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giovedì 5 gennaio 2012

Frutta secca: fa bene o fa male?

La frutta secca negli ultimi anni è stata al centro di opinioni contrastanti. C’è chi dice che fa bene, ma alcuni la pensano in maniera diametralmente opposta. Come si fa a capire chi ha ragione e perché? In realtà nessun alimento fa davvero male se viene consumato in quantità opportuna. Il pericolo maggiore consiste nel fatto che la frutta secca ha sempre un alto contenuto di grassi, ma, per fortuna, anche un notevole contenuto di proteine, di vitamine e di minerali. Da molti è consigliata delle diete vegetariane e nelle diete di chi fa molto sport.

frutta secca

Alcune ricerche affermano anche che la frutta secca fa bene al cuore perché contribuisce ad un calo del colesterolo. E’ consigliata anche per chi svolge un lavoro intellettuale ma nello stesso tempo stressante. Sembra proprio che la frutta secca debba essere presa in considerazione sia per chi fa sforzi fisici sia per chi fa sforzi intellettuali. Penso che sia ottima anche per chi sta molte ore davanti al computer a lavorare (spesso) in maniera davvero stressante!

E’ naturale che un abuso di frutta secca può essere dannoso perché, ricordiamolo ancora, ha un alto contenuto di calorie e di grassi. Per questo non è certamente consigliata nelle diete dimagranti.

Nel seguente servizio televisivo possiamo ascoltare alcune interessanti informazioni importanti sulla frutta secca.

L’avete trovato interessante? Penso di sì, dato che comunque la frutta secca è davvero buona e io stesso ogni tanto mi concedo il piacere di mangiarla.

Per finire ecco alcune informazioni essenziali sui più diffusi tipi di frutta secca.

Arachidi
Sono i semi commestibili della pianta di arachide e sono oggetto di una notevole attività agricola e industriale. Dalla spremitura dei semi di arachide si ricava l'omonimo olio, qualitativamente adatto all'alimentazione umana. In America le arachidi vengono consumate soprattutto nella forma di una preparazione burrosa chiamata peanuts butter (il famoso burro di arachidi). Questo alimento è poco diffuso in Europa dove si consumano prevalentemente semi di arachide tostati.

Mandorle
Sono uno dei componenti base dell’alimentazione mediterranea: il seme del mandorlo è infatti consumato come frutta secca oppure impiegato nella preparazione della pasta di mandorle o marzapane (“pasta reale” in siciliano), con la quale si ottiene anche una bevanda fresca (latte di mandorla). Sempre con i semi si preparano i confetti, che è tradizione offrire per festeggiare battesimi, lauree, matrimoni.

Pistacchi
I pistacchi vengono coltivati per i loro semi commestibili: possono essere consumati al naturale, dopo essere stati salati e tostati; oppure impiegati in pasticceria, per la fabbricazione di gelati e dolciumi, e per estrarne un olio particolarmente grasso. In Italia il pistacchio è coltivato in Sicilia nelle provincie di Catania, Caltanissetta e Agrigento, a un’altitudine compresa fra i 300 e gli 800 metri, in pistacchieti naturali o artificiali.

Pinoli
I pinoli, o pinocchi, sono i semi commestibili di alcune specie di pino, in modo particolare di quello comune (Pinus pinea); si annidano tra le scaglie legnose dei loro frutti, detti pigne, trovando protezione nel guscio che li avvolge. Le mandorle di questi semi rappresentano i pinoli veri e propri, che si acquistano al supermercato nei pratici sacchettini.

Nocciole
E’ il frutto dell’albero di nocciolo contenente un solo seme. I semi, detti anch’essi nocciole, sono ricchi di olio e sono commestibili. Oltre che come frutta secca, le nocciole vengono largamente utilizzate nell’industria dolciaria, per cui la pianta è coltivata su vasta scala in vari paesi, tra i quali sia annoverano la Turchia, l’Italia e la Spagna. In realtà la Turchia è il primo produttore di nocciole al mondo.

