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giovedì 11 aprile 2013

IKEA Hackers, se volete montare ciò che volete

Vi siete mai dannati sulle istruzioni di montaggio dei mobili IKEA? Sono sicuro di sì. Ma avete mai provato a montare questi mobili totalmente a modo vostro? Per fare una cosa del genere potete consultare il sito IKEA Hackers. Questo sito è in inglese, ma vi fornisce utili suggerimenti per montare i mobili IKEA in modo alternativo, adattandoli alle vostre esigenze, a volte stravolgendo le istruzioni di montaggio, a volte con delle semplici piccole modifiche.

E' un'idea brillante che si basa sul vantaggio che i mobili IKEA sono modulari e quindi con un po' di fantasia si possono adattare ad altre situazioni.

Nell'esempio di questa immagine si può ottenere una libreria con mensola a partire da una semplice cassettiera. Non male come idea!


mercoledì 14 novembre 2012

Gadget: etimologia vera e falsa

Di solito si legge in giro che la parola gadget fu coniata a New York nel 1886, quando il commerciante francese Gaget vendette migliaia di modellini in miniatura della Statua della Libertà ai turisti. Dal nome del commerciante li chiamarono proprio “gadget”.

gadget

Anche se questa è la versione più diffusa, la realtà non è così semplice, e infatti l’origine della parola gadget è piuttosto incerta. Altre fonti citano una derivazione dalla terminologia marinara; dal francese gâchette (grilletto di fucile) o dal francese gagée (piccolo accessorio) o ancora dal francese engager (impegnare, imbarcare) o anche dal termine navale scozzese gadge (un oggetto per misurazioni).

venerdì 12 ottobre 2012

Un criceto sul mare...

Cosa ci fa un criceto sul mare? Non è l'inizio di una barzelletta, ma una bizzarra invenzione di Chris Todd che ha costruito una gigantesca "ruota" come quella in cui corrono i criceti, per navigare dal Galles all'Irlanda. La traversata, della lunghezza di 66 miglia, non è andata a buon fine. A circa metà strada il sul fantastico "Treadalo" ha avuto problemi ed è stato caricato a bordo di una imbarcazione di appoggio.



In ogni caso il trentacinquenne Todd non si è dato per vinto ed ha dichiarato che riproverà ad effettuare la traversata a fine ottobre 2012. Vedremo come andrà a finire. Intanto vediamo in questo video il funzionamento della sua barca a propulsione umana che utilizza una gigantesca "ruota per criceti". Buona visione a tutti del filmato.

lunedì 3 settembre 2012

Odio il pulcino pio

Quanti di voi non hanno mai sentito il tormentone dell'estate? Sì proprio quello: il pulcino pio. Personalmente devo dire che io non l'ho odiato più di tanto, anche perché è stato oggetto di ilarità con mia moglie e i miei amici, tuttavia si devono segnalare alcuni gustosi video che circolano sul pulcino pio. Non c'è dubbio che questo brano sia scemo, ma il suo immeritato successo è innegabile dato che ha suscitato sentimenti così violenti ;-)

Una ragazza è stata picchiata per avere canticchiato il pulcino pio! Ma cosa possono arrivare a fare i numerosi detrattori del pulcino pio? Questo video (che però è tutto da ridere) potrebbe essere una risposta:

Titolo: Io odio il pulcino pio...



Comunque il pulcino pio è già morto schiacciato dal trattore... :-)

domenica 3 giugno 2012

Tipi di turismo

Esistono vari tipi di turismo, tra questi possiamo elencare:

Turismo montano. Caratterizzato dalla bistagionalità, il turismo montano rappresenta un modo di vivere la vacanza a stretto contatto con l’ambiente naturale, sia durante la stagione estiva, effettuando passeggiate, trekking, percorsi in mountain bike, rafting, ecc…, sia durante quella invernale, praticando lo sci e altri sport sulla neve.

Turismo lacuale. I laghi italiani sono una delle mete preferite dai turisti stranieri, in particolare tedeschi, francesi, inglesi e olandesi, che cercano in questi luoghi salute, benessere, relax e riposo. Il turismo lacuale consente di praticare molte attività: oltre a quelle legate agli sport acquatici (vela, windsurf, canoa, ecc…), si possono effettuare escursioni a piedi e a cavallo, trekking e ciclo tour intorno al lago sia in bici da corsa sia in mountain bike.

