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domenica 11 marzo 2012

Come cambiare la scuola

Il nostro sistema di istruzione è al passo con i tempi oppure è obsoleto? La sensazione che sia ormai obsoleto è sempre più forte ormai da decenni e quindi occorre al più presto una profonda riforma. Ma, a parte i problemi politici ed ideologici che possono ritardare (o anche bloccare) una tale riforma, in che direzione dovremmo muoverci per cambiare alla base il nostro sistema di istruzione?

Per capirlo bisognerebbe prima analizzare come si è sviluppato e evoluto l’attuale sistema di istruzione. Se ci pensiamo le scuole in cui noi abbiamo studiato sono strutturate come se fossero delle catene di montaggio, cioè hanno una impostazione “industriale”. Ci sono campane che suonano ogni ora, ci sono registri per segnare assenze e ritardi, stanze in cui non è vietato entrare o uscire, gli studenti sono stipati nelle aule utilizzando come unico criterio l’età anagrafica. Per non parlare della burocrazia a cui sono sottoposti gli insegnanti: pagelle, pagellini, schede di valutazione, programmazioni strutturate e compagnia bella. E’ come se si stesse gestendo un’azienda e non la maturazione mentale dei bambini e dei ragazzi. La smania di “misurabilità” dei progressi degli studenti porta a eccessi di questo tipo. In realtà nella mente umana e nella sua crescita non è detto che sia tutto così misurabile.

(Una scena del film “The Wall” (1979) con la colonna sonora dei Pink Floyd. Nel film la scuola viene descritta come un luogo alienante).

Inoltre vengono valutate solo due tipi principali di abilità dell’intelletto umano: la capacità razionale e quella manuale. In base a questi due tipi di abilità le persone sono “smistate” verso lavori di tipo intellettuale-teorico o verso lavori di tipo manuale. Questa distinzione è ancora viva e operante nelle scuole attuali.

Sappiamo però che le abilità della mente umana non sono solo queste due. Ad esempio c’è la creatività e il pensiero divergente. Di solito la scuola, con i suoi metodi, distrugge sia la creatività, sia il pensiero divergente (che è quello che fondamentalmente genera la creatività). Si è potuto vedere che il pensiero divergente diminuisce all’aumentare dell’età e della scolarizzazione. E’ un vero peccato sprecare un tale patrimonio di creatività!

In questo filmato, davvero molto interessante, possiamo vedere, con una grafica davvero accattivante, il pensiero di Sir Ken Robinson, un esperto di fama mondiale sullo sviluppo dell’educazione. Guardate il filmato e fatemi sapere cosa ne pensate sul mondo dell’istruzione attuale e se è vero che deve essere rivoluzionato e non solo riformato.

Buona visione a tutti.


lunedì 5 marzo 2012

Considerazioni sul bullismo

E’ da molti anni ormai che si parla di bullismo. Si cerca sempre di fare qualcosa per arginare questo fenomeno molto diffuso nelle nostre scuole. La sensazione, però, è che si stia perdendo la partita. Anziché diminuire, il fenomeno bullismo sembra sempre più presente nelle scuole e anche in altri contesti. E’ vero, l’Italia ha molti problemi in questo momento storico e queste difficoltà si riflettono sui comportamenti devianti dei giovani. L’assoluta mancanza di valori di riferimento, inculcati da una televisione sempre più povera di contenuti e sempre più ricca di immagini che inneggiano ad un modo di vivere falso e artefatto, fanno il resto del danno.

bullismo

C’è da dire che nelle scuole degli USA il bullismo sembra molto più diffuso che nelle nostre scuole (o forse è semplicemente meglio monitorato), nonostante tutte quelle “americanate” che vengono utilizzate come il “role playing” e altre tecniche a cui molti (giustamente) non credono. Forse è per questo che oltreoceano il bullismo dilaga quasi indisturbato nelle scuole? E’ un problema di metodologia sbagliata?

C’è da dire anche che molti telefilm americani (che i nostri giovani vedono molto volentieri in tv) mostrano il bullismo in maniera sottilmente positiva. Pur condannando il fenomeno in maniera formale, le immagini però raccontano qualcos’altro. Il bullo è sempre un bel ragazzo, alto, sportivo, bello, ammirato da un sacco di ragazze, la sua vittima invece è un ragazzo “sfigato” (si noti anche l’uso spropositato di questo fastidiosissimo vocabolo), magro, poco incline agli sport, rifiutato dalle ragazze, ancora vergine ben oltre i 18 anni…

Chi è quel fesso che vorrebbe indentificarsi con la vittima?

E’ un trionfo di luoghi comuni che vengono però assimilati ben bene dai nostri dodicenni (probabilmente anche più giovani) e forse vengono introiettati senza che gli adulti se ne accorgano, dato che i nostri figli sono lasciati davanti alla tv senza alcun controllo, basta che non “rompano le scatole”.

Il bullismo non può essere combattuto solo con alcune (discutibili) tecniche terapeutiche somministrate ad alunni difficili, ma deve essere combattuto anche sul fronte culturale. Se nei cervelli dei ragazzi inseriamo spazzatura, attraverso i media (soprattutto la televisione), dai loro cervelli otterremo solo spazzatura! E quando andranno a navigare su internet, non andranno mai e poi mai a cercare quelle risorse meravigliose che internet mette a disposizione di tutto il mondo, ma cercheranno solo quella spazzatura che è l’unica cosa che conoscono.

La prepotenza è un tratto tipico della natura umana, così come la sottomissione. Fanno parte del nostro universo “umano” e non sono eliminabili. I tratti della prepotenza e della sottomissione possono essere però largamente “smussati” da una visione del mondo che deve diventare contemporaneamente più ampia e profonda. Questa nuova visione però deve passare, secondo me, attraverso una profonda riforma dei palinsesti televisivi che non possono più propinare ai nostri giovani delle schifezze come quella, solo per fare un esempio, dell’affinità di coppia stabilita da un sms!

Ora basta con tutti questi reality (che di reale non hanno nulla), questi programmi che presentano il paranormale, gli UFO e altre amenità come se fossero un dato di fatto. Basta con i telefilm che inneggiano al bullismo. Basta con la spazzatura.

Se potete avere un minimo di controllo sui vostri figli (e se volete… soprattutto) fate in modo che possano vedere qualcosa di bello. Una visita in un museo, ad una mostra, una passeggiata in mezzo alla natura. Sul versante tecnologico, se sono un po’ più grandicelli, fategli vedere quante cose belle possono trovare su Internet. Fate in modo che diventi la loro enciclopedia personalizzata. Fate in modo che conoscano!

Chi conosce non ha paura e chi non ha paura difficilmente diventa violento…


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martedì 30 agosto 2011

Inizio della scuola 2011: il calendario regione per regione

Calendario dell’inizio della scuola anno scolastico 2011-2012. Tra poco comincia settembre, il mese in cui si torna a scuola. Per molti è stata un’estate di divertimenti, ma per molti è stata un’estate di sacrifici. Chi ha avuto la fortuna di divertirsi comincerà quest’anno scolastico con serenità. Gli alunni saranno forse un po’ scocciati, i genitori forse un po’ emozionati, i professori e i maestri preoccupati (ogni anno gli alunni diventano sempre un po’ più “discoli”). Ormai in Italia la scuola diventa sempre meno importante, sempre più sottovalutata, sempre più soggetta a tagli economici e a risparmio ingiustificato. Gli insegnanti anche quest’anno perderanno una fetta della loro autorità e della loro autostima, molti alunni saranno promossi (sempre molti di più di quelli che se lo meritano…) e alcuni saranno bocciati (sempre molti di meno di coloro che se lo meritano…). Benvenuti tutti nell’anno scolastico 2011-2012 Occhiolino
Ecco il calendario, regione per regione, dell’inizio dell’anno scolastico 2011-2012.



