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Visualizzazione dei post con l'etichetta Psicologia e Psichiatria

Come diventare fortunati

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Come si può diventare fortunati nella vita? Su questo tema avrete certamente letto moltissimi articoli pieni di banalità e di consigli molto vaghi e inapplicabili nella vita reale. Di solito questi consigli sono incentrati su 4 punti fondamentali:1) Essere sempre ottimisti.2) Cogliere le occasioni.3) Fidarsi del proprio istinto.4) Cambiare le solite abitudini.Io non credo affatto che questi consigli siano validi e anche se qualcuno riuscisse ad applicarli sempre, non avrebbero certo l’effetto sperato. Ad esempio partiamo dal numero 1.Essere sempre ottimisti è un consiglio molto superficiale, perché non si può essere ottimisti in qualsiasi campo. Ad esempio con la propria salute essere ottimisti può diventare un modo di ragionare molto pericoloso. Se ogni volta che sentiamo un malessere ci diciamo “sicuramente non è niente di grave!” allora rischiamo molto spesso di non cogliere in tempo i segnali di patologie che se curate in tempo possono guarire facilmente, ma se trascurate possono …

Cosa rende felice il tuo cervello (e perché devi fare il contrario)–recensione

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Da tutte le parti in rete troviamo siti e manuali che promettono miracoli nell’aiutarci a trovare il successo personale o a risolvere i nostri problemi piscologici. Ma questi “guru della mente” sono davvero in grado di compiere tali millantati “miracoli”. Quanto c’è di scientifico nelle loro teorie e nelle loro affermazioni? A questa domanda possiamo rispondere subito: c’è molto poco di scientifico e invece c’è molto “marketing” e molte promesse miracolose che non vengono mantenute.Ma a livello scientifico c’è qualcosa che si conosce davvero sul comportamento del nostro cervello? Ovviamente sì e con queste conoscenze è possibile indicare delle ricette, stavolta empiricamente plausibili che ci permettono di tenere sotto controllo le deviazioni del nostro cervello.Perché a volte ci comportiamo in modo avventato e persino un po’ autolesionista? Adesso conosciamo in maniera netta il perché di tutto questo. Il nostro cervello si è evoluto per rilevare e prevedere schemi ricorrenti e che ce…

La tecnica del pomodoro

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La tecnica del pomodoro è una tecnica di gestione del tempo sviluppata da Francesco Cirillo nel 1980. La tecnica si avvale di un timer che scandisce il tempo in intervalli di 25 minuti separati da brevi pause (ad esempio di 5 minuti). Questi intervalli sono chiamati pomodori. La tecnica è basata sull’idea che pause frequenti aumentino l’agilità mentale.Cosa bisogna fare per applicare questa tecnica? Si tratta di 5 semplici passi.1) Inizia l’attività da eseguire (ad esempio un lavoro in cui non ti puoi permettere di perdere tempo).2) Si imposta un timer a 25 minuti. Durante questo tempo cerca di lavorare senza distrazioni. Non è difficile lavorare senza distrarsi per 25 minuti. Se qualcosa ti distrae, scrivilo su un foglio di carta, ma poi torna subito a lavorare.3) Alla fine di questi 25 minuti prenditi 5 minuti di pausa.4) Dopo 4 intervalli di 25 minuti (4 “pomodori”) prenditi una pausa più lunga di 15-30 minuti.5) Si torna al punto 2 per un nuovo intervallo di lavoro di 25 minuti. I…

Nati per comprare (recensione)

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La pubblicità nei tempi moderni è diventata sempre più pervasiva e onnipresente. Soprattutto la pubblicità rivolta ai bambini. Juliet B. Schor nel suo libro "Nati per comprare" (titolo originale: Born to Buy), analizza il mondo della pubblicità rivolta ai bambini nella società degli Stati Uniti. La maggior parte degli elementi del suo studio sono facilmente adattabili anche alle situazioni del nostro Paese.L'infanzia negli ultimi decenni è stata commercializzata e attorno ai bambini è stata costruita una mostruosa macchina del marketing. Questa macchina è caratterizzata da una efficienza, ricchezza e impudenza sempre crescenti. Il cambiamento sociale che ha permesso tutto ciò dipende dal fatto che i bambini hanno sempre più voce in capitolo sugli acquisti della famiglia. Più i bambini crescono e maggiore è la loro influenza.Inoltre si è potuto stabilire che i bambini sono molto legati a particolari marche commerciali. I designer affermano che sono i bambini a "guida…