Turismo termale e di cura. E’ una delle forme più antiche di turismo ed è praticata da coloro che desiderano utilizzare il tempo libero per prendersi cura del proprio corpo, curare alcune patologie o semplicemente per rilassarsi. Le terme sorgono in località che offrono acque con particolari proprietà terapeutiche, le cure maggiormente richieste sono: bagni in acqua solforosa, fanghi, inalazioni, ecc… L’organico del personale di queste strutture deve prevedere, accanto alle classiche figure professionali alberghiere, anche personale medico altamente qualificato.

Turismo di crociera. Grazie ad un’offerta sempre più nuova e diversificata, a prezzi abbastanza concorrenziali e a servizi all’avanguardia, le crociere si stanno sempre più imponendo sul mercato come formula di vacanza che unisce il relax e lo svago alla scoperta di nuove mete da visitare. Gli itinerari proposti dalle compagnie di crociera sono generalmente studiati per alternare i momenti di navigazione, spesso notturni, con escursioni e visite guidate, concentrate specialmente nelle ore diurne.

Altre formule di turismo

Turismo verde. E’ una tipologia di vacanza che unisce il contatto con la natura e con le tradizioni rurali alla genuinità della vita di campagna. Il turista è ospitato prevalentemente in case coloniche ristrutturate (agriturismi e country house), dove può trovare un’atmosfera familiare, cibi genuini prodotti dai contadini e dove può partecipare all’attività dell’azienda agricola e praticare attività sportive legate spesso alla tradizione (bocce, tiro con l’arco, equitazione, tiro al piattello, ecc…).

Turismo religioso. Questo tipo di turista viaggia principalmente per visitare luoghi sacri legati a eventi e personaggi religiosi. Il pellegrino normalmente viaggia in gruppi organizzati da associazioni e non richiede servizi alberghieri di elevato livello, ma accetta molto volentieri ospitalità presso strutture di accoglienza alternative.


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lunedì 7 maggio 2012

WiFi gratuito con la pupù dei cani nei parchi del Messico!

Gli escrementi dei cani spesso danno fastidio quando si cammina per strada o al parco. A parte gli escrementi che lasciano i randagi (che sono già un problema non indifferente), i padroni dei cani spesso non hanno la buona educazione di togliere i “ricordini” che i loro amici a quattro zampe lasciano in giro. In Messico hanno trovato una soluzione simpatica a questo inconveniente: fornire nei parchi un certo numero di minuti di WiFi gratis per ogni certa quantità di escrementi che vengono depositati in un apposito contenitore che li “pesa”.

Non ci credete? Allora guardate questo filmato!

Certo, si tratta di un ottimo incentivo per tenere puliti i parchi e le zone pubbliche dagli escrementi dei cani, ma mi chiedo solo una cosa: se nei contenitori che pesano i “ricordini” dei cani si mettono dei sassi o qualunque altra cosa, i minuti di WiFi gratuito vengono assegnati lo stesso? Lo sappiamo bene che siamo in Messico, ma credo che una trovata del genere in Italia avrebbe avuto davvero vita molto breve. Avremmo trovato un contenitore pieno di qualunque cosa, centinaia di persone a navigare gratis con notebook, cellulari, iPad, palmari, tablet e altro… e un parco ricoperto di cacca di cani!


lunedì 2 aprile 2012

Non mangiare troppa cioccolata

Quando ero bambino sentivo dire che mangiare troppa cioccolata fa male. Io ero convinto che lo dicevano solo per togliere un piacere a noi bambini! Ora invece dicono cose un po’ diverse. Ad esempio si è sentito dire che la cioccolata fa bene al cuore, ma in realtà non è esatto, perché quello che fa bene è una sostanza presente nel cacao puro, come ho scritto tempo fa in questo post: Il cacao fa bene al cuore.