12 Settembre 2011
Calabria
Friuli Venezia Giulia
Lombardia
Liguria
Lazio
Marche
Molise
Piemonte
Umbria
Veneto
Valle D’Aosta
Provincia autonoma di Trento
Provincia autonoma di Bolzano


13 settembre 2011
Abruzzo

14 settembre 2011
Toscana
Campania


15 settembre 2011
Puglia
Sardegna
Sicilia


19 settembre 2011
Basilicata
Emilia Romagna

martedì 10 maggio 2011

Morgantina

 

Avete mai sentito parlare della zona archeologica di Morgantina? Fino a poco tempo fa io ne avevo sentito parlare vagamente, sapevo che era meta abituale di turisti e di gite scolastiche, ma non mi ero informato più di tanto. Alcuni giorni fa ci sono andato e sono rimasto davvero stupito dalla bellezza di questo sito. Ho letto che Morgantina è stata definita “la Pompei di Sicilia” e dopo aver visto i resti di questa meravigliosa città non posso che confermare appieno questa denominazione.

vista aerea di Morgantina

Partiamo da un po’ di storia, poi vi spiegherò qualcosa di più mostrandovi le foto che io stesso ho fatto a Morgantina.

Morgantina è una città decantata dai più grandi storici dell’antichità, fu fondata sulla collina della Cittadella (presso l’attuale comune di Aidone, in Sicilia) da re Morges, capo di una tribù sicula (XI sec. a.C.).

Dominata dai Greci dalla metà del VI sec. a.C., venne distrutta nel 459 a.C. da re Ducezio, capo carismatico ed erede dei Siculi, il quale distrusse la città originaria rifondandone una nuova sul terreno di Serra Orlando.

La città raggiunse un notevole sviluppo economico, politico e sociale nella metà del III sec. a.C., sotto il regno di Gerone II. Alleatasi con i Cartaginesi durante la Seconda Guerra Punica, venne punita duramente dai Romani (211 a.C.) che la occuparono per più di due secoli, fino all’abbandono totale avvenuto tra il I sec. a.C. e il I sec. d.C.

Gli scavi condotti dagli archeologi statunitensi sin dal 1955, hanno riportato alla luce una città intatta, nella quale si rivivono intensamente le strutture della “polis” greca. In 12 chilometri quadrati di area archeologica è stato scavato ancora solo il 10%. Non a caso Sjoquist, il primo archeologo che effettuò scavi sistematici nell’area, la chiamò, come avevo già riferito prima, la “Pompei sicula”.

Vediamo quali sono le strutture più interessanti che potete vedere a Morgantina.

 

La Casa del Saluto (detta anche Casa del Capitello Dorico)

E’ forse uno dei resti più famosi di Morgantina. Si tratta di una costruzione molto elegante con pavimenti in cocciopesto e mosaico, ornato da disegni geometrici. La casa prende il suo nome da una scritta in mosaico EYEXEI (letteralmente: stai bene) posta all’ingresso di un ambiente dove è stata rinvenuta una vasca da bagno (conservata attualmente al Museo Archeologico di Aidone). Il quadriportico colonnato, senza tetto nella parte centrale, serviva per la raccolta dell’acqua piovana.

Casa del Saluto

 

Casa di Ganimede

Da come si presenta doveva, senza dubbio, appartenere ad una personalità molto ricca e in vista tra i ceti sociali più nobili della città. La sua forma rettangolare presenta sette colonne sui lati lunghi e tre sui lati corti che circondano un cortile per la raccolta di acqua piovana. Le colonne sono in pietra arenaria in stile Dorico. Sul lato sinistro due ambienti conservano i più antichi mosaici dell’arte ellenistica occidentale. Il primo raffigura il “Ratto di Ganimede”, figlio di Troo, mentre viene rapito da Zeus che nell’occasione assunse le sembianze di un’aquila. Nel secondo ambiente è visibile un meandro ornato da foglie di edera, simboli della vittoria in una competizione sportiva.

Casa di Ganimede

 

Teatro

Costruito nel IV secolo a.C. era composto da: cavea, orchestra ed edificio scenico. La cavea costruita con blocchi di pietra squadrata, è divisa in sei settori da cinque scalette verticali dove trovavano posto gli spettatori. Sul terzo gradino, dall’alto in basso del settore centrale si trovava una dedica a Dionisio: Nello spazio riservato all’orchestra, vicino i primi gradini, trovava posto il coro.

Teatro di Morgantina

 

Fornace grande

Tra le più ampie fornaci conosciute del mondo antico, la “Fornace grande” possiede due corridoi di approvvigionamento (o praefurnia) contrapposti, collegati ad una camera di combustione di forma ovale tramite passaggi voltati in laterizio, le cui pareti vetrificate testimoniano danni determinati dalle alte temperature. La camera di combustione era coperta da un piano forato sostenuto da archi in laterizio di cui si conservano le basi. A differenza della gran parte delle fornaci, edificate con materiale di riutilizzo, la “Fornace grande” venne costruita con mattoni appositamente prodotti. In essa venivano prodotti materiali fittili di grandi dimensioni, come tegole, condutture e grandi contenitori per derrate. L’ubicazione della fornace, a ridosso di una parte delle fortificazioni greche, indica che queste non erano più in uso quando essa venne costruita.

Fornace grande

 

Ekklesiasterion

L’ekklesiasterion, luogo di riunione dell’assemblea cittadina, si configura come un complesso costituito da tre ampie gradinate che si incontrano formando angoli ottusi. In una prima fase furono realizzate solo la scalinata occidentale e quella centrale, ambedue dotate di dodici file di gradini. In un secondo momento venne aggiunta la scalinata più breve, quella orientale, insieme a tre nuove file di gradini nella parte superiore dell’insieme. Del béma o piattaforma dell’oratore si conserva soltanto il primo filare di blocchi. La presenza di un luogo destinato alle assemblee pubbliche, indica che nel III secolo a.C. la città godeva di una, seppur parziale, autonomia. L’ampio complesso dell’ekklesiasterion, che si adatta alla configurazione della vallata dell’agorà, non è allineato con l’impianto ortogonale della città. Oltre ad avere una funzione pubblica, le gradinate servivano, infatti, da terrazzamento, fornendo anche un agevole accesso ai tre lati dell’agorà superiore.

Ekklesiasterion

 

Non dimenticate a questo punto di andare a visitare il Museo Archeologico di Aidone. Qui sono esposti tutti i ritrovamenti del sito di Morgantina. Molto interessanti sono gli argenti “sacri agli dei” (davvero stupendi) e la famosa venere di Morgantina (che sarà in esposizione a partire dal 17 maggio 2011).


lunedì 31 gennaio 2011

Esami di maturità 2011. Ecco le materie della seconda prova.

 

Sono uscite le materia per gli esami di maturità 2011. Nel filmato possiamo vedere il ministro della Pubblica Istruzione, on. Mariastella Gelmini, che annuncia le materie uscite nei vari indirizzi di studio.