Noci
Sono i semi commestibili dell’albero di noce. Le noci sono un importante supporto alimentare. Oltre che consumata fresca o secca, la noce è utilizzata per ricavarne liquori (nocillo o nocino), e fa parte di alcune preparazioni culinarie: tipica la salsa di noce preparata in Liguria e utilizzata per condire ravioli e trenette.


venerdì 18 febbraio 2011

Ikea a Catania. Ecco il catalogo dei prodotti!

 

Stamattina a Pedara (Ct) ci siamo svegliati con una sorpresa: il catalogo dell’IKEA si trovava davvero dappertutto! Un’invasione di cataloghi dell’IKEA degna di un film di fantascienza. E’ evidente che l’apertura dell’IKEA a Catania è davvero vicina (è prevista per il 9 marzo 2011) e quindi la campagna pubblicitaria è giunta al suo atto finale! Occhiolino

catalogo IKEA Catania

L’apertura avverrà nella Zona industriale Nord (vedi mappa sotto).

IKEA a Catania

Orari di apertura: dal lunedì alla domenica, dalle ore 10:00 alle 21:00. Il parcheggio è gratuito.


domenica 11 aprile 2010

Apre IKEA a Catania nel 2011, ma non saranno tutte rose e fiori…



E’ da molti mesi che si attende l’apertura dell’IKEA a Catania. Finalmente nel primo semestre del 2011, a quanto pare, l’attesa sarà finita. La grande azienda svedese di arredamento avrà una filiale anche nei pressi di Catania, e sarà l’unico punto vendita previsto per la Sicilia. Molti si aspettano che questa apertura porti grandi benefici dal punto di vista dell’occupazione nella bistrattata provincia di Catania, dove i tagli occupazionali nella Scuola Pubblica e nella Sanità stanno creando situazioni disperate.
In realtà non credo che questa apertura possa incidere in maniera così determinante, per due motivi:
Il punto vendita verrà aperto in località Buttaceto a ben 8 chilometri dal centro di Catania. Non è esattamente un punto facilmente raggiungibile, specialmente per gli abitanti dei numerosi piccoli comuni dell’Etna. Per chi abita a Bronte, ad esempio, andare all’IKEA sarebbe un piccolo viaggio. Il rischio è che il punto vendita non venga frequentato da un gran numero di clienti, anche perché lontano dai poli commerciali della provincia. La località Buttaceto è infatti una “zona industriale” dove non ci sono esercizi commerciali al dettaglio.
Le condizioni di lavoro all’IKEA appaiono piuttosto dubbie. E’ una notizia recente che è stato indetto uno sciopero presso l’IKEA di Corsico (Milano) a causa delle condizioni di lavoro insostenibili. Addirittura veniva cronometrato il tempo per fare la pipì! Io spero che i dirigenti dell’IKEA, conoscendo le difficoltà occupazionali della provincia di Catania, non se ne approfittino per instaurare condizioni lavorative ancora più disumane, credendo che i lavoratori non si ribellino perché hanno assoluto bisogno di lavorare!
In definitiva l’apertura dell’IKEA a Catania non è detto che porti ad una situazione tutta rose e fiori, ma spero di sbagliarmi…

UPDATE! A quanto pare, contrariamente alle mie previsioni, l'IKEA a Catania ha avuto un successo notevole (se non straordinario). I clienti si sono affollati in così grande numero che per farli entrare si è dovuto ricorrere ai turni! Inoltre ho conosciuto alcune persone che ci lavorano e, nonostante l'impegno sia davvero assiduo, le condizioni di lavoro non sembrano così "terribili" come paventato. Questa piccola precisazione secondo me era doverosa, perché un blogger "serio" non deve mai avere paura di ammettere di avere sbagliato. Un saluto ai lettori e buona visita all'IKEA :-)
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mercoledì 24 marzo 2010

Giuseppe Castiglia: tre barzellette

 

Giuseppe Castiglia è un comico catanese che non è famoso a livello nazionale, ma è sicuramente famoso in Sicilia e tra i siciliani sparsi in tutto il mondo. Per questo potrebbe essere definito in realtà un comico noto a livello internazionale. Io trovo che sia un vero e proprio “genio” delle barzellette; come le sa raccontare lui, non le sa raccontare nessuno!