Inoltre dobbiamo sapere che cioccolato ammette anche il plurale, cioè è possibile dire “cioccolati” come ho spiegato alcuni anni fa nel post: Esiste il plurale del cioccolato? E come si fa a resistere a qualcosa che ammette il plurale, anche se non tutti lo sanno? Io ad esempio non resisto affatto. Adesso che si avvicina la Pasqua e quindi ci sono in giro le uova di Pasqua, lo confesso, non resisto.

uovo di Pasqua

Poi si sente dire che la cioccolata fa venire i brufoli, ma io di brufoli non ne ho, nonostante sia goloso di cioccolata. Ultimamente si è letto di non mangiare troppa cioccolata quando si allatta, perché la cioccolata contiene caffeina e potrebbe dare fastidio al bambino allattato.

Per fortuna non devo allattare, quindi posso comprarmi qualche bellissimo uovo di Pasqua, di quelli al cioccolato fondente più nero del “lato oscuro della forza” e me lo posso pappare in santa pace.

Non mangiare troppa cioccolata, anche perché così ne rimane di più per me… Voi non esagerate, così posso esagerare io.

P.S. Se nei prossimi giorni non mi vedete postare nel blog, vuol dire che mi è venuta un’intossicazione


domenica 1 aprile 2012

Parigi di notte

Parigi di notte. Non è difficile riconoscere la città di questa foto. E’ stata scattata il 25 marzo dal grattacielo di Montparnasse che è alto ben 210 metri. Nella foto è facile riconoscere la Tour Eiffel (ne avete sentito parlare…) e Les Invalides (sulla destra) che è uno straordinario complesso architettonico composto da musei, monumenti, chiese, ospedale e casa di riposo per veterani di guerra.

Un panorama molto bello? Certo, Parigi è bella, ma ancora più bello è ciò che si può ammirare in alto nel cielo. Quasi affogati nel chiarore dovuto al forte inquinamento luminoso della metropoli francese, possiamo scorgere (sulla sinistra in alto) tre astri molto luminosi. La Luna è il più basso e il più luminoso dei tre (si nota la sua falce), più in alto il pianeta Giove e ancora più in alto il luminosissimo Venere.

Il forte inquinamento luminoso delle grandi metropoli sparse per il mondo rende quasi impossibile l’osservazione di astri di debole luminosità anche in zone lontane da questi grandi centri abitati. E’ solo perché la Luna, Giove e Venere sono tra gli astri più luminosi del cielo che è stato possibile vederli (e fotografarli) da una grande città come Parigi.

Bisogna pensare che il grande astronomo francese Charles Messier (1730 – 1817), quando ancora non esisteva l’illuminazione elettrica pubblica, da Parigi riusciva a osservare moltissime comete con i telescopi a disposizione all’epoca (molto meno potenti di quelli attuali) e riuscì a compilare i suo famoso catalogo di Messier, dove elencò una serie di oggetti celesti che comprendono quelle che in tempi successivi sono stati classificati come galassie, nebulose ed ammassi stellari. Il primo oggetto del catalogo di Messier, designato con la sigla M1, fu scoperto il 28 agosto 1758 ed è la famosa Nebulosa Granchio, che è stata oggetto di un mio recente post.

Al giorno d’oggi per potere vedere gli oggetti del catalogo di Messier si è costretti ad usare un telescopio in zone di campagna o di montagna. Questo ci fa capire quante meraviglie del cielo ci fa perdere l’inquinamento luminoso.

Parigi di notte


sabato 10 dicembre 2011

Albero di Natale oro

Oggi finalmente ho trovato il tempo di fare l’albero di Natale. Come colore dominante ho scelto l’oro, ma le luci intermittenti ho lasciato quelle multicolori degli anni scorsi. Credo di avere ottenuto un bell’effetto, a parte, ovviamente, la soggettività dei gusti personali Sorriso.

Ecco una foto del mio albero di Natale oro. Spero che vi metta un po’ di allegria Occhiolino.

