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mercoledì 29 marzo 2017

Il dimetrodonte non è un dinosauro (video)

Conoscete il dimetrodonte? Sì proprio quell’essere preistorico che ha questo aspetto (probabilmente lo avete già visto nei libri tante volte):

Ebbene, questo non è un dinosauro. Anzi, se vogliamo proprio dirla tutta, è una delle specie che ha dato inizio all’evoluzione dei mammiferi. A cosa serviva quella vistosa cresta? E’ un primo tentativo della natura di attuare un meccanismo di termoregolazione, cioè di mantenere costante la temperatura corporea per tutta la giornata. Questo meccanismo si è evoluto fino ad arrivare ai mammiferi che hanno una termoregolazione completamente interna.

Straordinario vero?

In questo breve video (in inglese, ma è facile da capire lo stesso), si spiega come gli esseri viventi sono classificati in base al loro aspetto ma anche in base alla loro origine. In questa classificazione ci aiutano i resti fossili e anche l’analisi del DNA. In questo modo è possibile ricostruire (faticosamente) la linea evolutiva e la catena di discendenze. In questo modo si capisce che gli uccelli sono più simili ai dinosauri di quanto lo fosse il dimetrodonte.

Buona visione a tutti.


lunedì 10 ottobre 2016

La classificazione degli esseri viventi

La grande varietà di esseri viventi ha portato l'uomo, fin dall'antichità, alla necessità di classificare gli esseri viventi secondo criteri ben precisi e oggettivi, che fossero validi cioè per tutti.

Questa non è stata un'operazione facile, tanto che è nata un'apposita branca della biologia, la Sistematica, il cui compito è quello di dare la corretta classificazione di tutti gli esseri viventi secondo criteri significativi e oggettivi, detti caratteri-chiave.

La prima classificazione scientifica si deve al naturalista svedese Carlo Linneo (1707-1778) che nel 1758 nella sua opera, Systema naturae, dove dava una classificazione delle oltre 4000 specie animali e 10000 specie vegetali allora conosciute, introduce i criteri di classificazione ancora oggi adottati dalla comunità scientifica: il concetto di specie, la classificazione per categorie sistematiche e la nomenclatura binomia.

(Carlo Linneo)

Le categorie sistematiche

La moderna classificazione degli esseri viventi si rifà proprio a quella di Linneo e si basa su sette tipi di raggruppamenti, detti categorie sistematiche, che sono: specie, genere, famiglia, ordine, classe, phylum, regno. Queste sono le definizioni:

Specie: gruppo di organismi che hanno in comune molti caratteri e che, accoppiandosi, danno vita a esseri simili e fecondi, cioè in grado di riprodursi.

Genere: gruppo che comprende specie affini tra loro che, in caso di accoppiamento, possono avere prole ma non feconda.

Famiglia: gruppo che comprende più generi diversi con delle caratteristiche comuni.

Ordine: gruppo che comprende più famiglie con qualche caratteristica che le accomuna.

Classe: gruppo che abbraccia più ordini che presentano una qualche caratteristica comune.

Phylum (tipo in zoologia e divisione in botanica): gruppo che abbraccia più classi tra loro affini.

Regno: il gruppo più vasto che comprende tipi molto diversi tra loro aventi in comune solo alcune caratteristiche molto generali.

categorie sistematiche

 

Il concetto di specie

Queste categorie sistematiche partono dalla specie che è il concetto chiave su cui si basa tutta la classificazione.

La specie è la categoria che comprende tutti gli individui con caratteristiche simili che, riproducendosi, generano figli simili e fecondi, in grado cioè di riprodursi a loro volta.

Generare figli fecondi è la condizione che segna il confine tra una specie e l'altra.

Ad esempio cavalli e asini non appartengono alla stessa specie, in natura essi si accoppiano, ma dalla loro unione nasce il mulo o il bardotto, esseri ibridi (ne cavallo né asino) non in grado di riprodursi.

Cavalla e asino –> mulo

Cavallo e asina –> bardotto

Il mulo e il bardotto sono sterili, quindi non esiste la specie mulo (o bardotto).

 

La nomenclatura binomia

Arrivando alla specie siamo di fronte a organismi ai quali bisogna dare un nome ben preciso e universale (adottato cioè da tutti) che li contraddistingua tra loro come specie all'interno della categoria più ampia, il genere, a cui appartengono.

