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martedì 30 novembre 2010

Una tempesta sulle praterie del Montana

 

Questa foto di una colossale tempesta che flagella le praterie del Montana (U.S.A.) è davvero spettacolare. Dal punto di vista della scienza metereologica si tratta di una supercella, la tipologia temporalesca più violenta, caratterizzata da una forte corrente ascensionale unita ad una rotazione.

tempesta


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domenica 14 novembre 2010

Il Radon in casa

 

Oltre agli "inquinanti artificiali", direttamente connessi con le attività dell'uomo, occorre prestare una certa attenzione anche agli "inquinanti naturali" di natura chimica, fisica e biologica.

Mi sto riferendo al cosiddetto problema radon, ossia di quell'elemento radioattivo che, unitamente ai suoi discendenti, risulta responsabile di buona parte della radiazione naturale esterna ionizzante.

Il radon è un gas nobile, talvolta chiamato ancora con la vecchia denominazione emanazione, che, per la sua grande volatilità e per la sua inerzia chimica, una volta formatosi relativamente libero nelle rocce più profonde, si diffonde attraverso le fessure e le falde acquifere fino a disperdersi in aperta atmosfera.

In questa immagine possiamo vedere da quanti punti diversi le emissioni di Radon possono entrare in una abitazione. I punti deboli di solito sono i raccordi delle tubature, le crepe dei muri, le falde acquifere, i bacini di pompaggio e persino le finestre.

L'isotopo più significativo per la dose dell'uomo è il Rn222, caratterizzato da un periodo di dimezzamento pari a 3,82 giorni e derivato dalla catena di decadimento dell'uranio 238. La sua presenza in natura dipende principalmente dalla concentrazione del radio 226 da cui deriva direttamente per decadimento alfa. La lunga vita media dei suoi più importanti e famosi antenati (uranio e radio), dispersi in piccole tracce un po' ovunque nella crosta terrestre, garantisce la costante presenza del radon 222 e dei suoi discendenti negli ambienti naturali, in genere con concentrazioni volumetriche trascurabili nei riguardi della salute umana.

Esiste però qualche rischio, specie quando in alcune zone della Terra le strutture murarie delle abitazioni sono realizzate con qualche prodotto o sottoprodotto permeato da un certo tenore di materiale uranifero. Trascorrere, infatti, gran parte della propria esistenza in questi ambienti, sempre più sigillati per la crisi energetica, può, talvolta, provocare qualche danno biologico.

Nei locali poco arieggiati, oltre al radon, tendono inoltre ad accumularsi gran parte degli inquinanti tipici ambientali (polvere, detergenti, vernici, conservanti, ecc.). Se poi, talvolta, si aggiunge anche il fumo di sigarette, sicuro agente cancerogeno del radon in quanto contribuisce a veicolare le molecole radioattive nei delicati epiteli dell'apparato respiratorio, il rischio diventa più consistente.

A causa dell'elevata densità di ionizzazione prodotta dalle radiazioni alfa emesse dal radon e dai suoi discendenti, questi corpuscoli radioattivi, pur essendo scarsamente penetranti, sono caratterizzati a parità di dose assorbita dal più alto e marcato danno.

Le prime indagini mirate a valutare il tasso di radon disperso nelle abitazioni sono iniziate in epoche relativamente recenti solo dopo alcune comunicazioni riguardanti il preoccupante incremento dei tumori polmonari registrati nei minatori addetti all'estrazione del capostipite del radon, rappresentato, come abbiamo detto, dall'uranio.

Dall'esame delle misure eseguite si è visto come il tenore del radon e dei suoi immediati discendenti dipende da molteplici fattori. La concentrazione degli elementi radioattivi inquinanti, spesso alquanto variabile in termini temporali, è infatti direttamente connessa con il contenuto di uranio nel sottosuolo, con la geologia del territorio, con le caratteristiche intrinseche dei terreni (sciolti, rocciosi, fratturati), con l'idrografia superficiale e profonda dell'area presa in esame, con i parametri metereologici, con il ricambio di aria nelle abitazioni e soprattutto con il contenuto dei composti uraniferi allorché questi sono presenti nei materiali di costruzione.