Albero di Natale oro


giovedì 13 ottobre 2011

Come togliere il calcare

In commercio esistono tanti prodotti contro il calcare, ma con il tempo si rischia di rovinare le superfici su cui vengono utilizzati. Dalla natura vengono alcuni rimedi naturali, economici ed ecologici. Il più noto è l'aceto, che offre un'azione anticalcare efficace, purché non si intervenga su incrostazioni importanti.

aceto

Per agire, occorre utilizzare un panno imbevuto d'aceto e passarlo sulle macchie. Se necessario, conviene collocare sulle parti incrostate (come la base della rubinetteria) delle strisce di stoffa o di carta da cucina imbevute d'aceto e lasciarle agire per un'ora. Per togliere le incrostazioni di calcare dal water, la sera, prima di andare a dormire, versate una bottiglia di aceto rosso caldo e lasciatelo agire tutta la notte.

Al mattino, dopo aver lasciato scorrere a lungo l'acqua, potrete constatare il risultato. Se il problema del calcare riguarda l'interno delle pentole (inconveniente che può capitare soprattutto quando si lascia bollire per troppo tempo l'acqua), un aiuto può venire dal . Un pentolino d'acciaio, immerso nel tè al limone e fatto bollire per pochi minuti, tornerà come nuovo. Bisogna ricordarsi, però, di pulirlo alla fine con una spugna per piatti con la parte abrasiva e sciacquarlo abbondantemente.


martedì 11 ottobre 2011

Eliminare il cattivo odore delle scarpe

Spesso le scarpe dopo un po’ di tempo di uso intenso fanno talmente tanto cattivo odore che viene voglia di buttarle. Ma come si possono profumare le scarpe?

eliminare il cattivo odore delle scarpe

Un profumatore naturale può essere preparato mescolando 3/4 di amido di riso o di mais con 1/4 di bicarbonato di sodio dentro un ampio contenitore. Aggiungere 10 gocce di olio essenziale alla menta e mescolare finché la miscela non diventi abbastanza omogenea.

Il potere assorbente dell’amido e l’azione antibatterica del bicarbonato combinato con il profumo di menta dell’olio essenziale fa di questo preparato un deodorante in polvere veramente efficace.

Per conservarlo, potete usare un barattolo di talco ormai vuoto o, preferibilmente, un contenitore ermetico. Oltre che nelle calzature questo deodorante naturale può essere utilizzato per i piedi dopo un pediluvio rilassante.

Un altro deodorante può essere preparato mescolando 50 g di timo al limone essiccato ridotto in polvere finissima e 50 g di argilla verde ventilata. Il prodotto ottenuto deve essere conservato in un barattolo di vetro asciutto e utilizzato per strofinare i piedi oppure mettendone un po’ all’interno delle scarpe prima di riporle.


venerdì 30 settembre 2011

Nino Frassica e Frate Antonino da Scasazza

Nella primavera del 1985 avevo ancora 16 anni. Sono sempre stato un tipo che ride abbastanza facilmente a volte fino allo sfinimento, ma non mi era mai capitato di sentirmi male dalle risate fino a quelle tarde serate della primavera del 1985. Sto parlando delle risate che mi provocavano i dialoghi televisivi di Nino Frassica.

Frate Antonino da Scasazza

Nino Frassica era una new entry (ora si dice così) della televisione e durante la ormai “mitologica” trasmissione Quelli della Notte (presentata da Renzo Arbore) interpretava un umile frate detto Frate Antonino da Scasazza.

Fu un successo incredibile per il comico Nino Frassica e una rivelazione per i telespettatori italiani. L’umile frate era una continua gaffe di citazioni, di parole, di date, di neologismi surreali. Non era uno stile del tutto originale perché anche Totò e Peppino de Filippo si erano cimentati con la comicità delle gaffe dettate dall’ignoranza, ma non avevano mai approfondito questo filone fino alle estreme conseguenze.

Frassica invece lo fa con un risultato clamoroso. Alcune delle sue frasi sono rimaste nella storia. Per citarne sono alcune: “vi racconto un nanetto”, “il nano più alto del mondo”, “era una notte di caldo glaciale”, “era il 26-27-28-29-30-31 luglio del 1555, lira più lira meno”, “è uguaglio”, “non è bello ciò che è bello, ma che bello, che bello, che bello!”, “i peccati della capitale”, e ce ne sono tantissimi altri.

Ho selezionato questo filmato, tra i tanti che ho trovato su YouTube, per ricordare la comicità davvero straordinaria e totalmente priva di volgarità di Nino Frassica quando interpretava Frate Antonino da Scasazza.

