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martedì 8 agosto 2017

Il transistor: l’invenzione che ha cambiato il mondo

Nel corso della storia dell’umanità ci sono state delle invenzioni che hanno cambiato profondamente la vita dell’uomo. Di solito nei libri di storia si parla del fuoco, della ruota, della macchina a vapore, ecc… In realtà uno dei cambiamenti più radicali deriva dall’invenzione del transistor che ha avviato la rivoluzione elettronica e poi quella informatica. Non c’era mai stato un cambiamento così radicale nella storia dell’umanità…

Il 40% dell’umanità è connessa ad Internet. SI tratta di una larga parte dell’umanità che è interconnessa con ogni altro essere umano a qualunque distanza esso si trovi. Una cosa straordinaria!

Tutto questo è merito di un piccolissimo dispositivo chiamato transistor.

Cosa è un transistor?

Il seguente filmato spiega in maniera semplice cos’è un transistor e come funziona.

Buona visione a tutti.


martedì 1 novembre 2016

Terremoto 30 ottobre 2016. Animazione delle onde sismiche.

In questo interessante filmato è possibile vedere una spettacolare animazione delle onde sismiche che si sono propagate dall’epicentro del sisma del 30 ottobre 2016 che ha coinvolto l’Italia centrale. Si tratta di una animazione ottenuta con un supercomputer. Credit: INGV, Emanuele Casarotti, Federica Magnoni, INGV HPC seismological group, progetto PRIN SHAKEnetworks.

Per una spiegazione più dettagliata di questa animazione: https://www.youtube.com/watch?v=7rycCRtcfHs

Buona visione:


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martedì 18 ottobre 2016

Quante galassie ci sono nell’Universo?

Da una recente misurazione ottenuta grazie al telescopio spaziale Hubble abbiamo una nuova stima del numero di galassie presenti nell’Universo. Si tratta di ben 2000 miliardi di galassie, una stima quasi doppia rispetto alle precedenti misure più accreditate.

In questo filmato possiamo vedere qualche dettaglio in più su questa interessante misura.

Buona visione a tutti.


lunedì 10 ottobre 2016

La classificazione degli esseri viventi

La grande varietà di esseri viventi ha portato l'uomo, fin dall'antichità, alla necessità di classificare gli esseri viventi secondo criteri ben precisi e oggettivi, che fossero validi cioè per tutti.

Questa non è stata un'operazione facile, tanto che è nata un'apposita branca della biologia, la Sistematica, il cui compito è quello di dare la corretta classificazione di tutti gli esseri viventi secondo criteri significativi e oggettivi, detti caratteri-chiave.

La prima classificazione scientifica si deve al naturalista svedese Carlo Linneo (1707-1778) che nel 1758 nella sua opera, Systema naturae, dove dava una classificazione delle oltre 4000 specie animali e 10000 specie vegetali allora conosciute, introduce i criteri di classificazione ancora oggi adottati dalla comunità scientifica: il concetto di specie, la classificazione per categorie sistematiche e la nomenclatura binomia.

(Carlo Linneo)

Le categorie sistematiche

La moderna classificazione degli esseri viventi si rifà proprio a quella di Linneo e si basa su sette tipi di raggruppamenti, detti categorie sistematiche, che sono: specie, genere, famiglia, ordine, classe, phylum, regno. Queste sono le definizioni:

Specie: gruppo di organismi che hanno in comune molti caratteri e che, accoppiandosi, danno vita a esseri simili e fecondi, cioè in grado di riprodursi.

Genere: gruppo che comprende specie affini tra loro che, in caso di accoppiamento, possono avere prole ma non feconda.

Famiglia: gruppo che comprende più generi diversi con delle caratteristiche comuni.

Ordine: gruppo che comprende più famiglie con qualche caratteristica che le accomuna.

Classe: gruppo che abbraccia più ordini che presentano una qualche caratteristica comune.

Phylum (tipo in zoologia e divisione in botanica): gruppo che abbraccia più classi tra loro affini.

Regno: il gruppo più vasto che comprende tipi molto diversi tra loro aventi in comune solo alcune caratteristiche molto generali.

categorie sistematiche

 

Il concetto di specie

Queste categorie sistematiche partono dalla specie che è il concetto chiave su cui si basa tutta la classificazione.

La specie è la categoria che comprende tutti gli individui con caratteristiche simili che, riproducendosi, generano figli simili e fecondi, in grado cioè di riprodursi a loro volta.