Come uscire dalla depressione (dopo che il partner ti ha lasciato)

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La depressione è forse il più diffuso tra i problemi psichici che affliggono le persone. Con la crisi la depressione si è diffusa ancora di più ed è diventato anche molto difficile curarla. Come fa una persona ad essere vivace, ottimista e allegra se ha appena perso il lavoro? Oppure se è appena fallita la propria azienda?E se qualcuno è stato appena lasciato e abbandonato dal partner, come dovrebbe reagire? In questo caso come si può combattere la depressione e uscirne?Non è certo un’impresa facile, ma ci sono delle strategie (nel caso specifico di abbandono da parte del partner) che possono aiutare i depressi a trovare un certo sollievo. In questo filmato lo psichiatra Prof. Alessandro Meluzzi segnala tre spunti di riflessione che vi anticipo (a grandi linee):1) Sviluppare una difesa della struttura psicologica.2) Coltivare molte amicizie in modo da non “sentirsi soli”.3) Vivere una vita attiva e creativa.Nel filmato, l’interessante intervista al Prof. Alessandro Meluzzi. Buona visi…

Falsi miti sul sesso

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In che senso falsi miti sul sesso? La maggior parte della popolazione mostra un certo grado di ignoranza sul sesso, ma questo è dovuto al fatto che ancora questo è considerato un argomento “delicato” o persino tabù (nonostante i tempi moderni), quindi se ne parla poco e male. Inoltre da moltissimo tempo si sono diffuse delle nozioni decisamente sbagliate che sono difficili da estirpare dalla cultura delle masse. In questo filmato vengono sfatati 5 falsi miti sul sesso. Cosa avete sempre sentito dire sulla posizione del missionario, sul punto G, sulla masturbazione, sulle “dimensioni” e sul tradimento dei maschi?Se guardate questo breve filmato potreste rimanere sorpresi e rendervi conto che le vostre più radicate convinzioni non trovano alcun appiglio nella realtà dei fatti…Buona visione a tutti.Tag di Technorati:

Considerazioni sul bullismo

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E’ da molti anni ormai che si parla di bullismo. Si cerca sempre di fare qualcosa per arginare questo fenomeno molto diffuso nelle nostre scuole. La sensazione, però, è che si stia perdendo la partita. Anziché diminuire, il fenomeno bullismo sembra sempre più presente nelle scuole e anche in altri contesti. E’ vero, l’Italia ha molti problemi in questo momento storico e queste difficoltà si riflettono sui comportamenti devianti dei giovani. L’assoluta mancanza di valori di riferimento, inculcati da una televisione sempre più povera di contenuti e sempre più ricca di immagini che inneggiano ad un modo di vivere falso e artefatto, fanno il resto del danno.C’è da dire che nelle scuole degli USA il bullismo sembra molto più diffuso che nelle nostre scuole (o forse è semplicemente meglio monitorato), nonostante tutte quelle “americanate” che vengono utilizzate come il “role playing” e altre tecniche a cui molti (giustamente) non credono. Forse è per questo che oltreoceano il bullismo dilag…

La libertà esiste?

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Oggi mi avventuro in una riflessione a dir poco difficile. E’ una cosa a cui spesso non pensiamo, ma siamo davvero liberi di fare ciò che vogliamo (o desideriamo). In altre parole, la libertà (magari quella con la L maiuscola) esiste davvero?E’ ovvio che su questo argomento da epoca immemorabile si confrontano le più svariate scuole di pensiero. Però negli ultimi decenni la scienza ci ha permesso di avere qualche tenue indizio per dare una risposta a questa domanda che non sia solo dettata dalla morale, dalla religione o dalla filosofia. Sappiamo bene che il nostro patrimonio genetico è in grado di condizionare (e anche pesantemente) la nostra esistenza e il nostro comportamento.Mi colpì, un po’ di tempo fa, una frase di Voltaire molto significativa a proposito della libertà. La frase dice: “Io sono libero quando posso fare ciò che voglio: ma non sono libero di volere ciò che voglio”. Voltaire aveva notato che i nostri stessi desideri e ambizioni sono condizionati dalla nostra educazi…