Buona visione a tutti.


domenica 25 settembre 2011

Cos’è l’orienteering

L'orienteering è uno sport che si può praticare individualmente o in squadra e consiste in una competizione su un territorio naturale nel quale si corre seguendo un percorso libero.

Gli atleti devono transitare da alcuni punti di controllo fissi, segnalati da lanterne colorate; l'avvenuto passaggio viene segnato su un apposito cartellino con una punzonatrice o, nelle gare ufficiali, con un chip, un dispositivo elettronico che memorizza il tempo di passaggio dell'atleta.

Per orientarsi gli atleti possono utilizzare una carta topografica (caratterizzata da segni convenzionali utilizzati in tutto il mondo) e una bussola. Vince chi arriva al traguardo nel tempo minore dopo essere transitato presso tutti i punti di controllo.

Spesso nelle gare di orienteering non trionfa l'atleta più veloce, ma colui che ha saputo orientarsi più rapidamente e scegliere il percorso migliore.

Esistono diverse discipline di orienteering:
•    corsa orientamento, a piedi (CO);
•    mountain bike orientamento, in bicicletta (MTBO);
•    sci orientamento, con gli sci da fondo (SCIO);
•    orientamento di precisione, nel quale il punteggio finale dipende dal numero di lanterne di cui si è riconosciuta correttamente la posizione.

A queste discipline si sono aggiunti nel tempo l'orientamento in canoa e l'orientamento a cavallo, che tuttavia rimangono specialità poco diffuse. L'orienteering è uno sport che permette di trascorrere le giornate all'aria aperta e di immergersi nella natura; esso è pertanto sempre più praticato.

Emilio Corona campione di CO

Emiliano Corona, campione di CO; in primo piano, a destra, la lanterna, elemento caratteristico di queste gare.

 

La storia dell'orienteering.

•    L'orienteering è nato in Scandinavia nell'Ottocento come forma di esercitazione militare; come attività sportiva, incominciò a diffondersi negli anni Trenta, ma uscì dai confini della Scandinavia solo all'inizio degli anni Sessanta.
•    Quando la Germania nazista, durante la Seconda guerra mondiale, occupò la Norvegia, Adolf Hitler proibì la pratica dell'orienteering, perché gli atleti norvegesi, con la loro dettagliata conoscenza del territorio, erano di grande aiuto per i gruppi della Resistenza.
•    Nel 1996, per svincolare I’orienteering dall'idea di "sport dei boschi", nacque il Park World Tour, un circuito di gare da svolgersi sul territorio delle città. I grandi orientisti hanno quindi gareggiato in famose città europee come Stoccolma, Budapest, Oslo; in Italia si sono tenute gare a Venezia e Assisi.
•    Il Campionato mondiale di questo sport fino al 2003 si è svolto due volte l'anno, mentre attualmente ha cadenza annuale.
•    Dal 2005 viene organizzato il Mediterranean Open Championship, un circuito itinerante a tappe che prevede gare di orienteering nel bosco. La partecipazione è aperta a tutte le nazionali del mondo, con particolare riferimento a quelle dell'area mediterranea.

 

Che cosa serve per fare orienteering?

La carta è un'immagine rimpicciolita del territorio, in cui si utilizzano segni convenzionali di vari colori per indicare le caratteristiche del terreno (boschi, laghi, zone paludose...) e le costruzioni particolari (case, chiese...). Tutte le carte presentano una scala, che indica quanto la distanza su carta è più piccola di quella reale. Ad esempio, se una carta è in scala 1: 25.000, un centimetro sulla carta corrisponde sul terreno a 25.000 centimetri (250 m).

Per rappresentare le irregolarità della superficie terrestre si usano le curve di livello, che uniscono i punti situati alla stessa altitudine. Più le curve di livello sono vicine tra loro sulla carta, più il terreno è ripido.

La base dell'orienteering consiste nel leggere la carta nella direzione di marcia. La carta va orientata secondo il terreno: questo significa che il Nord geografico deve coincidere con il Nord della carta.

Per determinare il Nord geografico, si usa la bussola, uno strumento che, sfruttando il campo magnetico terrestre, indica sempre il Nord.

 

Carta e bussola da orienteering 

Carta e bussola da orienteering.

