martedì 1 dicembre 2015

Caricabatterie solare USB fai da te

E’ facile costruire un caricabatterie solare USB fai da te. L’autore di questo video ci avverte che non è difficile, ma occorre avere una minima conoscenza dell’elettronica di base. In questo caso, con pochi componenti è possibile realizzare questo piccolo progetto. Il filmato che segue, in ogni caso, ci guiderà passo per passo alla realizzazione di questo interessante caricabatterie solare USB.

Buona visione a tutti.


Centenario della Relatività Generale

In questi giorni si sta parlando molto della teoria della Relatività Generale che fu formulata da Albert Einstein nel 1915. Si tratta di un centenario importante perché la Relatività Generale è una delle teorie scientifiche che ha più cambiato la nostra visione del mondo e ha introdotto “meraviglie” della natura che nessuno aveva mai osato concepire, si pensi ad esempio ai buchi neri. E’ stata una rivoluzione oltre che scientifica anche culturale e ancora oggi stimola moltissime ricerche. D’altra parte è una teoria che non porta solo certezze ma anche affascinanti domande, infatti è evidente che non è compatibile con il Modello Standard e ancora manca l’osservazione diretta delle onde gravitazionali.

E’ una teoria essenziale perché è in grado di descrivere in maniera meravigliosa la forza di gravità, che tra tutte le forze che governano l’universo, è certamente la più debole e la più misteriosa.

Ancora non sappiamo quali altri meravigliosi risultati produrrà lo sterminato lavoro di Albert Einstein, ma ci rendiamo conto che il famoso scienziato (forse il più famoso di tutti i tempi) ha lasciato per sempre un segno nella storia della scienza e nell’immaginario popolare.

In questo filmato possiamo vedere una interessante lezione sullo spaziotempo di Einstein e le meraviglie della Relatività Generale. Buona visione a tutti.


domenica 29 novembre 2015

Bolle giganti (video)

Come fare delle bolle giganti? Alcuni di questi filmati possono darvi un’idea su come fare bolle giganti in maniera semplice. Le bolle di sapone affascinano da sempre i bambini ma gli adulti non sono affatto immuni al fascino di queste sottili e sferiche lamine di sapone iridescente. Ho visto che ci sono persino dei maestri che insegnano come fare gli spettacoli con le bolle, come si vede nel seguente filmato:

Negli spettacoli con le bolle vengono create bolle giganti e di solito è possibile assistere ad un repertorio con “effetti speciali” dove si vedono bolle concentriche, bolle create dentro a bolle giganti, “bolle di fumo” che vengono forate e il fumo esce gradualmente e tante altre cose sorprendenti. Le coreografie che si possono fare con le bolle sono davvero tante e sono tutte spettacolari e suggestive. Possiamo parlare di “arte” del fare le bolle. Nel seguente filmato possiamo vedere un notevole spettacolo basato sulle bolle di sapone.

Ma se volessimo fare noi delle bolle di sapone? Come potremmo fare? Quali sono le proporzioni giuste di acqua e sapone per fare delle bolle che non scoppiano subito e che sono abbastanza resistenti alle manipolazioni? In questo video possiamo vedere una “ricetta” su come fare delle buone bolle di sapone.


giovedì 26 novembre 2015

Cosa è lo spaziotempo?

O meglio, lo spaziotempo da cosa è fatto? Le ipotesi della Fisica più affascinanti degli ultimi decenni coinvolgono un curioso fenomeno della meccanica quantistica chiamato entanglement. In parole povere non sarebbe altro che una sorta di “azione a distanza” tra particelle separate anche da grandi distanze. Nonostante si tratti di un fenomeno bizzarro esistono centinaia di esperimenti che mostrano che tale fenomeno è assolutamente reale.

Recentemente il fisico Mark Van Raamsdonk della British Columbia University ha elaborato una ipotesi che afferma che la trama dello spaziotempo sarebbe fatta proprio di entanglement quantistico. Una ipotesi che, se confermata, potrebbe essere un passo in avanti per l’unificazione delle due grandi teorie della Fisica più complete che possediamo: la meccanica quantistica e la relatività generale.

Nel seguente video potete vedere un servizio che spiega questa nuova ipotesi. Buona visione e buon ascolto.


mercoledì 30 settembre 2015

Come immaginare 10 dimensioni spaziali

Le teorie della Fisica più moderne funzionano in un “mondo” dotato di 10 dimensioni spaziali (o anche di più) e una temporale. Un esempio di queste teorie è la Teoria delle Stringhe. Ma come facciamo ad immaginare un mondo con un numero di dimensioni spaziali superiore alle 3 che sperimentiamo nella nostra esistenza? Con approfondite conoscenze matematiche e geometriche è abbastanza facile capire come possano esistere “altre dimensioni”, perché le equazioni permettono un livello di astrazione molto grande. Ma se non si possiedono tali conoscenze bisogna riuscire ad “immaginare” questa situazione mediante una analogia.

In questo filmato (dura circa 11 minuti ed ha i sottotitoli in italiano) ci spiega come immaginare 10 dimensioni spaziali mediante una serie di interessanti analogie.

Buona visione a tutti.


venerdì 25 settembre 2015

Breve storia della pizza

Insieme alla pasta, la pizza è uno dei cibi nazionali italiani più noti al mondo. Eppure, la grande popolarità di questo prodotto in Italia non risale certo a tempi remoti, se Carlo Collodi (1826-90), il famoso autore di Pinocchio, in un libro di letture scritto per la scuola nel 1886, così descriveva la pizza:

«Vuoi sapere che cos'è la pizza? È una stiacciata [schiacciata, focaccia] di pasta di pane lievitato, e abbrustolita in forno, con sopra una salsa di ogni cosa un po'. Quel nero del pane abbrustolito, quel bianchiccio dell'aglio e dell'alice, quel giallo verdacchio dell'olio e dell'erbucce soffritte e quei pezzi rossi qua e là di pomidoro danno alla pizza un'aria di sudiciume complicato che sta benissimo in armonia con quello del venditore».

Il fatto è che quando Collodi scrive, la pizza è ancora un prodotto consumato sostanzialmente solo a Napoli e non ha ancora una diffusione nazionale, verificatasi solo nel secolo successivo.