Anche se una semplice misura di concentrazione di radon presente nelle abitazioni non è sufficiente per una valutazione completa del rischio, a causa del ruolo talvolta predominante di altri concomitanti agenti eziologici, possiamo affermare che dai risultati delle misure finora eseguite in Italia la concentrazione dell'inquinante naturale radon non ha mai superato la soglia per la quale si possono manifestare danni biologici sicuramente evidenziabili. Al riguardo osserviamo che, come riportato dai giornali con esagerato allarmismo, anche se alcune misure eseguite nel luglio del 1988 nell'interno della base americana di Aviano hanno evidenziato in alcuni edifici una concentrazione di radon superiore al livello di guardia, considerato pari a 150 Bq/m3 e corrispondente a circa 4 pCi/l, con molta probabilità, quel radon non era di origine naturale, ma dovuto a qualche assemblaggio di materiale radioattivo depositato nella base.

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martedì 12 ottobre 2010

Il ciclo di Krebs

 

Questo filmato spiega il ciclo di Krebs che è un ciclo metabolico fondamentale nella respirazione cellulare. Il video è in inglese (perché, come al solito, non sono riuscito a trovarne uno decente in italiano) ed è più adatto a chi conosce già il ciclo di Krebs e intende semplicemente averne uno schema semplificato. Il video dura più di 17 minuti e le fasi del ciclo di Krebs sono illustrate attraverso una particolare grafica, secondo me molto piacevole.

Buona visione.

Il ciclo di Krebs

domenica 12 settembre 2010

Bolle di sapone

 

Le bolle di sapone sono affascinanti per grandi e piccini e sono interessanti anche dal punto di vista scientifico. I seguenti filmati sono in inglese ma le bolle di sapone non perdono il loro fascino ;-) E’ possibile assistere anche al noto esperimento in cui “la bolla grande mangia la bolla piccola”. Questo avviene perché la pressione interna alla bolla è inversamente proporzionale al raggio della bolla stessa, come prevede l’equazione di Laplace.

Buona visione.

 

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venerdì 10 settembre 2010

Fiume di fango sulla costiera amalfitana (video)

 

Il video del fiume di fango, dovuto all’esondazione del fiume dragone, che ha devastato alcune zone della costiera amalfitana. Il filmato si riferisce alla strada principale di Atrani (provincia di Salerno) ed è stato fatto il 9 settembre 2010.

E’ probabile che questa onda di fango abbia travolto Francesca Mansi (Lucia Mansi secondo altri siti), una ragazza di 25 anni che è stata cercata per tutta la notte, ma senza esiti positivi.

Ecco il video dell’onda di fango ad Atrani.

I ghiacciai

 

L’Alaska viene chiamata spesso il “paradiso dei ghiacciai”. I ghiacciai sono qualcosa di vivente, infatti si formano, si muovono ed hanno delle connessioni con la terra e con il mare. Sono anche una parte importante nella conoscenza della nostra Terra.

In questo documentario (Coronet Instructional Film, 1978) si spiega la formazione, struttura ed evoluzione di un ghiacciaio.

Nei tempi più recenti l’effetto serra sta facendo scomparire i ghiacciai in tutto il mondo con grave scompenso per l’ecosistema. Questo filmato ci mostra le meraviglie dei ghiacciai per farci capire cosa potremmo perdere con la loro progressiva “ritirata”.

Buona visione del documentario.

domenica 22 agosto 2010

Metallo incandescente che cambia colore

 

Il colore di un metallo incandescente dipende dalla temperatura raggiunta. In questo filmato vediamo un filo metallico percorso da corrente che diventa incandescente. Il colore all’inizio è rosso, poi arancione, giallo, infine bianco.

Quando la corrente non passa più lo schema dei colori viene ripercorso rapidamente al contrario, fino a tornare al normale colore del metallo. I colori dei metalli incandescenti non dipendono dal metallo, però ciascun metallo assume un determinato colore a temperature diverse rispetto agli altri metalli.

Buona visione del filmato.

sabato 21 agosto 2010

La Luna ci protegge dalle catastrofi

 

Il cratere lunare Tycho, che vediamo al centro della foto (un po’ spostato verso l’angolino destro in alto), è un cratere “giovane”. Infatti si stima che si sia formato a causa di un impatto avvenuto 108 milioni di anni fa. Tycho ha un diametro di 85 chilometri ed è stato prodotto da un asteroide di diametro simile a quello che 65 milioni di anni fa causò l’estinzione dei dinosauri.