 

Un atleta di MTBO

Un atleta di MTBO impegnato in una gara.

 

I simboli utilizzati

Sulla mappa che viene consegnata agli atleti nelle gare di orienteering sono segnalati:

•    la partenza, indicata con un triangolo
simbolo1


•    i punti di controllo predisposti indicati con un cerchietto rosso
simbolo2


•    l'arrivo, segnalato da due cerchi concentrici
simbolo3


Sul terreno i punti di controllo sono segnalati da lanterne di colore arancione e bianco con una sigla di riferimento; normalmente le lanterne sono posizionate in prossimità di oggetti caratteristici rappresentati sulla carta.

Orientazione della bussola


La bussola deve essere disposta in piano e ruotata finché la punta (rossa) dell'ago magnetico non si trova nella "forchetta" nord. Ora, per orientare la carta, quest'ultima deve essere girata finché la direzione dell'ago magnetico non risulta parallela a quella del nord della carta. A questo punto la carta è orientata e la freccia direzionale della bussola indica la direzione d'avanzamento.


lunedì 1 agosto 2011

Prurito intimo: una malattia immaginaria?

Ovviamente il prurito intimo non è affatto una malattia immaginaria, ma avete notato quante pubblicità recenti inneggiano al "prurito intimo"? C'è un incredibile proliferare di questi prodotti che negli spot pubblicitari promettono di risolvere questo fastidio imbarazzante e quasi inconfessabile ;-) Sentiamo la ragazza che dice qualcosa come: "ho un prurito intimo..." e poi c'è sempre la soluzione giusta. Sembra quasi che il prurito vaginale sia uno dei problemi femminili più gravi! Che cosa è la disoccupazione o il precariato femminile in confronto al prurito intimo! Cosa sono le malattie che assillano l'umanità in confronto al prurito vaginale? Nulla, ovviamente...

E così in tv e su internet un esercito di esperti pubblicitari ha studiato una soluzione su misura per tutti (anzi, per tutte...). Si sono inventati un vero e proprio disturbo fantasma e lo hanno fatto diventare un business. Ogni minimo prurito lì sotto ha bisogno di un prodotto specifico per essere curato. Non cercate la causa del prurito (che potrebbe anche essere abbastanza seria...) usate il prodotto, e via! Ma adesso vediamo di sdrammatizzare questa situazione di prurito intimo e ci guardiamo questa parodia di un possibile spot pubblicitario sul problema più grave delle donne ;-). Buona visione a tutti.

domenica 29 maggio 2011

Origami istruzioni video

 

L’arte giapponese dell’origami ebbe origine nel diciassettesimo secolo ma si è trasformato con il passare del tempo in una forma di arte moderna. La parola origami significa piegare la carta. L’origami infatti è l’arte di trasformare un foglio di carta in una vera e propria “scultura” piegandolo con magistrali tecniche. E ammirando le immagini e i filmati di questo post vedremo che ne vengono fuori delle sculture davvero stupende e in qualche modo stupefacenti.

Una curiosità: nonostante esista una carta creata specificatamente per l’origami, qualsiasi tipo di carta è utile per creare un origami.

Per tutti coloro che non hanno familiarità con le tecniche dell’origami, i seguenti filmati potrebbero essere utili per imparare alcune tecniche di base.


Come fare un pinguino origami (istruzioni)

 

Eccone uno un po’ più difficile da creare Occhiolino


Come fare una tazzina origami (istruzioni)

 

Ed ecco una tazzina origami molto più complicata.


Come fare la classica barchetta di carta origami (istruzioni)

 

Questa barchetta di carta invece l’ha fatta un vero artista Sorriso


Come fare un gatto origami (istruzioni)

 

Questo gatto origami è certamente più complicato da realizzare.


Come fare una rana origami (istruzioni)

 

Questa rana origami è molto più artistica.


sabato 30 aprile 2011

Cosa guarda un uomo in una donna?

