mercoledì 30 novembre 2011

Illusione ottica accidentale

Le illusioni ottiche si possono considerare come degli “inganni” visivi che ci mostrano che è il nostro cervello che elabora e interpreta la realtà che ci circonda. Molte illusioni ottiche sono state “costruite” per mostrare gli errori di percezione più comuni, altre invece si possono generare per puro caso. Ad esempio il sito Forgetomori ha segnalato questa foto (che riporto sotto) che ci mostra una vera a propria “illusione ottica accidentale”, classificabile come un’illusione ottica prospettica.

illusione ottica

Esistono le tavole di legno volanti? Occhiolino La fortuita presenza dell’ombra di una bandiera al vento nei pressi di quella tavola di legno, fornisce quella insistente sensazione che la tavola di legno sia sospesa in aria. Bello, no? Sorriso Se si fosse assistito alla scena di persona questa sensazione non si sarebbe vissuta. L’effetto è dovuto al fatto che la foto trasforma una scena 3D in una scena 2D falsando, come avviene in questo caso, la prospettiva e la posizione degli oggetti.


Video sulle cinture di sicurezza

Un video sulle cinture di sicurezza non deve solo mostrare i pericoli degli incidenti d’auto. In altre parole non è detto che debba mostrare per forza solo una sequenza di immagini truculente di morti sulle strade e sulle autostrade. Spesso i “sensi di colpa” suscitati da questo tipo di immagini non incoraggiano affatto a mettere sempre le cinture di sicurezza.

Per fortuna qualcuno è riuscito a mostrare la questione della sicurezza stradale da un punto di vista del tutto opposto: invece di mostrare cosa può succedere di tremendo non mettendosi le cinture di sicurezza, ci fa vedere cosa può succedere di bello!

Si tratta di un modo molto creativo e “rivoluzionario” per trattare la questione. Nel filmato che potete vedere di seguito, della durata di 1 minuto e 29 secondi, il cui titolo originale è: Embrace Life - always wear your seat belt, by Sussex Safer Roads Partnership, osserviamo come il problema delle cinture di sicurezza può essere affrontato in maniera più “poetica” rispetto a come si fa di solito.

Buona visione a tutti.


lunedì 28 novembre 2011

Il materiale più leggero del mondo (video)

Il materiale più leggero del mondo lo possiamo vedere in questo video. Si chiama Ultralight Metallic Microlattices ed è stato sviluppato da alcuni studenti californiani. Questo materiale è talmente leggero che non riesce a schiacciare nemmeno il “soffione” che vediamo nell’immagine sotto (che non è un fotomontaggio, ma è una foto reale e che ci fa capire in maniera molto diretta quanto sia leggero). Infatti è cento volte più leggero del polistirolo e oltre mille volte più leggero dell’acqua.

E’ un materiale metallico ed è nato da una collaborazione tra il Caltech di Pasadena e l’Università di Irvine. La sua leggerezza deriva dalla sua densità estremamente bassa: 0,9 milligrammi al centimetro cubo. La struttura è fatta da tubi cavi spessi 100 nanometri assemblati nello stesso procedimento del microlattice. Il materiale è per il 99,99% costituito da aria. Nonostante tutto è estremamente resistente, ad esempio assorbe gli urti recuperando la forma originale. Le applicazioni di un simile materiale sono davvero tantissime e vanno dall’elettronica alla costruzione di strutture antisismiche.

Una delle cose più belle di questa straordinaria invenzione è che tra i ricercatori che hanno sviluppato il materiale più leggero del mondo c’è anche un italiano. Si chiama Lorenzo Valdevit ed è uno dei tanti ricercatori italiani che riescono ad avere grande successo trasferendosi all’estero (e Valdevit per fortuna ha avuto questa possibilità).

Sappiamo bene che per la maggior parte dei brillanti ricercatori italiani l’unica possibilità di realizzarsi è quella di emigrare all’estero (la famosa “fuga dei cervelli”), ma non ho intenzione di dilungarmi su questo argomento, che mi porterebbe troppo lontano dall’argomento di questo post. Magari scriverò qualcosa prossimamente.

Nel filmato possiamo vedere un breve servizio di Tg Leonardo riguardante il materiale più leggero del mondo. Buona visione a tutti.


Onde gravitazionali

Cosa sono le onde gravitazionali? Rispondere a questa domanda non è difficile, basta pensare alle onde che si generano in uno specchio d’acqua calma quando vi si butta un sasso. Si formano delle increspature circolari concentriche che si propagano. Anche le masse degli oggetti che si muovono con moto accelerato (ad esempio in caduta libera) formano continuamente queste increspature nello spazio-tempo. Sono proprio queste le onde gravitazionali. Il problema è che queste onde gravitazionali sono davvero molto deboli e rivelarle è molto difficile. Ad esempio è quasi impossibile rivelare le onde gravitazionali prodotte da oggetti “normali”, come un sasso o anche un montagna. In realtà è molto difficile rivelare persino le onde gravitazionali prodotte dalla massa della Terra o del Sole. L’unica speranza è trovare degli oggetti astronomici che abbiano una tale influenza sullo spazio-tempo da formare delle onde gravitazionali sufficientemente intense da essere rivelate. Un esempio è ovviamente quello dei buchi neri, o di stelle che stanno per collassare in un buco nero o una stella di neutroni dopo avere terminato il loro ciclo vitale.

Onde gravitazionali

Le onde gravitazionali sono un effetto previsto dalla Teoria della Relatività Generale. Einstein, nel 1917, disse, in base ai suoi calcoli, che le onde gravitazionali sono così deboli che nessuno riuscirà mai a vederle. Un gruppo di ricercatori italiani sta tentando di “dare torto” al grande scienziato tedesco facendo uso di un rivelatore dalle caratteristiche straordinarie installato a Cascina (Pisa). Si tratta del rivelatore VIRGO, ideato dal fisico italiano Adalberto Giazzotto e completato nel 2003, e che adesso è stato potenziato raggiungendo una soglia di rivelazione 1000 volte maggiore. Questo rivelatore di onde gravitazionali si basa sull’uso dell’interferometria laser.

Se le onde gravitazionali esistono davvero, VIRGO riuscirà (forse Sorriso) a vederle, confermando l’ennesima previsione della Teoria della Relatività Generale.

Nel seguente filmato potete vedere una interessante (e molto chiara direi) spiegazione sulle onde gravitazionali, sul rivelatore VIRGO e su come funziona e verrà anche costruito in studio un modellino del rivelatore VIRGO per spiegarne meglio il funzionamento.

Buona visione a tutti.


sabato 26 novembre 2011

La legge di Ohm semplice

Come si può imparare la legge di Ohm in maniera semplice? Diciamo innanzitutto che la legge di Ohm stabilisce un legame tra la corrente elettrica, la resistenza e la differenza di potenziale (detta anche tensione) di un conduttore elettrico.

