sabato 8 giugno 2013

Pile pericolose

Mettere delle pile in tasca, può essere molto più pericoloso di quanto si creda. Non è raro che si possano bruciare i pantaloni. Si possono realizzare dei semplici esperimenti con della paglietta di acciaio, come quella che serve per lavare le pentole in cucina. A contatto con delle pile da 9 volts, cortocircuitando con i poli della pila. la paglietta si brucia in pochi secondi. Questo ci fa pensare che il trattamento di pile e batterie va eseguito con la massima cura e attenzione.

Credete che i casi di ingestione di pile e batterie sia raro? Non è per niente raro: una statistica effettuata negli USA indica ben 3000 casi all’anno di ingestione di batterie da parte di bambini. E’ un numero davvero molto elevato e, anche se non conosciamo analoghe statistiche nel nostro paese, sappiamo che molti casi del genere avvengono anche in Italia.

Ma quali sono i deleteri effetti sul nostro corpo in caso di ingestione di pile e batterie? In questo video (tra le altre cose) viene effettuato un esperimento che mostra esattamente cosa succede. Le soluzioni acide presenti nello stomaco cortocircuitano i poli della batteria e avviene subito un fenomeno di elettrolisi con produzione di gas. Gli acidi deteriorano l’involucro della pila con il rischio che il contenuto prima o poi si versi all’interno dello stomaco. Se si tratta di una pila al litio, in questo caso, potrebbe avvenire una pericolosa reazione fortemente esotermica (quindi libera calore) che forma idrogeno. In qualunque caso possiamo con certezza dire che ingerire una pila non fa affatto bene! Vanno tenute ben lontane dalla portata di bambini piccoli.

Nel seguente filmato (sono ospiti le chimiche Vanessa Biagiotti e Daniela Romanazzo) potete vedere tutti i dettagli sui pericoli di pile e batterie.


Pizza 3D per astronauti

La dieta degli astronauti è forzatamente poco variata, poco appetitosa e, alla lunga, poco nutriente. In vista di future lunghe missioni umane (ad esempio su Marte), la NASA è alla ricerca per migliorare la qualità dei ristoranti spaziali e la soluzione potrebbe venire dalle stampanti tridimensionali. Una ditta texana, che ha già realizzato una macchina per stampare con la cioccolata, ha ora avuto un finanziamento di 125.000 dollari entro la fine del 2013 una stampante 3D che produca cibo nutriente e saporito per astronauti.

Gli ingredienti di base in forma di sfarinati, sarebbero conservati in apposite cartucce, miscelati alla bisogna assieme ad acqua e olio e spruzzati in successivi strati che possono anche essere cotti al momento. Il primo cibo che si conta di ottenere è la pizza; proprio per il fatto di essere composta da strati ben differenziati, equilibrata dal punto di vista nutrizionale ed anche appetitosa. Diversi tentativi sono in corso nel mondo per produrre cibo stampato in 3D, ma i manicaretti al momento non hanno un aspetto particolarmente invitante. Per una missione spaziale d lunga durata, oltre ad avere cibo migliore, i vantaggi di questa tecnologia sono dati anche dal minor peso delle scorte e dalla possibilità di personalizzare il menù a seconda delle esigenze di ogni singolo astronauta.

Sembra un’ottima idea per razionalizzare le scorte di cibo, ma non so fino a che punto si possano ottenere cibi più appetitosi di quelli attualmente a disposizione degli astronauti. L’aspetto visivo dei cibi, infatti, è una parte importante della stimolazione dell’appetito. Il fatto che siano più o meno nutrienti dipende invece dagli ingredienti da cui sono composti. In ogni caso il progresso tecnologico non si ferma e quella dei cibi 3D stampati in maniera personalizzata finirà probabilmente per diventare uno “standard” del futuro.

Nel filmato, a cura dell’INAFTV, possiamo vedere come verranno prodotti i cibi 3D per gli astronauti. Buona visione a tutti.


Tag di Technorati: ,,

mercoledì 5 giugno 2013

Impianto solare termico fai da te (heat pipe)

Impianto solare termico heat pipe. Dopo un po' di tempo torno a presentare un impianto autocostruito da un appassionato di energie rinnovabili e di fai da te. Si tratta di un notevole impianto solare termico fai da te formato da 15 tubi heat pipe collegati con vari dispositivi presenti nell'abitazione. Nel filmato possiamo vedere ben 6 minuti di dettagli su questa realizzazione.

Buona visione del filmato.

Visita guidata nelle Nubi di Magellano di Swift

La nostra Galassia, detta anche Via Lattea, ha alcune galassie "satelliti". Si tratta quindi di galassie più piccole che sono legate gravitazionalmente con la nostra galassia. In questo filmato possiamo vedere una sorta di "visita guidata" nelle galassie satelliti più grandi del nostro sistema galattico, cioè le Nubi di Magellano, visibili entrambe nel cielo australe. Le immagini sono state ottenute dal satellite della NASA Swift che è in grado di rivelare le radiazioni ultraviolette emesse dagli oggetti astronomici.