 

Per molti(e) quella del titolo è una domanda oziosa. Ma se si vuole procedere scientificamente occorre attenersi alle statistiche! Per questo motivo ho trovato questo grafico molto interessante che mostra cosa guarda un uomo quando incontra una donna. Non c’è dubbio, osservando il grafico, che l’intelligenza non è molto ammirata, mentre la personalità colpisce certamente molto di più. Ma sono altre le caratteristiche che vanno per la maggiore e secondo me tra queste c’è sicuramente l’aspetto fisico. Quindi niente di nuovo sotto il sole…

La superficialità dei maschi ne esce confermata, in definitiva.

Se il grafico vi sembra strano non vi preoccupate, siete voi che avete le traveggole Sorriso


giovedì 21 aprile 2011

Sono stato all’IKEA di Catania

 

Alcuni giorni fa, era esattamente un giovedì, sono stato per la prima volta all’IKEA di Catania. Dopo l’apertura, avvenuta il 9 marzo 2011, ancora non avevo avuto la possibilità di recarmi in questo nuovo grande negozio emblema della “svedesità” importata in tutto il mondo Occhiolino

IKEA

Dopo avere dedicato già alcuni articoli (e non tutti positivi) riguardo all’IKEA di Catania, non potevo non andare a fare un sopralluogo personalmente. Così insieme a mia moglie, a bordo della mia fidatissima utilitaria, partendo da casa arriviamo all’IKEA dopo un rapido (ma non troppo) percorso in tangenziale durato poco meno di mezz’ora.

Siamo arrivati verso le 9:30 ed ho scoperto che il negozio vero e proprio apre alle 10:00. Colpa mia, lo sapevo, ma l’avevo dimenticato e prima di partire non avevo controllato l’orario di apertura da questo stesso blog o dal sito ufficiale dell’IKEA.

Poco male, trovo il grande parcheggio (con pensiline dotate di pannelli solari) quasi vuoto e così ci avviamo all’ingresso. Una voce avverte che al bar verranno offerti biscotti tipici “svedesi”, caffè e succhi di frutta. Il tutto gratis, ovviamente Occhiolino

Dopo avere fatto incetta di biscotti (davvero buoni), attendiamo per qualche minuto l’apertura. Non c’è una folla fastidiosa e abbiamo il tempo di prendere il carrellino e una grande busta gialla per contenere tutto ciò che si vuole acquistare. La prima cosa che abbiamo notato, io e mia moglie, è il tipo di clientela. Sembravano tutte persone di cultura medio-alta e mai troppo giovani. Ovviamente questo nostro giudizio è del tutto soggettivo ed è basato solo sull’aspetto esteriore delle persone che si vedevano girare per il negozio, quindi va preso come “pura impressione”.

Dopo avere fatto un largo (e lungo) giro tra gli immensi locali ed avere visto un po’ di tutto (e dopo avere stampato la carta IKEA family direttamente da una stampante apposita) si sente ancora una voce che avverte che, essendo giovedì, tutto ciò che viene ordinato al ristorante verrà scalato dal conto finale se si supera una spesa di 50 euro. Quale migliore occasione! Occhiolino La cassettiera che abbiamo scelto io e mia moglie ha un prezzo di 80 euro. In pratica possiamo mangiare gratis Occhiolino. Nessuno può resistere ad un’occasione simile.

Quindi ci rechiamo al ristorante e al self service scegliamo qualcosa che ci piace. Si mangia bene, anche se ovviamente non è un ristorante di lusso. Diciamo che è come trovarsi in un ottimo autogrill di dimensioni colossali Sorriso e con qualche specialità svedese.

Dopo avere mangiato torniamo ai nostri acquisti e stanchi della lunga camminata andiamo al self service per prelevare la cassettiera che avevano scelto. Tutte le scatole che contengono i kit di montaggio dei mobili si trovano sistemate su enormi scaffali numerati e sono i clienti stessi che le prelevano con i carrelli. Ovviamente se si tratta di mobili piccoli, per quelli grandi si deve chiamare il personale.

A questo punto le casse ci aspettano per pagare il conto e dopo questa lunga mattinata ce ne torniamo a casa. Ma appena arrivati a casa c’è l’ultimo scoglio da superare: il MONTAGGIO! Sorriso

Devo dire che non è stato difficile, in due ci abbiamo messo circa un’oretta per montare una cassettiera con quattro cassetti. Qualcuno ci avrebbe molto messo molto meno, ma noi siamo lenti Occhiolino

La qualità del mobile non è straordinaria (per niente migliore di altri prodotti di aziende come Conforama, ad esempio), ma il design è davvero notevole. Qualità sufficiente, ma estetica ottima.

