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domenica 18 settembre 2016

Le colonne sonore dei film Marvel

Sembra che sia molto facile ricordare e canticchiare i temi principali delle colonne sonore di Star Wars, James Bond, Harry Potter, ma sareste in grado di fare la stessa cosa con un film della Marvel? Provateci subito! Cosa?! Ma non vi viene in mente niente? Non vi preoccupate, è normale. Le colonne sonore dei film Marvel non sono all’altezza di quelle di altri film altrettanto famosi e sono decisamente più “piatte”. Secondo il regista Tony Zhou il motivo di questa “piattezza” lo si deve ricercare nel metodo stesso con cui sono montati i film della Marvel, metodo basato più sulla velocità della produzione che sulla sua accuratezza. Le sue argomentazioni sono molto interessanti e fanno capire molte cose riguardo all’uso della musica nei film più moderni.

In questo filmato (sottotitolato in italiano) Tony Zhou spiega il motivo delle scelte musicali dei grandi film moderni.

Buona visione a tutti.


lunedì 9 febbraio 2015

La storia del Jazz (video documentario)

Condivido questo documentario dedicato al Jazz che ho scovato su YouTube e che ho trovato molto completo e interessante. Si tratta di un documentario in 12 parti (qui presento solo la prima parte e se volete vedere le altre seguite i link che riporto). Spero che vi piaccia. Il tutti è stato prodotto da Digiridoo Productions, presentato da Vito Coda Nunziante e Massimo Nunzi, soggetto, musiche originali e testi a cura di Massimo Nunzi, regia di di Elena Somarè.

Origini del Jazz

Buona visione a tutti (Storia del Jazz, prima parte).

Storia del Jazz - 1 - Ingredienti di base:
https://www.youtube.com/watch?v=96xrN...
Storia del Jazz - 2 - Da New Orleans a Chicago:
https://www.youtube.com/watch?v=vtFRy...
Storia del Jazz - 3 - Bianca e Nera, le due strade del Jazz:
https://www.youtube.com/watch?v=Q5ULC...
Storia del Jazz - 4 - I mille mondi di Duke Ellington:
http://youtu.be/PleGAt7t0qA
Storia del Jazz - 5 - La Swing Era e le follie del Jazz:
http://youtu.be/-opMO6X7-0M
Storia del Jazz - 6 - Lo Swing e i suoi Grandi Interpreti:
http://youtu.be/cB4wcXZ47JM
Storia del Jazz - 7 - Dalla crisi dello Swing fino al Bop:
http://youtu.be/p0ETJz9pcHo
Storia del Jazz - 8 - L'Era del Bop:
http://youtu.be/Tjt0yfyEEiw
Storia del Jazz - 9 - Afro Cuban, Cool Jazz e West Coast Jazz:
http://youtu.be/MViDcFfxz_o
Storia del Jazz - 10 - Hard Bop, Free Jazz e sue trasformazioni:
http://youtu.be/QRkETX8aEIw
Storia del Jazz - 11 - Jazz Rock, Fusion, Europa e World Music:
http://youtu.be/1jm7WkTn1Ws
Storia del Jazz - 12 - Le mille facce della Contemporaneità:
https://www.youtube.com/watch?v=JAPOd...


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domenica 23 febbraio 2014

Silvan a Sanremo 2014

Silvan è un prestigiatore famosissimo in Italia e all'estero. Ha partecipato ad una delle serate di Sanremo 2014. Ha eseguito un "gioco" che è un classico per i prestigiatori. Ritengo che Silvan sia un artista di calibro troppo elevato per partecipare a una puntata di Sanremo, ma ha fatto bene lo stesso a presentarsi. Possibilmente le nuove generazioni in questo modo possono conoscerlo.