Dal numero di grandi crateri, anche recenti, che ci sono sulla Luna, possiamo dedurre che il nostro satellite è stato una sorta di scudo cosmico che ci ha evitato un gran numero di catastrofi. Molti asteroidi che sono caduti sulla superficie lunare, se la Luna non fosse esistita, sarebbero quasi certamente caduti sulla Terra: la Luna li ha intercettati escludendoli dall’influenza gravitazionale terrestre. La Luna ha avuto un effetto regolatore per quanto riguarda il numero di impatti meteoritici sulla Terra evitando a molti grandi asteroidi di produrre estinzioni di massa degli esseri viventi. Infatti un numero eccessivamente grande di estinzioni di massa avrebbe avuto l’effetto di ostacolare l’evoluzione della vita sul nostro pianeta.

Nella foto possiamo vedere come il cratere Tycho sia circondato da una raggiera formata dai detriti dell’impatto con l’asteroide.

cratere lunare Tycho

Foto del 20 agosto 2010. Telescopio Newton 150 mm (focale 1000 mm). Oculare ortoscopico 9 mm. Fotocamera digitale Casio EX-Z1050 (10,1 megapixel) semplicemente accostata all’oculare.

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sabato 7 agosto 2010

Scienza e magia vanno a braccetto

 

Prima guardate il video e poi… stupitevi!

Straordinario, vero?

Il gas che viene messo nel contenitore trasparente è esafluoruro di Zolfo, con formula SF6, che con temperatura di 20 °C e con pressione atmosferica di 1 bar ha una densità 5,1 volte superiore a quella dell’aria. Inoltre è un gas trasparente, inodore, non è tossico e non è infiammabile. Meglio di così! :-) Perfetto per compiere una magia come quella che vediamo nel filmato. Il galleggiamento avviene proprio sulla superficie invisibile dell’esafluoruro di zolfo, che essendo molto più denso dell’aria non si disperde troppo velocemente e resta in basso. Si tratta di una interessante applicazione del principio di Archimede che resta valido anche per i gas.

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lunedì 26 luglio 2010

Ozono

 

L’Ozono è una particolare forma molecolare dell’Ossigeno. La molecola dell’Ozono è infatti triatomica, mentre quella dell’Ossigeno comune è biatomica.

In una fascia della stratosfera compresa tra i 15 e i 50 chilometri di altitudine, si è accumulato, nel corso delle ere geologiche, uno strato di Ozono che ha l’importante proprietà di assorbire le radiazioni ad alta energia provenienti dal Sole, impedendo a queste ultime di raggiungere il suolo terrestre.

Negli ultimi anni la fascia di Ozono è andata progressivamente consumandosi per effetto dell’uso di gas come i clorofluorocarburi particolarmente instabili dal punto di vista chimico. La loro instabilità fa sì che questi giungano nella stratosfera dove le radiazioni solari ad alta energia ne favoriscono la combinazione con l’Ozono che viene così consumato.

La circolazione atmosferica fa sì che i clorofluorocarburi si accumulino al di sopra delle zone polari; in particolare, sopra il Polo Sud terrestre, si è creata una vasta area in cui l’Ozono è praticamente assente. (si tratta del noto “buco dell’Ozono”).

mercoledì 14 luglio 2010

La mela di Newton e l’orbita della Luna

 

Questa simpatica animazione ci spiega il movimento orbitale della Luna a partire dalla celebre mela che, secondo la leggenda, cadendo in testa a Isaac Newton, permise allo scienziato di intuire la legge della gravitazione universale.

Un filmato molto semplice che con il suo stile divulgativo riesce a spiegare un concetto, altrimenti complesso, in maniera efficace.

Buona visione.

mercoledì 23 giugno 2010

Spettacolare nastro di aurora australe fotografato dallo spazio

 

Questa foto spettacolare mostra una serpeggiante aurora sopra l’emisfero sud come si poteva vedere dalla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) il 21 giugno 2010. Il fenomeno solitamente si manifesta durante una tempesta magnetica causata da una espulsione di massa coronale.

