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sabato 25 novembre 2017

Tsunami: Alla scoperta dei segreti della Terra (video)

In questi due video che vi presento è racchiuso un documentario realizzato dall’INGV e che spiega i meccanismi che generano il temibile fenomeno dello Tsunami. Un affascinante viaggio alla scoperta dei segreti della Terra.

Buona visione a tutti.

Prima parte.

Seconda parte.

venerdì 11 novembre 2016

Superluna da record il 14 novembre 2016

Giorno 14 novembre 2016 la Luna si troverà nella fase di Luna piena, ma sarà anche molto vicina al perigeo (il punto della sua orbita di massima vicinanza alla Terra). La sua distanza sarà di 356511 chilometri. Quando avviene che la Luna piena è un concomitanza con il perigeo si parla di “superluna”. Una superluna così “vicina” non si verificava dal 1948 e la prossima volta avverrà solo nel 2034.

Il fenomeno in realtà non è facile da apprezzare ad occhio nudo, ma le dimensioni lunari apparenti saranno del 12% superiori rispetto a quando è alla massima distanza e la sua luminosità sarà del 30% maggiore.

Ciò che si noterà sarà certamente una Luna piena spettacolare, anche perché il nostro satellite naturale si troverà nella costellazione del Toro e si alzerà molto sull’orizzonte e la sua luminosità risalterà facilmente.

In questa immagine, ricavata dal software Stellarium, possiamo vedere il cielo verso Est la sera del 14 novembre 2016, approssimativamente alle ore 20:00, alla latitudine dell’Osservatorio Astrofisico di Serra la Nave (CT).

superluna16nov2016

Saranno molti gli eventi organizzati dai gruppi astrofili in tutta Italia in occasione di questa superluna. Su tutti vi segnalo questo:

http://www.museodellascienza.com/?page_id=26

Presso il Museo della Scienza Ludum (C.da Cubba Misterbianco (Catania) presso parco commerciale Centro Sicilia).

Buona visione della Luna… anzi… della SuperLuna! Smile


mercoledì 20 aprile 2016

Terremoti in Italia nel 2015

In questo filmato, a cura dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, possiamo vedere la sequenza di terremoti avvenuti in Italia nel corso del 2015. Un anno è compresso in un solo minuto. Sulla mappa i cerchietti gialli sono i terremoti di magnitudo inferiore a 2.0, i cerchietti arancione da magnitudo 2.0 a 2.9, i cerchietti rossi da 3.0 a 3.9, i quadrati rossi da 4.0 a 4.8. Si noti che la maggior parte dell’attività sismica (nel 2015 sono avvenuti quasi 15000 terremoti) si concentra in alcune regioni, soprattutto lungo la catena montuosa degli appennini e in Sicilia.


domenica 22 marzo 2015

Che cos’è la materia oscura? (video)

La materia oscura è uno degli argomenti scientifici più stimolanti degli ultimi decenni. Non sempre è facile, a livello divulgativo, spiegare esattamente di cosa si tratta. Spesso è molto facile creare dei fraintendimenti causati dalla necessaria semplificazione usata per spiegare certi argomenti ai “non addetti ai lavori”. Per fortuna si riescono a trovare dei giovani divulgatori che riescono a spiegare cose complicate con parole semplici senza perdere in precisione e rigore.

La materia oscura è uno dei problemi aperti della scienza contemporanea. In questo video il giovane divulgatore Adrian Fartrade spiega molto bene cosa è la materia oscura, come è stata scoperta e quali sono le ipotesi più accreditate che possono spiegare questo affascinante mistero.

Buona visione a tutti.


domenica 11 gennaio 2015

Cometa C/2014 Q2 Lovejoy. Le mie foto.