Vi mostro il filmato. Buona visione a tutti.

martedì 28 gennaio 2014

Estas Tonne - The Song of the Golden Dragon (video)

Sono sempre stato un appassionato di musica anni '70. Significa che sono cresciuto a colpi di Pink Floyd, Genesis, Jethro Tull, Led Zeppelin, PFM e company. Ciò significa che riesco, almeno credo, ad apprezzare la buona musica. Mi ha impressionato il fatto che non conoscessi un chitarrista come Estas Tonne. Eppure è così: l'ho scoperto solo alcuni giorni fa grazie ad un post su facebook. Sono imperdonabile per tanta ignoranza? Ovviamente sono del tutto imperdonabile! :-)

Ma se qualcuno volesse perdonarmi lo stesso, vi segnalo questo filmato in cui Estas Tonne si esibisce per strada. Si tratta di 9 minuti da pelle d'oca! Provare per credere!

Buona visione a buon ascolto a tutti.

lunedì 25 novembre 2013

Mark Knopfler - Postcards From Paraguay (Teatro Greco di Taormina 2013)

E' da quasi 20 anni che ascolto la musica dei Dire Straits e seguo da anni anche la carriera solista di Mark Knopfler. Conosco i grandi capolavori composti da questo grande musicista. Vi propongo questo brano non perché sia uno dei suoi più grandi capolavori, ma perché in questo pezzo è riuscito a fondere molto bene uno stile musicale "sudamericano" con il suo stile inconfondibile,ottenendo un risultato godibilissimo che "trascina" ed emoziona.

Buona visione e buon ascolto del brano Postcards From Paraguay, di Mark Knopfler, eseguito presso il Teatro Greco di Taormina il 16 luglio 2013.

giovedì 14 novembre 2013

Com'è fatto il pianoforte?

Com'è fatto un pianoforte? Forse qualcuno se lo sarà chiesto e avrà trovato poco materiale di ricerca, soprattutto a livello di filmati. Per fortuna c'è la famosa trasmissione How It's Made che ci spiega come sono fatte tantissime cose di uso comune e anche non comune. Hanno realizzato anche un filmato su come si costruiscono i pianoforti. Un utente di YouTube ha messo online il filmato e io contribuisco a diffonderlo in rete. Si tratta di poco più di 10 minuti che faranno la gioia degli appassionati di musica e di pianoforte.

Buona visione.

martedì 7 febbraio 2012

The planets – i pianeti di Gustav Holst

VChi ama l’astronomia e nello stesso tempo ama la musica classica, non può non avere ascoltato almeno una volta questa famosa opera musicale dedicata ai pianeti. Si tratta di “The Planets” (i pianeti) del compositore inglese Gustav Holst. In realtà l’opera The Planets non è ispirata da concetti astronomici, ma da considerazioni astrologiche. Holst era molto influenzato da un astrologo del diciannovesimo secolo che si chiamava Raphael.

Anche se non possiamo assolutamente credere all’astrologia, crediamo comunque nel talento compositivo di Gustav Holst. Così vi presento questa opera meravigliosa divisa, ovviamente, in 7 parti, cioè quanti sono i pianeti fino a Nettuno.

Una curiosità. John Williams si ispirò al brano Mars per la colonna sonora del film Guerre Stellari.

La prima di queste parti si intitola Mars, the Bringer of War. Durante l’ascolto si noti la notevole somiglianza con alcuni passaggi della colonna sonora di Guerre Stellari. Come scritto prima, in effetti Mars su fonte di ispirazione per John Williams per la composizione della colonna sonora di famosi film di fantascienza.

 

La seconda parte è Venus, the Bringer of Peace, qui diretta da Eugene Ormandy con la Philadelphia Orchestra nel 1975. Buon ascolto.

 

La terza parte si intitola Jupiter, the Bringer of Jollity. Anche qui il brano è diretto da Eugene Ormandy con la Philadelphia Orchestra nel 1975. Buon ascolto.

 

La quarta parte è Saturn, the Bringer of Old Age. In questo caso dirige Sir Charles Mackerras con la BBC Philharmonic orchestra. Buon ascolto del brano più vivace e e divertente di tutta l’opera.