Buona visione del video:

Maturità 2011. Le materie della seconda prova.

Per avere maggiori dettagli è possibile scaricare i seguenti allegati:

Allegato Ordinamento
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Elenco Indirizzi Ordinamento
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Elenco Indirizzi Sperimentali
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Allegato Sperimentali Bolzano
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Allegato Sperimentali Aosta
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Allegato Sperimentali Senza Aosta e Bolzano
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sabato 8 gennaio 2011

Come studiare bene, alcuni consigli utili

 

Per ottenere soddisfacenti risultati di apprendimento in un tempo prestabilito, occorre impadronirsi di una serie di tecniche di lavoro utili per favorire la memorizzazione, la sintesi e la rielaborazione personale dei contenuti. Lo studente che avrà imparato a trarre il meglio dagli strumenti a sua disposizione riuscirà a ottimizzare il proprio tempo e, in definitiva, a trascorrere meno ore sui libri. Questo però è l'approdo finale di un esercizio costante, giornaliero, di applicazione metodica, che all'inizio potrà sembrare forse noioso, ma che non tarderà a dare i suoi frutti.


Prendere appunti

prendere appunti

Una prima operazione, che si raccomanda a tutti gli studenti di non trascurare, è quella di prendere appunti durante le lezioni. Sarebbe opportuno portare in classe un unico quaderno ad anelli con fogli staccabili, in cui raccogliere gli appunti di tutte le materie; a casa poi lo studente si preoccuperà di curare l'elaborazione dei vari quaderni disciplinari. Prendere appunti, infatti, è un esercizio che inizia a scuola, ma che poi continua a casa, perché le note scritte velocemente in classe hanno sempre bisogno di essere riordinate e, talvolta, integrate.

Il quaderno degli appunti è un po' come il diario personale, ed è giusto che la sua organizzazione sia lasciata alla libertà degli studenti: c'è chi si inventa una specie di stenografia fatta di abbreviazioni per scrivere più rapidamente (cmq al posto di "comunque" , x' invece di "perché", a. per "anno", sec. per "secondo" e così via), chi usa pennarelli di colori diversi, chi evidenzia in colore i passi importanti, chi inserisce immagini, grafici e tabelle.

Indipendentemente dalle strategie utilizzate, è importante ricordare che prendere appunti non è un'operazione passiva, ma un vero e proprio esercizio che mette alla prova le abilità dello studente, in modo particolare la capacità di ascoltare in modo attivo e di operare, già durante le lezioni in classe, una selezione e una sintesi dei contenuti. Infatti non è necessario scrivere da forsennati come sotto dettatura, per timore di perdere anche solo una parola di quello che dice l'insegnante; è assai più utile esercitarsi a riassumere il contenuto delle spiegazioni, annotando solo le informazioni essenziali. Naturalmente si può chiedere la collaborazione del professore, che sarà ben felice di venire incontro alle esigenze dei suoi volenterosi allievi rallentando il ritmo dell'esposizione o dando espressa indicazione delle informazioni salienti e di quelle accessorie.

In conclusione, prendere appunti in classe, per annotare i passaggi principali della spiegazione degli insegnanti, è un'ottima abitudine, che aiuta non soltanto a non perdere la concentrazione, ma anche a esercitare le proprie capacità di sintesi e di rielaborazione dei contenuti.


Organizzatori anticipati, riassunti e mappe concettuali

mappa concettuale

Spesso, nei libri di testo, all'inizio di ogni unità di apprendimento si trova una breve introduzione che anticipa allo studente i contenuti che incontrerà. Nel linguaggio della pedagogia, questo tipo di espediente si chiama organizzatore anticipato e serve a fare entrare lo studente nell'ambiente concettuale dell'unità, e a sollecitare la sua curiosità e le sue aspettative.

Anche nel quaderno degli appunti personali potrebbero essere inseriti degli organizzatori anticipati, come breve introduzione (bastano poche righe) ad ogni lezione. Naturalmente non dovranno essere scritti in classe, ma a casa, alla fine dell'attività di rielaborazione degli appunti. Quando gli allievi ripasseranno i contenuti sul loro quaderno, gli organizzatori serviranno a rammentare sinteticamente l'argomento di quella lezione.

Il riassunto è un esercizio un po' trascurato in classe, ma utilissimo per imparare a scrivere, esercitando le capacità di comprensione e di sintesi. Provate ogni tanto (una volta al mese può bastare) a fare un riassunto di un'unità di apprendimento del libro di testo, stabilendone in anticipo la lunghezza: le vostre abilità di scrittura miglioreranno sensibilmente.

La maggior parte dei libri di testo contiene, in fondo a ogni unità, una mappa concettuale, che riassume in modo schematico i contenuti presentati, con l'aiuto di elaborazioni grafiche che visualizzano l'articolazione delle informazioni. Si tratta di sussidi utili, ma ogni studente dovrebbe elaborare le proprie mappe concettuali, questo perché ognuno ha il proprio stile cognitivo e di apprendimento.


Personalizzare il libro di testo

sottolineare il libro

Che noia quei libri di testo nuovi fiammanti, appena usciti dalla cartoleria, con le pagine belle pulite! Perché non renderli "nostri" personalizzandoli con note a margine (come facevano i monaci medievali nei preziosi codici), con sottolineature di colore diverso, con le spiegazioni dei termini difficili?

I libri di testo sono strumenti di lavoro che devono recare le tracce dell'impegno degli studenti, anche perché sono proprio quelle "tracce" a rendere più veloci ed efficaci non solo la memorizzazione, ma anche il ripasso.


mercoledì 1 dicembre 2010

Catania 30 novembre 2010. Manifestazione universitaria contro la riforma Gelmini.

 

Queste immagini dovrebbero convincere il ministro Gelmini (ma non ci credo nemmeno se nasco un’altra volta) che non è vero che la gente è con lei per la riforma.

Questi cortei mi ricordano quelli che furono organizzati quando anche io ero studente universitario nel 1993, anno in cui cominciò una fase di rapida “distruzione” dell’università che portò alla fine alla privatizzazione e al numero chiuso. Anche in quegli anni c’erano studenti per le strade che gridavano slogan, che cantavano e che credevano che con la loro protesta qualcosa sarebbe cambiato in meglio. Queste immagini quindi per me sono un “deja vu”. Ma quelli studenti che vediamo nel filmato ancora non lo sanno che la disgregazione del sistema di istruzione e formazione sarà, purtroppo, inesorabile.

Temo solo che la loro tendenza all’idealismo e alla sete di giustizia verrà strumentalizzata per mostrare che gli studenti non sono altro che dei fannulloni che non fanno altro che bighellonare per le strade…

Buona (e amara) visione del filmato.

Manifestazione universitaria contro la riforma Gelmini il 30 novembre 2010 a Catania

domenica 21 novembre 2010

La scuola fa male

 

Leggendo il titolo di questo post si potrebbe pensare che si voglia parlare di fenomeni come il bullismo, lo stress, i presidi e gli insegnanti picchiati, il burnout, ma in realtà c’è qualcosa di più profondo nella frase “la scuola fa male”.

Ovviamente l’affermazione non va interpretata in senso assoluto. Sappiamo che a scuola abbiamo imparato a leggere, a contare e poi anche… e poi… Ok, mi arrendo, mi mancano le parole. E poi ci sono molti bambini che imparano a leggere e a contare prima di andare a scuola! Non prendiamoci in giro…

Ok ma, nel frattempo che la scuola ci fa fatto imparare qualcosa che potevamo tranquillamente imparare da soli, cosa ci ha fatto disimparare che non potevamo disimparare da soli?