Zoofobia: la paura degli animali

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Zoofobia è la paura ingiustificata e patologica degli animali. Freud ammise che è normale per i bambini da 2 a 4 anni avere paura di alcuni animali. Ovviamente si tratta di animali che fanno parte del loro mondo come il cane, il gatto, il cavallo e sono quelli stessi animali che conoscono attraverso le fiabe e che circondano di timori immaginari. La paura degli animali di solito diminuisce fino a scomparire, a meno che un brutto ricordo (ad esempio un morso ricevuto da un cane) non la faccia riaffiorare  nell’età adulta.Gli studiosi hanno potuto verificare che, nel caso in cui la paura degli animali continui anche nell’età adulta, entrano in gioco anche fattori di “apprendimento”: le paure dei genitori vengono spesso trasmesse ai figli. E’ anche vero che sovente le paure degli adulti si concentrano su animali dall’aspetto repellente (come ragni o topi), a volte pericolosi, come i serpenti, ma in altri casi hanno per oggetto animali innocui e di aspetto tutt’altro che sgradevole, come …

Acrofobia

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L’acrofobia è il timore ossessivo di cadere nel vuoto, che si prova affacciandosi da un luogo elevato. L’etimologia del termine ha origine dal greco antico, infatti àkron significa “cima” o “sommità”, mentre phòbos significa “paura” o “timore”.Spesso al timore irrazionale di cadere si sostituisce una altrettanto irrazionale tentazione di buttarsi giù e per questo motivo si cerca in ogni modo di stare lontani da finestre, balconi, burroni o altri luoghi molti alti.L’acrofobia è una fobia e quindi rientra in un’ampia varietà di forme di nevrosi. Capire l’origine dell’acrofobia non è facile e si possono formulare due ipotesi. La prima ipotesi è che questa paura dell’altezza sia l’espressione di un conflitto interiore del soggetto, quindi è come se fosse la “rappresentazione simbolica” del suo conflitto interiore. La seconda ipotesi invece è che sia dovuta a traumi che hanno a che fare con l’altezza, ad esempio una caduta da un luogo alto avvenuta nell’infanzia.Una spiegazione inaspettata…

Allucinazione

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L’allucinazione è un fenomeno psichico per cui un individuo percepisce come reale ciò che è solo immaginario. Le allucinazioni più frequenti sono quelle che interessano gli organi sensoriali, in particolare la vista e l’udito, e sono sintomatiche di gravi disturbi mentali.Le allucinazioni si distinguono dalle illusioni ottiche, semplici distorsioni percettive, per l’impossibilità da parte del soggetto di riconoscere l’irrealtà dell’esperienza. Stati transitori di allucinazione possono essere indotti dall’assunzione di sostanze stupefacenti e da intossicazione alcolica.Le allucinazioni possono essere divise in diverse categorie a seconda dei sensi coinvolti. Così possiamo avere:- Allucinazione Gustativa
dove viene percepito un surreale ed altamente sgradevole gusto. - Allucinazione Olfattiva
dove viene percepito un surreale e fortemente cattivo odore. - Allucinazione Somatica
dove viene percepita una surreale sensazione all'interno del corpo. - Allucinazione Tattile�…

Tecniche di vendita. Come riescono a farci comprare i prodotti al supermercato.

Tecniche di vendita. Quali sono le molle che ci spingono a fare una scelta? Per capirlo bisogna partire da un esempio concreto. Ogni volta che andiamo a fare shopping, c’è chi studia i nostri comportamenti e analizza le nostre scelte passo dopo passo. Per vedere come fanno bisogna andare a vedere un supermercato.C’è chi si vanta di spendere troppo e chi invece è orgoglioso della propria capacità di risparmio. Ma cosa ci spinge a scegliere un prodotto invece che un altro? I nostri acquisti da cosa sono indotti?Quando noi acquistiamo lo facciamo sulla base di un bilancio di emozioni di diverso segno. Immaginiamo il piacere che proveremo nel consumo e in questo modo si attiva un’area del cervello che è l’area della ricompensa. Contemporaneamente si attiva un’altra area del cervello che genera l’emozione negativa del pagamento.Giampiero Lugli, docente di Economia dell’Università di Parma, è autore di Neuroshopping, un saggio che spiega quali meccanismi ci spingono all’acquisto. Partiamo c…

La sindrome di Penelope

Cos'è la sindrome di Penelope? Ci sono situazioni di malessere psicologico di cui non si parla o se ne parla pochissimo. Una di queste riguarda soprattutto le donne che hanno perso il compagno della loro vita. La solitudine che provano è stata studiata da un gruppo di psicologi che lanciano un allarme perché quel dolore isola le donne.