Nei giorni scorsi ho avuto la fortuna di poter fotografare la cometa protagonista dei nostri cieli in queste settimane. Si tratta della C/2014 Q2 Lovejoy, una cometa che nei giorni scorsi è diventata abbastanza luminosa da essere al limite della visibilità ad occhio nudo. Nelle foto è possibile mettere in evidenza una debole coda. Non si tratta della cometa più spettacolare degli ultimi anni, ma certamente vale la pena cercare di osservarla visualmente o di fotografarla.

Ecco le mie due foto, la prima del 23/12/2014 e la seconda del 07/01/2015.

(cliccare sulla foto per vederla ingrandita)

Telescopi o obiettivi di acquisizione:Celestron CPC-800

Camere di acquisizione: Canon EOS 600D / Rebel T3i

Riduttori di focale: Antares f/6.3 SCT

Software: DeepSkyStackerIrisphotoshop, O'Telescope BackyardEOS

Risoluzione: 4484x2989

Date: 23 dicembre 2014

Pose: 23x30" ISO1600 20C

Integrazione: 0.2 ore

Dark: ~21

Flat: ~11

Dark dei flat: ~21

Bias: ~21

Giorno lunare medio: 1.02 giorni

Fase lunare media: 1.17%

Scala del Cielo Scuro Bortle: 7.00


Telescopi o obiettivi di acquisizione:Celestron CPC-800

Camere di acquisizione: Canon EOS 600D / Rebel T3i

Montature: Celestron HD Pro Wedge

Telescopi o obiettivi di guida: Orion Mini Guidescope

Camere di guida: ZW Optical ASI120MC

Riduttori di focale: Antares f/6.3 SCT

Software: DeepSkyStackerStark Labs PHD GUIDING 1.14.2photoshop, O'Telescope BackyardEOS

Risoluzione: 4962x3197

Date: 07 gennaio 2015

Pose: 25x120" ISO1600 20C

Integrazione: 0.8 ore

Dark: ~11

Flat: ~15

Dark dei flat: ~15

Bias: ~21

Giorno lunare medio: 16.42 giorni

Fase lunare media: 96.92%

Scala del Cielo Scuro Bortle: 7.00


mercoledì 17 settembre 2014

Fulmini nel cielo, 16 settembre 2014 (foto e filmato)

La sera del 16 settembre 2014, verso le ore 21, mi affaccio dal mio balcone orientato in direzione sud e vedo qualcosa che mi impressiona moltissimo. Fulmini spettacolari che illuminano il cielo. Questi fulmini sono davvero frequentissimi e sembrano saettare nel cielo in maniera incontrollata. Subito rientro in casa per prendere treppiede e reflex digitale: non posso perdere di filmare e fotografare un simile spettacolo della natura. Mi devo sbrigare, perché non so se il temporale di sta avvicinando velocemente: già qualche debole tuono si comincia a sentire. Dopo due minuti sono già fuori a fare i primi scatti. Nel frattempo mia moglie guarda su internet la mappa dei fulmini e vede che l’attività elettrica è lontana, sul mare, in direzione di Augusta (CT). Fa impressione che quei fulmini sembrino così colossali dal mio punto di osservazione a Pedara (CT).

Ecco alcune delle foto che sono riuscito a scattare.

Fulmine1

Fulmine2

Fulmine 4 bis

Ed ecco il breve filmato.

Dopo un paio d’ore il fenomeno si è esaurito. Nella mia zona non ha neanche piovuto e i tuoni sono sempre rimasti dei suoni lontani. Per fortuna è rimasto solo un bellissimo spettacolo. Ad Augusta invece c’è stato un vero e proprio nubifragio e sono caduti 17 mm di pioggia.


domenica 17 giugno 2012

Tornado: cosa sono e come si formano?