In questo filmato possiamo vedere un saggio della sua bravura raccontandoci tre barzellette, una su un mafioso, una su un ragioniere e una su un americano a Catania.

Buona visione e buon divertimento.

mercoledì 28 ottobre 2009

Gaetano Ponte: un uomo, un vulcanologo.

 

E’ con grande piacere che ho trovato su YouTube il filmato che vi presento. Si tratta di un video realizzato dall’Istituto “Gaetano Ponte” di Palagonia e dedicato proprio a Gaetano Ponte, un vulcanologo che tanto ha dato alla ricerca vulcanologica internazionale. Prima della visione del filmato vi rimando alle seguenti note biografiche su Gaetano Ponte. Buona lettura a buona visione.

Gaetano Ponte, nato da Giovanni e da Raffaela Casabene, il 21.6.1876 nella abitazione di famiglia, in via Umberto a Palagonia (CT). Sposa Giuseppina Gulizia, con la quale si trasferisce nel capoluogo etneo, in una abitazione della centralissima via Etnea , di fronte all'Orto Botanico, non ha figli. Laureatosi in Scienze Naturali (Catania, 1903), già assistente presso l'Istituto di Mineralogia dell'Università di Catania (1907) e Libero Docente di Mineralogia (1911), rivela le sue solide doti nella preparazione geo-mineralogica e petrografica, che gli provenivano dall'aver frequentato la famosa scuola petrografica del grande Ferdinando Zirkel in Lipsia e dell'Istituto chimico-fisico diretto da W. Ostwald presso quella stessa Università. Professore di vulcanologia presso la facoltà di Scienze Naturali dell'Università di Catania (dal 1919), fonda nel 1924 l'Istituto di Vulcanologia (unica struttura universitaria europea che avesse come finalità istituzionale lo studio dei vulcani), con lo scopo precipuo di creare in Catania una struttura atta, oltre che al controllo dei fenomeni vulcanici, una scuola di preparazione e di perfezionamento per ricercatori ad alto livello, proprio in quella meravigliosa palestra naturale che è l'Etna, nella quale lui per primo vede un vero e proprio laboratorio perenne. Fautore del recupero dell'Osservatorio Etneo di cui, dopo aver curato i restauri, diventa direttore. Scienziato di fama internazionale, sostenitore dei metodi sperimentali, studia dal 1898 fino agli inizi degli anni '50 del secolo scorso i fenomeni vulcanici, e in particolare l'Etna, cercando di valorizzare l'importanza del grande vulcano, non soltanto come luogo di studio per gli scienziati, ma anche come meta turistica e come risorsa ambientale per l'industria. Passa lunghi periodi di permanenza sull'Etna, compiendo osservazioni sul cratere centrale, alle bocche eruttive e lungo le colate laviche, raccogliendo materiale di documentazione e facendo numerosi esperimenti e rilievi fotografici. E' stato il primo studioso ad assistere ad una eruzione centrale (1928) e che ne abbia seguito tutte le fasi. Misura la profondità del cratere nel 1915, dopo un secolo che non veniva fatto, e si occupa di rifare una nuova carta dell'Etna che ne stabilisse, al momento di una eruzione, il decorso delle colate, in modo tale da ridurre i danni il più possibile e cercare di deviare la lava. Pubblica numerosi scritti: da quelli che si riferiscono alla riscoperta delle formazioni laviche e "palagonistiche" del distretto eruttivo ibleo (Val di Noto); allo studio geo-vulcanologico e petrografica completo delle vulcaniti cretaciche di Capo Passero; ad alcuni minerali della zona iblea; ai fenomeni eruttivi e ad alcuni particolari prodotti minerali dello Stromboli; indagini di tipo geochimico riguardanti le fumarole dello Stromboli e dell'Etna, le manifestazioni mofetiche della zona di Palagonia (mofeta dei Palici o lago di Naftia) e quelle dei vulcanetti di fango "maccalubbe" di Aragona, presso Agrigento, ecc.. Fondatore della "Rivista Italiana di Vulcanologia", collabora anche a riviste quali "La Sicilia Industriale", "L'industria chimica minerale e metallurgica", legate ad un clima di fiducia in un possibile sviluppo industriale della Sicilia nel primo ventennio del Novecento. Il suo eclettismo intellettuale lo pone a contatto con personalità di spicco sia in campo scientifico che artistico e letterario; nel suo carteggio si trovano infatti lettere del poeta Filippo Tommaso Marinetti, del filosofo Giovanni Gentile, del ministro Carnazza, del vulcanologo Brun, del petrografo Zirkel. Membro del Circolo Artistico Catanese, si interessa di cinema e di fotografia, utilizzando quest'ultima anche per documentare i suoi studi. Sfidando situazioni di estrema pericolosità, il Ponte ha lasciato numerosissime immagini dell'Etna e di altri territori di origine vulcanica che, oltre a documentare il fatto scientifico, rivelano nell'autore un eccellente e raffinato fotografo. Fra le lastre e le stampe del Ponte troviamo infatti immagini di vario genere, dal paesaggio al ritratto, alla foto di viaggio, che testimoniano la molteplicità dei suoi interessi. Muore a Transacqua (TN) il 18.7.1955. E' sepolto nella tomba della famiglia Gulizia, presso il cimitero di Ramacca (CT). A lui sono intitolati una sala della Facoltà di Scienze dell'Università di Catania (in cui fino a qualche tempo fa era custodita un'interessante collezione di rocce, dallo stesso campionate in varie regioni vulcaniche italiane ed estere, ed una cospicua raccolta di libri e pubblicazioni di carattere geo-vulcanologico), ed un Istituto Comprensivo della sua città natale. Numerosi suoi scritti sono stati pubblicati dall'Accademia Gioieni di Catania, oltre che su varie riviste specialistiche.