In definitiva ci è sembrata un’esperienza soddisfacente che consiglio di fare a chi non c’è ancora andato. Soprattutto in questo periodo in cui non c’è più la folla stratosferica dei giorni dell’inaugurazione.


martedì 19 aprile 2011

Come costruire un robot spazzolino!

 

Costruire un robot è un’impresa esclusiva di grandi centri di ricerca, di grandi industrie o degli “scienziati pazzi” dei film di fantascienza? Niente affatto! Costruire un piccolo robot non è una cosa così difficile, come possiamo vedere in questo breve filmato, purché siamo disposti ad accontentarci di qualcosa di molto “modesto”.

Basta il vibratore di un cellulare vecchio, una pila e la testa di uno spazzolino. Ovviamente in questo modo non otterremo una “intelligenza artificiale”, ma un simpatico robot (o quasi) che è in grado di scorrazzare in qualsiasi superficie liscia con dei bordi che siano in grado di farlo rimbalzare per tornare indietro. Niente di speciale, quindi, ma è una cosa abbastanza divertente, quindi se si ha un po’ di tempo da perdere e si possiede un vecchio cellulare che non si usa più, perché non provare?

Per estrarre il vibratore del cellulare occorre estrarre la batteria e poi smontare la struttura che protegge i vari chip, possibilmente forzandola con un cacciavite. Tra i vari chip ci sarà anche il dispositivo per la vibrazione del cellulare. In questa operazione, oltre a cercare di non farsi male, occorre stare attenti a non spezzare i contatti in rame del dispositivo, perché saranno quelli che devono fare contatto con la pila.

Adesso vi lascio al filmato su come costruire un robot spazzolino.

Buona visione.

Come costruire un robot spazzolino


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domenica 27 marzo 2011

L’isola senza tempo, anzi, con due orari diversi!

 

Lo sapevate che la piccola isola di Märket (di soli 300 metri) nel Mar Baltico appartiene sia alla Svezia che alla Finlandia? Fin qui nulla di strano, però il problema sorge quando ci accorgiamo che Svezia e Finlandia appartengono a diversi fusi orari. Quindi nell’isola ci sono due orari diversi!

La cosa più curiosa, però, è che quando la Finlandia costruì un faro lo poté fare nella parte dell’isola appartenente alla Svezia, cosicché nel 1981 la linea di confine dei fusi orari fu modificata in modo tale che il faro cadesse nella zona del fuso orario della Finlandia, assicurando però una equa divisione della superficie dell’isola.

Nella foto sotto possiamo vedere questa curiosa situazione.

L'isola con due orari

Potremmo dire che Märket è l’isola senza tempo, anzi, l’isola con due orari diversi! Pensate a qualcuno che esce dal faro e si dirige verso quella barca. Dovrà regolare l’orologio? ;-)


martedì 22 marzo 2011

Eolo

 

Eolo è il dio dei venti nella mitologia greca e figlio di Poseidone, vive nell'isola di Lipari, nelle Eolie, con i sei figli e le sei figlie godendo di perenni feste. La sua prerogativa è quella di governare i venti, eccitandoli o frenandoli a sua volontà. In un episodio dell'Odissea, Ulisse approda all'isola di Eolo, che lo accoglie amichevolmente e lo ospita per un mese. Al momento della sua partenza gli consegna un otre dove stavano rinchiusi tutti i venti, fuorché quello che doveva portare direttamente Ulisse a Itaca. ma i compagni di Ulisse, mentre lui dorme, pensando che l'otre fosse pieno di vino lo aprono, scatenando una tempesta che riporta la nave alle isole Eolie. Ma Eolo, indovinando che Ulisse, a causa dei guai che gli capitano, sia vittima della collera di qualche Dio, non vuole più avere nulla a che fare con lui e lo caccia via.

Da Eolo deriva l’aggettivo “eolico” che riguarda tutto ciò che deriva dall’azione del vento (energia eolica, erosione eolica, ecc…).


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