Come si formano i tornado, i vortici e le trombe d'aria? In questo video un ricercatore del CNR ce lo spiega con alcuni interessanti esempi svolti in studio televisivo. Capiremo in questo modo cosa sono i "vortici forzati", generati da una causa artificiale. Anche nei vortici generati in natura c'è un "motore" che determina la rotazione del fluido (come l'aria) e sono i naturali moti convettivi che  interessano grandi masse d'aria e che sono prodotti dalle differenze di temperatura che ci sono tra le masse d'aria. Potrete vedere anche una meravigliosa macchina che genera i tornado! A dispetto delle apparenze, questa macchina si basa su un esperimento molto semplice che impiega del ghiaccio secco e una ventola di un computer. Ovviamente si tratta solo di un esperimento dimostrativo, ma è un ottimo esempio della genesi di un tornado o di una tromba d'aria.

Bisogna ricordare che la denominazione di tornado e di tromba d'aria non è una classificazione basata su reali differenze, ma è solo una classificazione basata sull'intensità del fenomeno. Anche in Italia si verificano tornado, ma l'intensità è (fortunatamente) molto più bassa rispetto ai fenomeni che si riscontrano nel continente americano che sono veramente pericolosi e distruttivi.

Se volete sapere qualcosa in più su come si formano i tornado e le trombe d'aria non vi resta che guardare il filmato (durata di circa 14 minuti) e scoprire molti dei segreti di questi violenti fenomeni della natura. Buona visione a tutti.

sabato 24 marzo 2012

Una supernova dal balcone di casa (disegno SN 2012aw)

Osservare una supernova è sempre una grande emozione. Riuscire a farlo dal balcone di casa è anche una soddisfazione. Nei giorni scorsi è esplosa una supernova in una galassia luminosa. Si tratta della galassia a spirale barrata M95, visibile nella costellazione del Leone. Questa galassia è abbastanza luminosa da essere ben visibile anche in strumenti amatoriali piccoli, con obiettivo di oltre 80 mm.

La supernova, denominata SN 2012aw, invece non è altrettanto luminosa, essendo stimata di magnitudine 13. Ieri sera (23 marzo 2012) dalle mie parti la serata non era molto limpida e la foschia rendeva difficile vedere ad occhio nudo stelle più deboli della magnitudine 4,5. Mi sono detto: perché non provare lo stesso a scovare questa supernova? E così ho fatto: dopo cena ho montato in balcone il Celestron CPC 800 e ho puntato la galassia M95. Ho realizzato il disegno che vi mostro sotto. La supernova non era facilissima da vedere, nonostante i 250 ingrandimenti, perché la trasparenza del cielo era davvero mediocre. Se avessi avuto il cielo della settimana scorsa! Dopo una decina di minuti di osservazione però riuscivo a vederla subito anche in visione diretta.

Ecco il mio disegno:

Supernova 2012 AW in M95























Ho segnato le magnitudini delle stelle attorno alla galassia. Si noti che M95 è una spirale barrata, ma con un telescopio da 200 mm non mostra i dettagli che si possono vedere con telescopi più grandi o nelle fotografie. Si riesce a vedere solo una macchia lattiginosa con un addensamento centrale.

M95 è una galassia che dista da noi circa 33 milioni di anni luce. Questa supernova quindi è esplosa in realtà 33 milioni di anni fa, quando sulla Terra l'uomo ancora non esisteva e i fenomeni orogenetici stavano innalzando le Alpi. Inoltre bisogna pensare che quella minuscola stellina (la supernova) brilla come 700 milioni di stelle come il Sole, avendo una magnitudine assoluta di circa -17,3. Un bel botto!

Se siete degli astrofili e avete un telescopio con obiettivo di almeno 15 cm non mancate di tentare la visione di questo violento evento cosmico! Buone serate di osservazione a tutti.

sabato 7 gennaio 2012

Cosa sono i calanchi?

I calanchi sono fenditure profonde del terreno provocate dalla forza di erosione dell’acqua. I calanchi sono tipici delle regioni collinari e dei terreni argillosi, si formano lungo i versanti molto ripidi e brulli, dove il terreno è impermeabile e l’acqua che vi scorre sopra finisce per scavarlo.