 


Il quinto brano di questa affascinante opera si intitola Uranus, the Magician. Anche in questo caso dirige Sir Charles Mackerras con la BBC Philharmonic orchestra. Si noti che questo brano è stato usato nel film Fantasia (1940) di Walt Disney nella famosa scena in cui topolino è un mago pasticcione. Buon ascolto.

 

Siamo arrivati al sesto brano che si intitola Neptune, the Mystic. Come al solito dirige Sir Charles Mackerras con la BBC Philharmonic orchestra. Buon ascolto.

 

La settima e ultima parte si intitola Mercury, the Winged Messenger. Anche per questo brano dirige Sir Charles Mackerras con la BBC Philharmonic orchestra. Buon ascolto.

Se siete arrivati a questo punto dell’ascolto significa che quest’opera vi ha veramente affascinati. Ne sono molto contento perché ascoltare buona musica fa sempre bene Sorriso. Ci vediamo al mio prossimo post dedicato alla musica.


mercoledì 11 gennaio 2012

Folle tango, ma folle davvero!

Il titolo di questo cortometraggio di animazione è Tango. Si tratta del lavoro che diede fama e notorietà al regista polacco Zbigniew Rybczyński (che per fortuna si fa chiamare Zbig, data l’impronunciabilità manifesta del suo nome!). Prima di tutto guardatelo e cercate di contare i personaggi che vi appaiono.

Li avete contati? Non è affatto facile! A parte la curiosità del numero di personaggi presenti, la particolarità di questo cortometraggio di animazione è che ciascun personaggio compie un’azione senza interferire mai con gli altri. Questo presuppone una notevole abilità di regia. Zbig filmò ogni personaggio in maniera indipendente e poi sovrappose le varie pellicole con un ritaglio eseguito fotogramma per fotogramma! Un lavoro certosino e delicatissimo durato quasi un anno, solo per ottenere 8 minuti di filmato. Questo perché nel 1980 non si utilizzava certo la computer grafica. Nonostante tutto il risultato è davvero fenomenale.

Questo è un tango folle, ma folle davvero, in cui i personaggi entrano in scena sempre perfettamente sincronizzati con il ritmo musicale. Poi riappaiono eseguendo svariate volte la stessa azione. Man mano entrano altri personaggi che si aggiungono a quelli precedenti, ma sincronizzati in modo tale da non avere “collisioni” con gli altri. Direi che c’è un rapporto particolare tra lo spazio e il tempo che ha qualcosa di musicale (da cui il titolo di tango, che è anche una danza). In fondo è come una sinfonia di strumenti musicali che suonano insieme, ma senza mai “collidere” gli uni con gli altri.

C’è anche una storia di fondo. Si noti come la narrazione cominci con un bambino che gioca a pallone e finisca con una donna anziana che si porta via il pallone, qui inteso, probabilmente come un simbolo dell’infanzia.

Credo che sia uno dei cortometraggi di animazione più affascinanti che abbia mai visto.


martedì 10 gennaio 2012

Musica in strada

Molti dicono che il vero musicista è quello che suona per strada. Questo pianista l’ho incontrato a Noto (provincia di Siracusa) il 30 dicembre 2011. Devo dire che la musica in strada ha davvero un fascino ineguagliabile. Ascoltare per credere Sorriso.

Il filmato dura poco, ma la magia è assicurata.


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venerdì 2 settembre 2011

One more kiss, dear - Vangelis (testo e traduzione)

Cosa si intende per stile "retrò"? Di solito indica uno stile obsoleto che viene però rappresentato nella moda, nell'architettura, nella pittura, nella musica ecc... moderna. E' il caso, ad esempio, delle radio con componenti interne modernissime, ma che nell'aspetto esteriore somigliano alle radio degli anni '40 o anni '50. Nella musica ci sono alcuni esempio di "retro style", come quello che vi presento. Si tratta del brano "One more kiss, dear" di Vangelis che fa parte della colonna sonora del film di fantascienza Blade Runner (1982). In questo caso lo stile retrò è ancor più messo in evidenza dal fatto che il brano viene utilizzato in un film che rappresenta il futuro.