Buona visione del filmato.

Le nanotecnologie per le analisi mediche

Sappiamo bene che la chemioterapia colpisce in maniera indifferenziata sia le cellule sane che quelle malate con effetti che possono essere devastanti a lungo termine. Le nanotecnologie possono aiutarci a risolvere questo tipo di problemi, perché le nanoparticelle possono contenere il farmaco da somministrare e possono essere indirizzate selettivamente sulle cellule malate, senza danneggiare quelle sane. Si tratterebbe di un notevole progresso della medicina moderna e potrebbe essere il futuro più probabile per il trattamento di malattie gravi e meno gravi. In questo filmato possiamo vedere una interessante spiegazione delle più moderne applicazioni delle nanotecnologie nel campo della medicina.

Buona visione a tutti.

martedì 21 maggio 2013

Stelle doppie, galassie, Saturno e Luna (foto)

Negli ultimi tempi mi sono dedicato all'astronomia e alle foto astronomiche. Vi posto un estratto delle mie foto più recenti che (personalmente) ritengo migliori. Per vederle tutte invece potete consultare questo link: www.astrobin.com/users/giusnico/

Vediamo la prima foto. Si tratta di una bella galassia ben visibile per gli osservatori australi, ma un po' difficile da vedere alle nostre latitudini, nelle nostre regioni del sud si vede un po' meglio, anche se resta sempre abbastanza bassa sull'orizzonte. Sto parlando della galassia a spirale M83 (denominata "girandola del sud"), distante 14,7 milioni di anni luce e visibile nella costellazione dell'Idra. Si tratta quindi di una galassia molto vicina.



(clicca sull'immagine per vederla ingrandita).


Veniamo adesso a un sistema stellare multiplo molto noto e ben visibile soprattutto nel nostro emisfero. Si tratta di Epsilon Lyrae, visibile ad occhio nudo nella costellazione boreale della Lyra e molto vicina prospetticamente alla stella Vega, una delle più luminose del cielo. Epsilon Lyrae è spesso chiamata anche "la doppia doppia", perché è formata da due sistemi binari stretti separati da circa 3 primi d'arco. Questo sistema si trova a 162 anni luce da noi. La prima doppia si chiama ε1 (sulla destra nella foto) ed è formata da due stelle separate da 2,35 secondi d'arco. La ε2 (sulla sinistra) è formata da due stelle separate quasi dello stesso angolo.



(clicca sull'immagine per vederla ingrandita)


Il protagonista del cielo primaverile di quest'anno è certamente il pianeta Saturno. In questa mia foto possiamo vedere alcuni dettagli degli anelli, come la divisione di Cassini (il solco scuro) e altri dettagli dell'atmosfera di questo gigante gassoso, come le bande atmosferiche colorate e, nella zona polare, si vede una regione più scura nota come "tempesta esagonale".



(clicca sull'immagine per vederla ingrandita)


Anche la Luna deve avere il suo spazio. In questa foto ho immortalato un panorama lunare nelle vicinanze del cratere Clavius (quello più grande al centro un po' spostato verso sinistra). Clavius è un cratere da impatto meteoritico largo 225 chilometri e che si è formato circa 4 miliardi di anni fa.
   


(clicca sull'immagine per vederla ingrandita)

mercoledì 8 maggio 2013

Free Energy: esiste realmente?

In questo video si parla di Free Energy, cioè della possibilità di costruire un motore che riesca a generare più energia di quella che consuma per funzionare (efficienza maggiore del 100%). In parole povere si tratterebbe di un “moto perpetuo” (ne avevo già scritto in questo post). Un simile motore, a quanto pare, violerebbe le più fondamentali leggi della Fisica, quindi in teoria sarebbe impossibile da realizzare. Ma in pratica? Perché gli scienziati si ostinano così tanto a negare qualsiasi possibilità dell’esistenza della Free Energy? O sono le multinazionali del petrolio che, con un complotto internazionale, impediscono qualsiasi sviluppo di questo tipo di studi scientifici? Dobbiamo pensare che c’è qualcosa sotto?

In realtà in questo video viene spiegato che gli scienziati hanno ottime ragioni (e anche noi le abbiamo) per pensare che NESSUNO ha finora mai realizzato un motore a free energy. Gustatevi il filmato e ditemi cosa ne pensate.

Buona visione a tutti.


Nanotecnologia in medicina: le nuove frontiere.

