsione della venuta delle stagioni.

Con il passare del tempo la scienza ha cominciato ad assumere una “vita propria” ed è diventata un metodo di indagine dell’universo che ci circonda.

Gli antichi filosofi greci si domandarono se fosse possibile avere una conoscenza “sicura”, cioè non basata solamente sui miti religiosi o sulle opinioni personali. Occorreva trovare un sapere unico, assoluto, immutabile, verificabile, che non doveva cambiare con il tempo.

La verità è che questo antico sogno di un sapere assoluto ed immutabile resterà per sempre un sogno. Per capirlo con parole semplici, guardiamo questo preziosissimo filmato tratto da una lezione del fisico Richard Feynman. Sarà lui a spiegarci cosa è il metodo scientifico…

Buona visione.

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La “colonna sonora” del Potere della Fantasia

 

Nonostante le mie limitatissime capacità tecniche musicali, mi sono permesso di comporre un breve brano che ho intitolato, guarda caso, il “Potere della Fantasia”. Credo che comunque sia un pezzo perfettamente godibile.

Buon ascolto :-)

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Acqua sulla Luna: c’è veramente!

 

L’argomentazione secondo cui la Luna è un luogo secco “fa acqua da tutte le parti” ;-)

A parte lo scherzo, il Lunar CRater Observation and Sensing Satellite (LCROSS) ha con successo individuato l’acqua durante l’impatto con la Luna, avvenuto il 9 ottobre 2009, nella regione perennemente in ombra del cratere Cabeus, in prossimità del Polo Sud lunare.

Questa importante missione, di cui avevo già scritto, ha trovato una conferma dei sospetti degli astronomi, e cioè che l’acqua lunare fosse nascosta poco al di sotto della superficie del terreno.

L’impatto dell’ultimo stadio del razzo Centaur che ha portato LCROSS in prossimità della Luna, ha sollevato un getto di materiali che non vedevano la luce del Sole da miliardi di anni.

L’analisi delle polveri sollevate ha confermato che l’acqua lunare esiste. E’ un grande risultato che la NASA insegue da diversi anni. La presenza di acqua già sulla superficie lunare potrebbe aiutare nella realizzazione di basi lunari abitabili.

Il grafico riporta i dati dello spettrometro nel vicino infrarosso di LCROSS. Le aree gialle indicano le bande di assorbimento dovute alla presenza di acqua.

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venerdì 13 novembre 2009

Marte, il pianeta rosso

 

Marte è particolarmente affascinante per noi, perché secondo alcuni è il pianeta in cui, presto o tardi, sbarcheremo. E’ grande poco più di metà della Terra, ma con la Terra ha molto in comune. Marte ha un’atmosfera (anche se molto sottile), le stagioni e una durata del giorno di 24 ore e mezza. Però è un pianeta molto freddo, solo raramente la temperatura supera gli zero gradi centigradi. Orbita attorno al Sole ad una distanza media di 228 milioni di chilometri e il suo anno dura 687 giorni. Le sue piccole lune, Deimos e Phobos, sono probabilmente antichi asteroidi che Marte ha catturato in passato con il suo campo gravitazionale.

In questo notevole documentario, potete conoscere tutti gli altri affascinanti segreti di Marte, il “pianeta rosso”.

Buona visione.

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Venere, il pianeta più luminoso nel cielo

 

Venere, il pianeta velato. Venere, soffocato dallo smog, da un’atmosfera di anidride carbonica che annienta ogni forma di vita. Venere plasmato dai vulcani. Venere, dove notte e giorno la temperatura è sempre di 480 gradi centigradi, eppure la luce del Sole non può penetrare il suo “cielo velenoso”.

Venere è il più strano dei pianeti: ruota su sé stesso una volta ogni 243 giorni, ma la sua atmosfera nuvolosa ne impiega solo quattro, spazzando quindi la superficie con venti violentissimi.