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Eccezionali filmati dell'Etna! La fontana di lava ripresa con una telecamera. Report dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

Le webcam dell'Etna

Sicilia, perla del Mediterraneo

venerdì 22 maggio 2009

Origini del nome e del simbolo della Sicilia

 

Secondo il grammatico latino Marco Terenzio Varrone, il termine Sicilia deriverebbe dalla voce italica sica che indica la falce, e perciò significherebbe “terra di falciatori”, dato che i Romani consideravano la Sicilia come il granaio di Roma; ma è da notare che il termine “Sicilia” è anteriore alla denominazione romana, che cominciò nell’isola solo dal 264 a.C.; e che d’altra parte gli antichi abitatori dell’isola della falce la chiamavano zankle (e “Zancle” è infatti il nome siculo di Messina, il cui porto naturale è simile ad una falce).

Il nome “Sicilia” deriva da una radice indogermanica che suona sik, ed indica l’ingrossamento e la crescita, e in greco serve ad indicare frutti in rapido accrescimento, come siké (= fico) e sikùs (= zucca), sicché il termine significa “terra della fecondità, isola della fertilità”, come in effetti è sempre stata; tanto che in periodo bizantino (secc. VI-IX) si credette che il nome Sicilia derivasse da siké ed elaia, unificando il nome greco di due piante tipiche dell’isola, quali il fico e l’olivo.

Ma la Sicilia ha un nome ancora più antico, che viene tutt’ora adoperato: Trinacria. Esso deriva dalla forma triangolare dell’isola: e così la chiamò Omero nell’Odissea, e gli storici Antioco da Siracusa, Timeo da Taormina e lo stesso Tucidide la chiamarono così; e i Romani tradussero Trinacria in Trìquetra, che vuol dire appunto “triangolare”.

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[Bibliografia: Breve storia della Sicilia dalle origini ai nostri giorni; Santi Correnti; Tascabili Economici Newton; 1996]

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martedì 14 aprile 2009

Divano letto apribile. Lo sapevate che fu ideato da un inventore palermitano?

 

Il divano-letto è molto utile negli ambienti con poco spazio. Fu inventato in un periodo storico di crisi.

In un periodo di crisi come questo avere buone idee in tutti i campi è molto importante. Anche negli Stati Uniti nel 1929, periodo della Grande depressione, era necessario trovare delle soluzioni brillanti per cavarsela.

Ma che c’entra tutto questo con il divano letto?