Nei due filmati che vi presento capirete perché la scuola uccide la creatività. Con un linguaggio davvero brillante, a tratti comico, ma con un contenuto profondo, l’oratore ci guida nei meandri dei profondi errori educativi dell’istruzione moderna.

Da non perdere assolutamente.

Buona visione.

La scuola fa male (parte 1)

 

La scuola fa male (parte 2)

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martedì 21 settembre 2010

Robot che ballano sulle musiche di Michael Jackson

 

Questi stupendi robot sono stati progettati e realizzati da alcuni studenti dell’I.T.I. Archimede di Catania.

La squadra dell'Archimede, guidata dal prof. Domenico Ardito, dopo aver ottenuto un ottimo piazzamento (ottavi) nella categoria dance ai Campionati Mondiali di Singapore (Robocup 2010), si ritroverà sotto i riflettori di un'immensa platea televisiva, che potrà così ammirare le performance di danza acrobatica di cinque robot (2 umanoidi e tre lego mindstorm) che interpreteranno con sincronismi collaudati le plastiche coreografie di Michael Jackson sulle note di Smooth Criminal.

Questo risultato mostra che molti giovani provenienti dalle regioni del sud hanno capacità e ingegno da vendere. Peccato che le persone più dotate verranno poi abbandonate da un sistema universitario farraginoso e che non premia le eccellenze.

Buona visione del filmato (all’inizio viene presentata brevemente la storia dell’I.T.I. Archimede).

lunedì 21 giugno 2010

Tracce di maturità in rete. Attenzione ai fake!

 

Questa è la notte prima degli esami ;-) Fioccano i siti che promettono di avere le tracce della prima prova degli esami di Stato. Ma fate attenzione ai fake. A quanto pare sul sito http://maturita.scuolazoo.it/ecco-come-li-abbiamo-smascherati/ sono apparse alcune tracce, ma il MIUR smentisce decisamente.

Sarà vero? Lo sapremo domani mattina… ;-)

AGGIORNAMENTO del 22 giugno 2010 ore 9:44.

Le tracce non erano quelle del link ;-) Però nelle tracce vere, ce n’era una anche sugli UFO!

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giovedì 20 maggio 2010

Tesine esami di maturità. 7 consigli utili

 

Esami di Stato 2010

Gli esami di Stato 2010 si avvicinano e molti studenti hanno già cominciato a preparare la famigerata tesina. Per molti la tesina per gli esami è una fonte di ansia e di grande imbarazzo. Molte tesine di maturità già pronte si possono trovare in numerosi siti internet sparsi un po’ dovunque. Ma non è necessario copiare una tesina già fatta se si hanno le idee chiare (e se si sono studiati gli argomenti…).

studente disperato

In questo post desidero solo dare alcuni consigli a tutti coloro che vogliono preparare una tesina che sia efficace ed esauriente.

Ecco 7 consigli per una buona tesina di esami di maturità.

1) Fate in modo che non superi le 15 o 20 pagine. I docenti delle commissioni sono ogni volta costretti a leggersi le tesine di un’intera classe e se la vostra tesina è molto lunga la lettura sarà superficiale (o non verrà letta affatto e vi assicuro che non è una cosa che succede raramente).

2) Gli argomenti devono essere scelti in maniera tale che esista un minimo di filo logico che li collega. Evitate forzature.

3) Fate in modo che l’esposizione della tesina non duri più di 10 o 15 minuti. Qualsiasi commissione d’esame vi interromperà se si vede che l’esposizione si protrae troppo a lungo. Allenatevi ad esporla controllando il tempo con un orologio. Così sarete in grado di capire se dovete omettere o aggiungere qualcosa.

4) La formattazione della tesina e la sua copertina non devono mai essere troppo elaborate e professionali. La commissione potrebbe farsi l’idea che “ve l’ha fatta qualcuno che se ne intende di computer”. Meglio avere una formattazione semplice e sobria e dare l’impressione che alla tesina ci avete lavorato voi, piuttosto che trasmettere la convinzione che è stata redatta da un parente o da un amico.

5) Ricordarsi che l’indice della tesina va messo all’inizio e non alla fine! Sembra strano, ma questo è uno degli errori più comuni che si commettono.

6) Non cambiate idea troppo spesso per il titolo e gli argomenti della tesina. E’ esperienza comune di molti studenti cambiare idea sulla strutturazione della tesina. Alcuni in questo modo arrivano alla stesura definitiva la notte prima degli esami orali! Evitate si stressarvi in questo modo. Progettate con cura il titolo e gli argomenti da inserire nella tesina e solo dopo cominciatene la stesura. Per la progettazione potete fare uso di una mappa concettuale che evidenzi le connessioni tra gli argomenti.

7) Non inserire troppe materie diverse nella tesina. E' molto meglio una tesina “concentrata” che sappia incuriosire invece che una tesina che tocchi dieci materie, ma resta sempre incompleta. E poi l’esame non si conclude con l’esposizione della tesina, quindi non perdeteci troppo tempo e studiate le materie per l’orale!

Bene, adesso che avete un’idea un po’ meno nebulosa di come sia opportuno scrivere una tesina, vi lascio allo studio “matto e disperatissimo” e… in bocca al lupo per gli esami! :-)

Per qualsiasi altro chiarimento o consiglio, non esitate a contattarmi attraverso i commenti del blog.

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sabato 20 marzo 2010

Ogni giorno in Italia un insegnante si sveglia…

 

Questa è dedicata a tutti gli insegnanti che ogni giorno (o comunque molto spesso) in Italia vengono picchiati da alunni e genitori, senza che nessuno punisca adeguatamente tali aggressori. Il problema della violenza a scuola è troppo importante per essere ignorato. In questo caso si fa solo un po’ di ironia, ma di fatto ci sarebbe poco da scherzare…

Ogni giorno in Italia

un insegnante si sveglia,

sa che dovrà correre più forte dell’alunno o finirà picchiato a sangue,

ogni giorno in Italia

un alunno si sveglia,

sa che dovrà correre più forte dell’insegnante o non riuscirà a picchiarlo,

ogni giorno in Italia

non importa che tu sia un insegnante o un alunno

l'importante è che inizi a correre!

 

P.S. Come mai nei corsi di aggiornamento degli insegnanti non si inserisce qualche corso di autodifesa? ;-) Si scherza per sdrammatizzare…

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domenica 24 maggio 2009

Esami di Stato. Le prove scritte d’esame degli anni passati

 

Ecco una serie di link sulle prove di esame di Stato degli anni scorsi.

Le informazioni sulle prove scritte degli esami di Stato sono sparse un po’ dovunque nel web. A volte si trovano solo le tracce, in altri siti si trovano anche le soluzioni (come nel caso delle prove di Matematica o di altre discipline).

Ho raccolto una serie di link utili per tutti coloro che cercano prove scritte degli esami in modo tale da perdere meno tempo possibile nella ricerca di questo tipo di risorsa.

A TUTTA SCUOLA

http://www.atuttascuola.it/scuola/tutto.htm

Sito davvero molto completo dedicato alla scuola e agli esami di Stato. E’ possibile trovare numerose risorse sia per gli studenti che per i docenti.