Anche il clima è un elemento importante per la formazione di calanchi: deve essere caratterizzato da periodi di caldo intenso e secco, alternati a pioggia, con geli nella stagione fredda. Sono diffusi in Italia, soprattutto nell’Appennino emiliano e in Basilicata; i calanchi, da un punto di vista agricolo, sono terreni improduttivi quasi del tutto privi di vegetazione; si cerca di combatterne l’espansione con rimboschimenti, per creare una copertura vegetale che protegga il suolo contrastando l’azione erosiva dell’acqua piovana.

Nell’immagine sotto possiamo vedere un panorama dei calanchi di Bagnoregio, nel Lazio. Come possiamo vedere nella foto, i calanchi si presentano realmente come terreni completamente brulli, soggetti a frane e con scarsa vegetazione.

Calanchi


domenica 28 agosto 2011

Video uragano Irene: la formazione

Come si è formato l'uragano Irene? La risposta è: da una piccola formazione nuvolosa quasi insignificante, come possiamo ben vedere in questo filmato a cura del NOAA. Anche se adesso l'uragano Irene ha perso parte della sua potenza ed è stato declassato al rango di "tempesta tropicale", è sempre interessante osservarne l'evoluzione nel tempo. In un primo momento è solo una perturbazione atmosferica, in seguito sul mare incrementa la sua potenza grazie all'evaporazione dell'acqua del mare, poi si avvicina alle terre emerse in cui "scarica" la sua furia fino ad esaurirsi del tutto.

Nel corso di questa evoluzione gli uragani però creano quasi sempre danni immensi e mietono decine o centinaia di vittime. Gli uragani non sono un'esclusiva del nostro pianeta, ma tempeste simili ad uragani sono stati osservate anche nelle atmosfere di pianeti come Venere, Giove, Saturno, Urano e Nettuno. Nonostante gli studi scientifici effettuati negli ultimi decenni ancora è molto difficile prevedere l'esatta traiettoria che un uragano segue, questo perché, come avviene per la stragrande maggioranza dei fenomeni atmosferici, sono governati dal caos.

Nel filmato potete vedere la formazione dell'uragano Irene. Buona visione a tutti.


sabato 20 agosto 2011

Fulmini slow motion

Fulmini in slow motion. Con le tecnologie più moderne riguardanti i filmati in slow motion è possibile capire molte cose del mondo che ci circonda anche se sono troppo veloci per essere percepite direttamente con i nostri occhi umani. In questo filmato, tratto dalla puntata del 17 agosto 2011 di Superquark, possiamo vedere il mondo in slow motion con alcune delle più belle e spettacolari inquadrature che siano mai state fatte. Persino ciò che crediamo di vedere bene, se visto in slow motion, ci mostra qualcosa che non avevamo mai immaginato. Ad esempio, lo sapevate che le gocce di pioggia si gonfiano come dei palloncini prima di frammentarsi in tante gocce più piccole?
Adesso vi lascio al filmato "fulmini in slow motion" tratto dalla puntata di Superquark del 17 agosto 2011. Buona visione a tutti.

venerdì 12 agosto 2011

Eruzione dell'Etna del 12 agosto 2011 (video e foto)

Eruzione dell'Etna del 12 agosto 2011. Anche oggi 12 agosto 2011 l'Etna da spettacolo! E anche in questo caso sono riuscito a girare un breve filmato e a scattare una foto per farvi vedere la grandezza del pennacchio di cenere che si è innalzato nell'atmosfera! Guardate la foto e il filmato postati sotto. L'ultima eruzione dell'Etna che avevo filmato risale al 30 luglio 2011.

La foto mostra la maestosità del pennacchio di cenere che si è innalzato.



E questo è il filmato:



mercoledì 10 agosto 2011

Tempesta solare in arrivo? Niente paura.