La ISS stava “sorvolando” l’Oceano Indiano da un’altezza di 350 chilometri quando è stata fotografata questa aurora che, essendo avvenuta nell’emisfero australe, prende il nome di “aurora australe”. L’aurora polare infatti viene denominata come aurora boreale o aurora australe a seconda dell’emisfero in cui si verifica.

Le aurore avvengono quando particelle ad alta energia provenienti dal Sole, prodotte da una espulsione di massa coronale, si incanalano lungo le linee del campo magnetico terrestre. Le particelle (prevalentemente protoni) vengono attratte nelle regioni polari dove le linee del campo magnetico affondano all’interno della Terra. Qui le particelle cadono verso la superficie terrestre e colpiscono gli atomi dei gas atmosferici. Appena avviene la collisione viene emessa energia luminosa, producendo l’aurora.

In questo caso l’emissione dominante è nella luce verde dovuta all’eccitazione degli atomi di ossigeno nell’atmosfera. Questo meraviglioso spettacolo luminoso avviene ad un’altezza compresa tra i 100 e i 300 chilometri nella ionosfera terrestre.

giovedì 17 giugno 2010

Video del disastro in Francia. L’alluvione in Provenza.

 

In Francia l’alluvione in Provenza ha causato ben 20 vittime (secondo le ultime notizie in rete). La zona più colpita è quella del dipartimento del Var. I meteorologi ritengono che le intense precipitazioni dureranno ancora alcune ore. La città più colpita sembra essere Draguignan, una cittadina di circa 40000 abitanti in cui sono state recuperate 11 vittime. Almeno 1200 persone hanno subito gravi danni alle proprie abitazioni, mentre più di 100000 persone sono rimaste senza corrente elettrica. Il presidente francese Nicolas Sarkozy la settimana prossima ha in programma di visitare le zone dell’alluvione.

Buona visione del filmato.

giovedì 10 giugno 2010

Ondata di caldo in Italia

 

ondata di caldo A quanto pare in Italia il caldo è già iniziato. Infatti le previsioni indicano una settimana di caldo e umido, con picchi di temperatura di circa 40 gradi. Questo giugno 2010 comincia con temperature davvero alte!

Bisogna chiarire subito che per questo evento meteo l’Italia si dividerà in due, infatti mentre nelle regioni meridionali ci sarà il sole, sulle zone settentrionali avremo i primi temporali estivi. Secondo gli esperti, in termini meteorologici, tutto procede nella norma, infatti è già da molti anni che a giugno si verificano ondate di caldo di questo tipo.

Il prossimo fine settimana, dunque, sarà il primo con temperature da piena estate. Saranno contenti coloro che hanno previsto di trascorrere il fine settimana al mare, un po’ meno felici saranno invece tutte quelle persone che già sanno di dover rimanere in città, dove l’afa si percepirà con una certa sofferenza. Dalla seconda metà di giugno, fortunatamente, annunciano i meteorologi, la temperatura finalmente scenderà di qualche grado e si respirerà un po’ di più.

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mercoledì 2 giugno 2010

A Guatemala City si apre “la porta dell’inferno”

 

Una foto impressionante sta facendo il giro del web: la terra si è aperta a Guatemala City creando una voragine grande abbastanza da inghiottire un intero palazzo.

buco Guatemala City

La foto a prima vista sembra strana: pareti troppo lisce e uniformi, nessuna persona intorno, nessun cordone di polizia, nessuna fognatura tranciata.
Eppure la fotografia è nella pagina Flickr del governo del Guatemala qui. La versione a massima risoluzione lascia pochi dubbi e rivela cavi e condotte interrotte. Ce n'è un'altra immagine qui, dove si notano alcune persone, anche in divisa, che bloccano le vie di accesso.

Niente fotoritocco: l'immagine è proprio vera ed è stata pubblicata dal governo del Guatemala.

La voragine, larga 15 metri e profonda decine di metri (da 60 a 100, a seconda delle valutazioni), si deve a fenomeni geologici noti, legati alla natura carsica del suolo, al collasso di un sistema di drenaggio dell'acqua e alla inesistente programmazione urbanistica.