Educazione&Scuola

http://www.edscuola.it/esami.html

Sezione del sito Educazione&Scuola dedicata agli esami di Stato. Molto completo con risorse utili sia per studenti (prove d’esame, commissioni, ecc…) che per docenti.

Scuolidea

http://www.scuolidea.it/DIDATTIKA/esami.htm

Commissioni, terze prove, tesine, risorse, suggerimenti, tracce e soluzioni. In questo sito non manca proprio nulla riguardo agli esami di Stato.

Ziolupo.com

http://www.ziolupo.com/maturita/maturita_2009_esame_stato.htm

Maturità 2009: tesine appunti e previsioni, versioni di latino e greco degli scorsi anni. In questa pagina si parla dell’esame di Stato del 2009, e si azzardano persino delle previsioni sulle tracce! ;-)

Forum Maturità 2009

http://skuola.tiscali.it/forum/maturita-2009/

Forum di discussione dedicato all’esame del 2009. Aiuti su tesine e percorsi, ma anche su dubbi e paure. Indiscrezioni e voci di corridoio sulle prove che potrebbero uscire.

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Leggi anche:

>> Imparare a usare il computer è necessario

>> Come mai ci hanno sempre inculcato che "ma però" è un'espressione sbagliata?

>> Wikilatin: l'Enciclopedia Libera di Latino

>> Protesta degli insegnanti precari: troppo poche le immissioni in ruolo

>> Si torna a parlare di professori precari in tv. Il triste destino di ben 300000 lavoratori ignorati dall'opinione pubblica.

>> Aprea Bastico: tutta la diretta di questa mattina

>> Maturità 2008, sono state scelte le materie.

>> Test a numero chiuso. Forse verranno annullati. Ma perché non si aboliscono del tutto?

>> Test di ingresso a Medicina e Chirurgia 2007. Due domande erano sbagliate e sono state annullate. Secondo me ce n'è anche un'altra!

martedì 24 febbraio 2009

Imparare a usare il computer è necessario

 

In una società come la nostra chi non sa usare il computer resta tagliato fuori dalle informazioni più interessanti e, di fatto, resta lontano dalla civiltà del presente.

Molte persone rifiutano di imparare anche gli usi più elementari, come scrivere una lettera, reperire informazioni su Internet o mandare un e-mail. Il fatto che il computer è considerato alienante non giustifica questo rifiuto. Cosa è più alienante, fare uso del computer, o restare tagliati fuori? Secondo me restare tagliati fuori è sempre più alienante rispetto ad imparare qualcosa di nuovo e moderno.

Essere analfabeti in campo informatico non credo che possa portare mai a qualcosa di buono, non riesco infatti a vederne i vantaggi, né immediati, né a lungo termine. Esistono tanti modi per essere alienati, non c’è affatto bisogno del computer. La droga, l’alcool, la cura ossessiva dell’aspetto fisico sono molto più alienanti di qualsiasi uso del computer.

C’è anche un altro vantaggio nell’uso delle tecnologie informatiche: l’apprendimento assume una nuova dimensione, quella della ricerca personale. Riuscire a reperire le infomazioni che ci interessano (e non quelle che non ci interessano) non è una cosa da poco.

Si impara qualcosa di molto importante nella vita di tutti i giorni: si impara a cercare e a capire le cose da soli.

Spesso a scuola si è inondati da una quantità di informazioni che, nonostante in alcuni contesti siano importanti, non lo sono nel nostro. Tuttavia si fa uno sforzo enorme per apprendere queste informazioni e si perde tempo in maniera inutile, quando il tempo e l’energia si potrebbero utilizzare in modo più proficuo nel tentativo di apprendere abilità e nozioni che hanno un grande interesse, almeno nel contesto in cui agisce l’individuo.

Questo, ovviamente, non deve essere la morte della “cultura generale”, ma più che altro uno “spostamento dell’attenzione”.

Sappiamo benissimo com’è difficile imparare qualcosa che non ci interessa. Questo ci deve fare pensare. Siamo giunti ad una svolta e questa è l’epoca in cui anche l’istruzione deve poter cambiare.

Purtroppo in Italia (come al solito) siamo piuttosto indietro e invece di potenziare i nuovi aspetti dell’apprendimento si pensa solo a diminuire il personale della scuola e a formulare leggi che rispecchiano solo il timore che ci sia qualcuno che lavora poco…

In questo contesto, che è indietro di almeno 50 anni rispetto alle moderne conoscenze sulla modalità di apprendimento, non è affatto strano che ci sia qualcuno che lavora poco, sembra strano che invece ci sia qualcuno che ancora cerca di lavorare!

Nessuno pensa che la cosa importante non è lavorare molto, ma lavorare bene.

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martedì 2 dicembre 2008

Come mai ci hanno sempre inculcato che "ma però" è un'espressione sbagliata?

Ce l'hanno inculcato a partire dalle scuole elementari: "ma però" non si dice e non si scrive!

Ma sarà davvero un errore così grave?

In realtà, ci avvertono gli esperti della lingua italiana, che questa espressione non è davvero sbagliata, perché non è una ripetizione, ma un rafforzamento.

A questo punto sarebbe molto peggio scrivere espressioni del tipo: "ma d’altra parte, ma peraltro, ma in compenso", dove d'altra parte, peraltro, in compenso, hanno un significato perfettamente analogo al ma. Queste sì che sono vere ripetizioni. Stranamente vengono usate e nessuno le critica...

Ma però sono sbagliate! :-)

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sabato 30 agosto 2008

Wikilatin: l'Enciclopedia Libera di Latino

Volevo segnalarvi questa interessante risorsa collaborativa che riguarda il latino. Sul sito sono trattati: le basi della grammatica nella lingua latina, gli esercizi e le frasi da tradurre, catalogate per argomento, la mutazione della grammatica latina nella storia antica, numerosi consigli per tradurre meglio e più velocemenente dal latino all'italiano. Direi che si tratta di una grande iniziativa che non mancherà di interessare molti studenti e che nel tempo certamente si ingrandirà.

Eccovi il link.

 

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venerdì 18 aprile 2008

Protesta degli insegnanti precari: troppo poche le immissioni in ruolo

Gli insegnanti precari giudicano ''inadeguato'' l'impegno del Governo ad immettere in ruolo 25mila docenti. ''Con questo provvedimento in estremis, funzionale all'acquisizione del consenso elettorale in vista delle prossime elezioni politiche - sostiene Maristella Curreli, presidente nazionale dei Comitati insegnanti precari - non si contribuisce ad eliminare la precarieta', ne' a conferire piu' qualita' alla scuola statale e meno che mai ad onorare l'impegno che la maggioranza uscente aveva assunto, solo l'anno scorso, con la legge finanziaria''.
''Infatti -aggiunge- a fronte delle 150.000 immissioni programmate dal piano triennale, degli attuali 100.000 posti vacanti e dei 20.000 pensionamenti previsti per il 2008, questa soluzione copre poco piu' del 20% del fabbisogno, dimostrandosi di grande impatto mediatico e scarso effetto pratico''. Ma non finisce qui. ''In una scuola invasa di precari, impantanata nella precarizzazione dei rapporti di lavoro e, peggio, degli equilibri didattici, sarebbe stato piu' utile -sottolinea Curreli- realizzare un programma pluriennale per la totale copertura delle disponibilita' chiudendo, nel contempo, il rubinetto delle Ssis che, a getto continuo, inondano la scuola di giovani docenti senza futuro per autofinanziare gli atenei. In sintesi -conclude- si sarebbe dovuto dare attuazione alla legge 143/04, immettendo in ruolo il 100% dei docenti necessari alla copertura dell'organico, subordinando l'attivazione di nuovi percorsi abilitanti al reale futuro fabbisogno, cosi' come previsto dalla normativa in materia''.

mercoledì 9 aprile 2008

Si torna a parlare di professori precari in tv. Il triste destino di ben 300000 lavoratori ignorati dall'opinione pubblica.