Le origini della pizza si perdono nel passato più lontano. La parola "pizza" deriverebbe, secondo alcuni, dal greco plax ("superficie piana") o dal latino piana, sostantivo del verbo pinsere (che significa "schiacciare" o "macinare"). In entrambi gli etimi emerge il riferimento al lavoro di preparazione della pizza, consistente nell'impastare e nello schiacciare la pasta, fino a ottenere un prodotto ben lavorato e schiacciato. Di cibi di questo genere, fatti di pasta di farina di cereali schiacciata e cotta al forno, è piena di riferimenti tutta la tradizione alimentare greco-romana antica, così come non mancano preparazioni analoghe in altre tradizioni gastronomiche ancor più lontane da noi. In ogni caso la prima menzione di un cibo chiamato "piza" è attestata in un documento scritto a Gaeta nel 997.

Per arrivare a tempi un po' più recenti, sappiamo che i primi negozi, dove si produceva e si vendeva pizza, vennero aperti a Napoli verso la fine del Seicento. Nel Settecento il numero di questi locali aumentò in misura considerevole, diventando uno degli esercizi alimentari più diffusi. Presso le pizzerie, i napoletani del Settecento non andavano a consumare il pasto ma solo a comprare il prodotto già cotto, per portarlo a casa o, più spesso, per mangiarlo camminando per strada. Solo verso la seconda metà del XVIII secolo cominciarono a essere aperti ristoranti-pizzerie in cui si poteva mangiare la pizza seduti a tavola.

Una delle testimonianze più famose sulla pizza degli inizi del XIX secolo è quella scritta nel 1832 da Alexandre Dumas (1802-70), l'autore dei Tre moschettieri:

«È una specie di stacciata, come se ne fanno a Saint-Denis; è di forma rotonda e si lavora con la stessa pasta da pane. A prima vista è un cibo semplice: sottoposta a esame, apparirà un cibo complicato. [...] La pizza è all'olio, al lardo, alla sugna, al formaggio, al pomodoro, ai pesciolini. E il termometro gastronomico del mercato: aumenta o diminuisce di prezzo a seconda del corso degli ingredienti suddetti e della maggiore o minore freschezza».

Da notare che la testimonianza di Dumas è una delle prime in cui si fa riferimento al pomodoro come condimento della pizza; fino ai primi decenni del secolo, infatti, la pizza napoletana, come d'altronde la pasta, non era affatto condita con il pomodoro, a pezzi o in salsa, ma in genere con olio, o altri grassi, e formaggio, verdure o pesce. Dunque non era ancora, in senso stretto la "nostra" pizza.

Perché diventasse un patrimonio comune della gastronomia italiana bisognò aspettare la fine del secolo. In questo caso l'artefice della "nazionalizzazione" della pizza fu la casa Savoia: si racconta che, durante il soggiorno della regina Margherita a Napoli, nel giugno 1889, la consorte del re d'Italia, «stanca della cucina francese», fece chiamare a corte un noto pizzaiolo napoletano, Raffaele Esposito, perché preparasse delle pizze. Delle tre confezionate fu scelta quella con pomodoro, mozzarella e basilico, da allora chiamata "Margherita", che la leggenda vuole fosse stata inventata da Esposito apposta per la regina, scegliendo ingredienti dall'evidente valore simbolico di tipo patriottico.


domenica 20 settembre 2015

Raffreddamento DSLR molto artigianale…

Molti astrofili usano una ventola per pc per stabilizzare la temperatura della propria fotocamera digitale durante le lunghe pose. La ventola ovviamente non è in grado di abbassare la temperatura al di sotto della temperatura ambiente. Su internet ho visto altri che hanno usato delle "cold box" (ad esempio qui) o hanno persino smontato la fotocamera per mettere a contatto il sensore con un "dito freddo" (cold finger) in rame raffreddato da una cella di Peltier che aveva però bisogno di un pesante dissipatore di calore (vedi ad esempio qui).

Mi sono chiesto: non esiste una via di mezzo tra la ventola e il sistema di raffreddamento con cella di Peltier (che tra l'altro richiede anche alimentazione elettrica e quindi ulteriori cavi elettrici)?

Personalmente ho trovato molto utili dei sacchetti di fluido refrigerante (nel congelatore si solidifica) che è possibile mettere a contatto con la parte posteriore della fotocamera (come nelle foto). Questi sacchetti si possono trovare nei supermercati.

CIMG7761

CIMG7762

Con una temperatura ambiente di 26 °C (dentro il mio studio) ho fatto una serie di dark (durata 300 secondi a 800 ISO), prima senza nessun tipo di raffreddamento (nemmeno la ventola) e poi con il sacchetto refrigerante.

- Senza raffreddamento dopo circa 45 minuti si è raggiunta una temperatura di equilibrio di ben 40 °C.

- Con il sacchetto refrigerante dopo 45 minuti si è raggiunta invece la temperatura di 20 °C (6 gradi sotto la temperatura ambiente).

20gradiC

Ho fatto un confronto tra un dark a 40 °C e uno a 20 °C facendo uno stretching delle immagini.

Confronto20e40

La differenza è evidente. Con una ventola non si sarebbe potuto scendere a meno di 35 °C, con il sacchetto refrigerante si è arrivati a 20 °C.

Nei giorni precedenti a questa prova avevo tentato di fare direttamente foto astronomiche con questo sistema di raffreddamento, ma in condizioni diverse. Avevo fatto pose di soli 30 s (senza autoguida) e a 3200 ISO. Temperatura ambientale di 24 °C (all’aperto!). Il soggetto fotografato è l’ammasso globulare M15. Sono solo 34 pose da 30 secondi a 3200 ISO, tutte con una temperatura del sensore di 19 °C. (Celestron CPC-800, f/10).

m15

Come si vede, nonostante i 3200 ISO e la poca integrazione, il rumore a 19 °C è decisamente sotto controllo.

Questa è la nebulosa M76 (“Piccolo Manubrio”). Sono 105 pose da da 30 secondi 3200 ISO a 19 °C (temp. ambientale 23 °C). Celestron CPC-800, f/8,5 (con il riduttore di focale di un rifrattore). Anche in questo caso il rumore è sotto controllo.

m76

Nelle prossime serate tenterò di fare pose più lunghe con autoguida e a 800 ISO (e anche a 1600 ISO), e se mi capita una serata più fresca si raggiungeranno temperature ben più basse!

Osservazioni su questa “tecnica”..

1) Ho visto che a 24 °C di temperatura ambientale il sacchetto resta “solido” per quasi due ore. Se si vuole continuare a fotografare a questa temperatura bisogna sostituire il sacchetto con un altro. Ovviamente se c’è più freddo dura di più.

2) Non è possibile usare i sacchetti in uscite in luoghi dove non c’è corrente elettrica e un congelatore che mantenga i sacchetti ghiacciati.