Fu Linneo a individuare nella nomenclatura binomia il nome convenzionale, detto nome scientifico, da attribuire a ciascun organismo e quindi a ciascuna specie. A ogni organismo, secondo tale nomenclatura, è associata una coppia di nomi in latino. Il primo di questi nomi, scritto con l'iniziale maiuscola, indica il genere, il secondo, scritto a lettere minuscole, indica la specie.


venerdì 29 novembre 2013

L'organismo più grande sulla Terra

La balenottera azzurra (Balaenoptera Musculus) è l'animale più grande sulla Terra. Può arrivare a pesare fino a 150 tonnellate. In questo modo è molto più grande di qualsiasi dinosauro. Ma la balenottera azzurra in realtà potrebbe non essere il più grande essere vivente. Bisogna vedere che cosa si intende con il termine "più grande". Il più alto potrebbe essere la sequoia "Hyperion" (Sequoia sempervirens). Con i suoi 115 metri di altezza, supera la statua della Libertà (alta 93 metri). Il record dell'organismo più esteso spetta invece ad un fungo che copre una superficie di 2385 acri nella foresta nazionale dell'Oregon.

Esistono anche molti altri record nel campo degli esseri viventi. Guardate questo video e vi stupirete delle meraviglie del mondo vivente.

Buona visione a tutti.

lunedì 18 novembre 2013

Salva la sperimentazione animale!

Perché bisogna salvare la sperimentazione animale? C'è un motivo valido per farlo? Io ho già aderito a questo appello, perché credo che sia molto importante. Cito dall'account di YouTube di (LeFou!):

"La ricerca per ora ha bisogno della Sperimentazione Animale. Serve per salvare e migliorare la vita delle persone e degli animali. Non ci sono veri metodi alternativi, bensì metodi complementari che si usano (perché costano meno). Hanno messo in palio premi in denaro per verificare l'esistenza di metodi alternativi, ma nessuno ha presentato nulla. Quindi non si può ancora verificare la tossicità di un farmaco, o il funzionamento di un defibrillatore, o l'efficacia di un semplice antibiotico su un essere vivente senza utilizzare esseri viventi. Converrebbe agli animali ma anche alle case farmaceutiche ed ai laboratori di ricerca perché costa meno, ma per ora non si può. L'alternativa personale coerente sarebbe non mangiare carne (né pesce), non vaccinarsi, non assumere alcun genere di farmaco, non usare defibrillatori o pacemaker, non vaccinare i propri animali domestici, non derattizzare eccetera. Vi parleranno di VIVISEZIONE (che non è Sperimentazione Animale), accosteranno alla sperimentazione foto di scimmie incatenate (anche se sono foto che non c'entrano niente), vi mentiranno. E si faranno aiutare da aziende di CIBO PER ANIMALI, che ritengono un crimine utilizzare un ratto per verificare la tossicità di un farmaco ma ritengono amorevole uccidere e tritare altri animali per il proprio business."

Per firmare allo scopo di salvare la sperimentazione animale, andate qui: http://www.salvalasperimentazioneanimale.it/

Ecco il filmato dell'appello:



Se volete vedere come funziona veramente la sperimentazione animale, guardate il seguente filmato (in inglese):

mercoledì 10 ottobre 2012

La storia delle conchiglie

Il tipo molluschi raggruppa 130000 specie dall'enorme variabilità di forme, tale da essere rappresentata da organismi diversi da loro come la patella  e la seppia. I più conosciuti sono quelli dotati di un rivestimento esterno di natura calcarea, la conchiglia. Sin dall'antichità, l'uomo fu talmente attratto da queste forme che esse costituirono oggetto di venerazione. Nella mitologia si possono leggere motivi ricorrenti che vi fanno riferimento: Afrodite, dea dell'amore e della bellezza, nasce emergendo dalle onde del mare appoggiata su una conchiglia. Per le forme eleganti, le conchiglie giocarono un ruolo importante nel campo delle soluzioni decorative, nella pittura, nella scultura e anche nell'architettura. Nel Rinascimento ne sono esempio "La nascita di Venere" di Botticelli, che dipinse una personale interpretazione della conchiglia Pecten come piano d'appoggio della dea, e la "Casa delle Conchiglie" a Salamanca in Spagna, dove le finestre e la porta principale sono incorniciate da una decorazione fittissima di conchiglie.

Un esempio di varietà di forme delle conchiglie.