In particolare qui stiamo parlando della prima legge di Ohm. In formula si può esprimere in questo modo:

dove V è la differenza di potenziale, I è la corrente elettrica, R è la resistenza.

Ma se noi di un conduttore conosciamo solo la resistenza e la differenza di potenziale? Come facciamo in questo caso a trovare la corrente elettrica che lo attraversa? E se abbiamo la corrente e la differenza di potenziale e vogliamo trovare la resistenza? Ovviamente la cosa migliore sarebbe imparare come si ottengono le “formule inverse” della legge di Ohm, ma per chi ancora non lo sa fare può essere utile guardare con attenzione il seguente filmato.

Buona visione.


venerdì 25 novembre 2011

A Natale le nuove etichette sui cibi

A Natale 2011 entreranno in vigore le nuove etichette sui prodotti alimentari volute dall’Unione Europea. Queste nuove etichette saranno più chiare e precise garantendo più informazioni e sicurezza. Le novità riguardano l’evidenza degli allergeni e il divieto di indicazioni fuorvianti. Una delle novità più importanti riguarda invece le dimensioni dell’etichetta: sarà più grande e con caratteri più grandi e ciò avrà un benefico effetto sulla leggibilità.

Nel seguente filmato possiamo vedere alcuni dettagli che spiegano quali saranno queste nuove regole sulle etichette dei cibi. Si tratta di una novità che ci si aspettava da molto tempo, dato che molto spesso le attuali etichette dei prodotti alimentari non sono sufficientemente chiare e nemmeno esaustive. In questo modo sarà possibile effettuare delle scelte più efficaci e si potranno evitare (si spera) di comprare prodotti che in realtà non fanno bene. La salute parte sempre da un’alimentazione ottimale.

Buona visione del filmato.


giovedì 24 novembre 2011

Lenti a contatto di nuova generazione spediscono email dagli occhi!

Dato che la miniaturizzazione dei dispositivi elettronici non si è mai arrestata negli ultimi anni, adesso ci arriva una notizia che sembra venire da un film di fantascienza. Si tratta di lenti a contatto di ultima generazione che permettono di spedire email direttamente dai globi oculari!



Questi studi sono stati portati avanti da un team di ricercatori dell'Università di Washington che hanno ideato questo nuovo tipo di lenti a contatto che non si limitano a migliorare la vista, ma permettono anche di leggere e spedire email guardando i messaggi come in "sovrimpressione" sul resto dell'immagine reale. Fantascienza? Non più, a quanto pare. I circuiti integrati nelle lenti sono realizzati con sottili strati metallici di soli pochi nanometri di spessore e sono dotati di diodi che emettono luce anch'essi con dimensioni straordinariamente piccole: un terzo di millimetro.

Il problema maggiore di questo tipo di dispositivi "next-gen" è l'alimentazione elettrica. I nostri normali computer funzionano collegati alla normale rete elettrica o con batterie che hanno una certa durata. Nel caso di queste lenti a contatto non c'è spazio nemmeno per delle batterie interne che forniscono energia. Potrebbero funzionare solo nelle vicinanze di una batteria che le rifornisce di energia tramite un meccanismo wifi, ma dovrebbe stare a pochi centimetri di distanza.

Un altro problema potrebbe essere l'effetto a lungo termine di un contatto di questi circuiti con la superficie dell'occhio. E poi: cosa succederebbe se le lenti fossero sottoposte ad alte temperature o a sostanze tossiche?

Una cosa sola mi viene in mente. I ricercatori che stanno sviluppando queste tecnologie quanto si sono fatti ispirare dai film di fantascienza? Guardate, ad esempio, lo spezzone iniziale del film "Terminator 2". Osservate la "vista" di cui è dotato il cyborg (interpretato da Arnold Schwarzenegger). Forse stiamo arrivando a qualcosa del genere? Il film è del 1991. Buona visione del filmato (c'è solo il link):

http://youtu.be/BL0_A1WvnfU

Differenza tra peso e massa

La legge fondamentale della dinamica, espressa per un oggetto in caduta libera è:



questo mette in luce la relazione  tra il peso P e la massa inerziale m. Siccome l'esperienza mostra che l'accelerazione di gravità g, misurata in un determinato luogo è la stessa per tutti gli oggetti, il rapporto tra il peso e la massa di un corpo qualsiasi è una costante ed è uguale al valore che ha g in quel luogo:



Ciò significa che i pesi degli oggetti sono direttamente proporzionali alle loro masse. Oggetti che hanno lo stesso peso hanno quindi anche la stessa massa inerziale.

Questa conclusione può sembrare tutto sommato scontata. In effetti quando si pensa alla massa di un oggetto, anche senza volerlo, viene subito in mente la sua pesantezza. Ma, per come sono state definite, massa e peso sono proprietà della materia completamente diverse. La massa inerziale misura quanto un oggetto resiste ad essere accelerato. Il peso, invece, dice con quanta forza l'oggetto è attratto dalla Terra. La conclusione a cui siamo arrivati esprime allora un fatto non banale e abbastanza curioso: la Terra attrae nello stesso modo oggetti che sono ugualmente difficili da accelerare.

Mentre la massa è una proprietà di un corpo che rimane sempre la stessa dovunque sia misurata, il peso cambia e dipende da dove il corpo si trova. Immaginiamo di portare un disco a ghiaccio secco (o qualsiasi altro oggetto) sulla Luna. Se lo appendiamo a un dinamometro, esso provoca un allungamento molto minore che sulla Terra. Il suo peso è infatti circa 6 volte più piccolo che sulla Terra.

Differenza tra peso e massa


La sua massa inerziale, però, rimane invariata. Per determinarla, potremmo fare un semplice esperimento. Tiriamo il disco con forza costante e misuriamo la sua accelerazione. A parità di forza, sulla Terra e sulla Luna l'accelerazione del disco è la stessa. Quindi, il valore F/a, che misura la massa inerziale del disco, non cambia.

L'inerzia è una proprietà che un oggetto porta con sé dovunque si trovi ed è una caratteristica tutta sua. Il peso, invece, cambia da posto a posto perché dipende anche da altri oggetti (per esempio dalla Terra o dalla Luna). Se ci trovassimo nello spazio, lontanissimi da stelle e pianeti, e tenessimo in mano un pallone, non faremmo alcuna fatica. Se però gli dessimo un calcio, avvertiremmo sul piede la stessa resistenza alla variazione di velocità che sentiamo sulla Terra.

martedì 22 novembre 2011

Probabilità di un evento

Un evento è un fatto che può accadere o non accadere. Se esso avviene con certezza si dice evento certo, mentre se non può mai accadere si dice evento impossibile. Gli eventi che possono accadere in modo casuale si dicono aleatori, essi sono i possibili esiti di un esperimento che non dipende da una legge determinata. Un singolo esito si dice evento elementare o campione.



a) La probabilità di un evento E, secondo l'impostazione classica, si calcola facendo il rapporto fra il numero f dei casi favorevoli e il numero u dei casi possibili, supponendo tutti i casi ugualmente possibili:



La probabilità assume un valore compreso tra 0 e 1. Se l'evento è impossibile, la probabilità è 0; se l'evento è certo, la probabilità è 1.