3) E’ una tecnica più efficiente con tutte quelle fotocamere che hanno lo schermo girevole, perché è possibile poggiare il sacchetto sul dorso della fotocamera.

4) Non è facile ancorare il sacchetto con gli elastici in maniera tale che non si muova durante la sessione fotografica.

5) I sacchetti pesano circa 600 g. Questo peso aggiuntivo potrebbe causare delle torsioni nel treno ottico o problemi di inseguimento durante le lunghe pose.

6) Potrebbe causare problemi di condensa.

Appena faccio qualche altro test vi faccio sapere.


giovedì 10 settembre 2015

Breve storia dell’Universo (video)

In principio, circa 13,7 miliardi di anni fa, tutto lo spazio, tutta la materia e tutta l’energia dell’Universo conosciuto erano contenuti in un volume più piccolo di un bilionesimo della dimensione della punta di uno spillo. Le temperature erano così elevate che le forze fondamentali della natura, che insieme descrivono l’Universo, erano unificate. Per ragioni ignote questo cosmo più piccolo di uno spillo cominciò ad espandersi.

Quando l’Universo aveva la straordinaria temperatura di 1030 gradi, ed era giovanissimo, solo 10-43 secondi, tempo prima del quale tutte le nostre teorie sulla materia e sullo spazio non valgono più e perdono significato.

Affascinante vero? Questa è l’inizio della storia dell’Universo. Vi piacerebbe sentire come continua questa storia? Guardate questo filmato (durata di poco più di 8 minuti) e vedrete quali sono le conoscenze scientifiche attuali sulla nascita e l’evoluzione dell’Universo.


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martedì 1 settembre 2015

Impianto fotovoltaico autocostruito (fai da te)

Un altro interessante filmato dedicato ad un impianto fotovoltaico fai da te. Quasi un mini documentario della durata di poco meno di 15 minuti che descrive in dettaglio tutte la parti di questa bellissima realizzazione. Vi rimando subito al video.

Buona visione a tutti.


martedì 14 luglio 2015

La sonda New Horizons é appena passata vicino a Plutone

La minima distanza di avvicinamento a Plutone della sonda New Horizons è stata raggiunta da alcuni minuti. Alcune foto molto interessanti del remoto “pianeta nano” e del suo satellite Caronte sono già state trasmesse nei giorni scorsi dalla sonda (vedi foto sotto). Nelle prossime ore la sonda orienterà le sue antenne verso la Terra per cominciare a trasmettere i dati raccolti durante il flyby al suo massimo avvicinamento.

Plutone

 

Caronte

martedì 14 aprile 2015

Masha e Orso, un cartone animato per bambini di qualità sorprendente!

Odiate Peppa Pig? Non temete! Già da un po’ di tempo la fama dell’insopportabile maialina è insidiata da un cartone animato che viene dalla Russia. Si tratta di Masha e Orso. E stavolta non ci sono personaggi stupidi, superficiali, antipatici. Masha è una bambina monella e iperattiva, ma ha una profondità d’animo che non si ritrova più nei personaggi dei cartoni animati da molti decenni. Orso è un orso dai modi antropomorfi che non parla, ma suona il pianoforte e faceva il giocoliere in un circo e che vive in una bella casa nel bosco. Tutta la serie animata si svolge in un bosco con tanti altri animali come protagonisti. In questo prodotto di animazione sorprendono anche la qualità eccelsa della colonna sonora. Il successo di Masha e Orso è molto importante ed ha un significato che non bisogna ignorare: i bambini, anche i più piccoli, hanno bisogno di esempi positivi anche nei cartoni animati e i personaggi devono essere degli esempi positivi.

La serie per il momento è trasmessa da Rai YoYo in vari orari.

Per una recensione molto profonda di Masha e Orso, vi consiglio di leggere questo.

Un episodio di Masha e Orso preso da YouTube (in russo).


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Spazio tempo e dimensioni

Cosa si intende in Fisica per spazio-tempo? Cosa significa il termine “dimensioni”? Cosa è la “quarta dimensione”. Questi temi sono molto affascinanti per molti, ma la divulgazione spesso non è sufficiente per renderli chiari. In questo filmato (durata 44 minuti circa) invece questi concetti sono spiegati in maniera semplice ma rigorosa.

Buona visione a tutti del filmato.


domenica 12 aprile 2015

Mini turbine eoliche domestiche da un giovane imprenditore di 17 anni

Di solito crediamo che gli imprenditori giovanissimi (soprattutto quelli impegnati nel campo delle energie rinnovabili) siano roba da Stati Uniti, ma non è sempre così! Con piacere leggiamo questo trafiletto che altrimenti sarebbe rimasto abbastanza ignorato:

“Lo stabilimento, nato per consentire la produzione del nuovo modello di turbina domestica, è diventato ben preso terreno fertile per ulteriori progetti made in Italy da promuovere all’estero attraverso un vivace incubatore di imprese. Il tutto senza finanziamenti pubblici. L’orizzonte del giovane imprenditore Gianluigi Parrotto si allarga sulle orme di un cammino avviato nel 2013 con una start-up, impresa inglobata nell’attuale azienda: se prima gli aerogeneratori venivano prodotti a Brescia, oggi grazie al successo commerciale riscosso dal mini impianto eolico e grazie al supporto economico di alcuni investitori statunitensi, il sogno del giovanissimo imprenditore si trasferisce al Sud, promettendo interessanti prospettive future. A 17 anni Perrotto ha creato il primo prototipo di pala eolica al servizio delle famiglie. La sfida è quella di continuare a puntare sulla ricerca per offrire a questo Paese nuove occasioni di sviluppo.”

Molto bene, facciamo i nostri complimenti ed in bocca al lupo a Perrotto e che la sua iniziativa possa prosperare in futuro.

Nel seguente filmato possiamo vedere Gianluigi Perrotto intervistato per descrivere brevemente la sua esperienza.

Buona visione a tutti.


Eolico verticale fai da te

Un’altra proposta per una turbina eolica ad asse verticale rigorosamente fai da te. In questo blog non perdo l’occasione per mostrare risorse e filmati che riguardano le energie rinnovabili in casa con delle interessanti costruzioni fai da te. In questo caso si tratta di un prototipo di una turbina eolica e l’utente che ha realizzato e il filmato (e la turbina eolica) ci avverte che “manca l'alternatore magneti permanenti che verrà montato in basso con catena alla ruota dentata”. Speriamo che possa in breve completare la realizzazione per mostrarcela con le sue piene funzionalità.