Generare figli fecondi è la condizione che segna il confine tra una specie e l'altra.

Ad esempio cavalli e asini non appartengono alla stessa specie, in natura essi si accoppiano, ma dalla loro unione nasce il mulo o il bardotto, esseri ibridi (ne cavallo né asino) non in grado di riprodursi.

Cavalla e asino –> mulo

Cavallo e asina –> bardotto

Il mulo e il bardotto sono sterili, quindi non esiste la specie mulo (o bardotto).

 

La nomenclatura binomia

Arrivando alla specie siamo di fronte a organismi ai quali bisogna dare un nome ben preciso e universale (adottato cioè da tutti) che li contraddistingua tra loro come specie all'interno della categoria più ampia, il genere, a cui appartengono.

Fu Linneo a individuare nella nomenclatura binomia il nome convenzionale, detto nome scientifico, da attribuire a ciascun organismo e quindi a ciascuna specie. A ogni organismo, secondo tale nomenclatura, è associata una coppia di nomi in latino. Il primo di questi nomi, scritto con l'iniziale maiuscola, indica il genere, il secondo, scritto a lettere minuscole, indica la specie.


giovedì 6 ottobre 2016

Perché l’oro è prezioso?

Come mai l’oro è tanto prezioso? Ve lo siete mai chiesto? Le risposte possono essere più di una:

1) Perché è molto duttile e malleabile e permette di creare facilmente dei manufatti senza una lavorazione complicata.

2) Perché è raro.

3) Perché è un buon conduttore di elettricità.

4) Perché luccica…

5) Perché non si ossida (al contrario dell’argento).

In realtà le proprietà chimico-fisiche e la rarità non rendono conto del valore commerciale dell’oro, quindi bisognerebbe cercare alcune cause storiche e culturali che spiegano come mai l’oro è così prezioso.

Infatti l’oro era considerato prezioso anche nelle antiche civiltà ed era sinonimo di ricchezza e potere. In Egitto nelle tombe dei faraoni si trovano spesso bracciali, pendenti, collane, anelli, bracciali, orecchini, diademi, ornamenti testa, ornamenti pettorali e collari, tutti in oro. Per gli antichi egizi quindi l’oro era prezioso. Anche gli antichi greci usavano l’oro per produrre gioielli. L’oro è citato spesso anche nella Bibbia e secondo molti autori ha assunto un grande valore per cause religiose.

L’oro, dal punto di vista chimico, è un elemento pesante. Gli elementi pesanti come l’oro si possono sintetizzare solo con reazioni nucleari. Ma non con le reazioni nucleari dei nostri reattori, non raggiungono energie abbastanza alte. Solo con le reazioni nucleari che avvengono nelle esplosioni stellare (le supernovae) si raggiungono energie abbastanza elevate da sintetizzare piccole quantità di oro (e altri elementi pesanti). Le esplosioni spargono nello spazio interstellare questi elementi che vengono poi mescolati nel gas interstellare che produce la formazione di nuove stelle e nuovi pianeti (qui un mio post sulla formazione stellare). Per questo nel nostro pianeta c’è l’elemento chimico oro, perché è esistita una generazione precedente di stelle che è morta esplodendo e ha sparso i propri elementi nello spazio arricchendo (è proprio il caso di dirlo…) il gas interstellare preesistente di elementi pesanti.

L’oro, alla fin fine, è il residuo di una stella morta. Quando regalate un anello alla vostra fidanzata, pensateci un attimo Winking smile

m1

(La nebulosa M1 visibile nella costellazione del Toro. Questa nebulosa è un residuo di supernova. In queste gigantesche esplosioni cosmiche avviene la sintesi degli elementi pesanti come l’oro).

Ancora non abbiamo però risposto alla domanda principale: perché l’oro è tanto prezioso?

Io credo che si possa affermare senza commettere uno sbaglio che l’oro è tanto prezioso più perché ormai è diventato un “simbolo” di preziosità. Non ha nulla di realmente prezioso, ma per l’umanità intera ha ormai assunto quel “fascino” che non tramonta mai e che ha guidato le azioni di innumerevoli uomini a cercarlo e a desiderarlo.

A questo punto mi piacerebbe concludere con una breve citazione:

“Oro. Metallo giallo molto apprezzato per la sua utilità nei vari tipi di rapina che passano sotto il nome di commercio.”