L'ambientazione caotico-tecnologica del film Blade Runner

La musica del brano viene presentata in una scena del film in cui si sottolinea un'ambientazione tecnologicamente molto caotica, quasi a voler evidenziare un contrasto tra passato e futuro. One more kiss, dear ha uno stile ovattato, soffice, confidenziale, che riporta a brani in stile anni '30 o anni '40 del secolo scorso. Io penso che si tratti di un "piccolo capolavoro" del genio di Vangelis che non è diventato famoso come altri suoi capolavori. Se non lo conoscete, ascoltatelo attentamente in questo filmato di YouTube.

Buon ascolto a tutti.



One More Kiss, dear

One more kiss, dear
One more sigh
Only this, dear
It’s goodbye
For our love is such pain
And such pleasure
And I’ll treasure till I die
So for now, dear
Au revoir, madame

But I’m how-d’ye, not farewell
For in time we may have a love’s glory
Our love story to tell

Just as every autumn
Leaves fall from the tree
Tumble to the ground and die
So in the springtime
Like sweet memories
They will return as will i

Like the sun, dear
Upon high
We’ll return, dear
To the sky
And we’ll banish the pain and the sorrow
Until tomorrow goodbye
One more kiss, dear
One more sigh
Only this, dear
Is goodbye
For our love is such passion
And such pleasure
And I’ll treasure till I die

Like the sun, dear
Upon high
We’ll return, dear
To the sky
And we’ll banish the pain and the sorrow
Until tomorrow goodbye





Traduzione (è stata fatta con il traduttore di Google, ma conto di migliorarla in seguito. Mi scuso per la scarsa qualità).


Un bacio di più, cara
Un sospiro di più 
Solo questo, cara 
E 'addio 
Per il nostro amore è tale dolore 
E tale piacere 
E io tesoro fino alla morte 
Quindi, per ora, cara 
Au revoir, signora 

Ma io sono come-d'ye, non addio 
Perché in volta potremmo avere la gloria di un amore 
La nostra storia d'amore da raccontare 

Proprio come ogni autunno 
Foglie cadono dagli alberi 
Caduta a terra e morire 
Così in primavera 
Come dolci ricordi 
Torneranno come voglio io 

Come il sole, cara 
Su alta 
Torneremo, cara 
Verso il cielo 
E noi provvederemo a bandire il dolore e il dolore 
Fino a domani addio 
Un bacio di più, cara 
Un sospiro di più 
Solo questo, cara 
È un addio 
Per il nostro amore è tale passione 
E tale piacere 
E io tesoro fino alla morte 

Come il sole, cara 
Su alta 
Torneremo, cara 
Verso il cielo 
E noi provvederemo a bandire il dolore e il dolore 
Fino a domani addio


martedì 19 luglio 2011

Una musica “da sogno”

Questo brano non l’ho definito una musica da sogno perché è particolarmente bello o perché è tecnicamente perfetto. Anzi, direi che è la tipica composizione “da dilettante” che non ha mai studiato musica. Però questo brano ha qualcosa di speciale che adesso vi racconto.

Un pomeriggio pieno di stanchezza mi sono disteso sul letto e mi sono addormentato quasi senza accorgermene. Ho sognato una musica suonata da una meravigliosa orchestra (nel sogno anche la musica mi sembrava meravigliosa) e ne assaporavo gli eleganti passaggi e le notevoli armonie. Con mio grande dispiacere mi sono svegliato e quella musica mi è sfuggita subito dalla memoria. Sono andato subito a sedermi davanti alla tastiera e, con mio grande stupore, le mie dita riuscivano quasi automaticamente ad accennare alla parte principale di quella melodia sognata! Ho preso la fotocamera digitale, l’ho piazzata accanto alla tastiera per registrare e ho suonato tutto daccapo (prima che tutto mi sfuggisse di nuovo dalla mente). Questo è il risultato…