Proseguendo nel tempo, un'epoca, il rococò, trae addirittura il nome dal francese "rocaille" che designava un particolare tipo di decorazione a conchiglie e a pietre. Nel XIX secolo, in seguito ai viaggi e alle nuove scoperte, le conchiglie assunsero un importante ruolo nel campo del collezionismo. In un certo senso questa tendenza fu iniziata in Gran Bretagna da Giorgio IV che fece edificare il Padiglione delle conchiglie a Brighton. Le conchiglie, per le loro forme e varietà così diverse, sono sempre state quindi motivo d'interesse da parte dell'uomo. Attualmente, pur avendo perso ogni valore mistico e ogni significato nella ricerca stilistica, nei musei di storia naturale stimolano ancora l'interesse del pubblico. Oggi il commercio di conchiglie è in una fase di notevole sviluppo dovuto alla facilità con cui si possono reperire sul mercato (oggi ancora di più grazie ad internet), anche le più rare e belle; ovviamente per gli esemplari piuttosto rari, esistono ancora dei vincoli, dovuto all'alto valore commerciale e alle protezioni contro la pesca indiscriminata.

martedì 9 ottobre 2012

Molluschi velenosi

Tra le varietà di animali rappresentate dai molluschi ne esistono alcune munite di apparato velenifero: i Conidi (Gasteropodi) e i polpi (Cefalopodi). I primi sono diffusi soprattutto nella regione indo-pacifica; i loro morsi procurano fitte dolorose e cui sintomi iniziali sono: ischemia localizzata (mancanza di sangue nella zona colpita), cianosi (colorazione bluastra della zona colpita), insensibilità della zona circostante la ferita, bruciore pungente. Nei casi più gravi  l'insensibilità può diffondersi in tutto il corpo ed essere accompagnata da paralisi, da stato comatoso cui fa seguito la morte per insufficienza cardiaca.

Un esemplare di Conus Geographus, considerato uno dei più velenosi del suo genere.


I secondi, cioè il polpi e specialmente quelli di piccole dimensioni, appartengono al genere Octopus. E' stata descritta accuratamente una serie di casi accaduti in Australia quando Octopus Maculatus causò molti incidenti. Il suo morso lascia due piccole ferite determinate dalle mascelle. La prima sensazione è di bruciore e di prurito, cui può seguire emorragia. Nella zona circostante la ferita possono apparire: edema (cioè un gonfiore determinato da afflusso di sangue), rossore ed infiammazione. Tra i sintomi si possono elencare anche: arsura, difficoltà di deglutizione, vomito, perdita del controllo muscolare, difficoltà nella respirazione e impossibilità di parlare. Nei casi più gravi può sopraggiungere la morte. Di fatto non esistono antidodi specifici.

Octopus Maculatus

lunedì 24 settembre 2012

Cosa sono i bivalvi?

I Bivalvi (detti anche Lamellibranchi o Pelecipodi) sono tra i molluschi più specializzati. Ciò è dovuto alla risposta adattativa dell'ambiente in cui vivono e che in genere è costituito da fondi sabbiosi o fangosi o da rocce tenere di natura calcarea.

Alcuni molluschi bivalvi nel loro habitat roccioso.

Il corpo, a simmetria bilaterale e compresso lateralmente, è coperto dal mantello che si diparte dal dorso suddividendosi in in due lembi che possono essere uniti in parte o totalmente lungo l'asse ventrale. Il mantello secerne una conchiglia divisa in due valve generalmente uguali, di forma tonda o allungata od ovale, poste l'una a destra e l'altra a sinistra del corpo, che hanno la funzione di proteggerlo racchiudendolo totalmente. Ciò non ha validità generale: in alcune specie le dimensioni della conchiglia sono così ridotte da lasciare in parte il corpo scoperto.

Questo presenta capo indistinto, una massa di visceri addossata dorsalmente, il piede forgiato a scure (da cui il nome Pelecipodi) di cui l'animale si serve soprattutto per saltare o per solcare il fango o la sabbia. Talvolta il piede è assente, come nei generi Mytilus e Pinna, che vivono fissati ad un substrato: in questi casi l'ancoraggio è garantito da una sostanza filamentosa, proteica (bisso), che solidifica a contatto con l'acqua ed è prodotta da una speciale ghiandola.

Alcuni esemplari di Mylilus Edulis attaccati al substrato attraverso il bisso.

La respirazione avviene tramite branchie laminari (da cui il nome di Lamellibranchi) che cooperano nell'assunzione dell'alimento sovente formato da particelle sospese nell'acqua. Il sistema circolatorio è costituito dal cuore formato da due atrii, un ventricolo ed una serie di vasi. La maggior parte delle specie è ermafrodita.

venerdì 15 giugno 2012

Punture di insetti: come comportarsi?

Le punture di insetti in questa stagione possono provocare fastidi, ma anche reazioni allergiche e addirittura shock anafilattico. Cosa deve sapere una persona che ha già delle allergie? Con l'arrivo della bella stagione, arriva anche la voglia di stare all'aria aperta. Attenzione però, perché, sia in città che in campagna, stando all'aperto meno coperti, si moltiplicano le possibilità di essere punti da api, vespe, calabroni. Si tratta di punture di insetti che non devono mai essere sottovalutate.