Negli occhi e nel cuore dolore e nostalgia. Sono anziane, sono sole, spesso sono vedove e sono in attesa di affetti che non arriveranno, come la mitica e infelice moglie di Ulisse. A soffrire della sindrome di Penelope in Italia sono oltre 700000 donne ultrasettantacinquenni.

Sono tante, quasi una su cinque, come si evince da uno studio dell'Università di Messina. Sono donne malate di nostalgia del tempo passato che non guariscono mai dal loro malessere fisico perché lo alimentano con il malessere psicologico.

Per saperne di più sulla sindrome di Penelope vi consiglio di vedere questo video tratto dalla trasmissione televisiva TGR Leonardo in …

Tecniche di persuasione (video)

Sappiamo perfettamente che la persuasione fa sempre leva, sia sulla ragione, sia sulle emozioni. Ma il risultato si può vedere scientificamente? Si può guardare, letteralmente, dentro la testa del consumatore o del cittadino? Nel filmato che vi presento viene mostrato un servizio realizzato presso l’Università di Pisa in cui viene descritto un interessante esperimento.Il professor Pietro Pietrini, docente di Biochimica Clinica dell’Università di Pisa, attraverso la risonanza magnetica funzionale, sempre più usata dai neuroscienziati, studia da anni le risposte del cervello ad una serie di sollecitazioni. Neuroscienza e marketing insieme, per comprendere i nostri comportamenti, cosa ci piace e cosa no.Come risponde il nostro cervello davanti all’immagine pubblicitaria di un marchio piuttosto che di un altro? E’ ciò che possiamo vedere nel seguente filmato. Buona visione a tutti.Tag di Technorati: ,,

Chi crede alla fine del mondo del 2012?

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Se ne parla da anni, si fanno film, seminari, documentari, trasmissioni tv sulla fine del mondo del 2012. Ma c’è ancora qualcuno che ci crede? In effetti non ci sarebbe niente di strano se fossero in molti a crederci, vista l’enorme pubblicità che si è fatta riguardo a questo evento. Si sono scritti anche molti libri, ma nessuno si sbilancia fino in fondo. Quanti sono quelli che hanno realmente “cambiato modo di vivere” nell’attesa della fine? Coloro che professano la venuta della fine del mondo sono i primi a continuare a vivere esattamente come vivevano prima, dimostrando anche di essere i primi a non crederci.

Una delle tante previsioni di fine del mondo o di “giorno del giudizio” è già fallita il 21 maggio 2012. La notizia del fallimento non ha avuto lo stesso spazio nei media della previsione stessa in ogni caso se non c’è stato il giorno del giudizio non ci sarà, presumibilmente, nemmeno la fine del mondo da qualcuno prevista per il 21 ottobre 2011.
In fondo è facile prevedere una…

L’effetto placebo spiegato da Ben Goldacre

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Il giornalista scientifico Ben Goldacre in questo filmato con sottotitoli in italiano ci spiega cos’è l’effetto placebo e come funziona.Di seguito la trascrizione di quanto viene detto nel filmato.L’effetto placebo è un fenomeno straordinario che fa stare meglio la gente anche quando si assume un trattamento inefficace o finto. Può trattarsi di una pillola di zucchero ma anche di finti ultrasuoni. Può trattarsi di una pillola di zucchero, ma anche di finti ultrasuoni. Quando qualcuno vi mette un macchinario sul corpo senza nemmeno accenderlo. Oppure una finta operazione, dove qualcuno fa una incisione fingendo di operare. Ma il sorprendente e l’affascinante succede quando la gente assume questi trattamenti ed a volte si sente meglio. Ciò che è interessante nell’effetto placebo è che mostra, non nel fumoso senso New Age, ma in senso reale… possiamo migliorare la nostra sensazione di dolore, possiamo migliorare i nostri sintomi attraverso ciò a cui crediamo ed all’aspettativa. Tutte le …