Ambrose Bierce, Dizionario del diavolo, 1911

Al prossimo post Winking smile


mercoledì 14 settembre 2016

Terremoto del centro Italia 2016. Tutte le scosse in un minuto (video)

In realtà in questo video a cura dell’INGV si vedono tutte le scosse della prima settimana (dal 24 a l 31 agosto 2016) del terremoto del centro Italia nel 2016. Un sisma che ha fatto molte vittime e molti danni. Ogni frame del filmato corrisponde ad un’ora. Nella mappa vengono tracciati circa 3000 punti che corrispondono ad altrettante scosse sismiche. I cerchietti gialli più piccoli corrispondono ad una magnitudo della scala Richter minore di 2.0, i cerchi rossi più grandi si riferiscono a sismi di magnitudo compresa tra 5.0 e 5.9. La stella corrisponde alla scossa delle ore 03:36 del 24 agosto 2016.

Buona visione del filmato.


sabato 10 settembre 2016

La mole spiegata in maniera semplice

Tutte le discipline scientifiche si basano su definizioni. Anche la chimica si basa su un certo numero di definizioni che sono dei concetti dati espressi in modo da non essere ambigui.

Come si potrebbe spiegare il concetto di mole in maniera semplice e chiara? In realtà non è difficile, ma come avviene per quasi tutte le materie scientifiche, la maggior parte delle persone le “temono” e si arrendono alla prima difficoltà senza avere nemmeno tentato di combattere.

In questo filmato, invece, possiamo vedere in pochi minuti la spiegazione del concetto di mole portata avanti da quello che secondo me è un grande divulgatore di una materia complessa (e importantissima) come la chimica.

Solo poco meno di un quarto d’ora per capire (e stavolta in maniera definitiva) cos’è una mole.

Buona visione a tutti.


mercoledì 30 settembre 2015

Come immaginare 10 dimensioni spaziali

Le teorie della Fisica più moderne funzionano in un “mondo” dotato di 10 dimensioni spaziali (o anche di più) e una temporale. Un esempio di queste teorie è la Teoria delle Stringhe. Ma come facciamo ad immaginare un mondo con un numero di dimensioni spaziali superiore alle 3 che sperimentiamo nella nostra esistenza? Con approfondite conoscenze matematiche e geometriche è abbastanza facile capire come possano esistere “altre dimensioni”, perché le equazioni permettono un livello di astrazione molto grande. Ma se non si possiedono tali conoscenze bisogna riuscire ad “immaginare” questa situazione mediante una analogia.

In questo filmato (dura circa 11 minuti ed ha i sottotitoli in italiano) ci spiega come immaginare 10 dimensioni spaziali mediante una serie di interessanti analogie.

Buona visione a tutti.


martedì 14 aprile 2015

Spazio tempo e dimensioni

Cosa si intende in Fisica per spazio-tempo? Cosa significa il termine “dimensioni”? Cosa è la “quarta dimensione”. Questi temi sono molto affascinanti per molti, ma la divulgazione spesso non è sufficiente per renderli chiari. In questo filmato (durata 44 minuti circa) invece questi concetti sono spiegati in maniera semplice ma rigorosa.

Buona visione a tutti del filmato.


venerdì 6 marzo 2015

Non è vero che Homer Simpson ha previsto la massa del bosone di Higgs

In questi giorni impazza sui social network e nei vari blog bufalari sparsi per la rete, la notizia che in una puntata dei Simpson del 1998 (nell’episodio, intitolato “In The Wizard of Evergreen Terrace”) apparirebbe una equazione che prevede correttamente la massa del bosone di Higgs, scoperto con l’acceleratore LHC del CERN nel 2012. La notizia è stata divulgata da Simon Singh, autore del libro “The Simpsons and their Mathematical Secrets” (I Simpson e i loro segreti matematici).

L’immagine incriminata sarebbe questa:

L’equazione della massa del bosone di Higgs sarebbe quella della prima riga. In essa compaiono diverse costanti, come pigreco, la costante di struttura fine, la costante di Planck, la velocità della luce e la costante di gravitazione universale.

Facciamo un rapido calcolo per vedere se la massa del bosone di Higgs calcolata con questa formula è la stessa (o almeno è paragonabile) con quella misurata che è pari a circa 125,2 Gev/c2.