Alcuni insetti pungono per succhiare il sangue, come ad esempio le zanzare o le zecche, altri invece iniettano un veleno, come gli imenotteri, che sono le api, le vespe, i calabroni, e possono lasciare anche il pungiglione, che può essere molto fastidioso.

Gli insetti che pungono per succhiare il sangue iniettano delle sostanze che evitano la coagulazione del sangue e producono così una reazione infiammatoria e in casi rari anche una reazione di tipo allergico. Questa reazione allergica può essere locale, e si manifesta con arrossamento, gonfiore e prurito, ma in casi gravi può dare anche orticaria e in casi rarissimi addirittura uno shock anafilattico.

Pungiglione di insetto


In Italia sono circa 2 milioni le persone allergiche alle punture di insetti. Ecco allora qualche consiglio nel caso vi capiti di subire l'attacco di un insetto.

1) Bisogna applicare o del ghiaccio, se è disponibile, o dell'acqua fresca, ma soprattutto una crema cortisonica, che evita l'infiammazione ed evita anche lo stimolo a grattarsi. In alcuni soggetti particolarmente predisposti, dopo le punture di insetti, soprattutto multiple, si può verificare una dermatite e soprattutto nei bambini queste forme di dermatiti da punture di insetti possono essere molto fastidiose.

2) Attenti agli animali che vivono all'aperto. In particolare sono pericolose le punture delle zecche che si nascondono nel pelo dei cani. Il pericolo consiste nel fatto che la zecca rimane aderente e non bisogna staccarla subito con le mani o la pinzetta. In questi casi conviene applicare sopra o della vaselina (o qualunque unguento) per soffocare l'insetto che respira attraverso degli stomi. In seguito si può estrarre l'insetto per intero.

3) Gambe, braccia e collo sono le parti del corpo preferite dagli insetti, specialmente dalle zanzare perché in estate sono scoperte. E' consigliabile allora proteggerle con indumenti di colore chiaro. Poiché le zanzare sono attirate dall'odore che emana la pelle, si può prevenire l'attacco delle zanzare applicando degli spray repellenti. Le punture delle zanzare sono molto fastidiose, bisogna sempre applicare una crema cortisonica perché previene l'infiammazione ed evita l'insorgenza di dermatiti che portano insopportabili pruriti.

lunedì 7 maggio 2012

WiFi gratuito con la pupù dei cani nei parchi del Messico!

Gli escrementi dei cani spesso danno fastidio quando si cammina per strada o al parco. A parte gli escrementi che lasciano i randagi (che sono già un problema non indifferente), i padroni dei cani spesso non hanno la buona educazione di togliere i “ricordini” che i loro amici a quattro zampe lasciano in giro. In Messico hanno trovato una soluzione simpatica a questo inconveniente: fornire nei parchi un certo numero di minuti di WiFi gratis per ogni certa quantità di escrementi che vengono depositati in un apposito contenitore che li “pesa”.

Non ci credete? Allora guardate questo filmato!

Certo, si tratta di un ottimo incentivo per tenere puliti i parchi e le zone pubbliche dagli escrementi dei cani, ma mi chiedo solo una cosa: se nei contenitori che pesano i “ricordini” dei cani si mettono dei sassi o qualunque altra cosa, i minuti di WiFi gratuito vengono assegnati lo stesso? Lo sappiamo bene che siamo in Messico, ma credo che una trovata del genere in Italia avrebbe avuto davvero vita molto breve. Avremmo trovato un contenitore pieno di qualunque cosa, centinaia di persone a navigare gratis con notebook, cellulari, iPad, palmari, tablet e altro… e un parco ricoperto di cacca di cani!


sabato 5 novembre 2011

La malmignatta: la vedova nera mediterranea

In questo post vi faccio notare una cosa interessante che personalmente ignoravo del tutto, e cioè che anche in Italia esistono ragni pericolosi! In passato si credeva che la tarantola fosse un animale molto pericoloso. Si pensava che il suo morso inducesse un tale dolore da costringere la vittima a lanciarsi in una danza forsennata fino all’esaurimento delle forze. Nel medioevo addirittura si diffuse una danza nota come “tarantella” proprio in onore della presunta pericolosità della tarantola. In realtà la pessima fama della tarantola è immeritata, il suo morso infatti non è pericoloso e provoca solo un dolore passeggero.

malmignatta

Il vero animale pericoloso quindi non è la tarantola, ma un ragno che vive nelle zone del centro e del sud dell’Italia. Si tratta della malmignatta  (Latrodectus tredecimguttatus), chiamata anche “la vedova nera mediterranea” (o europea). La malmignatta ha un aspetto inconfondibile: sul suo addome nero si vedono distintamente 13 macchie rosse, da cui deriva il suo nome scientifico.