Per spiegarvelo vi racconto la storia di Bernardo Castro, nato a Palermo nel 1904 e morto in Florida il 24 agosto del 1991.

Bernardo, come molti siciliani in quegli stessi anni, si trasferì a New York all’età di soli 15 anni. Nel 1931 aprì una attività commerciale ma la Grande Depressione del 1929 faceva ancora sentire i suoi effetti. Molte persone avevano difficoltà a pagare casa ed erano costretti ad abitare in molti in piccoli appartamenti.

Bernardo Castro quindi a New York riuscì ad aprire questo negozio di mobili, ma non era facile vendere mobili, perché la gente aveva pochi soldi. Ad esempio era necessario sacrificare alcuni mobili per mancanza di denaro e di spazio. Così ebbe un’idea geniale: visto che possedere sia un letto che un divano era diventato un lusso per pochi, perché non unire le due cose in un divano letto? Possibilmente che fosse facilmente apribile, in modo da risparmiare tempo, oltre che spazio.

In questo modo cominciò la sua fortuna commerciale. Non fu un’idea originale, perché il divano letto era già stato inventato nel seicento, ma non era certo apribile come quello di Castro.

Geniale fu anche la campagna pubblicitaria che realizzò: sua figlia Bernadette (di soli 4 anni) mostrava con quanta facilità era possibile un divano-letto. Grazie a tutto ciò Bernardo Castro visse da milionario fino al 1991 in Florida.

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sabato 9 febbraio 2008

Basta con i soliti cantanti raccomandati! Parliamo di una cantante siciliana tanto brava quanto poco nota: Rosalia Misseri.

L'Italia è tristemente piena di raccomandati e di raccomandazioni, soprattutto nel campo artistico. Quante volte ci si è chiesto: "ma quello come ha fatto a diventare famoso?", la risposta è immediata.

I bravi artisti, spesso, languono in un limbo di anonimato o in uno stato di scarsa visibilità che nuoce alla serietà artistica del nostro Paese.

Per questo, in questo post, voglio parlare di una cantante siciliana davvero bravissima, che ha intepretato magistralmente musical del calibro di "Notre Dame de Paris" di Cocciante e di "Tosca, amore disperato" di Lucio Dalla.

Si tratta di Rosalia Misseri.

Andando ad attingere dal suo sito ufficiale (http://www.rosaliamisseri.it/text.htm) leggiamo:

Rosalia Misseri e' nata a Modica, in provincia di Ragusa, il 6 luglio 1979, ma ha sempre vissuto a Rosolini, in provincia di Siracusa. Mora, capelli lunghi e folti, occhi verdi, un metro e settanta, circa cinquanta chili. Sin da piccola coltivava la sua passione per il canto, e ha cominciato a undici anni come salmista nella parrocchia del suo paese, il "Cuore Immacolato di Maria". Mezzo soprano autodidatta, ha perfezionato la sua tecnica di cantante solista facendo pianobar nei locali di diverse citta' tra le quali Roma. Ha partecipato come attrice in alcuni spot televisivi e nel 1999 si e' esibita nel concorso "A Voice for Europe" interpretando una cover di Lucio Battisti "Il tempo di morire".
Il 23 luglio 2001 ha sostenuto, con esito positivo, il provino per il ruolo della zingara Esmeralda nel musical "Notre Dame de Paris" di Riccardo Cocciante, la sua prima esperienza in teatro. Dopo 150 repliche, nel 2003 Rosalia e' diventata la splendida Floria Tosca nel musical "Tosca, Amore Disperato" di Lucio Dalla.

Per altre informazioni: http://profile.myspace.com/index.cfm?fuseaction=user.viewprofile&friendid=190563854

Vi presento anche un paio di video tratti dall'opera "Tosca, amore disperato" di Lucio Dalla.

Si segnala anche il nuovo sito di Rosalia Misseri a questo indirizzo.

Leggi anche:

>> Dal macro al micro. Una donna fatta di Barbie e uno scheletro fatto di... scopritelo voi! (immagini).

>> Una incredibile "fotografia" alta ben 3 metri. L'autore per realizzarla ha usato una semplice penna a sfera!