Mi ha fatto piacere, oggi, nella rubrica "l'indignato speciale" del tg 1, vedere che si è parlato di professori precari.

Si è trattato ovviamente di un piacere amaro. 300000 lavoratori che fanno funzionare la scuola pubblica e che vengono ignobilmente ignorati da tutto e da tutti. Si tratta di coloro che insegnano a beneficio DEI NOSTRI FIGLI!

In questo clima di elezioni, sotto il silenzio più totale, si sta consumando una delle più orrende tragedie che abbiano colpito la scuola italiana: il piano (già approvato in Finanziaria) di 150000 immissioni in ruolo, che dovevano essere effettuate nel triennio 2007 - 2009, sta per essere TAGLIATO!

Nel 2007 era stata, per la verità, effettuata una prima tranche di immissioni in ruolo di 50000 unità. Per il 2008 e per il 2009 dovevano essere effettuate di nuovo 50000 immissioni per ciascun anno.

Invece nel 2008 saranno probabilmente solo 25000 e, per il prossimo anno, con un nuovo governo, non si sa nemmeno se si faranno!

Con questo finiscono nella tazza del water le speranze di ben 75000 (dico 75000!) precari che in questo triennio speravano di trovare una stabilizzazione del proprio lavoro.

Complice di questa terribile defalcazione è il numero bassissimo di pensionamenti nella scuola (solo 19000) e un piano di tagli alle spese indiscriminato!

Negli ultimi giorni si sono susseguiti vari comunicati che mostrano come tra il ministro della Pubblica Istruzione Fioroni e il Ministro del Tesoro, Tomaso Padoa Schioppa, c'è stato un teso dibattito sulla fattibilità del piano triennale di assunzioni.

Fioroni, per parte sua, ha chiesto di realizzare le 50000 assunzioni promesse almeno per quest'anno, ma dal Ministero del Tesoro è giunto il veto che ha portato addirittura al dimezzamento delle assunzioni.

In attesa che le organizzazioni sindacali si muovano per scongiurare questo enorme danno alla scuola e agli alunni, che resterebbero con la piaga di insegnanti che cambiano anche più volte durante l'anno, vi lascio alcuni link (tra le più importanti testate giornalistiche) che documentano la situazione:

 

http://rstampa.pubblica.istruzione.it/utility/imgrs.asp?numart=HQ5IN&numpag=1&tipcod=0&tipimm=1&defimm=0&tipnav=1


http://rstampa.pubblica.istruzione.it/utility/imgrs.asp?numart=HQ5TY&numpag=1&tipcod=0&tipimm=1&defimm=0&tipnav=1


http://rstampa.pubblica.istruzione.it/utility/imgrs.asp?numart=HQ60O&numpag=1&tipcod=0&tipimm=1&defimm=0&tipnav=1


http://rstampa.pubblica.istruzione.it/utility/imgrs.asp?numart=HQ4QJ&numpag=1&tipcod=0&tipimm=1&defimm=0&tipnav=1


http://rstampa.pubblica.istruzione.it/utility/imgrs.asp?numart=HQ4QX&numpag=1&tipcod=0&tipimm=1&defimm=0&tipnav=1


http://rstampa.pubblica.istruzione.it/utility/imgrs.asp?numart=HQAFV&numpag=1&tipcod=0&tipimm=1&defimm=0&tipnav=1


http://rstampa.pubblica.istruzione.it/utility/imgrs.asp?numart=HQ9TR&numpag=1&tipcod=0&tipimm=1&defimm=0&tipnav=1


http://rstampa.pubblica.istruzione.it/utility/imgrs.asp?numart=HQA3E&numpag=1&tipcod=0&tipimm=1&defimm=0&tipnav=1


http://rstampa.pubblica.istruzione.it/utility/imgrs.asp?numart=HQ9B9&numpag=1&tipcod=0&tipimm=1&defimm=0&tipnav=1


http://rstampa.pubblica.istruzione.it/utility/imgrs.asp?numart=HQCYS&numpag=1&tipcod=0&tipimm=1&defimm=0&tipnav=1


http://rstampa.pubblica.istruzione.it/utility/imgrs.asp?numart=HQ7I5&numpag=1&tipcod=0&tipimm=1&defimm=0&tipnav=1

 

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martedì 1 aprile 2008

Aprea Bastico: tutta la diretta di questa mattina

Riporto qui l'intera intervista Aprea - Bastico, tratta da TuttoscuolA.

Alcuni brani dell'intervista sono commentati da me!

Roma, 1 aprile 2008, 10,50 - Inizia tra pochi minuti il confronto, promosso da Tuttoscuola tra Mariangela Bastico, esponente di primo piano del PD per la politica scolastica ed attuale vice ministro MPI, e l'on. Valentina Aprea, già sottosegretario alla PI con il ministro Moratti e responsabile scuola del PDL.

La sala stampa di Montecitorio è al completo. Presenti giornalisti, dirigenti del ministero PI e altri ospiti esperti del mondo scuola.

A disposizione dei presenti il "dossier per la scuola" che la rivista ha predisposto per l'occasione, raccogiiendo dati, osservazioni e valutazioni sulla situazione della scuola italiana e sui suoi numerosi problemi. Il dossier costituisce la base per il confronto che si annuncia particolarmente interessante.

Coordina il direttore di Tuttoscuola, Giovanni Vinciguerra.  

11.05 - La proposta che Tuttoscuola rivolge alle forze politiche è quella di prendere un impegno preciso e di facile computo: riportare l'incidenza della spesa per l'istruzione al 10,3% della spesa pubblica totale (come nel 1990) entro la fine della prossima legislatura (2013), e al 9,5% (valore del 2005) già nel 2009, con la prossima Finanziaria. Sosterrete questa proposta?

APREA: Il calo di investimenti per la scuola è dipeso anche da fattori esterni, quale, ad esempio, la sensibile variazione demografica intervenuta. Il problema non è tanto quantitativa quanto di scelta della qualità.

Investire di più? Sì, a condizione che vi siano meno burocrazia e meno corporazioni, che si investa prima di tutto sugli studenti e che si superi lo statalismo, perché lo Stato non ha il compito di gestire le scuole, ma di governare i processi. Il ragazzo deve essere al centro del sistema.

In sintesi, il vero problema è la qualificazione della spesa.

(mio commento) che detto in parole povere si intende: dobbiamo risparmiare in modo da rendere gli italiani più ignoranti.

BASTICO: Un indicatore della qualità è certamente l'investimento quantitativo di risorse. Il maggiore investimento deve però passare da un diverso impegno degli Enti locali che, come dimostra Tuttoscuola, nel periodo considerato hanno diminuito gli investimenti.

Per il futuro, occorrerà riflettere sul peso della spesa pubblica complessiva.

Occorre fare una riflessione sulla spesa pro capite per studente che non è negativa nel confronto europea: nel 2003 5.710 euro pro capite, contro la media Ocse di 4.623 euro.