La cosa particolare è che la malmignatta tesse la sua tela tra i sassi per catturare insetti che si muovono anche sul terreno, come le cavallette. Sono dopo avere accuratamente attorcigliato la vittima con la tela la malmignatta usa il suo potente veleno.

Il suo morso può essere un pericolo per l’uomo. Nel veleno di questo ragno è presente una tossina che è in grado di agire sul sistema nervoso. I principali effetti del morso sono: difficoltà respiratorie, allucinazioni, sudorazione eccessiva e dolori addominali lancinanti.

Nel seguente filmato possiamo vedere un servizio televisivo dedicato alla malmignatta. Buona visione a tutti.


giovedì 27 ottobre 2011

Il granchio di Halloween

In questo breve filmato si parla del granchio arlecchino, detto anche granchio di Halloween. Il tipico comportamento di questi granchi, che vivono nelle isole dell'oceano Pacifico, è di effettuare grandi migrazioni di massa dal mare alla terraferma. Vi sarà certamente capitato di vedere alcuni filmati che mostrano invasioni di granchi che attraversano le strade bloccando il traffico. Ecco, si tratta proprio del granchio arlecchino durante le sue "catastrofiche" migrazioni.

E' una specie terrestre è va in acqua solo per la riproduzione. Per saperne di più potete vedere questo filmato tratto dalla trasmissione televisiva Cose dell'altro Geo (RAI 3). Buona visione a tutti.

giovedì 20 ottobre 2011

Qual è il mammifero più piccolo del mondo?

I più piccoli mammiferi del mondo sono il mustiolo (Suncus Etruscus), simile ad un toporagno e lungo 6-7 centimetri (coda inclusa), e il pipistrello calabrone (Craseonycteris thonglongyai) che vive in Thailandia e in Birmania, lungo solo 3,5 centimetri. In entrambi i casi il peso è di circa 2 grammi. Il mustiolo invece vive in Europa meridionale, Asia occidentale e meridionale e Africa centro-settentrionale.

Un’immagine che mostra un mustiolo. Si noti il confronto con la mano di un uomo.

mustiolo

 

In questa immagine invece possiamo vedere un pipistrello calabrone. Si noti anche in questo caso il confronto con le dimensioni di una mano.


domenica 9 ottobre 2011

Pesci velenosi

I più noti pesci velenosi appartengono alla famiglia degli Scorpenidi: hanno tutti lunghissime spine associate a ghiandole velenifere ed eccezionali capacità mimetiche che li rendono molto pericolosi. Il pesce leone, il pesce scorpione e il pesce pietra vivono nelle acque tropicali, anche nei bassi fondali rocciosi della barriera corallina. Le loro punture possono essere mortali perché la tossina che producono è un potente veleno (quello del pesce pietra è perfino più potente di quello del cobra) che procura nelle vittime un dolore lancinante agendo sul sistema nervoso. Non sono aggressivi e se ne stanno pigramente adagiati sul fondo, in attesa di una preda; nessun altro abitante del mare li disturba riconoscendo, dai colori sgargianti, la loro pericolosità. Solo i pesci leone, più vanitosi, sfoggiano il loro vistoso aspetto "piumato", nuotando leggiadri e lasciandosi ammirare dai sub. Alcuni raiformi, come i trigoni a macchie blu, le pastinache o le aquile di mare, hanno un lungo aculeo velenoso alla base della coda, che viene usata come una frusta per allontanare gli importuni.

Uno scoglio… mobile!

Scorfano

Nei nostri mari si possono trovare gli scorfani, debolmente velenosi, "cugini" di pesci leone e scorpione. Gli aculei presenti nelle pinne branchiali e dorsali sono ricoperti da una guaina e il veleno viene secreto da apposite ghiandole appena la guaina si rompe nella carne della vittima.

 

Insidie della spiaggia

Tracina

Nascoste sott'acqua nella sabbia, da cui lasciano emergere solo gli occhi, le tracine, o pesci ragno, possono ferire i piedi di incauti bagnanti con gli aculei delle branchie e i raggi spinosi della prima pinna dorsale. Più l'esemplare è grande, più la puntura è dolorosa; il veleno delle tracine è termolabile, perciò per alleviare un po' il dolore bisogna immergere in acqua molto calda la parte ferita.

 

Diavoli di mare

Pastinaca

Quando si seppellisce nella sabbia, la pastinaca, dal corpo romboidale largo e piatto, risulta praticamente invisibile perfino nelle acque più limpide. Se si sente minacciata, avvolge il nemico con la sottilissima coda munita di aculeo seghettato all'estremità per iniettare il potente veleno, capace di provocare cancrena, tetano e perfino la paralisi del sistema cardiocircolatorio.