La probabilità del non verificarsi di E, cioè dell'evento contrario Ē è:



b) La probabilità di un evento E secondo l'impostazione statistica (o frequentistica) è la sua frequenza relativa, cioè il rapporto fra il numero delle volte m che si è verificato un fenomeno e il numero delle prove n effettuate nelle stesse condizioni, quando questo ultimo è elevato:



Alla base di questa impostazione c'è la legge empirica del caso. Essa afferma che la frequenza relativa di un evento E, all'aumentare del numero di prove effettuate, tende alla probabilità dell'evento.

c) La probabilità di un evento E, secondo l'impostazione soggettiva è il rapporto tra il prezzo P che una persona ritiene equo pagare e la vincita V che riceverà al verificarsi di E:

sabato 19 novembre 2011

Lavorare fino alla morte

Negli ultimi tempi molte persone sono preoccupate per la loro pensione. La prenderemo la pensione tra 20 o 30 anni? E quanto prenderemo? Ma soprattutto QUANDO la prenderemo? A 67 anni? A 70? A 90 anni? Lo sappiamo che l'aspettativa di vita aumenta continuamente, ma ciò non significa che dobbiamo per forza lasciare gli anziani "radicati" sui loro posti di lavoro. Il pericolo è che i "giovani" non possono mai subentrare prima dei 35 o 40 anni! Si comincia a lavorare quando non si è più giovani e si finisce quando si è ormai stravecchi.



Lo so, il corpo può continuare a funzionare benissimo fino a 90 e più anni, ma il massimo dell'entusiasmo, delle idee rivoluzionarie, delle conquiste straordinarie, si hanno quasi sempre prima dei 25 anni, cioè quando alla maggior parte degli italiani spettano ancora da 10 a 15 anni di vita da "bamboccione".

Io credo che questo continuo aumento dell'età pensionabile sia una trappola mortale che porterà sempre più l'Italia ad essere un Paese "spento" dal punto di vista della creatività e dell'entusiasmo sul lavoro. In questo modo non si diventerà solo un Paese pieno di anziani (che potrebbe essere anche qualcosa di molto bello), ma un paese di uomini e donne ormai stanchi. Per molti studenti universitari e per molti diplomati ormai la trafila è sempre la stessa. Anni e anni di precariato, di battute d'arresto, di delusioni, di trasferimenti, di pendolarismo e di chissà quante altre disavventure che nemmeno riesco ad immaginare e poi... e poi a 35 anni e anche più arriva (forse) il "contratto a tempo indeterminato". A 35 anni e anche di piu! Mio padre a 35 anni aveva già 17 anni di contributi versati! Altro che "esistenza precaria".

Dopo innumerevoli anni di spossata speranza di trovare qualcosa di cui vivere senza patemi d'animo, ora ci toccherà anche lavorare fino alla morte...

venerdì 18 novembre 2011

La città di Ur si deve salvare

Ur era una città sumera anticamente situata nella Mesopotamia meridionale, sorge oggi ad Al-Muqayyar, una città irachena. Città antichissima, di fondazione preistorica, Ur sorgeva sulle rive del fiume Eufrate e del Golfo Persico.



I reperti più antichi giunti fino a noi testimoniano che nella fase Obeid, corrispondente al IV millennio a.C., la città sumera era, secondo quanto testimoniano gli scavi, circondata da mura e da un canale difensivo. Era dotata di un porto che permetteva che gli scambi commerciali avvenissero attraverso il fiume.

Accanto al centro sorgeva uno ziggurat (una sorta di piramide a gradoni) destinato al culto di Nanna, dio protettore di Ur. Sotto il re Urnammu la città acquisì il massimo splendore. Ne seguì una lunga decadenza che ebbe fine nel V secolo a.C. con l'abbandono definitivo della città.

Recentemente il CNR ha lanciato il progetto "Le colline di Abramo" che ha come ambizioso obiettivo quello di ricostruire una delle più importanti città del III millennio a.C. della Mesopotamia, la città di Ur. Il sole, il vento e la pioggia stanno distruggendo ciò che rimane di questa mitica città di un lontano passato.

Nel seguente filmato possiamo vedere il punto della situazione su questo ammirevole progetto di restauro archeologico.

Buona visione a tutti.

Energia eolica da incentivare

Dagli Appennini fino alle isole, migliaia di pale eoliche generano la seconda fonte di energia rinnovabile in Italia dopo quella idroelettrica. Si tratta di ben 6000 megawatt di potenza installata. In Liguria, ad esempio, è stata costruita una struttura eolica molto interessante. Il parco eolico si chiama "a cinque stelle" ed ha caratteristiche di potenza davvero notevoli.

Parco eolico in Liguria

Lo sviluppo dello sfruttamento dell'energia eolica è stato certamente frenato dal fatto che le turbine eoliche hanno un impatto visivo non indifferente e producono un rumore che spesso può dare fastidio. Secondo molti non sarebbe un tipo di energia che ha solo pregi. In realtà questi "miti" sono un po' da sfatare, perché il rumore prodotto non è poi così intenso da giustificare tali opposizioni e nemmeno l'impatto visivo è tale da creare disturbo. Io stesso ho visto, qui in Sicilia, grandi pale eoliche installate in ampie campagne brulle e riarse. Non si può certo dire che rovinano il paesaggio di quelle zone ormai inaridite e a stento utilizzate solo per il pascolo.

Lo sviluppo dell'energia eolica in Italia non deve essere ulteriormente ostacolato, perché c'è anche una notevole ricaduta a livello occupazionale che in zone del sud Italia non può essere altro che un bene.

Nel filmato che vi presento, a cura di Tg Leonardo, si parla proprio dello sviluppo dell'eolico in Italia, che in soli 15 anni ha raggiunto la seconda posizione in classifica come produttività per quanto riguarda le energie rinnovabili. Si spera che si possa ottenere anche qualcosa in più.

Buona visione del filmato.

giovedì 17 novembre 2011

Perché le leggi della Fisica sono giuste?