>> Scoperta grotta con cristalli giganti. Sembra il nascondiglio segreto di Superman!

>> Una favolosa immagine del più lontano oggetto cosmico visibile ad occhio nudo: la galassia di Andromeda M31.

>> Una cometa tra i fuochi d'artificio e i fulmini. Il cielo dà spettacolo! (immagine)

>> Passeggiando nello spazio (immagine)

>> Un omaggio alla cometa più strana del 2007: la cometa Holmes (immagini)

>> Gli astronomi hanno scoperto il diamante più grande di tutti i tempi. Dieci miliardi di trilioni di trilioni di carati!

>> Astronomo italiano scopre una nuova cometa! (con immagine)

>> Alcune spettacolari meteoriti cadute sulla Terra. Alcuni dicono che hanno portato la vita, altri che porteranno la morte. Per adesso godetevi il filmato

>> La più bella immagine astronomica del 2007! La meravigliosa faccia della galassia a spirale IC 342.



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sabato 22 settembre 2007

Com'è nato l'Etna, il vulcano più attivo in Europa. Una storia complessa e avvincente cominciata 700000 anni fa...

La zona etnea, prima di essere sede di manifestazioni vulcaniche, consisteva prevalentemente in un ampio golfo marino, dove le terre emerse erano a ridosso della catena dei Monti Nebrodi e alle spiagge di un tempo nella zona di Motta S. Anastasia e Misterbianco (CT). I terreni affioranti consistevano in rocce sedimentarie dall'età cretaceo-miocenica fino al Pleistocene inferiore (da circa 130 milioni di anni fa a circa un milione di anni fa). A partire da circa 700-500 mila anni fa in questo golfo cominciarono le eruzioni sottomarine le cui tracce attualmente si possono trovare nel territorio del comune di Acicastello (Faraglioni di Acitrezza, le "Colate a pillow" della rupe del Castello di Acicastello, ecc...). Contemporaneamente, nel territorio di Motta S.Anastasia e Misterbianco avvenivano eruzioni al limite con l'antica zona costiera, come dimostrano gli attuali affioramenti. In seguito ad un rapido sollevamento di tutta la zona, le eruzioni si manifestarono sulla terraferma e si caratterizzò un'attività eruttiva di tipo "fissurale", dove lave molto fluide fuoriuscivano da fessure lineari, accompagnate da limitate manifestazioni esplosive, tali da conferire all'edificio vulcanico primordiale una forma piuttosto appiattita, tipica dei cosiddetti "vulcani a scudo" (come quelli, giganteschi, delle Hawaii).
Fra i 200000 ed i 100000 anni fa, l'attività cambiò e da tipo "fissurale" diventò più centralizzata in punti di emissione che si strutturarono in edifici vulcanici indipendenti, i cosiddetti "Centri Alcalini Antichi".
Questi si distribuiscono in tutto il territorio in piccoli e numerosi centri eruttivi, affiancandosi o sovrapponendosi e a volte attivandosi contemporaneamente.
Si rinvengono affioramenti di questi centri in Valle del Bove e Val Calanna, quali il centro del Calanna e quello del Trifoglietto I, mentre molti altri rimangono nascosti sommersi da colate recenti e sono individuabili solo da studi morfologici.
L'attività di questi antichi centri eruttivi è caratterizzata da lave meno fluide e con un incremento delle manifestazioni esplosive tali da conferire a questi edifici vulcanici versanti più scoscesi.
Negli anni a seguire, si instaura un'attività vulcanica prevalentemente esplosiva, con l'alternarsi di periodi a carattere relativamente effusivo: questo genera edifici vulcanici di notevole altezza.
Così, tra i 75000 e i 50000 anni fa si venne a formare un vulcano chiamato Trifoglietto II, che rappresenta per dimensioni il più grande centro eruttivo sviluppatosi successivamente ai "Centri Alcalini Antichi".
Dagli affioramenti, in Valle del Bove, delle colate risalenti a questo centro si evince un'altezza di quasi 4000 metri, e l'asse di alimentazione dei crateri principali posto più a Sud-Est degli attuali crateri, al centro del vasto anfiteatro costituito dalle pareti Sud-Ovest di questa valle.
I suoi prodotti vulcanici indicano una violenta attività idro-esplosiva generata oltre che dal tipo di magma, anche, dalla presenza a quelle quote e in quel periodo, di nevai e ghiacciai sulla sommità del cono.
Sovrapposti ed affiancati all'edificio del Trifoglietto II si svilupparono altri centri eruttivi contemporanei alle fasi finali di attività e successivi a questo quali: Serra Giannicola Grande, il Vavalaci, il centro del Cuvigghiuni.
Lo sviluppo dell'attuale Etna incomincia con l'Ellitico, centro eruttivo formatosi circa 25000 anni fa.
L'attività dell'Ellitico mostra l'alternarsi di fasi più effusive e fasi estremamente esplosive, come mostrano gli affioramenti di colate laviche e prodotti piroclastici di composizioni estremamente diverse. L'attività eruttiva dell'Ellitico termina circa 15000 fa durante un'intensa fase esplosiva caratterizzata da una serie di eruzioni catastrofiche, che hanno causato la formazione di una caldera di circa 4 km di diametro.
L’attività effusiva degli ultimi 14000 anni porterà alla formazione dell'edificio vulcanico attuale denominato Mongibello. Circa 9000 anni fa una porzione del versante orientale del vulcano Mongibello fu soggetta ad una serie di grosse frane che hanno portato alla formazione dell'ampia depressione della Valle del Bove. Questo imponente collasso del versante orientale del vulcano Mongibello ha messo in luce gran parte della struttura interna sia dei Centri eruttivi della Valle del Bove che del vulcano Ellitico affioranti lungo le pareti della suddetta valle. Sebbene l'attività predominante del vulcano Mongibello è di tipo effusivo numerose eruzioni esplosive di notevole intensità, generate dalle bocche sommitali, hanno caratterizzato questa recente fase eruttiva.