Intanto guardiamo il suo filmato della sua turbina eolica ad asse verticale. Buona visione a tutti.


Perché gli aerei volano?

Il volo di un aereo è fondamentalmente dovuto all’equilibrio di diverse forze. In questo filmato (in inglese, ma con i disegni animati è tutto perfettamente chiaro anche per chi non lo conosce bene), possiamo vedere una interessante spiegazione del perché gli aerei riescono a volare, nonostante siano delle vere e proprie “montagne di metallo” (specialmente i grandi aerei di linea).

Buona visione a tutti della spiegazione.


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domenica 22 marzo 2015

Impianto fotovoltaico portatile a costo zero

Un impianto fotovoltaico portatile può essere molto utile per sostituire i rumorosi e puzzolenti gruppi elettrogeni ed per avere sempre a disposizione energia elettrica. In questo video vediamo come l’utente di Youtube Basilio Busà è riuscito a costruire un semplice impianto fotovoltaico portatile facendo uso di un carrello porta attrezzi su due ripiani, un pannello fotovoltaico, un amperometro/voltmetro, un regolatore di carica, un inverter da 500 W, due batterie da 60A. Questo dispositivo è davvero molto interessante e facile e versatile da usare.

Vi rimando alla visione del breve filmato per avere più informazioni.

Buona visione di questo interessante impianto fotovoltaico portatile.


Che cos’è la materia oscura? (video)

La materia oscura è uno degli argomenti scientifici più stimolanti degli ultimi decenni. Non sempre è facile, a livello divulgativo, spiegare esattamente di cosa si tratta. Spesso è molto facile creare dei fraintendimenti causati dalla necessaria semplificazione usata per spiegare certi argomenti ai “non addetti ai lavori”. Per fortuna si riescono a trovare dei giovani divulgatori che riescono a spiegare cose complicate con parole semplici senza perdere in precisione e rigore.

La materia oscura è uno dei problemi aperti della scienza contemporanea. In questo video il giovane divulgatore Adrian Fartrade spiega molto bene cosa è la materia oscura, come è stata scoperta e quali sono le ipotesi più accreditate che possono spiegare questo affascinante mistero.

Buona visione a tutti.


venerdì 6 marzo 2015

Non è vero che Homer Simpson ha previsto la massa del bosone di Higgs

In questi giorni impazza sui social network e nei vari blog bufalari sparsi per la rete, la notizia che in una puntata dei Simpson del 1998 (nell’episodio, intitolato “In The Wizard of Evergreen Terrace”) apparirebbe una equazione che prevede correttamente la massa del bosone di Higgs, scoperto con l’acceleratore LHC del CERN nel 2012. La notizia è stata divulgata da Simon Singh, autore del libro “The Simpsons and their Mathematical Secrets” (I Simpson e i loro segreti matematici).

L’immagine incriminata sarebbe questa:

L’equazione della massa del bosone di Higgs sarebbe quella della prima riga. In essa compaiono diverse costanti, come pigreco, la costante di struttura fine, la costante di Planck, la velocità della luce e la costante di gravitazione universale.

Facciamo un rapido calcolo per vedere se la massa del bosone di Higgs calcolata con questa formula è la stessa (o almeno è paragonabile) con quella misurata che è pari a circa 125,2 Gev/c2.

Nell’equazione:

sostituiamo i corrispondenti valori delle costanti:

Eseguendo il calcolo si ottiene una massa di , che corrispondono a circa 776,6 Gev/c2. Direi che è un valore molto lontano dai reali 125,2 Gev/c2. La notizia è quindi una bufala a regola d’arte forse diffusa per pubblicizzare il libro di Simon Singh.


Pannello fotovoltaico a diodi: una interessante innovazione

I pannelli solari fotovoltaici senza silicio sono un realtà. In questo video (della durata di soli 2 minuti) possiamo vedere una breve descrizione di pannelli fotovoltaici a diodi per lo sfruttamento dell’energia solare che presentano un’efficienza molto maggiore dei pannelli fotovoltaici basati sul silicio.

Un pannello di dimensioni 1600x1000 mm può produrre una potenza di 984 watt con una efficienza del 64%. Inoltre abbiamo un lifetime (tempo di vita) di 50 anni, che è molto più elevato rispetto a quello dei pannelli solari fotovoltaici tradizionali. Nel video è possibile vedere un confronto tra questo nuovo sistema di realizzazione dei pannelli fotovoltaici e quello tradizionale.

Buona visione del filmato.


martedì 10 febbraio 2015

I Pilastri della Creazione (video)

I Pilastri della Creazione sono delle formazioni nebulari presenti all’interno del vasto complesso nebulare denominato M16 (nebulosa Aquila). Non difficile da vedere anche con un binocolo nella costellazione del Sagittario, la nebulosa Aquila è una delle più belle del cielo estivo. Per osservare i Pilastri della Creazione, invece, occorre usare un telescopio potente sotto un cielo molto scuro, oppure si possono vedere molto più facilmente nelle fotografie a lunga posa con telescopi non necessariamente molto grandi. La foto sotto mostra i Pilastri della Creazione in una immagine realizzata da me sommando 38 pose da 4 minuti ciascuna.

Pilastri della Creazione

L’immagine è un dettaglio della seguente, che mostra tutta (o quasi) l’estensione della nebulosa M16. Cliccando sulla miniatura la potete vedere ingrandita e potete leggere anche le informazioni tecniche della foto.

Recentemente il Telescopio Spaziale Hubble ha realizzato un’altra immagine dei Pilastri della Creazione, dopo 20 anni dalla prima che era stata fatta. Nel seguente video possiamo vedere l'immagine astronomica più celebre commentata, per il pubblico di Media INAF, dalla persona che prima al mondo ebbe occasione d’ammirarla: Paul Scowen, l’astronomo dell’Arizona State University che nel 1995, insieme al collega Jeff Hester, coordinò la prima serie d’osservazioni della Nebulosa dell’Aquila con Hubble.

Guardando questo oggetto ciò che vediamo è l’ambiente nel quale si formano le stelle quando si separano dalla loro culla stellare. Si formano nel cuore di una nube molto densa di gas molecolare e spazzano via l’ambiente circostante mano a mano che si accendono ed emettono una radiazione intensa che comincia a scavare un buco all’interno della nube molecolare e quando, alla fine, questa bolla si estende fino a raggiungere il bordo esterno della nube molecolare, esplode, e quello che ora si vede è ciò che noi chiamiamo una nebulosa.