Anche se ha un diametro di circa 12000 chilometri, quindi molto vicino a quello della Terra, in realtà non potrebbe essere più diverso dal nostro pianeta. Un tempo, forse, Venere è stato simile alla Terra, con oceani, continenti e cieli azzurri, ma allora cosa è accaduto a questo pianeta sfortunato?

La risposta la potete trovare nel seguente bellissimo documentario che ha da dirci molte cose (che io stesso ignoravo) sul pianeta che appare come il più luminoso nei nostri cieli.

Buona visione:

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giovedì 12 novembre 2009

Mercurio, il pianeta più vicino al Sole

 

All’inizio della formazione del Sistema Solare vi era solo un immenso vortice di gas e di polveri. A poco a poco la materia si raggrumò, le parti più piccole di materia venivano attratte di aggregazioni sempre più grandi. Si stavano formando i pianeti.

Quattro miliardi e mezzo di anni dopo, possiamo ammirare Mercurio, il pianeta più vicino al Sole.

In questo documentario si parla proprio delle meraviglie di Mercurio, un piccolo e caldissimo pianeta dalle caratteristiche sorprendenti.

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mercoledì 11 novembre 2009

In Spagna le centrali eoliche producono più energia di 11 centrali nucleari!

 

La Spagna sembra essere all’avanguardia rispetto agli altri Paesi d’Europa riguardo alla produzione energetica eolica. Infatti ben il 53% del fabbisogno energetico nazionale è soddisfatto dai parchi eolici.

Con una capacità potenziale di 18 gigawatt, i parchi eolici in Spagna riescono a produrre ben 11,5 gigawatt. Questo record supera del 44% il precedente record di produzione eolica appartenente alla stessa Spagna. La produzione così ottenuta equivale all’energia che potrebbero produrre ben 11 centrali nucleari.

La Spagna ha vissuto una crescita molto rapida dell’uso dell’energia eolica. Si spera che qualcosa del genere possa accadere anche in Italia.

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Biologia evolutiva

 

La biologia evolutiva si pone uno dei problemi più grandi della scienza e cioè spiegare come gli organismi si modificano e si evolvono nel tempo. Perché esistono 15 tipi diversi di stella marina in California? Perché 60 specie di farfalla vivono in Inghilterra e più di 100 in Nuova Guinea? Almeno 300000 tipi di coleotteri nel mondo. La diversità delle forme di vita nel mondo è impressionante. Nell’insieme esistono due milioni di esseri viventi diversi. Come si può spiegare tutta questa biodiversità?

Nei due filmati che seguono si cerca di rispondere a queste domande.

Buona visione.

 

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martedì 10 novembre 2009

Banco del Mutuo Soccorso – 750000 anni fa l’amore

 

Il Banco del Mutuo Soccorso è un gruppo musicale italiano di stile progressive che ha cominciato la sua attività negli anni ‘70 ed è tutt’ora attivo. Lo stile di questo gruppo è davvero inconfondibile a causa della genialità dei brani composti, le capacità tecniche dei musicisti che lo compongono, la straordinaria voce solista del cantante.

Il brano presentato in questo video si intitola “750000 anni fa l’amore”, tratto dall’album Darwin! Questo album è sviluppato sul tema dell’evoluzione della vita sulla Terra.

Buon ascolto.

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Un asteroide sconosciuto sfiora la Terra il 6 novembre 2009!

 

 

Un asteroide che non era mai stato avvistato prima è passato a soli 14000 km dalla Terra giorno 6 novembre 2009. Gli astronomi l’hanno scoperto solo 15 ore prima che raggiungesse la minima distanza dal nostro pianeta. L’asteroide, chiamato 2009 VA, è passato davvero vicino al nostro pianeta, infatti si è trattato del terzo passaggio più vicino tra gli asteroidi catalogati. I due incontri più ravvicinati rispetto a questo sono stati rispettivamente quello dell’asteroide 2008 TS26, a 6150 km dalla Terra il 9 ottobre 2008, e dell’asteroide 2004 FU162 passato a 6535 km il 31 marzo 2004.