Uno dei cavalli di battaglia di coloro che non hanno fiducia nella scienza è quello di affidarsi a un famoso esempio. L’esempio è quello, arcinoto, del volo del calabrone (in realtà non si tratterebbe del calabrone, perché storicamente ci fu un errore di traduzione, ma del bombo. La qual cosa non fa differenza e nel resto dell’articolo mi riferirò sempre al “volo del calabrone”). Secondo le leggi della Fisica conosciute il calabrone non dovrebbe volare, però vola, quindi, secondo questi signori, c’è qualcosa che non va nelle nostre conoscenze scientifiche. Il calabrone è troppo pesante e massiccio, mentre le sue ali sono troppo piccole per sostenerlo in volo. Il ragionamento sembrerebbe valido, dopotutto non abbiamo la certezza assoluta che le nostre conoscenze siano così solide da giustificare una fiducia completa in esse. Il volo del calabrone non sarebbe altro che un buon motivo per non fare troppo affidamento nelle nostre conoscenze scientifiche. E qui potrei anche essere d’accordo: la scienza non può arrivare a conoscere tutto né si può porre questo come obiettivo finale.

volo del calabrone

Ma, alla fine, perché il calabrone vola nonostante violi le leggi della Fisica? Quindi c’è davvero qualcosa di sbagliato nelle nostre conoscenze dell’aerodinamica?

In realtà le leggi della Fisica non hanno nessuna colpa nel volo del calabrone. La spiegazione è stata trovata già un po’ di tempo fa (1975), quando, osservando la struttura microscopica delle ali del calabrone (e anche di tanti altri insetti), si è scoperto che queste non sono per niente lisce ma possiedono una superficie corrugata che provoca delle turbolenze dell’aria durante il battito. Sono proprio queste turbolenze che “tengono su” il calabrone durante il volo. Si potrebbe dire che la Natura, sfruttando in maniera ottimale le leggi della Fisica, ha fatto in modo che il calabrone riuscisse a volare massimizzando il suo peso corporeo e minimizzando la superficie delle sue ali. Mica poco! Inoltre il movimento delle ali degli insetti durante il volo è piuttosto complesso, perché possono orientare la loro superficie in modo da passare da posizioni orizzontali a posizioni verticali. In questo caso si parla di aerodinamica instabile.

Infatti nel 2005 si effettuarono indagini accurate utilizzando riprese ad alta velocità di un calabrone adulto. Ciò ha confermato che il calabrone non viola nessuna legge fisica poiché il suo battito alare (di ben 230 colpi al secondo), unito al particolare movimento effettuato dall'ala genera una spinta più che sufficiente per mantenerlo sospeso in aria.

Il caso del volo del calabrone però viene ancora utilizzato dai detrattori della scienza come l’emblema del suo fallimento, facendo finta che la risposta al dilemma non sia mai stata trovata! In poche parole è diventata una leggenda, una leggenda pericolosa, suggerirei io.

Qualcuno ha anche detto che il calabrone vola perché non sa di non poterlo fare! Questa è proprio bella e infatti viene usata spesso dai fautori della “crescita personale” o del “pensiero positivo” per convincere la gente che per raggiungere i propri obiettivi nella vita non c’è bisogno di avere le giuste capacità…

Ma non voglio divagare. Veniamo all’argomento del post. Perché le leggi della Fisica sono giuste? Perché le leggi della Fisica sono il risultato di esperimenti e non solo di ragionamenti. Ma gli esperimenti non potrebbero essere sbagliati? Certo che potrebbero essere sbagliati, ma per fortuna gli esperimenti possono essere ripetuti molte volte, possono essere affinati, possono essere aggiornati. Se un esperimento ripetuto molte volte da persone diverse in luoghi diversi ottiene sempre lo stesso risultato, significa che quel fenomeno avviene davvero in quel modo.

La Fisica (ma anche la Chimica e la Biologia e anche le altre scienze) non è un’accozzaglia di nozioni scritte sui libri. Se così fosse, io sarei il primo a prendere tutti questi libri e a farne un allegro falò. I libri riportano queste nozioni perché sono il risultato di numerosi ed accurati esperimenti. In molti di questi libri c’è anche scritto come sono stati fatti questi esperimenti e come è possibile realizzarli in un proprio laboratorio. Alcuni sono talmente semplici che si possono realizzare anche in casa. Se volete, ad esempio, verificare una delle leggi fisiche più famose, il Principio di Archimede, avete bisogno di pochissimi strumenti. Una vaschetta d’acqua, una bilancia, un metro, ma anche qualcosa di più semplice, come possiamo vedere qui. Volete verificare la legge di Hooke? Basta un supporto metallico, una molla, alcuni pesetti, un righello, carta e penna. Volete verificare la legge di Stevino? Basta una bottiglia piena d’acqua e un oggetto appuntito per fare dei buchi. L’elenco potrebbe continuare per pagine e pagine, ma la conclusione sarebbe sempre quella.

Quindi le leggi fondamentali della Fisica sono corrette. Ma anche alcune teorie che per essere verificate richiedono strumentazioni che in casa non possiamo avere sono corrette, perché tali teorie si basano su leggi fisiche fondamentali.

Possiamo essere sicuri che i principi della Termodinamica siano davvero corretti? Se così non fosse i nostri frigoriferi, caloriferi, pentole a pressione, motori a combustione, macchine a vapore non funzionerebbero. Queste cose sono state realizzate grazie alla nostra conoscenza delle leggi della Fisica. E le leggi dell’elettromagnetismo sono corrette? Se così non fosse tutti i nostri immensi e complessi impianti elettrici non sarebbero altro che un inutile groviglio di fili. La teoria della relatività è corretta? Se così non fosse i nostri sistemi GPS non funzionerebbero. E se fosse sbagliata anche solo una delle leggi dell’ottica, cosa succederebbe? Le lenti e gli occhiali sarebbero solo dei pezzi di vetro! Anche questo elenco si potrebbe prolungare per pagine e pagine.

In conclusione non c’è alcun motivo di dubitare della validità della scienza. Quando ero studente di Fisica ho effettuato personalmente numerose esperienze di laboratorio e ho potuto toccare con mano la validità di quelle che possono essere considerate le “fondamenta della Fisica”. Chi non ha mai visto di persona queste cose non perda tempo e si documenti. Anche su YouTube ci sono innumerevoli filmati di esperimenti di Fisica, di Chimica, di Biologia e di altre scienze che possono essere interessanti. Ci sono anche numerosi laboratori itineranti che mostrano tantissime esperienze scientifiche interessanti e divertenti. Dopo avere visto tutto questo, non sarà più possibile guardare alle pseudoscienze con lo stesso sguardo affascinato. Quelle non sono “scienze alternative”, sono solo alternative per coloro che non hanno ancora visto…

Alla prossima Sorriso


Blog scientifici italiani


Mi è sempre frullata per la testa l’idea di redigere un censimento dei blog scientifici italiani. Però sono sufficientemente pigro da non essermi mai cimentato in questa difficile impresa. Per fortuna molti altri non sono pigri come me e in particolare chi cura il blog Il Chimico Impertinente non è affatto pigro, visto che un censimento dei blog scientifici italiani lo ha già messo online Occhiolino.

blog scientifici

Si tratta di un progetto ambizioso e quindi deve essere assolutamente appoggiato Sorriso.
Sono catalogati ben 295 (se ho contato bene) blog di argomento scientifico, un bel numero che è destinato a crescere sempre più. Di questo sono contento, perché la divulgazione degli argomenti scientifici è una cosa molto importante. Sono ormai troppi i messaggi che vengono dai mass media che tendono a sminuire la scienza e a farla sembrare quasi “pericolosa”. Non sono solo gli “intellettuali” che professano la supremazia della cultura umanistica a spingere al disprezzo della scienza, ma anche una categoria molto eterogenea di cultori di pseudoscienze sempre più presenti in televisione e su internet. Si tratta di “studiosi” del paranormale, di contattisti UFO, di sedicenti “veggenti” che prevedono catastrofi e ripetute fini del mondo (!) e tanti altri personaggi che vengono sempre più spesso invitati in trasmissioni televisive (al solo scopo di aumentare l’audience) o che pubblicano blog che (purtroppo) contano migliaia di visite giornaliere.