Negli ultimi tempi si parla spesso di tempeste solari e di possibili problemi alle reti di telecomunicazioni. Nei giorni scorsi sono avvenute delle intense eruzioni solari che però non daranno problemi. Le tempeste solari sono un fenomeno normale che fa parte delle oscillazioni undecennali dell'attività solare. Il Sole arriverà al suo massimo di attività nel 2013 e questo massimo dovrebbe essere molto intenso. Le previsioni più "catastrofiste" indicano che l'emissione di radiazioni solari (in questo caso si tratta di particelle elementari cariche elettricamente) non si limiterà a creare meravigliose aurore polari, ma potrebbe mettere in ginocchio la rete di telecomunicazioni in tutto il mondo.



Un fenomeno del genere era già successo nel 1859 e mise fuori uso tutta la rete telegrafica allora esistente nell’emisfero Nord del mondo. Se una cosa del genere accadesse al giorno d'oggi potrebbe avere conseguenze drammatiche. In realtà questa è una "estrapolazione" che non è detto che sia valida, perché gli impianti moderni potrebbero essere più affidabili di quelli del 1859. Intanto c'è qualcuno che dice che i dispositivi GPS e i cellulari potrebbero non funzionare in questi giorni di forte attività solare. Ma sarà vero? C'è davvero, in questo momento, un aumento sensibile di malfunzionamenti di questi dispositivi? Io per il momento non noto alcun problema, e voi?

mercoledì 3 agosto 2011

Il fungo più grande del mondo è stato trovato in Cina

Il fungo più grande del mondo? Ve lo immaginate un fungo largo più di 10 metri e che pesa circa mezza tonnellata? Sembra incredibile, ma un fungo del genere l’hanno trovato ai piedi di un albero in Cina. La larghezza precisa del corpo fruttifero è di 10 metri e 80 centimetri e questo gigantesco fungo ha frantumato il precedente record di un fungo che cresce presso Kew Gardens in Inghilterra (dimensioni 1,5 x 1,33 metri). Il gigantesco fungo in Cina ha un’età stimata che supera i 20 anni. Il suo nome scientifico è Fomitiporia ellipsoidea ed è stato trovato nel 2010 nell’isola di Hainan (Cina).


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venerdì 15 luglio 2011

Fenomeni rari: foto di bolle ghiacciate nell'acqua di un lago

Fenomeni rari? Questa è una foto davvero spettacolare di un fenomeno raro. Si tratta di bolle che sono rimaste congelate poco al di sotto della superficie di un lago. Questa immagine è stata catturata nel periodo invernale in una zona arida delle Montagne Rocciose Canadesi. La temperatura al di sotto di -30 °C e la mancanza di precipitazioni nevose hanno permesso di mantenere la superficie del lago "pulita". Questo ha messo in evidenza le bolle ghiacciate dovute alla risalita di aria dal fondo del lago. Questi fenomeni mostrano come in certi casi la diminuzione di temperatura possa essere repentina in certe zone fredde del nostro pianeta.

domenica 15 maggio 2011

Il Sole di mezzanotte

 

Il Sole di mezzanotte è un fenomeno per il quale il Sole si mantiene al di sopra dell’orizzonte per periodi superiori alle 24 ore. Questo fenomeno avviene nelle zone del Circolo Polare Artico (emisfero Nord) e Antartico (emisfero Sud).

All’equatore le giornate estive hanno la stessa durata di quelle invernali. Più ci si sposta a Nord o a Sud maggiore è la differenza di durata tra giornate di una stagione e dell’altra. Se si va molto a Nord o molto a Sud, si raggiungono zone come la Norvegia, dove d’estate vi sono giorni in cui il Sole non tramonta mai. Chi ha avuto la fortuna di andare in questi territori dell’estremo Nord (o Sud) e ha visto il fenomeno è rimasto affascinato. Il fatto di avere il Sole a mezzanotte e di poter andare in giro senza bisogno di luci artificiali sembra davvero strano.