 

Mimetismo perfetto!

Pesce pietra

I pesci pietra sono gli Scorpenidi più velenosi, possono risultare anche mortali, sebbene esista un antidoto da iniettare immediatamente in caso di puntura. Vivono sul fondo, immobili e spesso restano intrappolati nelle pozze di scogliera dopo le ondate di marea, rappresentando
un pericolo per chi cammina a piedi nudi.

 

Sotto i flash

Pterois

Estendendo al massimo le pinne pettorali e dorsali i pesci del genere Pterois (pesce scorpione) ingannano i predatori sulle loro reali dimensioni. Nei mari tropicali, questi pesci sono tra i soggetti più ricercati dai fotografi.


sabato 8 ottobre 2011

Lemming tra mito e realtà

Esistono tante specie di lemming. Nel filmato possiamo vedere il lemming delle steppe che ha una provenienza euroasiatica (Mongolia, Russia, Siberia e altri luoghi molto freddi). I lemming in genere vivono nell’Europa centro-settentrionale.

lemming

I lemming sono dei piccoli roditori molto simili alle nostre arvicole, anche come dimensioni, e vivono per una parte della giornata sotto terra. Durante la primavera e l’estate escono fuori per molto più tempo alla ricerca di cibo. La loro caratteristica peculiare è che sono voracissimi di tutto ciò che è vegetale, arrivano a mangiare anche le cortecce degli alberi.

Sono in grado, in brevissimo tempo, di distruggere completamente la vegetazione di un piccolo territorio. Un esperimento del genere fu realizzato ad Oxford con un gruppo di lemming formato da pochi individui, nell’arco di pochissimo tempo i lemming furono in grado di mangiare tutto il cibo contenuto in un recinto. Sono anche molto prolifici.

Ma è vero che i lemming si suicidano? Questa storia nacque nel XVII secolo come una sorta di leggenda metropolitana che nasce dal fatto che spesso i lemming si spostano da un territorio all’altro in gruppi formati da moltissimi individui. Quando questo gruppi incontrano un burrone o un corso d’acqua procedono nel loro flusso di spostamento con conseguente morte di numerosi esemplari. Chiaramente questo comportamento non è affatto un “suicidio di massa”.

Nel filmato possiamo vedere, in studio televisivo, alcuni lemming della steppa. Buona visione a tutti.


lunedì 29 agosto 2011

Il lupo della Sila (video)

Il lupo della Sila è davvero interessante. Una breve vacanza in Sila mi ha portato a visitare una delle zone più belle e "selvagge" del sud Italia. Ma per vedere animali interessanti non c'è bisogno sempre di inerpicarsi in sentieri difficili e pericolosi, basta andare presso il Centro visita di Cupone, vicino a Spezzano della Sila (CS), per vedere caprioli, cerbiatti, cervi, scoiattoli e anche, ovviamente, lupi. Questi animali si trovano in appositi recinti molto grandi e possono essere visti grazie a dei punti di osservazione posti lungo un non difficile sentiero.

In particolare i lupi presenti nel Centro visita di Cupone sono degli esemplari cresciuti in cattività e che quindi non possono più essere messi in libertà. Fortunatamente sono stati sistemati in questo grande recinto dove possono vivere tranquillamente. Nel filmato possiamo vedere come i lupi vengono nutriti. La carne viene messa all'interno di una piccola gabbia aperta in cui i lupi possono entrare e portarla via per mangiarla altrove. Ovviamente la gabbia è posta a una certa distanza dal punto di osservazione in modo che i visitatori possano vedere i lupi arrivare attirati dall'odore della carne. Bastano pochi minuti di attesa per fare una bella foto o un breve filmato. Io sono riuscito a "rubare" questo breve filmato di un lupo e posso mostrarvelo. Avere visto un lupo per me è davvero un privilegio, perché è un animale davvero straordinario ed ha un grande valore soprattutto perché rappresenta un grande insegnamento per l'uomo che spesso è il predatore più inutilmente crudele presente in questo pianeta. Il lupo infatti è in via di estinzione a causa dell'uomo e della sua caccia senza criterio.

Buona visione del filmato.

mercoledì 24 agosto 2011

Missione Natura, puntata del 14 agosto 2011

Missione Natura è uno dei programmi televisivi più interessanti che siano stati proposti negli ultimi anni. I servizi interessanti e la simpatia del conduttore Vincenzo Venuto, catturano lo spettatore e non lo mollano più fino alla fine della serie di puntate. Nel filmato che vi presento viene mostrata la puntata di Missione Natura del 14 agosto 2011 (le altre le potete trovare nel canale di YouTube dedicato alla trasmissione). Questa puntata mi è piaciuta particolarmente perché è dedicata alla Sicilia. Si possono vedere meravigliose immagini dell'Etna e delle cicogne che nidificano in alcune specifiche zone della Sicilia. Una puntata bellissima che fa vedere come le terre in cui abitiamo nascondono luoghi spesso sconosciuti anche a coloro che ci abitano e che non hanno nulla da invidiare in bellezza a luoghi più famosi.