C’è un modo per contrastare questo andazzo? Ovvio che c’è, divulgare ogni tipo di argomento scientifico con passione e competenza come, fortunatamente, tantissimi sanno fare e fanno ormai da tempo.

Se qualcuno pensa che il proprio blog abbia i requisiti necessari per essere inserito nell’elenco, può visitare la pagina del censimento per richiedere l’inserimento tramite commenti.

mercoledì 16 novembre 2011

Pannelli solari e ambiente

Negli Stati Uniti, vicino a Los Angeles, si stanno installando un milione di pannelli solari che daranno energia a 100000 abitazioni. Per fare tutto ciò si sta sfruttando una vasta area desertica. Di solito il fotovoltaico ruba grandi superfici di terreno alle coltivazioni. Per fortuna sono state elaborate delle brillanti soluzioni per questo problema.

Tra Mantova e Piacenza si stanno usando pannelli solari fotovoltaici "sospesi" sui campi coltivati che inseguono il movimento diurno del Sole e non tolgono un solo centimetro alle coltivazioni (si estendono per ben 21 ettari). In questo modo possono fornire energia a 2500 persone.

Nel seguente filmato possiamo vedere questo interessante impianto fotovoltaico che non disturba l'agricoltura. Si tratta di un modello di sfruttamento a basso impatto ecologico che potrebbe avere un grande successo nell'immediato futuro.

Buona visione a tutti.

Lenti a contatto: ecco come si fanno! (video)

In alcuni documentari ho già visto come si fabbricano le lenti, come quelle degli occhiali o dei telescopi, ma non avevo mai pensato ad un’altra cosa: come si fabbricano le lenti a contatto? Le lenti a contatto sono molto piccole e sottili, quindi sicuramente richiederanno delle tecniche di lavorazione particolari. Ho cercato subito qualcosa su internet e ho trovato questo breve documentario (il filmato dura poco più di 4 minuti e mezzo) di Discovery Science.

Nel video scopriamo che le lenti a contatto esistono da oltre un secolo e che le lenti a contatto moderne sono morbide, mentre quelle del passato erano rigide e scomode da mettere a contatto con gli occhi. La produzione di una sola lente richiede un complesso procedimento a 14 stadi. Si tratta di una procedura davvero molto interessante che richiede l’uso di computer e di parti meccaniche di estrema precisione. Vi consiglio di vedere il filmato perché è davvero sorprendente vedere come si passa da un semplice pezzo di materiale polimerico ad una lente a contatto morbida già pronta per essere “indossata”.

Buona visione di questo interessante frammento di Discovery Science che spiega come si fabbricano le lenti a contatto.


martedì 15 novembre 2011

Criteri di uguaglianza dei triangoli

In questo post possiamo vedere una spiegazione dei criteri di uguaglianza (isometria o congruenza) dei triangoli. Tali criteri sono tre e si trovano già esposti negli Elementi di Euclide (300 a.C. circa). Soltanto il fatto di porsi le questioni cui rispondono questi criteri, cioè se sia possibile dedurre l’uguaglianza di due triangoli dall’uguaglianza di certi lati o angoli, implica già un atteggiamento razionale, che non si appaga della pura e semplice verifica sperimentale.

E’ perciò naturale che soltanto in una sistemazione razionale della geometria, come quella di Euclide, i casi di uguaglianza vengano trattati in maniera esauriente. Però non si esclude che qualcuno di essi potesse essere stato conosciuto più anticamente, visto che anche in Talete si ravvisano le prime tendenze alla razionalità che si affermò più tardi nella Scuola Pitagorica.

Ecco i tre criteri di uguaglianza dei triangoli. Nei filmati si può vedere una spiegazione più approfondita (non li ho realizzati io Occhiolino).

 

1) Primo criterio di uguaglianza (isometria) dei triangoli.

Se due triangoli hanno due lati e l’angolo tra essi compreso, rispettivamente, isometrici (uguali/congruenti), allora essi sono isometrici (uguali/congruenti).

 

2) Secondo criterio generalizzato di isometria dei triangoli.

Due triangoli che hanno ordinatamente isometrici un lato e due angoli qualunque, sono isometrici.

 

3) Terzo criterio di isometria dei triangoli.

Se due triangoli hanno i tre lati rispettivamente isometrici, allora sono isometrici.


lunedì 14 novembre 2011

I tipi di materasso. Quali sono i più comodi?

Negli ultimi anni sono stati realizzati molti tipi diversi di materassi, soprattutto per soddisfare esigenze di comodità ed ergonomia. Un materasso che induce il corpo ad assumere posizioni scomode o scorrette (ad esempio non segue la colonna vertebrale) può compromettere la qualità del sonno o può causare vari tipi di dolori.

materasso

Ci sono anche altri parametri da considerare, come la traspirazione, cioè la capacità di assorbire l’umidità del corpo umano, l’isolamento termico e la frequenza di manutenzione. Non bisogna dimenticare nemmeno l’aspetto che riguarda le allergie. Molti tipi di materasso diventano un vero e proprio “allevamento di acari” e quindi possono creare fastidi ai soggetti che soffrono di allergie.

Quali sono le tipologie di materasso che si possono trovare? Ecco un piccolo elenco corredato da tabelle che ne spiegano pregi e difetti.

 

Materasso di lana

materasso di lana

Artigianale Traspirazione Segue la colonna vertebrale Manutenzione Adatto agli allergici
Buona No Frequente e costosa No

 

Materasso a molle

materasso a molle

Artigianale Traspirazione Segue la colonna vertebrale Manutenzione Adatto agli allergici
No Buona (adatto a chi suda molto) In maniera parziale Nulla

 

Materasso in lattice

materasso in lattice

Artigianale Traspirazione Segue la colonna vertebrale Manutenzione Adatto agli allergici
No Ottima. E’ consigliabile usare una base che consenta lo smaltimento dell’umidità prodotta dal corpo umano. In maniera totale Nulla

 

Materasso in poliuretano

materasso in poliuretano

Artigianale Traspirazione Segue la colonna vertebrale Manutenzione Adatto agli allergici
No Buona. E’ un ottimo isolante ed è adatto per i climi freddi. In maniera quasi perfetta Nulla Sì. Contrasta la formazione degli acari.