Sole di mezzanotte

Nella foto sopra possiamo vedere il Sole fotografato a orari diversi. Si nota come esso raggiunga il punto più basso sull’orizzonte proprio in corrispondenza della mezzanotte, per poi risalire di nuovo.


giovedì 7 aprile 2011

La scienza delle bolle di sapone

 

Le bolle di sapone sono da sempre affascinanti e non solo per i bambini che le guardano con stupore. Per gli scienziati e per gli architetti sono forse ancora più interessanti. Le bolle infatti permettono di risolvere complessi problemi matematici che riguardano lo spazio.

La caratteristica fondamentale delle bolle di sapone, o meglio delle lamine saponose, è quella di distribuirsi su delle superfici in modo tale da occupare la minima superficie possibile. Questo perché, caratteristica delle bolle, a parità di superficie esterna, in una sfera il volume è maggiore.

Nel filmato che vi propongo si parla delle bolle di sapone e delle recenti scoperte che le riguardano. Si è potuto stabilire che esiste un interessante legame tra le bolle di sapone e i solidi platonici. Potrete anche sentire un consiglio su come ottenere delle bolle di sapone il più possibile stabili e che quindi durano di più prima di esplodere Occhiolino. Oltre al filmato vi propongo però un link molto interessante: si tratta del sito Capire il mondo attraverso una bolla, da leggere assolutamente se si è affascinati dal mondo delle bolle.

Buona visione.

La scienza delle bolle di sapone


domenica 3 aprile 2011

Che cos’è la clonazione?

 

La clonazione è una tecnica di ingegneria genetica con cui si possono creare copie identiche di cellule, tessuti, organi e anche di organismi interi. Le cellule, i tessuti, gli organi o gli individui che si ottengono con questo processo si chiamano cloni. La clonazione avviene in natura quando alcuni organismi si riproducono asessualmente: i batteri, per esempio, si riproducono per divisione duplicando il loro DNA in due copie perfettamente identiche e producendo quindi cellule figlie geneticamente identiche alla cellula madre.

L'uomo usa tecniche di clonazione artificiale da molto tempo: la talea, per esempio, è una tecnica che consente di ottenere piante identiche a quella che le ha generate. Molto più complicato è ottenere la clonazione di un animale complesso come un mammifero: la nascita del primo mammifero clonato avvenne soltanto nel 1997, quando venne al mondo la pecora Dolly. Dolly non nacque come tutte le altre pecore dall'accoppiamento di una femmina e di un maschio, ma dallo sviluppo di una cellula uovo in cui era stato inserito il DNA di una cellula del corpo di una "pecora-mamma".

pecora Dolly

La pecora che si sviluppò a partire da questa cellula iniziale aveva il patrimonio genetico di un unico genitore, anziché di due come accade normalmente. Prima della clonazione di Dolly il percorso scientifico della clonazione era avvenuto con tappe lunghe e lente: il primo a lavorare in questo campo fu il biologo tedesco Hans Spemann che nel 1938 teorizzò la possibilità di manipolare le cellule per indurle a riprodursi. Fu solo verso la metà del Novecento, tuttavia, che iniziarono i primi esperimenti su embrioni di anfibi, a opera degli scienziati americani, Robert Briggs e Thomas King.

L'avanzamento delle tecniche di ingegneria ha permesso, nei primi anni del XXI secolo, di ottenere la clonazione artificiale di alcune specie di altri mammiferi da allevamento e laboratorio, come topi, maiali e scimmie. La clonazione dell'uomo, tecnicamente possibile, non è stata portata a compimento anche perché gli esperimenti in questo campo sono al centro di violenti dibattiti nell'ambito della bioetica. Attualmente l'interesse è rivolto soprattutto verso la clonazione terapeutica, cioè a ottenere tessuti da cellule staminali da usare per curare alcune malattie. Produrre un tessuto clonando le cellule di una persona può essere molto vantaggioso per esempio in caso di trapianto, perché queste con lo stesso patrimonio genetico non sarebbero soggette al fenomeno del rigetto.


domenica 27 marzo 2011

Tempesta di sabbia in Kuwait (video)

 

Una immensa tempesta di sabbia ha colpito il Kuwait giorno 25 marzo 2011. La tempesta ha oscurato il Sole trasformando il giorno in una notte buia in pochi istanti. In questo filmato possiamo vedere una testimonianza di questo violento fenomeno. Anche l’operatore video è stato inghiottito dalla tempesta nel giro di pochi minuti.