Niente di speciale, come brano, ma l’esperienza di “sognarlo” è stata davvero molto bella. Spero che capiti anche a voi di sognare una bella musica: è un’esperienza traboccante di gioia Sorriso.


mercoledì 25 maggio 2011

Huriah Heep. Into The Wild

 

Gli Uriah Heep sono un complesso rock degli anni ‘70 molto noto soprattutto agli appassionati del genere. Nel 2011 hanno fatto uscire un nuovo album: Into The Wild. Si tratta di un album interessante e per me è stata una sorpresa. Non credevo che questa storica band fosse ancora attiva! Pensate che io ancora ero rimasto ad un album del 1972, The Magician’s Birthday, che ho amato moltissimo. Invece ho visto che dal 1970 non si sono mai fermati (tranne una lunga pausa dal 1998 al 2008). Sono felice che siano ancora attivi e che siano ancora capaci di comporre buona musica, anzi, quando la ascolterete vedrete che è realmente straordinaria! Sorriso

Intanto vi lascio ad un video di YouTube che vi permetterà di ascoltare il brano Into The Wild, che da il nome all’album (album che in totale comprende 11 brani).

Buona visione e soprattutto buon ascolto.


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Le sigle dei cartoni animati che somigliano a brani più antichi

 

Ascoltando le sigle di svariati cartoni animati famosi, si notano delle somiglianze spesso imbarazzanti Occhiolinocon canzoni uscite vari anni prima. Io non mi ero mai accorto di queste somiglianze, ma ho trovato questo filmato su YouTube che mi ha aperto gli occhi (anzi, le orecchie) e mi ha fatto notare che le somiglianze ci sono e sono abbastanza evidenti!

Ovviamente è difficile stabilire se si tratta di pura casualità o di casi di plagio deliberato, per questo bisognerebbe avvalersi del parere di un esperto, ma intanto ascoltate questi 13 brani tratti da sigle di cartoni animati confrontati con altrettanti brani tratti da canzoni più antiche. Sono sicuro che vi farete un’idea anche da soli…

Buona visione e buon ascolto.


sabato 9 aprile 2011

Musica e depressione: esiste un legame.

Gli adolescenti che ascoltano molta musica sono più soggetti alla depressione rispetto a quelli che passano il tempo a leggere. Questo è il risultato di uno studio della Scuola di Medicina dell'Università di Pittsburgh. Lo studio ha coinvolto 106 partecipanti ed ha messo in evidenza che l'esposizione a certi tipi di contenuti mediatici ha un legame forte con la salute mentale.



Per un periodo di due mesi i ricercatori hanno monitorato il tipo di supporto che i soggetti stavano utilizzando, con particolare attenzione a internet, televisione, musica, videogames, riviste e libri.
Il risultato più eclatante è che si è potuto stabilire che gli adolescenti che per la maggior parte del tempo hanno ascoltato musica avevano una probabilità 8,3 volte maggiore di essere soggetti a depressione rispetto alla media della popolazione. Invece coloro che avevano passato la maggior parte del tempo a leggere avevano una probabilità di essere depressi di solo un decimo rispetto alla media della popolazione.
Ovviamente in questo caso è difficie capire se i soggetti depressi si rifugiano nell'ascolto della musica, oppure è la musica che provoca la depressione. In ogni caso lo studio ha messo in evidenza che esiste effettivamente un legame tra depressione e consumo mediatico.

La cosa importante è che si è potuto scoprire che la lettura è correlata ad una bassa insorgenza di depressione. Bisogna far notare, purtroppo, che in Italia, ad esempio, la percentuale di giovani che si dedicano alla lettura è in costante diminuzione, mentre altri tipi di intrattenimento mediatico sono in salita vertiginosa.

venerdì 25 febbraio 2011

Epitaph King Crimson

 

I King Crimson sono stati un notevole fenomeno musicale degli anni ‘70. Il brano che ho selezionato per il “post musicale” di oggi è un pezzo davvero molto bello, impressionante per le visioni allucinate che ispira. Si tratta di Epitaph, tratto dall’album In the Court of the Crimson King del 1969.