La qualità della vita

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Spesso si pensa che la qualità della vita dipenda da quanti quattrini si riescono a guadagnare. In un certo senso nella nostra civiltà attaccata al denaro, la qualità della vita viene fatta corrispondere a questo parametro. In realtà è molto probabile che ciò non sia del tutto vero. Ad esempio se per guadagnare molti soldi sono costretto a lavorare 18 ore al giorno e nell’arco di un anno ho pochissimi giorni di riposo, la mia qualità della vita non è molto alta. Non avrei nemmeno la possibilità di godermeli, tutti questi soldi.No, la qualità della vita non dipende dai soldi che si guadagnano, però potremmo ipotizzare che dipenda dai soldi che si possiedono già. Il classico “figlio di papà”, che ha possibilità economiche che non derivano da sue fatiche o meriti, sperimenta una buona qualità della vita? Negli esempi di vita vissuta che ci capita di vedere ci accorgiamo che i figli di papà invece sono annoiati, senza valori, senza stimoli. Cercano solo avventura, spesso anche droga e non…

Musica e depressione: esiste un legame.

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Gli adolescenti che ascoltano molta musica sono più soggetti alla depressione rispetto a quelli che passano il tempo a leggere. Questo è il risultato di uno studio della Scuola di Medicina dell'Università di Pittsburgh. Lo studio ha coinvolto 106 partecipanti ed ha messo in evidenza che l'esposizione a certi tipi di contenuti mediatici ha un legame forte con la salute mentale.


Per un periodo di due mesi i ricercatori hanno monitorato il tipo di supporto che i soggetti stavano utilizzando, con particolare attenzione a internet, televisione, musica, videogames, riviste e libri.
Il risultato più eclatante è che si è potuto stabilire che gli adolescenti che per la maggior parte del tempo hanno ascoltato musica avevano una probabilità 8,3 volte maggiore di essere soggetti a depressione rispetto alla media della popolazione. Invece coloro che avevano passato la maggior parte del tempo a leggere avevano una probabilità di essere depressi di solo un decimo rispetto alla media della popo…

Mania

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La mania è uno stato psicopatologico caratterizzato da alterazioni del tono dell’umore, ipereccitazione, euforia, logorrea (tendenza a parlare eccessivamente), iperattività motoria. Chi è affetto da manie ha una sfrenata volontà di dimostrare le proprie capacità attraverso una serie di azioni scarsamente basate sulla realtà, che lo mettono in contrasto con l’ambiente.Nelle forme più lievi (ipomania) si osserva gaiezza, loquacità, iperattività e incapacità di soffermarsi in modo conclusivo su qualche compito. Nelle forme più gravi, alla socievolezza può sostituirsi malumore, litigiosità, fino al cosiddetto “furore maniacale”.La mania è una fase della psicosi maniaco-depressiva, in cui si alternano fasi di tristezza, sensi di colpa e mancanza di stima a episodi maniacali, cioè di euforia, di eccessiva allegria e fiducia in se stessi. Nell’uso comune il termine viene erroneamente adoperato nel significato di “idea fissa” o di delirio.Tag di Technorati: ,,

Cos’è una nevrosi?

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Spesso mi capita di sentire una domanda: cos’è esattamente una nevrosi? Che differenza c’è con la psicosi? La nevrosi è essenzialmente una forma di disadattamento per cui un individuo non riesce ad affrontare le proprie ansie, lo stress e i conflitti interiori. Il nevrotico (cioè un individuo affetto da nevrosi) sviluppa sintomi di disagio che ostacolano una vita normale, ma non cade ancora nella psicosi, senza quindi un grave squilibrio della personalità, alienazione mentale o perdita di lucidità. Le nevrosi si manifestano con sintomi di varia natura, sia fisici che psichici: stati di ansia, debolezza, fobie, ossessioni, insicurezza, reazioni inadeguate, eccessiva sudorazione e tachicardia.Si distinguono vari tipi di nevrosi:- Nevrosi coatte. Possono esprimersi in pensieri ricorrenti, impulsi irresistibili a ripetere azioni sempre identiche, spesso associate a fobie.- Nevrosi d’angoscia. Sono caratterizzate da un timore ingiustificato.- Nevrosi da trauma. Sono scatenate da un da un e…