Fenomeni di questo genere, purtroppo, non sono rari, come segnala il sito dell'US Geological Survey, e in particolare sono già avvenuti a Guatemala City, come documentato da queste immagini apparse nel 2007 inizialmente sul Chicago Sun-Times e da questa foto di un'altra voragine spalancatasi sempre a Guatemala City tre giorni fa.
C'è poco da scherzare: secondo CNN, la voragine ha inghiottito un edificio di tre piani e una casa. A quanto pare ci sono state 115 vittime.

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Fonti:

La foto del buco in Guatemala; A Guatemala City la "porta dell'inferno"

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giovedì 20 maggio 2010

Il geco e le sue zampe adesive

 

Questo bel documentario (in inglese) spiega in che modo le lucertole  e i gechi possano essere in grado di camminare sui muri. La struttura delle loro zampe permette di sviluppare una straordinaria forza adesiva. In questo modo alcuni ricercatori dell’Università di Berkeley hanno “copiato” dalla natura per creare un adesivo dalle proprietà davvero notevoli.

Buona visione.

mercoledì 12 maggio 2010

Yoda sta guardando

 

Questa nube ha una forma familiare… La si potrebbe chiamare “Yoda sta guardando” ;-) Yoda è uno dei personaggi dell’universo di Guerre stellari, un maestro Jedi.

lunedì 3 maggio 2010

Un tornado si forma di fronte ad un’automobile (25 aprile 2010)

 

Siamo nei pressi di Raleigh, in Nord Carolina (USA) il 25 aprile 2010. Una coppia in automobile si trova faccia a faccia con un tornado che si sta formando proprio davanti a loro. Non deve essere stata un’emozione piacevole e, dalle loro esclamazioni, direi che l’hanno vissuta con una certa ansia (li capisco perfettamente…).

venerdì 30 aprile 2010

Video di uno tsunami in piscina, causato da un terremoto

 

Questo video è stato ripreso da una telecamera di sicurezza in un hotel in Messico, molto vicino all’epicentro del terremoto che c’è stato a Pasqua in California. Si è trattato di un terremoto di magnitudo 7.2 della scala Richter ed è stato avvertito nel sud ovest da Las Vegas a Los Angeles.

La scossa non ha causato gravi danni in queste zone, non come quelli che ci sono stati ad Haiti e in Cile, ma è possibile vedere la potenza del terremoto e quanto è stato tremendo.

Vedremo come abbia causato un mini tsunami dentro una piscina. La cosa impressionante è anche notare la durata della scossa.

Buona visione.

domenica 18 aprile 2010

Eruzione in Islanda. Potrebbe cambiare il clima?

 

Abbiamo visto quanti disagi sta creando il vulcano Eyjafjallajokull a causa delle emissioni di cenere. Gli aeroporti di mezza Europa sono stati chiusi. L’eruzione purtroppo potrebbe durare molti mesi, quindi i disagi non sono affatto finiti. Ma gli esperti affermano che potrebbe verificarsi una conseguenza a lungo termine ancora più grave e cioè un cambiamento del clima.

Eruzione in Islanda

Le ceneri vulcaniche infatti potrebbero giungere fino alla stratosfera dove potrebbero produrre un effetto schermante delle radiazioni solari con conseguente raffreddamento degli strati atmosferici più bassi.

I vulcani nel passato hanno già provocato nel passato alcuni significativi cambiamenti climatici. Di solito le conseguenze più appariscenti si rilevano nei due anni successivi all’eruzione. Nella storia sono un esempio l’eruzione del Tambora, nel 1815, e quella del Krakatoa nel 1883.

Cito, come esempio, un frammento del mio post sull’eruzione del vulcano Tambora (1815):

“Il 1816 (l’anno successivo all’eruzione) è ricordato come “l’anno senza estate” o “l’anno morto di freddo” ed ebbe conseguenze drammatiche per la scarsità dei raccolti soprattutto in Francia e nei paesi già provati dalla carestia provocata dalle guerre napoleoniche che si erano concluse nel 1815 con la sconfitta di Waterloo e l’esilio di Napoleone a Sant’Elena. La cosa singolare è che in Europa e negli Stati Uniti d’America, dove i danni provocati da quell’estate eccezionalmente fredda furono altrettanto gravi, non ci si rese conto del motivo di un così improvviso e radicale cambiamento di clima.”