Buona visione della puntata.

giovedì 18 agosto 2011

Insetto foglia

L'insetto foglia è uno degli insetti più strani e peculiari del mondo degli insetti. In questo servizio del programma televisivo Geo & Geo si parla proprio dell'insetto foglia, un vero e proprio campione di mimetismo. In realtà quando si parla di insetto foglia ci si riferisce ad un vasto gruppo di specie diverse diffuse in varie parti del mondo, ma tutte con la caratteristica comune di somigliare in maniera incredibile a delle foglie per mimetizzarsi fino a diventare praticamente invisibili nel contesto del loro ambiente di vita.

Nel filmato (durata: 2 minuti e 16 secondi) si parla delle fantastiche caratteristiche dell'insetto foglia. Buona visione.

giovedì 23 giugno 2011

Rimedi contro le zanzare

 

Quanto sono fastidiose le zanzare? Pensate a quel sibilo che si avvicina all’orecchio svegliandovi alle 4 del mattino di una nottata in bianco a causa del caldo estivo. Vi eravate appena addormentati, ma la zanzara purtroppo se n’è accorta…

zanzara

Questi sono i casi in cui vi vorreste alzare dal letto e cominciare a pensare un metodo scientifico per provocare l’estinzione totale delle zanzare! Per fortuna non c’è bisogno di fare una cosa del genere, perché le zanzare si possono tenere lontane in vari modi e alcuni di questi modi non prevedono nemmeno il zanzaricidio! Sorriso Comunque per difendere il proprio sonno e la propria pelle da fastidiose punture, penso che siamo disposti a questo ed altro Occhiolino

Dopo una breve ricerca su internet ho trovato tantissimi rimedi contro le zanzare e di seguito ve li elenco (non si assicura niente riguardo alla reale efficacia Occhiolino).

  • Spray alla citronella.
  • Zanzariera elettrica, come ad esempio queste.
  • Racchetta antizanzare, come ad esempio queste.
  • Zanzariere da applicare alle finestre.
  • Eliminare, dove possibile, i ristagni d'acqua presso la tua abitazione come pozzanghere, sottovasi, lavandini intasati, fontane. Bisogna sapere che ovunque ci sia acqua ferma è un ambiente favorevolissimo per la proliferazione delle larve di zanzara!
  • Candele alla citronella, come queste. Ovviamente non sono adatte per gli interni.
  • Evitate i prodotti omeopatici, tanto non hanno nessuna efficacia, come viene chiaramente spiegato qui.
  • Riempirsi la casa di pipistrelli… Sorriso Ovviamente scherzo, ma sappiate che i pipistrelli sono efficacissimi predatori delle zanzare. Comunque se per caso vi piace avere la casa come quella della famiglia Addams non vi resta che provare anche questo drastico rimedio. Secondo alcuni invece i pipistrelli non sarebbero particolarmente efficaci nella lotta contro le zanzare.
  • Il classico zampirone (la spirale che si brucia ed emette un fumo repellente) dovrebbe essere efficace. Anche questo è adatto per ambienti esterni, l’odore prodotto è davvero molto intenso.
  • Gli insetticidi spray sono molto efficaci, ma sono anche piuttosto tossici, quindi dovrebbero essere usati con parsimonia.
  • Da qualche parte ho letto questa: “legane una (zanzara) alla zampetta e portala appesa alla cintura: servirà da monito per tutte le altre…”. Questa è davvero geniale!
  • I dissuasori elettronici ad ultrasuoni non funzionano con le zanzare.
  • Una ciabatta, mano ferma, freddezza e riflessi da Jedi non possono fallire!
  • Ho letto che qualcuno usa l’aspirapolvere per risucchiare le zanzare ferme su un muro. Comunque non accendete l’aspirapolvere tra le dieci di sera e le sei del mattino Sorriso, altrimenti oltre alle zanzare vi ritroverete anche i vicini di casa infuriati.
  • Perché Noè ha fatto salire sull’Arca quelle due zanzare? Questo sì che è un mistero che bisognerebbe approfondire a Voyager, altro che UFO, alieni, Templari e Rennes Le Chateau!
  • Le zanzare sono sopravvissute ai dinosauri, potrebbero sopravvivere anche all’umanità! Non bisogna mai sottovalutare l’avversario, quindi sappiate che ogni vostro tentativo di allontanarle potrebbe essere vano. Spostatevi voi in luoghi dove non ci sono zanzare, oppure passate la notte a pungerle ripetutamente… e a ronzare vicino alle loro orecchie (ma ce le hanno le orecchie? Occhiolino).