 

Materasso ad acqua

materasso ad acqua

Artigianale Traspirazione Segue la colonna vertebrale Manutenzione Adatto agli allergici
A volte Pessima Di solito vengono usati per prevenire le piaghe da decubito a causa del fatto che l’acqua (liquido incomprimibile) obbedisce al principio di Pascal e quindi il materasso segue perfettamente le posizioni del corpo umano.    

 

Materasso ad aria

materasso ad aria

Artigianale Traspirazione Segue la colonna vertebrale Manutenzione Adatto agli allergici
No Non ottimale Di solito viene usato per prevenire le piaghe da decubito, ma è meno efficace del materasso ad acqua perché l’aria è comprimibile, quindi non segue alla perfezione la posizione del corpo. Si buca spesso

 

Materasso di origine vegetale

Artigianale Traspirazione Segue la colonna vertebrale Manutenzione Adatto agli allergici
Sì. E’ ottenuto materiali  occasionali come foglie,
felci, torba, fieno ed erbe aromatiche.
Non si conosce bene l’efficacia. ? ? ?

 

Futon

Artigianale Traspirazione Segue la colonna vertebrale Manutenzione Adatto agli allergici
? Non segue la colonna vertebrale, ma sta diventando sempre più di moda in occidente (è un tipo di letto di origine giapponese) Non frequente ?

domenica 13 novembre 2011

Acrofobia

L’acrofobia è il timore ossessivo di cadere nel vuoto, che si prova affacciandosi da un luogo elevato. L’etimologia del termine ha origine dal greco antico, infatti àkron significa “cima” o “sommità”, mentre phòbos significa “paura” o “timore”.

acrofobia

Spesso al timore irrazionale di cadere si sostituisce una altrettanto irrazionale tentazione di buttarsi giù e per questo motivo si cerca in ogni modo di stare lontani da finestre, balconi, burroni o altri luoghi molti alti.

L’acrofobia è una fobia e quindi rientra in un’ampia varietà di forme di nevrosi. Capire l’origine dell’acrofobia non è facile e si possono formulare due ipotesi. La prima ipotesi è che questa paura dell’altezza sia l’espressione di un conflitto interiore del soggetto, quindi è come se fosse la “rappresentazione simbolica” del suo conflitto interiore. La seconda ipotesi invece è che sia dovuta a traumi che hanno a che fare con l’altezza, ad esempio una caduta da un luogo alto avvenuta nell’infanzia.

Una spiegazione inaspettata dell’acrofobia ci viene invece da uno studio condotto da Russell Jackson della California State University di San Marcos. Secondo questo studio l’acrofobia sarebbe causata da un’errata percezione delle distanze verticali, gli acrofobici quindi tenderebbero a sovrastimare le distanze verticali e ciò causerebbe la sensazione abnorme di paura. E’ una spiegazione che potrebbe andare bene, ma la angosciosa e ossessiva tentazione di buttarsi giù che sperimentano molti acrofobici, come si potrebbe inquadrare nell’ipotesi di Russell Jackson?

Ma quali sono i sintomi tipici dell’acrofobia? Anche i sintomi si possono dividere in due categorie: i sintomi fisici e quelli psichici. I sintomi fisici più comuni sono la tachicardia, la debolezza, la sudorazione e l’agitazione che possono sfociare anche in un attacco di panico. I sintomi psichici invece riguardano i comportamenti di “evitamento” dei luoghi alti. Quando questi comportamenti diventano estremamente frequenti possono ridurre le capacità sociali dell’individuo che cerca di uscire sempre meno di casa. Tutto ciò può degenerare anche nella depressione. Il tutto diventa assolutamente invalidante come possiamo leggere in questa testimonianza: “acrofobia che cambia la vita”.

Esiste una cura per l’acrofobia? Di solito si tende ad usare terapie basate su una graduale esposizione del soggetto a grandi altezze (terapia da esposizione). Ad esempio la persona viene fatta salire nei piani alti di un palazzo (di solito gli acrofobici non hanno affatto bisogno di vere grandi altezze per cominciare a percepire la loro angoscia) e si cerca di farla avvicinare molto gradualmente ad una finestra. Il tutto ovviamente viene fatto con la supervisione di uno psicoterapeuta che guida il paziente in questo procedimento.

Recentemente è stato sperimentato anche un rimedio basato sulla somministrazione di una pillola al cortisolo. Il cortisolo è una sostanza che dovrebbe, in qualche modo, annullare la sensazione di paura. In questo modo la terapia al cortisolo potrebbe affiancarsi alla “terapia da esposizione”. Ovviamente anche in questo caso bisogna sempre fare attenzione a tutte quelle terapie che vengono pubblicizzate come “miracolose” o anche semplicemente “definitive”. Se si legge bene l’articolo linkato prima si nota che il cortisolo è considerato come una sostanza senza effetti collaterali, ma se si segue il link “cortisolo” si legge invece che il cortisolo non è affatto così innocuo. Inoltre non sembra nemmeno che abbia gli effetti psichici indicati, come quello di inibire la paura.

Un rimedio che secondo me invece potrebbe essere molto efficace è quello di utilizzare la terapia da esposizione con la realtà virtuale! Il paziente viene sottoposto a stimoli in realtà virtuale, come salire su un elevatore di un cantiere di costruzione di un palazzo, senza alcun pericolo reale. Si tratta del Virtual Reality Medical Center. Un metodo che unisce la psicologia con le moderne tecniche informatiche!

Una curiosità. Sembra che non esista nessuna correlazione tra acrofobia e paura di volare. La differenza probabilmente è dovuta al fatto che non c’è collegamento visivo tra l’aereo e il terreno circostante. Esistono abilissimi piloti d’aereo che sono acrofobici, ma quando pilotano l’aereo non hanno nessuna paura, invece quando si trovano nei pressi una scogliera o salgono su un edificio alto la loro paura si manifesta in tutta la sua drammaticità.


sabato 12 novembre 2011

Astronauti che cadono sulla Luna

Tutti noi abbiamo sperimentato la durezza del suolo terrestre, ogni volta che siamo caduti. Alcuni uomini hanno avuto un'altra esperienza: sono caduti sulla Luna! Si tratta, ovviamente, degli astronauti.

Lo so, l'accelerazione di gravità sulla Luna è solo un sesto di quella che c'è sulla Terra e quindi la caduta è meno "rovinosa", ma sono sicuro che arrivare sul suolo con quella scomodissima tuta spaziale non sia una cosa molto piacevole. A questo punto la battuta viene spontanea: ma siamo mai stati sulla Luna? Certo, alcuni ci sono anche caduti!