Da ascoltare in religioso silenzio Occhiolino

Epitaph King Crimson

Testo e traduzione di Epitaph:

Epitaph

The wall on which the prophets wrote
Is cracking at the seams.
Upon the instruments of death
The sunlight brightly gleams.
When every man is torn apart
With nightmares and with dreams,
Will no one lay the laurel wreath
As silence drowns the screams.
Between the iron gates of fate,
The seeds of time were sown,
And watered by the deeds of those
Who know and who are known;
Knowledge is a deadly friend
When no one sets the rules.
The fate of all mankind I see
Is in the hands of fools.
Confusion will be my epitaph.
As I crawl a cracked and broken path
If we make it we can all sit back
and laugh.
But I fear tomorrow I'll be crying,
Yes I fear tomorrow I'll be crying.

 

Epitaffio

Il muro su cui scrivono i profeti
Si sta rompendo le cuciture
Sotto gli strumenti della morte
La luce del sole splende raggiante
Quando ogni uomo è fatto a pezzi
Con gli incubi e con i sogni
Nessuno toglierà la corona di foglie di lauro?
Mentre il silenzio sommerge le urla
Tra i cancelli di ferro del destino
Venivano seminati i semi del tempo
e annaffiati dalle scritture di coloro
Che conoscono e che sono conosciuti
La conoscenza è un amico mortale
Quando nessuno imposta le regole
Il destino di ogni tipo di uomo che vedo
E' nelle mani degli stupidi
La confusione sarà il mio epitaffio
Mentre striscio per un sentiero crepato e sfasciato
Se ce la facciamo possiamo sederci tutti
E ridere
Ma ho paura che domani starò piangendo
Si, ho paura che domani starò piangendo


giovedì 17 febbraio 2011

Pulp fiction: la scena del ballo con Uma Thurman e John Travolta

 

Il film Pulp Fiction, diretto da Quentin Tarantino (1994), mi lasciò a bocca aperta quando lo vidi al cinema. Era uno stile originale, graffiante, pieno di ritmo. Mi colpì anche una scena che è rimasta nella storia del cinema: il ballo, protagonisti Uma Thurman e John Travolta. Un ballo straordinario nella sua semplicità, ma che richiede una interpretazione magistrale per non sembrare banale.

Guardatelo e capirete perché questa scena è rimasta nella storia del cinema.

Buona visione.

Pulp Fiction: la scena del ballo


mercoledì 1 dicembre 2010

Brain Damage, Pink Floyd (video, testo e traduzione)

 

Nel famosissimo album The Dark Side of The Moon dei Pink Floyd non compare nessuna traccia che abbia lo stesso titolo dell’album. Tuttavia la frase “the dark side of the moon” compare solo nel brano che vi presento, dal titolo Brain Damage (danno cerebrale).

Ma qual è il significato della frase “il lato oscuro della luna”? Non è difficile da capire, si tratta della follia presente in ciascuno di noi, che in molti casi ci rende strani e pericolosi, ma in tanti altri è la materia prima della creatività, dell’intuito, dell’arte e in buona sostanza della grandezza dell’umanità.

Buon ascolto.

Brain Damage, Pink Floyd

Brain Damage

The lunatic is on the grass
The lunatic is on the grass
Remembering games and daisy chains and laughs
Got to keep the loonies on the path
The lunatic is in the hall
The lunatics are in my hall
The paper holds their folded faces to the floor
And every day the paper boy brings more
And if the dam breaks open many years too soon
And if there is no room upon the hill
And if your head explodes with dark forbodings too
I'll see you on the dark side of the moon
The lunatic is in my head
The lunatic is in my head
You raise the blade, you make the change
You re-arrange me 'till I'm sane
You lock the door
And throw away the key
There's someone in my head but it's not me.
And if the cloud bursts, thunder in your ear
You shout and no one seems to hear
And if the band you're in starts playing different tunes
I'll see you on the dark side of the moon
"I can't think of anything to say except...
I think it's marvellous! HaHaHa!"