Ci avviamo verso un periodo di freddo intenso simile ad una “mini era glaciale”? Per il momento è difficile fare previsioni, perché l’entità delle variazioni climatiche potrebbe dipendere da numerosi e complessi parametri.

Nel caso del vulcano Tambora o del Krakatoa o del più recente Pinatubo (1991), si trattò di vulcani esplosivi che lanciarono le ceneri fino a enormi altezze (oltre i 50 chilometri di altitudine sul livello del mare). Ciò favorì un più efficace spargimento delle polveri vulcaniche nell’atmosfera. Nel caso del vulcano Eyjafjallajokull invece ci troviamo di fronte ad un tipo di eruzione di tipo diverso. I vulcanologi hanno definito un “indice di esplosività vulcanica” chiamato VEI (Volcanic explosivity index) che varia tra 0 e 8. Misurando l’indice VEI per il vulcano Eyjafjallajokull si trova un valore tra 2 e 3, simile a quello delle eruzioni dell’Etna del 2002 e del 2003. L’eruzione del Tambora, per confronto, avrebbe avuto indice VEI uguale a 7, quella del Pinatuto indice compreso tra 5 e 6.

Secondo alcuni esperti quindi l’attuale eruzione in Islanda non dovrebbe causare stravolgimenti climatici significativi.

Nella preistoria invece abbiamo prove sicure di eruzioni vulcaniche che provocarono immensi mutamenti climatici ed estinzioni di massa. Ne è un esempio l’eruzione del vulcano Toba (avvenuta 70000 anni fa). Cito un frammento del mio post sul vulcano Toba:

“L'eruzione del Toba è classificata come una delle più violente conosciute, tanto che il Toba si è meritato la denominazione di "supervulcano". Gli effetti dell'eruzione furono tali da modificare il paesaggio locale e cambiare addirittura il clima mondiale. Così avvenne per l'eruzione del Toba. Dal cratere furono espulsi oltre mille chilometri cubi di ceneri e rocce. Una tale quantità di materiale potrebbe seppellire un'area pari a quella di un continente con uno strato dello spessore di diversi metri. La nube di cenere e gas arrivò fino alla stratosfera e da lì fu sparsa dai venti in tutta l'atmosfera terrestre causando una notte perenne che durò diversi mesi. Questo causò la morte di gran parte della flora e della fauna del pianeta. Anche per l'uomo le cose non andarono per niente bene. Si stima, che a causa del freddo e della carestia conseguenti alla notte perenne, riuscirono a sopravvivere solo poche migliaia di individui. La nostra specie attuale deriva da quei pochi antenati che ebbero la forza o la fortuna di sopravvivere. In pratica potremmo dire che l'umanità fu costretta a ricominciare dall'inizio.”

Lago Toba, vulcano Toba
Il lago Toba, la caldera residuo dell’eruzione del vulcano Toba, avvenuta 70000 anni fa

Eruzioni del genere avvengono in media una volta ogni 50000 anni e potrebbero rappresentare un vero rischio. La più disastrosa catastrofe vulcanica documentata invece fu quella avvenuta 250 milioni di anni fa e che causò l’estinzione di massa del periodo Permiano. Anche in questo caso cito un frammento del mio post sull’argomento:

“La più grande estinzione di massa del pianeta Terra non fu quella, famosa, che 65 milioni di anni fa, alla fine del periodo Cretaceo, determinò la scomparsa dei dinosauri, bensì quella che 250 milioni di anni fa, alla fine del periodo Permiano, vide il nostro pianeta spogliato della quasi totalità delle foreste. In questa grande estinzione scomparvero il 95% delle specie marine e il 70% delle specie terrestri.
Questo fu il risultato di una prolungata attività vulcanica che ebbe come centro l’attuale Siberia. Le eruzioni produssero piogge acide e assottigliarono lo strato di Ozono atmosferico permettendo ai raggi ultravioletti provenienti dal Sole di arrivare sulla superficie terrestre.”

L’attuale eruzione in corso in Islanda è solo un fuoco d’artificio in confronto a quelle antiche catastrofi.

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Come oscilla un pendolo su Giove? (filmato)

In questo filmato possiamo vedere una bella rappresentazione di come cambia il periodo di oscillazione di un pendolo semplice in vari corpi ...