Nell’equazione:

sostituiamo i corrispondenti valori delle costanti:

Eseguendo il calcolo si ottiene una massa di , che corrispondono a circa 776,6 Gev/c2. Direi che è un valore molto lontano dai reali 125,2 Gev/c2. La notizia è quindi una bufala a regola d’arte forse diffusa per pubblicizzare il libro di Simon Singh.


sabato 31 gennaio 2015

La Teoria delle Stringhe secondo Brian Greene (TEDItalia)

La Teoria delle Stringhe è una delle ipotesi scientifiche (non è propriamente una teoria) più interessanti che siano state formulate negli ultimi decenni. In questo filmato di TEDItalia, Brian Greene, uno dei protagonisti che hanno sviluppato questa grandiosa ipotesi, ci descrive gli aspetti più affascinanti della Teoria delle Stringhe, come le 11 dimensioni e la possibilità di unificare tutte le forze della Natura. Lo scienziato ci descriverà a grandi linee anche un esperimento (realizzabile grazie al grande acceleratore di particelle LHC presente al CERN di Ginevra) che potrebbe determinare se la Teoria delle Stringhe è giusta o sbagliata.

Buona visione a tutti.


Un’altra Terra e un altro Sole. Il sistema di Kepler-444.

Un sistema planetario antichissimo: Kepler-444. Questa stella e i suoi 5 pianeti conosciuti si sono formati 11,2 miliardi di anni fa, quando l’Universo era ancora giovane (età dell’Universo: 13,8 miliardi di anni). Le dimensioni di questi 5 pianeti sono comprese tra quelle di Mercurio e quelle di Venere, si tratta quindi di pianeti rocciosi di dimensioni paragonabili a quelle della Terra. E’ una scoperta importante perché ci fa capire che i pianeti rocciosi simili alla Terra si sono cominciati a formare sin dalle fasi primordiali della vita dell’Universo. Da ciò si affaccia un’ipotesi affascinante e cioè che la vita possa essersi sviluppata molto presto nell’Universo e nella nostra Galassia.

Kepler-444

(Una raffigurazione pittorica del sistema planetario Kepler-444).

Nel seguente filmato possiamo ascoltare l’intervista a Alessandro Sozzetti dell’INAF-Osservatorio Astrofisico di Torino, fra i firmatari dell’articolo su Kepler-444, che attualmente di trova in Cile per attività di ricerca.

Buona visione e buon ascolto.


mercoledì 21 gennaio 2015

La sonda New Horizons si avvicina a Plutone

Ha viaggiato per nove anni per raggiungere Plutone. La sonda New Horizons sta per giungere nelle vicinanze del suo traguardo: l’osservazione di uno dei pianeti (nani) più interessanti del Sistema Solare. A fine dicembre 2014 la sonda ha acceso i suoi strumenti per cominciare le sue osservazioni. A partire da domenica 25 gennaio 2015 la sonda comincerà a scattare immagini del misterioso Plutone. Se devo essere sincero, la mia curiosità è davvero alle stelle (!), perché sin da bambino (sì, quando ancora era considerato un pianeta) Plutone era il più misterioso dei corpi celesti appartenenti al nostro sistema planetario. Finalmente l’attesa sta quasi per finire e vedremo il vero aspetto di Plutone e delle sue 5 lune. Sono quasi sicuro che saranno scoperte anche altre lune. Dopo il 25 gennaio scriverò un altro post per tenervi informati sugli sviluppi della missione.

Intanto guardatevi il filmato, a cura dell’INAF, dedicato alla missione New Horizons su Plutone.

Buona visione a tutti.


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domenica 21 dicembre 2014

La paleontologia

La paleontologia è una scienza che studia gli organismi viventi che hanno abitato il pianeta Terra dalle origini fino ai nostri giorni. Il termine, coniato nel 1825, ha origine greca (palaios on ontos) e significa lo “studio degli antichi esseri viventi”. La paleontologia si suddivide in quattro ambiti di studio: la paleozoologia che studia gli organismi animali fossili; la paleobotanica; la paleoantropologia, che studia i resti umani fossili; la micropaleontologia, che studia gli organismi fossili al microscopio.

Museo di Storia Naturale di Firenze

L’interno del Museo di Storia Naturale di Firenze.

Oggetto di studio primario per la paleontologia sono i fossili, resti, più o meno modificati, conservati nelle rocce. Già a partire dal V secolo a.C., con Erodoto, abbiamo notizia del fatto che i fossili erano considerati tracce di corpi del passato. Come oggetto di studio e analisi, essi esistono quindi prima della paleontologia.

La paleontologia è una scienza vastissima, che comprende il contributo di botanica, zoologia, antropologia e molte altre scienze per ricostruire la forma e le modalità di esistenza primitive. Per farlo vengono analizzati molti altri elementi, quali escrementi fossili, uova fossili, impronte e tragitti di nutrimento.