In questo filmato possiamo vedere un mix di astronauti che cadono sulla Luna. Non so se è realmente divertente, ma ci fa capire che anche uomini "eroici" come gli astronauti possono inciampare ogni tanto...

Buona visione a tutti.

giovedì 10 novembre 2011

La legge di Boyle (video)

La legge di Boyle (detta anche legge di Boyle-Mariotte) riguarda i gas perfetti (che possono essere approssimati dai gas abbastanza rarefatti) e afferma che, in condizioni di temperatura costante, il prodotto tra la pressione e il volume del gas è costante. Quindi risulterebbe che:

dove P è la pressione e V e il volume del gas.

In altre parole significa che in un gas perfetto (o che approssima un gas perfetto) mantenuto a temperatura costante la pressione e il volume risultano inversamente proporzionali. Inversamente proporzionali significa che se, ad esempio, la pressione dimezza, il volume raddoppia, se la pressione diventa 1/3, il volume diventa il triplo e così via.

legge di Boyle

C’è un modo semplice per vedere in pratica la legge di Boyle? La risposta è sì, infatti nel seguente filmato possiamo vedere una semplice verifica sperimentale della legge di Boyle. All’interno di una campana pneumatica è stato messo un palloncino. Man mano che l’aria viene estratta dalla campana pneumatica la pressione diminuisce e si osserva che il volume del palloncino aumenta, infatti lo vediamo gonfiarsi. Ciò conferma che quando la pressione diminuisce, il volume aumenta e quindi che esiste una proporzionalità inversa tra pressione e volume in un gas come l’aria.

Buona visione del filmato.


11 novembre 2011: la fiera delle stupidaggini.

Stiamo parlando del fatidico 11/11/11 che secondo qualcuno potrebbe portare grandi catastrofi o una nuova era di amore e ascensione spirituale. In realtà è molto facile orientarsi in mezzo a questa selva di sciocchezze, basta sapere che i numeri hanno un significato solo quando questo significato non lo “proiettiamo” noi stessi con le nostre menti.

La “numerologia” infatti è molto più simile all’astrologia che alla matematica. Si tratta di una pseudoscienza che cerca di trovare delle relazioni (del tutto arbitrarie) tra i numeri e i significati appartenenti al mondo mistico ed esoterico.

Per comprenderci meglio, dire che la data 11/11/2011 abbia un qualsiasi significato è equivalente a dire che il numero 17 porta sfortuna!

Secondo voi il 17 porta davvero sfortuna? Se non credete a queste cose non avete nemmeno motivo per credere che giorno 11 novembre 2011 possa accadere qualcosa di “insolito”.

Nulla è insolito. Perché un terremoto, un’inondazione, un incidente, un attentato, una rivoluzione, la nascita o la morte di un uomo importante che cambierà la storia dell’umanità, non sono fatti “insoliti”, perché ogni giorno porta con se le proprie minacce e le proprie vittorie. E anche se in questo fatidico giorno dovesse davvero accadere qualcosa di particolare, ce ne sarà un altro molto diverso in cui accadranno fatti ancora più importanti.

Certo, se arrivassero gli alieni sarebbe un fatto senza precedenti, ma quanto ci scommettete che l’11 novembre 2011 questo fatto eclatante non accadrà? Occhiolino

Lo sappiamo, le Torri Gemelle sono state abbattute l’11 settembre (ecco di nuovo il numero 11), ma ad esempio la Seconda Guerra Mondiale (che fu una catastrofe), cominciò l’1 settembre 1939. E’ vero che l’11 maggio 2011 c’è stato il terremoto in Giappone, ma il maremoto nell’Oceano indiano del 2004 (230000 morti) ad esempio avvenne il 26 dicembre, un giorno che secondo la nostra tradizione non dovrebbe essere sfortunato! Ed è anche vero che un terremoto verificatosi l’11 gennaio 1693 provocò migliaia di vittime in Sicilia, ma è anche vero che il terremoto di Messina del 1908 avvenne giorno 28 dicembre, un altro numero ben diverso dall’11.

Non è vero che gli eventi più importanti (positivi o negativi) avvengono sempre di giorno 11, questa è solo una nostra impressione che viene ingigantita da quelli che divulgano certe sciocchezze e che selezionano solo gli eventi che sono accaduti di giorno 11 (o in anni che contengono la cifra 11) e scartano appositamente tutti gli altri.

Gli eventi importanti possono avvenire in qualsiasi momento, quindi non preoccupatevi per l’11 novembre 2011. Potrebbe essere un giorno come un altro, anche se vi auguro che possa essere un giorno straordinario per molti di voi, in positivo ovviamente Occhiolino.


mercoledì 9 novembre 2011

Migliorare la memoria

Dopo che a Striscia la Notizia hanno smascherato quello che sembrava uno dei pochi uomini che erano in grado di trasmettere delle “vere” tecniche per migliorare la memoria (sto parlando ovviamente di Gianni Golfera), sembra che il campo di studio della mnemotecnica si sia ridotto ad un mero fenomeno da baraccone.

memoria

La realtà potrebbe essere esattamente questa. Non esiste una tecnica per migliorare la memoria in maniera netta. Golfera usava tecniche da prestigiatore che spacciava per tecniche reali ed efficaci (e che si faceva pagare a peso d’oro…).

Ma c’è qualcosa che ho notato da tempo. Parto da un esempio che vivo spesso quando partecipo a qualche serata astronomica in cui spiego al pubblico alcune nozioni di astronomia e faccio osservare la Luna, le stelle e i pianeti con uno strumento astronomico. In queste occasioni tutti restano ammirati. “Ma come fa lei a ricordare tutte queste cose?” mi chiedono.

La risposta è semplice e già ve la immaginate: è la passione per l’astronomia. Pensate agli appassionati di calcio che ricordano a menadito le formazioni calcistiche, le classifiche, i gol e i minuti in cui sono stati segnati. Ecco, proprio quella, la passione! Se qualcosa ti piace moltissimo, di quella cosa ti ricordi tutto (o quasi). Io ricordo nomi delle stelle, delle costellazioni, distanze, nomi dei satelliti dei pianeti, dei crateri lunari, delle galassie, delle nebulose e tante altre cose.

Io stesso in realtà non ricordo proprio tutto (e spesso molte cose le ignoro completamente) riguardo all’astronomia, ma ne so abbastanza per destare una profonda ammirazione nel “profano” che mi ascolta quando parlo.

A questo punto la chiave di volta per migliorare la propria memoria potrebbe essere questa: appassionatevi a quell’argomento che state studiando! E’ ovvio però che la passione è simile all’amore, non ci si può appassionare a comando (così come non ci si innamora a comando), ma si può fare qualcosa per “avvicinarsi” all’argomento in modo tale da renderlo meno “odioso”. A scuola tutti lo hanno sperimentato e sanno bene quanto sia difficile studiare e memorizzare nozioni che sembrano inutili, astruse e odiose.