La velocità del vento durante questa tempesta è arrivata fino a 130 Km/h, il fronte della nube di sabbia però si spostava a circa 50 Km/h. Gli aeroporti sono stati chiusi a causa della bassa visibilità. Secondo alcuni rapporti (non confermati) molte persone sono rimaste chiuse nei centri commerciali perché era impossibile mettersi alla guida nelle strade.

Guardate il filmato perché è davvero impressionante.


martedì 15 febbraio 2011

Arcobaleno

 

Pochi fenomeni atmosferici hanno affascinato l’umanità come l’arcobaleno. Prima ancora che qualcuno mi dica che amo distruggere la poesia, lo anticipo e vi fornisco subito una definizione scientifica: l’arcobaleno è un fenomeno ottico dell’atmosfera frequentissimo dopo i temporali, o quando i raggi solari colpiscono goccioline d’acqua finemente disperse nell’aria da cascate o grosse fontane.

Appare come un semicerchio formato da sottili strisce concentriche di diverso colore nell’ordine dello spettro visibile: violetto, indaco, blu, verde, giallo, arancio, rosso. La scomposizione della luce nei colori dell'iride è dovuta a fenomeni di riflessione, rifrazione e diffrazione: i raggi solari attraversano le gocce d'acqua disperse nell'atmosfera e si scompongono come attraverso una lente. Quando la luce penetra all'interno di una goccia si rifrange, mentre sulla parete opposta si riflette, come su uno specchio concavo. Uscendo dalla goccia, il raggio si rifrange nuovamente, ed è proprio la doppia rifrazione a scompone la luce solare bianca nei sette colori dello spettro.

L'intensità e la larghezza delle strisce colorate dipendono dal diametro delle goccioline di acqua. Concentrico ed esterno al primo arcobaleno è spesso osservabile un secondo arco colorato, detto arcobaleno secondario, con colori meno intensi e disposti in ordine inverso (violetto all'esterno).

L'arcobaleno secondario è dovuto a una doppia riflessione. Fu lo scienziato Isaac Newton a darne per primo la prova. Espose a un raggio di sole un prisma di vetro provocando la formazione di un fascio di colori. Dimostrò che la luce bianca è una mescolanza di colori. Le gocce di pioggia agiscono sui raggi del sole come tanti minuscoli prismi.

arcobaleno

Origine della parola arcobaleno.

Certe parole sono talmente graziose che tutti le vogliono e così un gruppo di persone ha fatto quasi a gara per cercare di capire la storia di arcobaleno. Innanzitutto bisogna dire che nel passato l'arcobaleno veniva chiamato, per la sua forma, solo "arco" oppure arco delle stelle, arco della pioggia, arco celeste. A un certo punto compare l'arcobaleno, e per alcuni studiosi quel "baleno" non è nient'altro che il "lampo”. Altri studiosi di parole si oppongono, perché, sostengono, l'arcobaleno non appare né scompare all'improvviso, come fa il lampo. Affascinati più dal mare che dal cielo, essi pensano che il nome nasca da arco e balena, il grosso cetaceo che guizza e si inarca, nel mare, come un arcobaleno. E il francese arc-en-ciel "arco in cielo", l'inglese rainbow "arco di pioggia", lo spagnolo arcoiris "arco dell'iride"? Davvero tanti nomi quanti sono i colori!


Come oscilla un pendolo su Giove? (filmato)

In questo filmato possiamo vedere una bella rappresentazione di come cambia il periodo di oscillazione di un pendolo semplice in vari corpi ...