Attraverso la raccolta di dati come questi, i paleontologi riescono a ricostruire il comportamento e la forma di un animale ormai estinto e a immaginare l’ambiente passato in modo dettagliato.


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mercoledì 17 dicembre 2014

La Pangea

La Pangea è la massa continentale primitiva che seconda la teoria di Wegener della deriva dei continenti, fino al termine del Paleozoico ha rappresentato l’insieme compatto delle terre emerse. Il termine “Pangea”, di origine greca, significa infatti “tutta la terra”. Secondo quanto afferma la teoria della tettonica a placche, questa massa unica sarebbe nata a seguito di due eventi orogenetici (di formazione delle montagne), che attraverso il movimento delle zolle avrebbero fatto emergere le catene montuose degli Urali e degli Appalachi. Dal suo smembramento sarebbero nati gli attuali continenti a partire dal Triassico superiore. La separazione delle terre sarebbe cominciata prima con una frantumazione in senso parallelo e poi, intorno al Giurassico medio, in senso meridiano.

Pangea


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Cos’è l’ambra?

L’ambra è una resina prodotta da una conifera terziaria (Pinus succinifera) che viveva sulla Terra milioni di anni fa, solidificatasi e fossilizzatasi col passare del tempo. L’ambra ha una colorazione che va dal giallo chiaro al bruno rossiccio (raramente con toni sul blu e sul verde), emette una lucentezza vitrea e a volte è trasparente. Da un punto di vista fisico, l’ambra si elettrizza per strofinio ed è un ottimo materiale isolante. E’ molto ricercata per farne dei gioielli. I giacimenti più noti di ambra sono quelli situati sulle coste baltiche, della Sicilia, della Birmania, del Canada e della Romania, tutti risalenti all’Olocene.

Tutte le gocce di ambra colate dai tronchi o cadute al suolo hanno imprigionato insetti o piccoli resti vegetali (per esempio infiorescenze). In questo modo, molti organismi di piccole dimensioni hanno potuto conservarsi perfettamente sino ai giorni nostri.

Ambra con un insetto all'interno


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domenica 9 novembre 2014

Tutta l’acqua della Terra

Se si potesse concentrare tutta l’acqua degli oceani, dell’atmosfera e quella presente sulla superficie in un’unica sfera, questa avrebbe un diametro di soli 1500 chilometri. Per fare un confronto la Luna ha un diametro di 3475 chilometri. Di quest’acqua, solo il 3% è potabile e solo i due terzi dell’acqua presente sulla Terra è disponibile in forme direttamente accessibili agli esseri umani.

In questo filmato possiamo vedere una animazione che mostra quanta acqua c’è nel nostro pianeta. Buona visione a tutti.


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sabato 30 agosto 2014

Google Project Wing, le consegne di Google con i droni.

Non si tratta di fantascienza, ma di tecnologia che viene testata prima di arrivare ad essere alla portata di tutti. Stiamo parlando di Google Project Wing, un servizio di consegne basato sui droni. In questo momento il servizio è in fase sperimentale, già dal 2011, nel Queensland, uno stato dell’Australia.

Come spesso accade con le nuove tecnologie, non è facile prevedere se questa modalità di consegna dei prodotti avrà successo o no, ma sappiamo che la cosa incuriosisce. Dobbiamo quindi essere pronti ad una eventuale rivoluzione nel campo delle consegne a domicilio? Vedremo…

Nel filmato possiamo vedere alcuni di questi droni del Google Project Wing in azione. Buona visione a tutti.


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sabato 12 luglio 2014

Temperaggio del cioccolato

Il cioccolato, oltre ad essere un alimento gustoso, è un ingrediente importante in pasticceria, soprattutto per le decorazioni e coperture di torte e cioccolatini, o per la preparazione di gusci (ad esempio le uova pasquali).

Il cioccolato è formato da cacao e zucchero dispersi nel burro di cacao, quest’ultimo fonde a una temperatura di circa 38-40 °C. Il superamento di questa temperatura trasforma in modo irrevocabile la struttura del cioccolato.

Tra le varie tecniche per la lavorazione del cioccolato il temperaggio rende il cioccolato croccante, lucente e duro.

Questa tecnica consiste di tre fasi: il cioccolato viene portato a tre livelli diversi di temperatura controllata attraverso processi di fusione e raffreddamento tali da conferirgli una struttura omogenea e un aspetto lucido.