 

Danno Cerebrale

Il pazzo è sull'erba,
il pazzo è sull'erba,
e ricorda giochi, corone di margherite e risate.
Bisogna tenere i matti sul percorso giusto.
Il pazzo è nella sala,
i pazzi sono nella mia sala,
il giornale tiene le loro facce rivolte al pavimento
e ogni giorno il ragazzo dei giornali ne porta di più,
e se la diga crolla molti anni troppo presto
e se non c'è spazio in cima alla collina
e se anche la tua testa scoppia di oscure inquietudini
ti incontrerò sul lato oscuro della luna.
Il pazzo è nella mia testa,
il pazzo è nella mia testa,
tu sollevi la lama, procuri i cambiamenti,
mi curi sino a quando sono rinsavito,
chiudi la porta
e butti via la chiave.
C'è qualcuno nella mia testa ma non sono io
e se la nube esplode, un tuono nel tuo orecchio
gridi ma nessuno sembra udirti,
e se il gruppo di cui fai parte inizia a suonare melodie diverse
ti incontrerò sul lato oscuro della luna.
"Non riesco a pensare a niente da dire tranne...
penso che sia straordinario! HaHaHa!"


sabato 27 novembre 2010

Pink Floyd. Time (traduzione italiana)

 

Gli ammiratori dei Pink Floyd apprezzeranno certamente il brano che vi presento in questo video di YouTube. Si tratta di Time, uno dei brani più belli dell’album The Dark Side of The Moon (1973).

Nel video è mostrata in sovraimpressione la traduzione in italiano sincronizzata con il testo originale della canzone.

Buona visione e buon ascolto.

Pink Floyd. Time (traduzione italiana)


giovedì 11 novembre 2010

Sonata per pianoforte “la tempesta” di Beethoven

 

Se gli alieni venissero a visitare la Terra e per prima cosa dovessero sentire questa musica potrebbero credere che noi terrestri abbiamo le palle quadrate! Sarebbe meglio non fargliela sentire, così almeno non li inganniamo Occhiolino. Per fortuna ormai la maggior parte delle informazioni si trova su Internet e c’è scarso pericolo che possa “sfuggire” nello spazio con le trasmissioni radio. (In realtà bisogna sapere che le trasmissioni radiotelevisive non riescono a superare una distanza maggiore di un anno luce senza indebolirsi irreversibilmente).

In ogni caso ce la ascoltiamo noi, perché le orecchie e il cervello hanno bisogno di cose belle, almeno una volta ogni tanto.

Si tratta della Sonata per Pianoforte No. 17 in Re minore, Opus 31 No. 2, “La Tempesta”, Terzo Movimento, di Beethoven. Suona Wilhelm Kempff. La registrazione è stata fatta a Parigi nel 1968.

Buon (e stavolta è buono davvero) ascolto Sorriso

Sonata per pianoforte La Tempesta di Beethoven

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sabato 2 ottobre 2010

La storia dei Pink Floyd. Syd Barrett e il diamante pazzo.

 

Questa playlist di YouTube narra la storia dei Pink Floyd focalizzandosi su uno dei suoi protagonisti: il mitico Syd Barrett. Il documentario è curato da Radio 24 ed è davvero interessante. Gli appassionati dei Pink Floyd non possono trascurarlo Occhiolino

Buona visione (e buon ascolto).

La storia dei Pink Floyd

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Come oscilla un pendolo su Giove? (filmato)

In questo filmato possiamo vedere una bella rappresentazione di come cambia il periodo di oscillazione di un pendolo semplice in vari corpi ...