Nel seguente filmato possiamo vedere un altro rimedio contro le zanzare (ora torniamo seri) che sembra avere una certa efficacia. Si tratta di realizzare una trappola per zanzare riempendo una bacinella nera di acqua e aggiungendo alcune gocce di un liquido vischioso. Il colore della bacinella è dettato dal fatto che le zanzare sono attratte dai colori scuri (questa affermazione non è però dimostrata). Il liquido vischioso può essere nafta (come nell’esperimento originale) o olio di vaselina. Lo scopo è quello di imprigionare le zanzare che si posano su pelo dell'acqua per la deposizione delle uova. Guardiamo il filmato.

Apparentemente funziona realmente, ma in questi casi è ovvio che la riproducibilità dell’esperimento è essenziale per verificarne l’efficacia in modo sicuro. Provatelo a casa vostra e, mi raccomando, se funziona riferitelo in un commento Occhiolino.

Se amate i filmati contro le zanzare (sono sicuro che molti di voi che in questo momento avete la casa infestata li preferite ai film di fantascienza), ve ne propongo un altro che soddisferà il nostro inesauribile rancore contro questi insetti alati.

Arriva l’estate e con la bella stagione anche le zanzare che, ci dicono gli esperti, anche quest’anno saranno numerose… Questo è l’incipit del filmato, degno di un film catastrofico tipo fine del mondo del 2012. Immergetevi per due minuti e 7 secondi in queste scene inquietanti.

Capito? In ogni caso sappiate che molti di questi rimedi contro le zanzare in realtà sono i classici “rimedi della nonna” che si diffondono “di bocca in bocca” ma che non hanno una reale efficacia.

Purtroppo il problema di solito non è eliminare una grande quantità di zanzare, bensì eliminare L’UNICA che è riuscita ad intrufolarsi in camera da letto dopo l’una di notte (pare che le zanzare abbiano l’orologio…). Cosa fare in questi casi? Secondo me la pantofola è il rimedio più efficace per numeri di zanzare che tendono a uno Occhiolino.

A questo punto spero di avere detto tutto e vi auguro buone notti estive prive di zanzare e di punture di zanzare.


lunedì 20 giugno 2011

La collezione di conchiglie di Francesco Settepassi

 

In questo filmato (a cura dell’Istituto Luce) possiamo vedere un documento raro, cioè delle immagini che mostrano parti della immensa collezione di conchiglie di Francesco Settepassi (1886 – 1982), uno dei massimi malacologi italiani.

La passione della raccolta delle conchiglie di Francesco Settepassi cominciò quando aveva solo 6 anni. Con una pazienza da certosino e con non pochi sacrifici, da ragazzo esplorava le valli e le montagne armato di lente di ingrandimento, paletta e subiello alla ricerca di conchiglie fossili. Con il passare degli anni la sua collezione si arricchì di esemplari anche molto rari.

Negli anni che seguirono la raccolta arrivò a superare il milione di esemplari. Il Settepassi li ordinava in appositi casellari e li classificava. Oggi questa collezione è considerata una delle più complete che riguardano le conchiglie del Mediterraneo.

Egli scrisse anche un’opera monografica sui molluschi del Mediterraneo in tre volumi dove si possono annoverare ben 2500 raffigurazioni in bianco e nero e a colori di conchiglie. Il titolo è ATLANTE MALACOLOGICO MOLLUSCHI MARINI VIVENTI NEL MEDITERRANEO.

Buona visione del filmato.


mercoledì 1 giugno 2011

Come allestire un acquario (video guida)

 

Tutti coloro che sono affascinati dagli acquari potrebbero trarre giovamento da questi filmati per allestire il primo acquario. Di solito chi comincia ad allestire un acquario lo fa in casa propria. Prima di farlo però è necessario avere le giuste conoscenze di partenza per non fare scelte sbagliate. Nei quattro filmati che vi presento vengono forniti i migliori consigli per l’allestimento di acquari sia d’acqua dolce che marini.

Qual è la capacità ottimale per un acquario? Come si effettua l’allestimento? Quasi sono i pesci che possono convivere più facilmente nello stesso acquario? A queste domande e a molte altre rispondono i filmati che ho selezionato per voi sull’argomento.

Buona visione.


Come oscilla un pendolo su Giove? (filmato)

In questo filmato possiamo vedere una bella rappresentazione di come cambia il periodo di oscillazione di un pendolo semplice in vari corpi ...