In media, oggetti delle dimensioni di 2009 VA e così vicini, ne passano uno ogni 5 anni.

Ricordiamo che l’asteroide 2008 TC3 fu scoperto 11 ore prima dell’impatto con Terra, avvenuto il 7 ottobre 2008 in una remota regione dell’Africa. Non provocò né vittime né danni.

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Spettroscopia: il metodo con cui possiamo analizzare persino la composizione chimica delle stelle.

 

La spettroscopia si occupa dell'esame e dell'interpretazione degli spettri e delle molecole allorché la materia viene opportunamente eccitata. Uno spettro rappresenta un insieme di radiazioni, emesse o assorbite dagli atomi o dalle molecole, distribuite ed espresse in funzione delle lunghezze d'onda o delle frequenze. L'intero spettro elettromagnetico viene in genere suddiviso in alcune zone che comprendono quelle componenti che all'incirca presentano le stesse caratteristiche di produzione e di rivelazione.

Ci occuperemo dello spettro riguardante la regione del visibile, ossia delle radiazioni corrispondenti all'intervallo di lunghezze d'onda più o meno comprese tra 400 e 700 nm (nanometri) nel vuoto.

Lo studio spettroscopico dell'emissione e dell'assorbimento della luce da parte degli elementi è stato uno dei campi di ricerca fondamentali per lo sviluppo delle conoscenze sulla struttura atomica della materia.
Storicamente questa disciplina ebbe la sua origine allorché Newton mise sperimentalmente in evidenza la scomposizione della luce bianca nelle componenti monocromatiche per mezzo di un prisma trasparente.

Solamente dopo il 1850 la spettroscopia diventò una branca ufficiale della ricerca scientifica; ciò avvenne quando Bunsen e Kirchhoff notarono che la frequenza delle righe spettrali, già osservate e classificate da Fraunhofer negli spettri ottici, poteva caratterizzare la natura chimica degli elementi.
Mediante l'analisi spettroscopica i due ricercatori tedeschi non solo scoprirono nuovi elementi (il rubidio e il cesio), ma indicarono la metodologia per studiare la composizione chimica della materia extraterrestre accessibile all'indagine umana attraverso le radiazioni inviate dalle stelle.
Il primo importante risultato, dedotto dallo studio della luce omessa dai corpi celesti, è rappresentato dalla scoperta, fatta da Lockyer nella radiazione solare, di alcune righe spettrali prodotte ara un elemento ancora sconosciuto sulla Terra. Questo elemento, contenuto inizialmente presente solo nel Sole e pertanto chiamato elio (Hélios = Sole), venne successivamente trovato da Ramsay fiche sul nostro pianeta.

Gli spettri, di solito vengono classificati in:
- spettri di emissione,
- spettri di assorbimento.

A loro volta, sia quelli dell'uno sia quelli dell'altro tipo si dividono in:
- spettri continui,
- spettri di righe,
- spettri di bande.

 

Spettro di emissione

Lo spettro di emissione si ha quando le radiazioni ottiche emesse da una sorgente opportunamente eccitata vengono direttamente disperse nelle componenti monocromatiche mediante lo spettroscopio, chiamato anche spettrometro se munito di una scala graduata da utilizzare per la misura della lunghezza d'onda della radiazione.
A seconda della materia eccitata si può ottenere:


- uno spettro continuo, se è formato da un insieme, più o meno esteso, di lunghezze d'onda. Nel campo del visibile si presenta con una successione continua di colori che dal rosso si estendono fino al violetto. Viene emesso soprattutto dalla materia in fase solida o in fase liquida quando si riscalda fortemente;

spettro continuo


- uno spettro di righe, se è formato da una sequenza discontinua, più o meno numerosa, di righe brillanti e ben separate sopra un fondo scuro. Indipendentemente dalla tecnologia di eccitazione, ogni atomo di un elemento portato allo stato aeriforme presenta uno spettro di righe che caratterizza la natura della materia emittente;

spettro di righe


- uno spettro di bande, se è formato da una successione assai fitta di righe che si addensano in corrispondenza di certe lunghezze d'onda. È originato soprattutto dai gas e dai vapori caratterizzati da molecole poliatomiche i cui atomi sono chimicamente legati.