Nel filmato tutti i dettagli dell’intervista.

Buona visione a tutti.


lunedì 9 febbraio 2015

La storia del Jazz (video documentario)

Condivido questo documentario dedicato al Jazz che ho scovato su YouTube e che ho trovato molto completo e interessante. Si tratta di un documentario in 12 parti (qui presento solo la prima parte e se volete vedere le altre seguite i link che riporto). Spero che vi piaccia. Il tutti è stato prodotto da Digiridoo Productions, presentato da Vito Coda Nunziante e Massimo Nunzi, soggetto, musiche originali e testi a cura di Massimo Nunzi, regia di di Elena Somarè.

Origini del Jazz

Buona visione a tutti (Storia del Jazz, prima parte).

Storia del Jazz - 1 - Ingredienti di base:
https://www.youtube.com/watch?v=96xrN...
Storia del Jazz - 2 - Da New Orleans a Chicago:
https://www.youtube.com/watch?v=vtFRy...
Storia del Jazz - 3 - Bianca e Nera, le due strade del Jazz:
https://www.youtube.com/watch?v=Q5ULC...
Storia del Jazz - 4 - I mille mondi di Duke Ellington:
http://youtu.be/PleGAt7t0qA
Storia del Jazz - 5 - La Swing Era e le follie del Jazz:
http://youtu.be/-opMO6X7-0M
Storia del Jazz - 6 - Lo Swing e i suoi Grandi Interpreti:
http://youtu.be/cB4wcXZ47JM
Storia del Jazz - 7 - Dalla crisi dello Swing fino al Bop:
http://youtu.be/p0ETJz9pcHo
Storia del Jazz - 8 - L'Era del Bop:
http://youtu.be/Tjt0yfyEEiw
Storia del Jazz - 9 - Afro Cuban, Cool Jazz e West Coast Jazz:
http://youtu.be/MViDcFfxz_o
Storia del Jazz - 10 - Hard Bop, Free Jazz e sue trasformazioni:
http://youtu.be/QRkETX8aEIw
Storia del Jazz - 11 - Jazz Rock, Fusion, Europa e World Music:
http://youtu.be/1jm7WkTn1Ws
Storia del Jazz - 12 - Le mille facce della Contemporaneità:
https://www.youtube.com/watch?v=JAPOd...


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mercoledì 4 febbraio 2015

Cielo di febbraio 2015 (video)

Cosa si potrà osservare nelle notti di febbraio 2015? Verso sud si consiglia di osservare i due ammassi aperti M46 ed M47. Venere sarà sempre più facile da osservare nel cielo del tramonto verso ovest. Giove sarà osservabile per quasi tutta la notte mentre Saturno sorgerà nelle ultime ore della notte. La Luna sarà piena il 4 febbraio e nuova il 19.

Nel filmato maggiori dettagli.

Buona visione a tutti.


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domenica 1 febbraio 2015

Eruzione del vulcano Taturvur (Papua Nuova Guinea) con “bang sonico”.

In questo filmato possiamo vedere una fortunata ripresa di una improvvisa eruzione del vulcano Taturvur (Papua Nuova Guinea). L’interesse di questo filmato consiste nel fatto che è possibile vedere il “bang sonico” dovuto ai materiali vulcanici espulsi dalla bocca eruttiva ad una velocità superiore a quella del suono (nell’aria a 20 °C è di circa 343 m/s).

Facendo attenzione si vede anche l’onda d’urto che si propaga come una sfera con centro nel punto dell’esplosione e che si mostra a causa che sul suo fronte di propagazione produce un vapore di condensa di colore bianco. Dopo alcuni secondi viene registrato il “bang sonico” del tutto simile a quello provocato da un jet che supera la barriera della velocità del suono.

Buona visione a tutti.


sabato 31 gennaio 2015

La Teoria delle Stringhe secondo Brian Greene (TEDItalia)

La Teoria delle Stringhe è una delle ipotesi scientifiche (non è propriamente una teoria) più interessanti che siano state formulate negli ultimi decenni. In questo filmato di TEDItalia, Brian Greene, uno dei protagonisti che hanno sviluppato questa grandiosa ipotesi, ci descrive gli aspetti più affascinanti della Teoria delle Stringhe, come le 11 dimensioni e la possibilità di unificare tutte le forze della Natura. Lo scienziato ci descriverà a grandi linee anche un esperimento (realizzabile grazie al grande acceleratore di particelle LHC presente al CERN di Ginevra) che potrebbe determinare se la Teoria delle Stringhe è giusta o sbagliata.

Buona visione a tutti.


Come realizzare un impianto fotovoltaico fai da te (video)

Come posso realizzare un impianto fotovoltaico fai da te? (tratto da qui).

Ecco gli argomenti trattati in questo post:

1) Le autorizzazioni e la connessione in rete.

2) Come realizzare un impianto fotovoltaico fai da te.

3) L’impianto fotovoltaico fai da te con i kit fotovoltaici.

4) Cosa contiene un kit fotovoltaico?

5) Come gestire le pratiche burocratiche nel caso del fotovoltaico fai da te?

6) Realizzare un impianto fotovoltaico fai da te: quali sono i vantaggi?

 

Le autorizzazione e la connessione in rete

Se i pannelli che si utilizzano sono amovibili non necessitano di nessuna autorizzazione comunale. Se invece i pannelli si fissano sul tetto della casa (senza modificarne la sagoma) avranno bisogno nella gran parte dei casi di una semplice comunicazione preventiva all’ufficio tecnico del Comune. Per i piccoli impianti domestici, in genere, le autorizzazione non sono un problema.

Connettere l’impianto alla rete elettrica non è obbligatorio. Si possono utilizzare i propri pannelli per produrre energia e poi accumularla in batterie, oppure auto-consumarla tutta sul momento. Attenzione: fare un piccolo impianto non connesso in rete non vuol dire che la casa rimane staccata dalla rete Enel. L’utente, ogni volta che ne ha bisogno, continua a prelevare elettricità dalla rete. L’impianto fotovoltaico, invece, non può mai immettere in rete l’energia prodotta.

Realizzare un piccolo impianto autonomo dalla rete ha il vantaggio di essere libero dagli aggravi degli allacciamenti in rete: costi, burocrazia, adeguamenti normativi, ecc… D’altro canto ha lo svantaggio di non poter immettere in rete il surplus produttivo dell’impianto.

Nel filmato è possibile leggere gli altri punti trattati.

Buona visione a tutti.