Spesso non si riescono a memorizzare (o si memorizzano molto lentamente) quelle cose che siamo costretti a ricordare “per forza”.

Ma esiste un modo, non artificioso, per appassionarsi a qualcosa? Io credo di no, a meno che qualcuno non mi smentisca. I grandi geni della musica, dell’arte e della scienza avevano una memoria prodigiosa, ma questa era sorretta dalla passione in ciò che facevano. La passione, come dicevo prima, è simile all’amore e il grande amore si può incontrare da giovani, da adulti, oppure è possibile che non si incontri mai…


Grandinata a Pedara (CT) del 9 novembre 2011 (video)

Nel pomeriggio del 9 novembre 2011 a Pedara (CT) si è verificata una violenta grandinata che ho filmato. La grandinata è cominciata intorno alle ore 15 ed ha raggiunto la sua massima violenza pochi minuti dopo; alle 15:20 era tutto finito.

Nel filmato potete vedere facilmente la violenza del fenomeno. Per fortuna i chicchi di grandine non erano molto grandi, altrimenti avrebbero potuto creare gravi danni. Buona visione a tutti.


martedì 8 novembre 2011

Cos’è il lettering?

Cos’è il lettering? Si tratta dello studio dei caratteri tipografici e di come “plasmarli” con varie tecniche grafiche anche informatiche. Anzi, nei tempi più recenti il lettering è stato portato avanti proprio grazie ai computer che permettono di plasmare una serie praticamente infinita di “font”.

lettering

Nel filmato seguente viene mostrato un tipo particolare di video lettering. Ogni oggetto è una buona occasione per vederci nascosta una lettera. Un arco può sembrare una C, una ruota invece sembrerà una O. Si passa dalla realtà ad una fantasia fatta di lettere. Il computer è indispensabile per ideare a creare un filmato come questo.

Buona visione a tutti.


lunedì 7 novembre 2011

Il lavoro più bello del mondo? Il blogger!

Chi fa il bloggerdi professione” secondo me può ritenersi davvero fortunato. Il mio modesto parere è che potrebbe essere considerato il lavoro più bello dell’era moderna. Per blogger di professione intendo, ovviamente, quello che riesce a vivere grazie al suo lavoro di blogger.

blogger di professione

Ecco alcuni motivi che mi fanno pensare che fare il blogger di professione sia molto bello:

1) Lavori da casa con gli orari che vuoi tu e con i ritmi che vuoi tu. Spesso non c’è nessuno che ti disturba perché in casa non c’è nessuno, perché gli altri sono al lavoro o a scuola Occhiolino.

2) Se sei bravo avrai successo, se non lo sei non ne avrai. Non ci sono raccomandazioni o nepotismi su Internet, basta “solo” scrivere bene, avere tante cose interessanti da scrivere e sapere come posizionare bene il proprio sito o blog sui motori di ricerca. Non c’è il rischio che qualcuno “possa fare carriera” senza meriti.

3) Si vive in un mondo di fantascienza. Il blogger in fondo vive in un mondo di fantascienza, in cui le informazioni si propagano attraverso un mondo virtuale in continua e velocissima evoluzione. Il blogger non può sconoscere FriendFeed, Twitter, Facebook, Google+ e tutti gli altri strumenti “social” che internet mette a disposizione. Il blogger non può permettersi di restare indietro.

Voi cosa ne pensate? Anche secondo voi fare il blogger di professione è il lavoro più bello dell’era moderna? Sorriso


Cos’è la pressione? (video)

In fisica la pressione è una grandezza fisica definita come il rapporto tra la forza che agisce perpendicolarmente ad una superficie e la superficie stessa. Una semplice formula riassume la precedente definizione:

dove P e la pressione, F è la forza ed S è la superficie. La pressione è una grandezza fisica che si manifesta ampiamente nella nostra vita quotidiana, basti pensare alla pressione atmosferica. Uno dei momenti quotidiani in cui si manifesta la pressione atmosferica, ad esempio, è quando si usa la classica moka per fare il caffè.

moka

Nel seguente filmato possiamo vedere alcuni tipici esperimenti, realizzabili in casa, che coinvolgono il concetto di pressione. Qui infatti possiamo vedere una dimostrazione della legge di Stevino e della Coca Cola con le Mentos (se quest’ultima la volete realizzare in casa, fatelo con prudenza Occhiolino).

Buona visione a tutti.


domenica 6 novembre 2011

Materia oscura ed energia oscura (video lezione)

Di cosa è fatto il nostro Universo? La risposta più rapida che potremmo dare è che è fatto di atomi, ma non sarebbe nemmeno lontanamente la risposta giusta. Da alcuni decenni gli astrofisici hanno scoperto che solo il 4% dell’Universo è formato da atomi, cioè dallo stesso tipo di materia di cui siamo fatti noi.

materia oscura ed energia oscura

Ma allora, il rimanente 96% dell’Universo, di cosa è fatto? Qui il mistero si infittisce. La misurazione delle velocità delle stelle che orbitano all’interno delle galassie mostra che esiste una enorme massa che non si riesce a vedere perché non emette luce e nemmeno la assorbe. Decenni fa fu battezzata “materia oscura” ma sarebbe più giusto chiamarla “materia trasparente” dato che non assorbe la luce. Finora nessun modello teorico è stato in grado di spiegare cosa sia questa materia oscura.

Ma non basta, dietro ogni mistero esiste un mistero ancora più profondo. Nel 1998 tre astrofisici (Saul Perlmutter, Brian P. Schmidt, Adam Riess) fecero una scoperta che gli è valsa il Premio Nobel per la Fisica nel 2011. Essi scoprirono che l’espansione dell’Universo dovuta al Big Bang, anziché rallentare, come dovrebbe essere, sta accelerando. Questo significa che c’è un’energia che si oppone alla forza di gravità che tenderebbe a far rallentare l’espansione. Questa energia fu battezzata, in analogia con la materia oscura, “energia oscura”. Anche di questa misteriosa energia oscura non c’è ancora alcuna spiegazione teorica.

La cosa bella è questa: più misteri ci sono, più stimoli ci sono per chi studia queste cose e c’è anche più divertimento per chi si interessa di Fisica, di Astrofisica e di argomenti correlati. Sorriso

E proprio per far sognare coloro che sono appassionati di questi argomenti, nel seguente filmato possiamo vedere una bellissima (e chiarissima) mini lezione (meno di 18 minuti) sulla materia oscura e sull’energia oscura. La lezione è tenuta da Amedeo Balbi (Astrofisico, ricercatore all'Università di Roma Tor Vergata) in occasione del TEDxReggioEmilia che si è tenuto l'8 ottobre 2011.

Buona visione a tutti.


Come oscilla un pendolo su Giove? (filmato)

In questo filmato possiamo vedere una bella rappresentazione di come cambia il periodo di oscillazione di un pendolo semplice in vari corpi ...