spettro di bande

 


Spettro di assorbimento

Questo tipo di spettro si ottiene interponendo sul cammino della radiazione in grado di originare uno spettro continuo una sostanza, in genere un gas o un vapore, che assorbe, in corrispondenza di certe lunghezze d'onda più o meno estese, alcune componenti che l'attraversano. Si origina così una specie di arcobaleno, sovrapposto al quale le variopinte righe che caratterizzano in emissione la sostanza in fase aeriforme si trasformano, in assorbimento, in una sequenza di righe scure localizzate nella stessa posizione (frequenza) delle prime.

 


Spettro atomico

Poiché mediante l'analisi spettrale è possibile individuare l'elemento eccitato, la frequenza o la lunghezza d'onda delle righe spettrali rappresentano una caratteristica fondamentale dell'elemento emittente. Per esempio, l'idrogeno emette una serie di righe aventi sempre la stessa lunghezza d'onda, il sodio un'altra successione, il magnesio ancora un'altra, e così via. Non esistono spettri comuni a due elementi distinti. È pur vero che uno stesso elemento può emettere spettri diversi (righe che appaiono, mentre altre scompaiono), ma ciò deriva dalla modalità e dal grado di eccitazione. Comunque, ogni spettro di righe è sempre caratteristico dell'elemento in quelle condizioni di eccitazione.
Per mezzo della spettroscopia si può pertanto fare l'analisi degli elementi, nel senso di riconoscere la presenza di un elemento in un miscuglio di più altri.
Rispetto alle tradizionali metodologie chimiche, questo tipo di analisi possiede il vantaggio di poter utilizzare piccolissime quantità di materia. In genere, per riconoscere la presenza di un elemento non è necessario identificare tutte le righe del suo spettro: basta infatti evidenziare alcune delle sue righe più intense per caratterizzare l'elemento in esame.
Per mezzo dell'analisi spettroscopica è possibile riconoscere oltre agli elementi chimici, caratterizzati da spettri a righe, anche certi composti chimici condotti in fase aeriforme che presentano uno spettro a bande.
Confrontando gli spettri in emissione e in assorbimento, forniti da una stessa sostanza allo stato aeriforme, si nota una corrispondenza, rilevata per la prima volta da Kirchhoff, comunemente chiamata principio d'inversione dello spettro: ogni sostanza aeriforme è infatti capace di assorbire quelle radiazioni che nelle stesse condizioni fisiche è anche capace di emettere. A righe brillanti in emissione corrispondono infatti in assorbimento righe scure localizzate sullo sfondo dello spettro luminoso continuo.



Per esempio, la luce proveniente dal Sole presenta uno spetto di assorbimento: sul fondo continuo si notano moltissime righe nere, dette righe di Fraunhofer.
La parte interna del Sole infatti fornisce uno spettro continuo; però, poiché la luce attraversa anche la cromosfera solare e l'atmosfera terrestre, per assorbimento si forma sullo spettro continuo una numerosa successione di righe oscure, le quali permettono di individuare gli elementi aeriformi della cromosfera. Le righe telluriche, a causa dei pochi elementi dell'atmosfera terrestre, sono infatti trascurabili rispetto alle righe solari.
Anche lo spettro a righe della luce emessa da una stella può rivelare, se opportunamente osservato, la natura chimica e l'abbondanza relativa degli elementi che si trovano sulla superficie esterna del corpo celeste.

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Space X Starship: il nuovo tentativo di lancio del 18 novembre 2023.

Vediamo un frammento della diretta del lancio dello Starship del 18 noembre 2023. Il Booster 9, il primo stadio del razzo, esplode poco dopo...