L’equilibrio in Fisica (equilibrio del corpo rigido esteso): un semplice esperimento.

I corpi rigidi estesi si comportano come se la forza peso che agisce su di essi fosse applicata in un punto particolare detto centro di gravità o baricentro. Si può verificare facilmente che un corpo appoggiato resta in equilibrio e non si rovescia  fin tanto che le retta tracciata perpendicolarmente dal centro di gravità verso il suolo cade all’interno della base di appoggio.

Esistono tre tipi di equilibrio: stabile, instabile e indifferente.

Un corpo si dice in equilibrio stabile se, sottoposto ad uno spostamento, ritorna nella sua posizione iniziale. Il baricentro G si posiziona lungo la verticale che parte dal punto di sospensione P e al di sotto di quest’ultimo.

Si dice in equilibrio instabile se, sottoposto ad uno spostamento, non torna nella sua posizione iniziale. Il baricentro G si trova lungo la verticale che passa da P, ma al di sopra del punto di sospensione.

Si dice in equilibrio indifferente se, sottoposto ad uno spostamento, rimane in equilibrio nella nuova posizione. In questo caso il baricentro G coincide con il punto P di sospensione.

Nel seguente filmato possiamo vedere un semplice esperimento sull’equilibrio realizzabile con materiali che tutti possono avere in casa. Bastano due forchette, qualche stuzzicadenti e una bottiglia di plastica.

Buona visione del filmato.


Un’altra Terra e un altro Sole. Il sistema di Kepler-444.

Un sistema planetario antichissimo: Kepler-444. Questa stella e i suoi 5 pianeti conosciuti si sono formati 11,2 miliardi di anni fa, quando l’Universo era ancora giovane (età dell’Universo: 13,8 miliardi di anni). Le dimensioni di questi 5 pianeti sono comprese tra quelle di Mercurio e quelle di Venere, si tratta quindi di pianeti rocciosi di dimensioni paragonabili a quelle della Terra. E’ una scoperta importante perché ci fa capire che i pianeti rocciosi simili alla Terra si sono cominciati a formare sin dalle fasi primordiali della vita dell’Universo. Da ciò si affaccia un’ipotesi affascinante e cioè che la vita possa essersi sviluppata molto presto nell’Universo e nella nostra Galassia.

Kepler-444

(Una raffigurazione pittorica del sistema planetario Kepler-444).

Nel seguente filmato possiamo ascoltare l’intervista a Alessandro Sozzetti dell’INAF-Osservatorio Astrofisico di Torino, fra i firmatari dell’articolo su Kepler-444, che attualmente di trova in Cile per attività di ricerca.

Buona visione e buon ascolto.


lunedì 26 gennaio 2015

La Teoria del Tutto, il trailer ufficiale in italiano

La Teoria del Tutto è un film dedicato alla vita del famoso fisico teorico Stephen Hawking. Questo scienziato ormai è diventato talmente famoso da contendersi con Albert Einstein il primato del fisico più conosciuto al mondo. La storia della sua vita è un vero esempio di coraggio e di ottimismo. Spero che tutti noi possiamo assimilare questo modo di concepire la vita. Un film del genere non può essere ignorato, soprattutto perché è piaciuto persino allo stesso Stephen Hawking.

Buona visione del trailer ufficiale in italiano della Teoria del Tutto.


domenica 25 gennaio 2015

Una semplice spiegazione del momento angolare (video)

Se sei arrivato a questo post è perché stai cercando una spiegazione semplice del momento angolare. Il momento angolare è una grandezza fisica (quindi una quantità misurabile) che riguarda tutti gli oggetti che presentano un movimento rotatorio. La Terra stessa che ruota attorno al proprio asse, possiede un momento angolare, ma anche la Luna che gira attorno alla Terra o la Terra che gira attorno al Sole e persino il Sole che gira attorno al centro della Via Lattea sono oggetti che possiedono un momento angolare.

In questo breve filmato (poco più di tre minuti) possiamo vedere una semplice spiegazione del momento angolare. Anche se il video è in inglese, si riesce a capire molto bene l’argomento, grazie ai disegni ed ai semplici esempi che vengono mostrati.

Buona visione a tutti.


Dibattito UFO (video)

Condivido questo interessante dibattito televisivo dedicato agli UFO nella trasmissione "Nessun dorma" del 5/12/2014 (Espansione TV, Como). Tra i partecipanti Maurizio Verga del Centro Italiano Studi Ufologici, Anna Wolter dell’osservatorio astronomico di Brera, l’astrofisico Corrado Lamberti, l’ufologa Candida Mammoliti del Centro Ufologico della Svizzera Italiana (CUSI), il pilota civile di aerei Marco Guareschi.

Una bella discussione ad ampio raggio sull’ufologia con ospiti che riescono a spiegare bene i loro punti di vista. Da non perdere.

Buona visione a tutti.


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sabato 24 gennaio 2015

Civetta, uomo che corre e vortice, tre sorprendenti oggetti celesti

Nel cielo invernale è possibile fotografare molti oggetti celesti davvero sorprendenti. Partiamo da una nebulosa a riflessione e ad emissione nella ricca costellazione di Orione. Si tratta di NGC 1977, chiamata “The Running Man” (l’uomo che corre). Il suo nome è dovuto ai contorni di una nebulosa oscura al suo interno che ricordano una forma umana nell’atto di correre. Ecco la foto che ho fatto la sera del 21 gennaio 2015.

ngc1977maximgrezzo Scaled_elab_small

SCHEDA TECNICA

Telescopi o obiettivi di acquisizione:Celestron CPC-800

Camere di acquisizione: Canon EOS 600D / Rebel T3i

Montature: Celestron HD Pro Wedge

Telescopi o obiettivi di guida: Orion Mini Guidescope

Camere di guida: ZW Optical ASI120MC

Riduttori di focale: Antares f/6.3 SCT

Software: Stark Labs PHD GUIDING 1.14.2, Maxim DLphotoshopO'Telescope BackyardEOS