mercoledì 5 settembre 2007

Eccezionali filmati dell'Etna! La fontana di lava ripresa con una telecamera. Report dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

E' con grande piacere che posso presentarvi questi filmati (realizzati da me) dell'eruzione dell'Etna, iniziata ieri pomeriggio 4 settembre. Le fontane di lava scaturiscono dal cratere di Sud-Est e sono alte più di 500 metri. Quando mi sono accorto dello spettacolo ho preso la telecamera e ho filmato!
Vi dico subito che questa eruzione è solo spettacolare e non desta la minima preoccupazione. La colata emessa dal cratere di SE si riversa tranquillamente lungo la Valle del Bove.
In mattinata si sono attenuati anche i fenomeni esplosivi di fontana di lava. Ecco il link dei report dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

http://www.ct.ingv.it/Default.asp?Pagina=./Etna2007/Report.asp

I filmati:





Dettaglio della fontana di lava

sabato 4 agosto 2007

Le webcam dell'Etna

L'Etna è un vulcano ben sorvegliato (anche se non bene come i vulcani del Giappone). Questo sito presenta una serie di link che mostrano immagini dell'Etna in tempo reale. Varie webcam sono state piazzate sulle pendici del vulcano per "tenerlo sotto controllo".

giovedì 19 luglio 2007

Sicilia, perla del Mediterraneo

Questo è tempo di vacanze e qual è la vacanza più bella? Ma naturalmente è quella che ti porta a visitare la Sicilia! Ci sono luoghi bellissimi, conosciuti da pochi, ma che vale la pena di visitare! Per questo motivo vi consiglio di seguire i seguenti link che vi possono dare una valida traccia su cosa cercare e vedere in Sicilia per chi ha in programma di venirci per le ferie.


http://www.regione.sicilia.it/turismo/

http://www.sicilyweb.com/turismo/

http://www.estateinsicilia.it/

http://sicilia.indettaglio.it/ita/turismo/turismo.html

http://www.metasicilia.it/


Buona lettura e... buon viaggio!

Come oscilla un pendolo su Giove? (filmato)

In questo filmato possiamo vedere una bella rappresentazione di come cambia il periodo di oscillazione di un pendolo semplice in vari corpi ...