In medicina la nanotecnologia può avere applicazioni molto interessanti. Alcune polveri nanotecnologiche si possono usare addirittura per ricostruire intere ossa del corpo umano. Nanotecnologia è una tecnologia che manipola la materia a livelli di dimensioni paragonabili al miliardesimo di metro o, equivalentemente, al milionesimo di millimetro. In medicina, la nanotecnologia è molto importante perché le nanoparticelle possono aiutare le medicine ad agire in maniera selettiva. Per maggiori informazioni sulla nanotecnologie in medicina vi consiglio di guardare questo filmato in cui si spiegano alcune cose molto interessanti su questo notevole sviluppo della medicina.

Buona visione a tutti.


Tag di Technorati: ,

martedì 7 maggio 2013

Celle fotovoltaiche del futuro: come saranno?

Lo sfruttamento dell'energia solare in questi ultimi anni sta subendo una notevole accelerazione. Si tratta di una evoluzione necessaria dovuta al fatto che l'ambiente del nostro pianeta rischia di diventare irreversibilmente inquinato. Il problema maggiore è che le celle fotovoltaiche prodotte dall'attuale tecnologia soffrono di un fastidioso difetto: hanno una bassa efficienza, cioè sfruttano molto poco l'energia solare che assorbono. Cosa sta facendo la ricerca scientifica per migliorare queste tecnologie? Si sta facendo molto e in questo filmato vedremo come le celle solari del futuro saranno delle sottili pellicole trasparenti che potranno essere utilizzate per ricoprire qualsiasi oggetto. Oltre all'efficienza, quindi, si è pensato a migliorare anche la comodità d'uso.

Queste celle, inoltre, si potranno produrre con un processo molto simile a quello della stampa. Nel filmato che vi propongo potete avere tutti i dettagli sulle celle fotovoltaiche del futuro.

Buona visione a tutti.

domenica 5 maggio 2013

Foto astronomiche (biennio 2012 - 2013)

In questo filmato ho raccolto le mie foto astronomiche più significative (significative non vuol dire che siano necessariamente belle ;-)) che ho fatto nel biennio 2012 - 2013. Sono realizzate con attrezzature astronomiche e fotografiche senza troppe pretese, ma che mi hanno dato lo stesso grandi soddisfazioni. La passione per l'astronomia non deve mai diventare "competizione" fine a se stessa, una gara alla foto sempre più bella, particolareggiata, spesso anche esageratamente elaborata con photoshop. L'importante è godersi le meraviglie del cielo, fotografando cose interessanti.

Buona visione del filmato.

giovedì 18 aprile 2013

I pianeti più simili alla Terra

L’ultima scoperta del “cacciatore di pianetiKepler, appena annunciata sulla rivista Science, riguarda i pianeti più simili alla Terra che siano mai stati scoperti finora. Sono simili le dimensioni rispetto alla Terra e anche la stella attorno a cui orbitano è simile al Sole. La cosa singolare è che anche la distanza orbitale è simile a quella terrestre. Nonostante tutto la certezza che in questi pianeti ci sia atmosfera e acqua liquida ancora non c’è.

Questo sistema planetario così interessante ruota attorno alla stella Kepler-62, molto simile al nostro Sole. Attorno a tale stella, Kepler ha rilevato 5 pianeti dotati di dimensioni che vanno dalla metà al doppio di quelle della Terra. I pianeti più interessanti sono quelli più esterni, denominati Kepler-62e e Kepler-62f. Il primo orbita ai limiti della cosiddetta zona abitabile, dove la radiazione proveniente dalla stella basta a consentire la vita, ma è anche abbastanza bassa per consentire l’esistenza di acqua allo stato liquido. Kepler-62f, grande 1,41 volte la Terra, si trova nella fascia centrale della zona abitabile, e dalla sua densità si deduce che dovrebbe essere roccioso, come il nostro pianeta. Potrebbe quindi avere, fiumi, laghi, mari e atmosfera respirabile per forme di vita simili alle nostre. Ma ciò non è sicuro, perché Kepler non è in grado di confermare questo tipo di ipotesi perché la stella è troppo lontana.

Dimensioni relative di alcuni dei pianeti orbitanti attorno alla stella (l’aspetto dei pianeti, tranne della Terra, è solo frutto della fantasia del disegnatore). Da sinistra a destra: Kepler-22b, Kepler-69c, Kepler-62e, Kepler-62f, Terra

Per potere essere sicuri di avere davvero scoperto un pianeta simile al nostro, bisognerà aspettare di osservare un sistema planetario di una stella più vicina, oppure attendere ancora per avere a disposizione strumenti e metodi ancora più potenti di quelli attualmente a nostra disposizione.


Space X Starship: il nuovo tentativo di lancio del 18 novembre 2023.

Vediamo un frammento della diretta del lancio dello Starship del 18 noembre 2023. Il Booster 9, il primo stadio del razzo, esplode poco dopo...