In Italia sono le regioni del sud che hanno livelli alti di spesa per studente, ma, come ha dimostrato il 1° Rapporto di Tuttoscuola sulla qualità nella scuola, proprio quelle regioni hanno bassi livelli di qualità della prestazione scolastica.

Il problema è di qualificare il servizio. Il servizio scolastico ha bisogno anche di razionalizzare la spesa: 45 mila sedi scolastiche sono troppe. I risparmi di sistema possono consentire investimenti sull'edilizia scolastica, favorendo anche la formazione in servizio, il sostegno di una didattica diversa, l'attivazione di laboratori e stage.

(mio commento) 45000 sedi scolastiche sono troppe??!! Ma se ci sono alunni che devono fare i pendolari per arrivare a scuola a causa del fatto che non ce n'è nessuna vicina a casa!

11.35 - La riforma Moratti aveva previsto di vincolare la presenza dei docenti sulla stessa sede per almeno due anni; una proposta contenuta nel Bersani ter prevedeva di limitare la mobilità dei docenti. C'è dunque identità di vedute, ma la materia della mobilità vede il coinvolgimento del sindacato che, come ha fatto recentemente proprio per la mobilità, può disapplicare anche una norma di legge che riguardi materia contrattuale. Ci si può aspettare che entro il termine della legislatura questo fenomeno sia ricondotto a proporzioni accettabili? Se sì, cosa si pensa concretamente di fare, tenendo anche conto della competenza del sindacato in materia?

BASTICO: La continuità è essenziale per la qualità dell'offerta formativa. La continuità va favorita attraverso diversi interventi, alcuni dei quali sono già avviati: stabilizzazione del personale, organico funzionale dei docenti di sostegno, riduzione della mobilità, d'intesa con le Organizzazioni sindacali, per almeno un ciclo scolastico.

APREA: Se si pone al centro del sistema il ragazzo, la continuità didattica diventa essenziale. I sindacati si sono presi la responsabilità di negare le scelte del Parlamento e del Governo in materia, disapplicando la norma che prevedeva una continuità minima dei docenti sulla stessa sede.

Ci faremo più furbi, varando leggi che aggirino la riserva sindacale, riconducendo la materia a norma generale.

L'attuale sistema è costruito sulla esigenza dei docenti e non degli alunni che impedisce alle scuole di fare un investimento sui docenti.

Anni fa il ministero ha investito cospicue risorse per formare nella scuola elementare i docenti di inglese; ma i docenti formati, sfruttando il loro diritto contrattuale, spesso hanno lasciato sede e cattedra per cui erano stati formati.  

Per gli incaricati, il Pdl proporrà pluriannalità degli incarichi.

I sindacati sono la vera forza conservatrice della scuola. I sindacati si facciano promotori della qualità e della efficienza.

BASTICO: è decisamente contraria a risolvere i problemi contrattuali per legge.

11,40: Lo spreco della spesa dei collaboratori scolastici. Si può fare meglio?

APREA: la statalizzazione del 2000 ha caricato la spesa pubblica e prodotto a volte disservizi. Siamo per affidare questi servizi ai Comuni, e, comunque, occorre favorire l'esternalizzazione dei servizi di pulizia.

Indubbiamente il personale statale deve essere riqualificato, superando le troppe limitazioni dei mansionari.

BASTICO: concordo sul recupero dell'efficienza. Quando troviamo 167 mila bidelli in 45-46 mila scuole, è evidente la necessità di disporre di schiere di personale.

Quando vi fu la statalizzazione del personale  in Emilia Romagna, dove vi era esternalizzazione dei servizi, i servizi funzionavano. Quella è la strada.

11,50: Vi è stata anche una discontinuità amministrativa che non ha aiutato il sistema a crescere. Nel giro di sei anni si sono avvicendati alla guida degli Uffici Scolastici 48 direttori generali per una media di quasi tre direttori per ufficio.

APREA: Il ritorno del Miur per accorpamento dei ministeri costringerà a rimettere mano a tutto.

BASTICO: Quando la Moratti in un solo colpo ha mandato a casa 14 direttori generali su 18 ha dato un colpo mortale alla credibilità e alla continuità amministrativa.

12.10: Gli ultimi due governi hanno entrambi riformato l'Invalsi, senza avviarne una vera e propria attuazione e renderne credibile e condiviso il suo ruolo rispetto alle scuole. Come pensate si possa procedere per dare presto alla scuola italiana un sistema nazionale di valutazione, possibilmente indipendente nel suo incardinamento istituzionale?

APREA: rivendico al governo del ministro Moratti il merito di avere introdotto per la prima volta un sistema nazionale di valutazione dell'istruzione. Avevamo avviato esperienze e processi per diffondere la cultura della valutazione, ma all'arrivo del nuovo governo il lavoro è stato vanificato, si è fermato tutto.

Abbiamo salutato con favore la nomina a presidente dell'Invalsi del prof. Cipollone, ma si sono persi due anni e le scuole si sono convinte che la valutazione non sia necessaria.

Il quaderno bianco ci ha dato ragione.

Siamo soddisfatti che sia stata inserita la prova scritta nazionale per gli esami di scuola secondaria di 1° grado che noi abbiamo proposto e che il governo ha accolto.

Riteniamo necessario, quindi, rilanciare il sistema di valutazione.

BASTICO: abbiamo trovato una situazione precaria aqll'Invalsi, ma non lo abbiamo smontato; anzi, l'abbiamo rilanciato.

All'Invalsi abbiamo dato il compito di valutare i livelli di apprendimento dei ragazzi e la qualità professionale dei docenti e dei dirigenti.

Contiamo sulla condivisione e sul sostegno dei diversi soggetti culturali e politici interessati.

12,20: Il Governo di centro-destra ha accelerato con la devolution, ma non ha rinunciato a decisioni centralistiche, mentre  il centro-sinistra è stato tiepido nel cammino dell'attuazione del Titolo V, nonostante i documenti all'unanimità delle Regioni.  E d'altra parte le richieste di attivazione della procedura di "differenziazione" regionale (Piemonte, Veneto, Lombardia e Toscana) sono l'esito di una insoddisfacente gestione del Titolo V. Quali gli strumenti per una politica di equilibrio tra esigenze di uniformità e necessità di differenziazione territoriale? E quali orientamenti per una nuova governance del sistema scolastico, necessaria anche per far decollare sul serio l'autonomia?

BASTICO: Più la scuola interagisce con le comunità e migliori sono i risultati. Vedi il divario Nord-Sud dovuto alla minore interazione con gli Enti Locali e, da parte di questi, minore impegno e attenzione alla scuola e ai suoi problemi.

L'autonomia, senza risorse, non può svolgere la propria funzione.

APREA: occorre soprattuto intervenire sulle questioni delle supplenze i cui costi sono stati talvolta nascosti all'Amministrazione centrale.

Il divario Nord-Sud smentisce clamorosamente il mito della scuola unica. Le scuole del Nord che hanno messo in atto relazioni con il territorio nelle sue diverse espressioni, hanno migliorato la qualità della loro offerta e motivato maggiormente gli studenti.

Rimprovero all'attuale governo di essere ritornato al centralismo, introducendo sperimentazione sul territorio per rilanciare l'autonomia che contraddice la scelta regionalistica.

Sì al federalismo solidale costruito su accordi interistituzionali a tutti i livelli.