Risoluzione: 4490x2991

Date: 21 gennaio 2015

Pose: 39x240" ISO800 21C

Integrazione: 2.6 ore

Dark: ~11

Flat: ~15

Dark dei flat: ~15

Bias: ~21

Giorno lunare medio: 0.50 giorni

Fase lunare media: 0.28%

Scala del Cielo Scuro Bortle: 7.00

Centro AR: 83,845 gradi

Centro DEC: -4,784 gradi

Campionamento: 0,726 arcsec/pixel

Orientazione: -177,829 gradi

Raggio del campo: 0,544 gradi


Nel mese di gennaio, a tarda notte, cominciano a farsi vedere le costellazioni tipiche dei mesi primaverili. Anche l’Orsa Maggiore comincia ad alzarsi sull’orizzonte in direzione nord-est per mostrare le sue leggendarie sette stelle principali. In questa costellazione sono visibili numerose galassie e una delle più belle è sicuramente M51, la “Galassia Vortice”, in realtà formata da due galassie molto vicine tra loro. Si tratta del prototipo delle galassie interagenti e in cui è facile vedere gli effetti di marea gravitazionale che deformano il normale aspetto delle galassie. Ecco la foto realizzata la notte del 15 gennaio 2015.

bau

SCHEDA TECNICA

Telescopi o obiettivi di acquisizione:Celestron CPC-800

Camere di acquisizione: Canon EOS 600D / Rebel T3i

Montature: Celestron HD Pro Wedge

Telescopi o obiettivi di guida: Orion Mini Guidescope

Camere di guida: ZW Optical ASI120MC

Riduttori di focale: riduttore spianatore 0,8x

Software: DeepSkyStackerIrisMaxim DL, photoshop

Risoluzione: 5118x3409

Date: 15 gennaio 2015

Pose: 24x300" ISO800 20C

Integrazione: 2.0 ore

Dark: ~11

Flat: ~11

Dark dei flat: ~15

Bias: ~21

Giorno lunare medio: 23.65 giorni

Fase lunare media: 34.33%

Scala del Cielo Scuro Bortle: 7.00

Centro AR: 202,467 gradi

Centro DEC: 47,242 gradi

Orientazione: -178,370 gradi

Raggio del campo: 0,427 gradi


Sempre nella costellazione dell’Orsa Maggiore è possibile ammirare M97, detta “Nebulosa Civetta” o “Nebulosa Gufo”, una nebulosa planetaria ben visibile anche con piccoli telescopi. Deve il suo nome al fatto di avere due zone più scure all’interno di una forma circolare, queste zone scure sembrano due grandi occhi di una civetta o di un gufo. M 97 dista circa 2600 anni luce da noi. Questa la foto realizzata la notte del 21 gennaio 2015.

M97maximgrezzo Scaled_elab_small

SCHEDA TECNICA

Telescopi o obiettivi di acquisizione:Celestron CPC-800

Camere di acquisizione: Canon EOS 600D / Rebel T3i

Montature: Celestron HD Pro Wedge

Telescopi o obiettivi di guida: Orion Mini Guidescope

Camere di guida: ZW Optical ASI120MC

Riduttori di focale: Antares f/6.3 SCT

Software: Stark Labs PHD GUIDING 1.14.2, Maxim DLphotoshopO'Telescope BackyardEOS

Risoluzione: 4467x2975

Date: 21 gennaio 2015

Pose: 17x240" ISO800 20C

Integrazione: 1.1 ore

Dark: ~11

Flat: ~15

Dark dei flat: ~15

Bias: ~21

Giorno lunare medio: 0.50 giorni

Fase lunare media: 0.28%

Scala del Cielo Scuro Bortle: 7.00

Centro AR: 168,697 gradi

Centro DEC: 55,020 gradi

Campionamento: 0,725 arcsec/pixel

Orientazione: -177,010 gradi

Raggio del campo: 0,541 gradi


mercoledì 21 gennaio 2015

La sonda New Horizons si avvicina a Plutone

Ha viaggiato per nove anni per raggiungere Plutone. La sonda New Horizons sta per giungere nelle vicinanze del suo traguardo: l’osservazione di uno dei pianeti (nani) più interessanti del Sistema Solare. A fine dicembre 2014 la sonda ha acceso i suoi strumenti per cominciare le sue osservazioni. A partire da domenica 25 gennaio 2015 la sonda comincerà a scattare immagini del misterioso Plutone. Se devo essere sincero, la mia curiosità è davvero alle stelle (!), perché sin da bambino (sì, quando ancora era considerato un pianeta) Plutone era il più misterioso dei corpi celesti appartenenti al nostro sistema planetario. Finalmente l’attesa sta quasi per finire e vedremo il vero aspetto di Plutone e delle sue 5 lune. Sono quasi sicuro che saranno scoperte anche altre lune. Dopo il 25 gennaio scriverò un altro post per tenervi informati sugli sviluppi della missione.

Intanto guardatevi il filmato, a cura dell’INAF, dedicato alla missione New Horizons su Plutone.

Buona visione a tutti.


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domenica 11 gennaio 2015

Cometa C/2014 Q2 Lovejoy. Le mie foto.

Nei giorni scorsi ho avuto la fortuna di poter fotografare la cometa protagonista dei nostri cieli in queste settimane. Si tratta della C/2014 Q2 Lovejoy, una cometa che nei giorni scorsi è diventata abbastanza luminosa da essere al limite della visibilità ad occhio nudo. Nelle foto è possibile mettere in evidenza una debole coda. Non si tratta della cometa più spettacolare degli ultimi anni, ma certamente vale la pena cercare di osservarla visualmente o di fotografarla.

Ecco le mie due foto, la prima del 23/12/2014 e la seconda del 07/01/2015.

(cliccare sulla foto per vederla ingrandita)

Telescopi o obiettivi di acquisizione:Celestron CPC-800

Camere di acquisizione: Canon EOS 600D / Rebel T3i

Riduttori di focale: Antares f/6.3 SCT

Software: DeepSkyStackerIrisphotoshop, O'Telescope BackyardEOS

Risoluzione: 4484x2989

Date: 23 dicembre 2014

Pose: 23x30" ISO1600 20C

Integrazione: 0.2 ore

Dark: ~21

Flat: ~11

Dark dei flat: ~21

Bias: ~21

Giorno lunare medio: 1.02 giorni

Fase lunare media: 1.17%

Scala del Cielo Scuro Bortle: 7.00


Telescopi o obiettivi di acquisizione:Celestron CPC-800

Camere di acquisizione: Canon EOS 600D / Rebel T3i

Montature: Celestron HD Pro Wedge

Telescopi o obiettivi di guida: Orion Mini Guidescope

Camere di guida: ZW Optical ASI120MC

Riduttori di focale: Antares f/6.3 SCT

Software: DeepSkyStackerStark Labs PHD GUIDING 1.14.2photoshop, O'Telescope BackyardEOS

Risoluzione: 4962x3197

Date: 07 gennaio 2015

Pose: 25x120" ISO1600 20C

Integrazione: 0.8 ore

Dark: ~11

Flat: ~15

Dark dei flat: ~15

Bias: ~21

Giorno lunare medio: 16.42 giorni

Fase lunare media: 96.92%

Scala del Cielo Scuro Bortle: 7.00


giovedì 1 gennaio 2015

Storia di un avvistamento UFO

Sono un astrofilo con alle spalle circa 33 anni di esperienza osservativa. Negli ultimi 3 anni mi sto dedicando anche alla fotografia (potete vedere le mie foto a questo link). Nel mio diario, in data 12 ottobre 1985 leggo:

“12/10/1985. Serata limpida. Oggetti osservati: Tr. 2, St 23, H1, NGC 381, 136, 7788, 133, 225, 1501, 891, 1444, 253, 288. Durante la serata ho visto un oggetto strano di colore giallastro solcare il cielo a velocità sostenuta.