Durante il procedimento sarà indispensabile avere a disposizione un termometro per alimenti per monitorare la temperatura nelle varie fasi. Inoltre, per la fase di fusione, occorrerà utilizzare una bastardella per la cottura in bagnomaria.

La bastardella è un recipiente metallico, in rame o acciaio inox, a due manici, molto profondo e di forma semisferica. Il nome deriva dal fatto che la sua forma non ricorda altri utensili (è “senza famiglia”). E’ l’ideale per montare o cuocere a bagnomaria piccole o grandi quantità di un prodotto.

La cottura a bagnomaria si esegue ponendo l’alimento in un contenitore che viene inserito in un altro recipiente di dimensioni maggiori dove bolle nell’acqua.

 

Fusione del cioccolato

Questo processo avviene inserendo il cioccolato a pezzetti in una bastardella immersa in un bagnomaria caldo; si mescola continuamente sino a che la temperatura giunge a 40 °C. L’aspetto sarà liscio e uniforme.

 

Raffreddamento

Versare 2/3 del cioccolato fuso su un piano di marmo (per favorire il raffreddamento) e stenderlo a strato sottile con una spatola lavorando con un movimento regolare sino a che la temperatura giunge a 27 °C (25 °C per il cioccolato bianco).

 

Riscaldamento

Inserire di nuovo il cioccolato nella bastardella e riscaldarlo (riportandolo allo stato fluido) sino a che la temperatura giunge a 32 °C.

 

A questo punto il cioccolato è pronto per l’uso desiderato.


Conservazione dei cibi a bassa temperatura

Trattare un alimento con le basse temperature significa bloccare l’attività degli enzimi e lo sviluppo dei microrganismi, che possono riprendere attività quando l’alimento torna a temperatura ambiente.

L’uso delle basse temperature comprende: refrigerazione, congelazione e surgelazione.

 

Refrigerazione

Un alimento si dice refrigerato se la temperatura alla quale viene portato permette all’acqua in esso contenuta di rimanere allo stato liquido. I tempi di conservazione sono brevi e le temperature impiegate dipendono dal tipo di alimento, con valori che variano da –3 °C a +8 °C.

Durante la refrigerazione è molto importante mantenere un’adeguata ventilazione e un corretto grado di umidità relativa (UR 80-90%), per evitare lo sviluppo di muffe favorito da valori troppo alti di UR o la disidratazione favorita da valori troppo bassi. I frigoriferi attuali dotati di ventilazione forzata garantiscono la distribuzione uniforme del freddo, il controllo del grado di umidità ed evitano la formazione di brina.

La refrigerazione, abbinata a modifiche dell’atmosfera che circonda l’alimento (atmosfera controllata o modificata), prolunga la conservazione degli alimenti preservando meglio le caratteristiche organolettiche.

 

Congelazione

E’ una tecnica di conservazione che consiste nel portare l’alimento a temperature molto basse (-40 °C o inferiori), tali da solidificare il prodotto e da cristallizzare l’acqua che contiene.

Il congelamento deve avvenire in tempi molto rapidi (congelamento rapido) affinché si formino cristalli di ghiaccio piccolissimi che non danneggiano l’alimento. In questo modo quando l’alimento verrà scongelato conserverà la propria struttura e i propri liquidi intercellulari. Questo è il caso della conservazione industriale. Diversamente, se il congelamento avviene in tempi lunghi e a temperature che non superano i –20 °C (congelamento lento), si ha la formazione di cristalli di ghiaccio di grandi dimensioni che danneggiano la struttura dell’alimento. Allo scongelamento l’alimento si presenta stopposo e può avere sapore sgradevole. Questo è il caso della conservazione casalinga.

 

Surgelazione

Il processo di surgelazione è regolato dalla normativa CEE recepita in Italia dal DL 110/92.

Gli alimenti surgelati sono sottoposti a un rapidissimo congelamento, confezionati e successivamente conservati a –18 °C sino al momento della vendita. Modi, tempi di conservazione, istruzioni per lo scongelamento e il consumo devono essere specificati sulla confezione dell’alimento. Per garantire la salubrità (o integrità) del prodotto surgelato va rispettata la catena del freddo (vedi immagine sotto).

 


Come oscilla un pendolo su Giove? (filmato)

In questo filmato possiamo vedere una bella rappresentazione di come cambia il periodo di oscillazione di un pendolo semplice in vari corpi ...