12,30:  Sul riconoscimento del merito e sulla carriera professionale dei docenti sembra esservi una ampia convergenza a livello politico e dell'opinione pubblica. Su quali basi condivise e con quali strumenti ritenete che si possa procedere (una legge? Un accordo quadro con i sindacati, magari sulla base di indirizzi definiti con un atto parlamentare?)

APREA: Ritingo necessaria l'area contrattuale separata per i docenti e la riscrittura dello stato giuridico per legge in senso professionale, anziché impiegatizio.

Il riconoscimento del merito, indispensabile per rilanciare la qualità della professione insegnante, deve essere definito nello stato giuridico.

BASTICO: E' necessario dare spazio al merito e agli sviluppi di carriera. Le premesse per seguire questa strada sono nel memorandum sottoscritto l'anno scorso con i sindacati.

Il principio del merito deve avere affermazione legislativa e attuazione per via contrattuale.

Dai concorsi non possono essere attinti idonei da immettere in ruolo dopo diversi anni.

Il reclutamento deve essere accompagnato da tirocinio nelle scuole.

APREA: non concordo sull'unica scelta di reclutamento adottata con l'immissione in ruolo di 150 mila precari. Questa scelta mortifica i nuovi docenti che devono entrare in ruolo.

Noi, con una nuova legge, ripartiremo i posti al 50% ai concorsi ordinari per reclutare giovani.

Nell'ultima finanziaria, avete abrogato il decreto legislativo 227 sulla formazione degli insegnanti, prevedendo una delega in bianco per la formazione universitaria degli insegnanti. E' vero che potremo utilizzare quella delega, ma è stato un errore cambiare strada.

Noi abrogheremo le SSIS e reintrodurremo quanto previsto con il decreto legislativo abrogato, compreso il tirocinio prima dell'ingresso nei ruoli.

(mio commento) Quindi secondo Aprea non bisogna mettere in ruolo precari?! E quelli che si sono impegnati a lavorare nella scuola per ormai dieci o quindici anni? Cosa dovrebbero fare? Dopo 15 anni ricevono un bel calcio nelle pa**e?

BASTICO: E' necessario chiudere questa fase storica del precariato e aprire la scuola ai concorsi e al merito professionale.

(mio commento) Ok, allora mandiamo i 300000 precari della scuola (ormai quasi tutti over 40) a farsi una pippa! Tanto non hanno nessun merito professionale, visto che sono rimasti precari per tanti anni, grazie al fatto che lo Stato le immissioni in ruolo le fa con il contagocce! Cari precari, è arrivato il momento di finirla con il precariato: passiamo alla disoccupazione! Ma perché la meritocrazia non la introducono anche per i politici? Con loro non si può fare?...

12,50: Il prossimo Governo, e il prossimo Parlamento, intendono davvero avviare politiche del personale idonee a valorizzare il merito, rinunciando (a partire dall'attuale concorso a dirigente tecnico) ad ogni sanatoria per l'accesso all'insegnamento e alla dirigenza? Sì o no?

APREA: Non vi sono dubbi sulla mia posizione. No a proroghe e sanatorie.

BASTICO: No, e ci auguriamo che anche i Tar abbiano attenzione al problema.

12,55: domanda finale - Le esperienze passate insegnano alcune cose:

1) non si cambia la scuola italiana se non si coinvolge il sindacato, ed è del resto comprensibile che esso abbia un forte peso in una "azienda" da un milione e centomila dipendenti, con una spiccatissima attività "labour intensive";

2) se la politica è divisa pregiudizialmente, se non si sforza di trovare punti di intesa nell'interesse del Paese, non è neanche in grado di far cambiare direzione a un mondo così articolato e complesso, come dimostrano le ultime legislature;

3) ma anche una politica unita non avrebbe successo se non portasse le buone ragioni per il cambiamento: la strategicità del life long learning, la necessità di migliorare il servizio, l'urgenza di un adeguato sistema di valutazione. E con esse le risorse finanziarie indispensabili per realizzare il cambiamento.

Alla luce di ciò, non crede che per cambiare la scuola sia necessaria la combinazione di più azioni, da dispiegare secondo una sequenza coordinata: puntare su investimento strategico (più risorse finanziarie per strumenti e mezzi e per restituire dignità sociale al corpo docente), lotta alle inefficienze (che significano ulteriori risorse da reinvestire e un servizio adeguato), introduzione del merito nel reclutamento e nello sviluppo della carriera dei docenti (stimolo e incentivazione ala crescita professionale) e che ben difficilmente si otterranno le ultime due senza la prima?

BASTICO: convido l'analisi e le proposte. L''Ocse ci indica la necessità di un modello di ri-scolarizzazione. La scuola dà risultati non visibili che vanno ben oltre la vita di un governo. E' questa una ragione per un patto che si stabilisce con la società.

Un patto con le amminstrazioni locali e con le organizzazioni sindacali, un patto con le famiglie: una scelta per il cambiamento.

E' necessario collocare l'istruzione nella logica dell'educazione per tutto l'arco della vita.

Autonomia e valutazione sono il patto vincente per la scuola.

APREA: Il patto tra le forze politiche si può fare se si estende all'ottica della sussidiarietà.

La gestione va spostata a livello orizzontale. Se questo è il pensiero di Bastico, gli accordi si possono fare.

BASTICO: riteniamo fondamentale l'attuazione del principio della sussidiarietà orizzontale.

APREA: Apprezzo le dichiarazioni di Bastico, ma non trovo le medesime affermazioni nel programma del PD.

Sono comunque disponibile soddisfatta di trovare una Bastico meno statalista, come avevo conosciuto anni fa.

BASTICO: Non accetto lezioni sulle mie convinzioni e sui fatti che hanno contraddistinto le mie scelte in materia di federalismo e di attuazione della sussidiarietà.

VINCIGUERRA: Vi riconosciamo la competenza e la passione e apprezziamo l'attenzione per l'interesse degli studenti e della scuola.

E' possibile trovare nella prossima legislatura accordi di merito sulle scelte?

APREA: Sì, se al centro delle scelte si mette l'alunno.

Nei primi 100 giorni gli obiettivi del nuovo governo: qualità degli apprendimenti, della docenza e della governance.

Promuoveremo una conferenza nazionale su questi punti con valorizzazione delle eccellenze nella scuola.

Riforma degli organi collegiali con individuazione di un ruolo forte del consiglio di amministrazione.

13,20: VINCIGUERRA: ringrazio le due ospiti per la ricchezza delle riflessioni e del contributo offerto.

Ringrazio i presenti e tutti coloro che ci hanno seguito attraverso la cronaca dell'evento.

 

(Commento finale). Direi che viste queste premesse non c'è molto da fare. Se tutto va bene, siamo rovinati! La scuola italiana è destinata a fare una fine davvero ingloriosa, distrutta da tagli finanziari spaventosi, da una meritocrazia al contrario (prima i peggiori e poi i migliori) e da scelte didattiche a dir poco discutibili! Se questo significherà il tramonto della scuola pubblica, ben venga! Significa che ce lo siamo meritato. Noi italiani siamo troppo accomodanti su tutto, non sappiamo difendere i nostri diritti. Per evitare tutti i disastri della scuola del futuro dovremmo organizzarci e mettere in atto proteste CLAMOROSE! Invece silenzio... solo poche righe in qualche forum sperduto nel web...

Se qualcuno legge questo post, sappia che io sono pronto ad ascoltare ogni vostra idea. Grazie! :-)