UFO

C’è anche un piccolo disegno dell’oggetto “misterioso”. Perché è così importante questo avvistamento? Forse perché conferma l’esistenza degli UFO? Lo vedremo presto. In realtà è importante perché è l’unico oggetto “strano” che ho visto nei miei 33 anni di osservazioni astronomiche. E’ stato quindi l’unico che non sono riuscito a identificare, almeno in un primo momento. Non essendo riuscito a identificarlo, per molti anni ho creduto di avere visto un UFO, nel senso di “oggetto volante non identificato”; ovviamente non mi è mai passato per la testa di avere visto una “astronave aliena”.

Due anni fa, però, ho visto qualcosa che mi ha fatto capire cos’era quello strano oggetto…

Prima di svelarvi la soluzione di questo mistero, vorrei far notare una caratteristica tipica degli avvistamenti UFO effettuati da osservatori occasionali. Di solito si tratta di situazioni del tipo:

“Circa 20 (o qualsiasi altro numero, ma sempre molto alto) anni fa, uscivo dal ristorante di sera…”, oppure “Ero in macchina e dal finestrino ho visto…”. Poi le testimonianze continuano generalmente con la descrizione dell’oggetto, ad esempio sfere di luce, dischi, sigari, ecc… e a volte con la descrizione di movimenti rapidi, con curve a gomito “impossibili da eseguire per aerei o elicotteri”.

Il denominatore comune di questi avvistamenti è però uno: la maggior parte dei testimoni fornisce una collocazione temporale (e spaziale) molto vaga, infatti difficilmente ricordano il giorno esatto dell’avvistamento e molti addirittura non riescono a ricordare nemmeno l’anno! Il giorno viene ricordato solo se l’avvistamento avviene a ridosso di date particolari, come matrimoni, battesimi, festività, ecc…

I singoli avvistamenti quindi si possono considerare delle prove dell’esistenza degli UFO? Generalmente no, dato che sono spesso molto “imprecisi”. Ma qualcuno potrebbe pensare: gli UFO li ho visti io stesso, li ha visti mio zio, li ha visti il mio amico, li ha visti mio cugino, li hanno visti MIGLIAIA di persone. Sommando tutti questi avvistamenti (e sono MOLTE migliaia), non si possono avere più avere dubbi: gli UFO esistono con assoluta certezza!

E invece non è così… sommando anche moltissimi avvistamenti di scarsa qualità, non otteniamo affatto una prova di qualità. Perché? Perché non possiamo affatto sommarli. Se non si sa nemmeno l’anno dell’avvistamento, possiamo fare dei “confronti incrociati”? Ovviamente no, ed è proprio per questo che anche se ci sono milioni di avvistamenti “scadenti”, questi non si possono cumulare per determinare una prova valida. In tutti quei casi in cui invece si conosce minuto, ora, giorno, mese ed anno dell’avvistamento, si è sempre potuto risalire ad una origine non misteriosa dello stesso. Ad esempio si è sempre riusciti a capire che si trattava di pianeti luminosi, aerei, palloni sonda, satelliti, meteoriti, ecc…

Valgono quindi le seguenti evidenze:

a) se non c’è una buona determinazione temporale e spaziale dell’avvistamento non è possibile fare “confronti incrociati” con eventuali altri avvistamenti e quindi l’avvistamento costituisce uno scarso indizio di qualche “fenomeno sconosciuto”. In pratica non serve a niente.

b) se c’è una buona determinazione temporale e spaziale dell’avvistamento si riesce a trovare una causa “naturale” o “convenzionale”.

Ma torniamo all’avvistamento UFO oggetto di questo post. La sera del 8 luglio del 2013 capisco cosa avevo visto 28 anni prima. Mentre sto effettuando una sessione fotografica dell’ammasso globulare M15, passano alcuni volatili, probabilmente dei rapaci notturni (ovviamente non ne sono sicuro, non me ne intendo), ad alcune decine di metri di altezza rispetto alla mia postazione. Stanno planando e quindi hanno le ali ferme per diversi secondi e la loro parte inferiore è illuminata dalle luci stradali che conferisce loro un colore giallastro quasi fosforescente. Scivolano nel cielo totalmente silenziosi come dei fantasmi irreali, poi battono le ali e fanno una virata stretta che li porta a scomparire dietro un palazzo.

Il disegno fatto nel 1985 è perfettamente compatibile con un volatile, ma la distanza, la poca luce, la brevità dell’osservazione, non mi consentirono di capirlo e mi diedero l’impressione di qualcosa di “solido” che si muoveva nel cielo.

Se non avessi preso questo appunto e fatto quel disegno, non avrei mai capito che quello era un volatile e, possibilmente, con la normale elaborazione psicologica dei ricordi, avrei ricordato tutt’altro e mi sarebbe rimasta per sempre l’impressione di avere visto qualcosa di strano.

Questa storia ci insegna che se si vogliono indagare dei “misteri”, presunti o reali che siano, bisogna essere il più possibile accurati, perché solo in questo modo siamo in grado di scoprire di cosa si tratta. Anzi, devo farmi una tiratina d’orecchie da solo, perché nell’avvistamento non ho riportato l’orario preciso, cosa che avrei dovuto fare.

La prossima volta che vedete qualche oggetto in cielo che vi sembra strano, non raccontatelo semplicemente a parenti e amici dopo mesi o anni. Prendete appunti! Orario preciso e luogo preciso. Non avete giustificazioni adesso, perché praticamente tutti avete uno smartphone dotato di gps e quindi potete prendere nota di orario, posizione e descrizione dell’avvistamento. In questo modo sarà più facile fare dei confronti incrociati e sarà molto più facile capire cosa avete visto.


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