venerdì 30 settembre 2011

Nino Frassica e Frate Antonino da Scasazza

Nella primavera del 1985 avevo ancora 16 anni. Sono sempre stato un tipo che ride abbastanza facilmente a volte fino allo sfinimento, ma non mi era mai capitato di sentirmi male dalle risate fino a quelle tarde serate della primavera del 1985. Sto parlando delle risate che mi provocavano i dialoghi televisivi di Nino Frassica.

Frate Antonino da Scasazza

Nino Frassica era una new entry (ora si dice così) della televisione e durante la ormai “mitologica” trasmissione Quelli della Notte (presentata da Renzo Arbore) interpretava un umile frate detto Frate Antonino da Scasazza.

Fu un successo incredibile per il comico Nino Frassica e una rivelazione per i telespettatori italiani. L’umile frate era una continua gaffe di citazioni, di parole, di date, di neologismi surreali. Non era uno stile del tutto originale perché anche Totò e Peppino de Filippo si erano cimentati con la comicità delle gaffe dettate dall’ignoranza, ma non avevano mai approfondito questo filone fino alle estreme conseguenze.

Frassica invece lo fa con un risultato clamoroso. Alcune delle sue frasi sono rimaste nella storia. Per citarne sono alcune: “vi racconto un nanetto”, “il nano più alto del mondo”, “era una notte di caldo glaciale”, “era il 26-27-28-29-30-31 luglio del 1555, lira più lira meno”, “è uguaglio”, “non è bello ciò che è bello, ma che bello, che bello, che bello!”, “i peccati della capitale”, e ce ne sono tantissimi altri.

Ho selezionato questo filmato, tra i tanti che ho trovato su YouTube, per ricordare la comicità davvero straordinaria e totalmente priva di volgarità di Nino Frassica quando interpretava Frate Antonino da Scasazza.

Buona visione a tutti.


mercoledì 28 settembre 2011

Forme di energia

Vediamo quali sono le principali forme di energia. C’è un modo per definire le varie forme di energia nella maniera più semplice possibile, senza però perdere il senso ultimo di ciò che si sta descrivendo? Nelle righe seguenti ci ho provato e penso di esserci riuscito. Spesso la nostra mente ha bisogno di semplicità e concisione per apprendere e memorizzare. Con questo semplice post spero di avere aiutato qualcuno (che non si sente sicuro con gli argomenti scientifici) ad imparare rapidamente quali sono le forme di energia presenti in natura ;-)

Energia meccanica

Energia meccanica

E’ data dalla somma di energia cinetica (posseduta da un corpo in movimento) e di energia potenziale (posseduta da un corpo sollevato dal suolo, cioè che si trova ad una certa altezza).

 

Energia termica

Energia termica

E’ quella che può essere trasferita da un corpo più caldo a un corpo più freddo come calore; è anche l’energia liberata, sempre come calore, quando si brucia un combustibile.

 

Energia elettrica

Energia elettrica

E’ quella posseduta da cariche elettriche in movimento.

 

Energia chimica

Energia chimica

E’ quella “racchiusa” nei legami chimici delle sostanze e che può essere liberata come calore nelle reazioni di combustione.

 

Energia luminosa

Energia luminosa

Detta anche energia radiante o elettromagnetica, è quella che libera il Sole e che raggiunge la Terra sotto forma di radiazioni elettromagnetiche (è questa forma di energia che viene sfruttata dalle piante nella fotosintesi).

 

Energia nucleare

Energia nucleare

E’ quella “racchiusa” nel nucleo degli atomi e che viene sfruttata nelle centrali elettronucleari.


martedì 27 settembre 2011

Cosa significa ADSL?

ADSL è una sigla in inglese che significa Asymmetrical Digital Subscriber Line, essa indica una modalità di accesso alla rete ad alta velocità attraverso la normale linea telefonica in rame. L’ADSL è una tecnologia di modulazione del segnale asimmetrica che consente di avere una quantità di banda maggiore in fase di download dei dati (da 640 kb/s a diverse decine di Mb/s) e inferiore in fase di trasmissione dei dati (upload) da casa verso la centrale del provider (da 128 kb/s a 1 Mb/s).

ADSL

In Italia la tecnologia ADSL è in uso dal 1 gennaio 2000.

L’ADSL consente la contemporanea fruizione del collegamento a internet, che risulta molto più veloce delle vecchie linee ISDN o delle normali comunicazioni telefoniche.

La grande velocità delle connessioni ADSL ha portato ad una rapidissima evoluzione e diffusione di internet in tutto il mondo, soprattutto a causa del fatto di avere favorito la multimedialità, cioè la possibilità di trasmissione di flussi audio e video anche ad alta definizione.


TAC: Tomografia Assiale Computerizzata

TAC è la sigla di Tomografia Assiale Computerizzata, la TAC è una tecnica diagnostica che consente, attraverso l’utilizzo di un computer, di ottenere radiografie di sottilissimi strati degli organi sotto esame.

Le radiazioni emesse dal corpo sottoposto alla TAC vengono trasformate in impulsi elettrici, rielaborati dal computer per ottenere l’immagine di una sezione dell’organo interessato. La possibilità di analizzare strati sottili degli organi permette di verificare ogni anomalia o differenza di densità da punto a punto. Le prime apparecchiature TAC venivano inizialmente utilizzate solo per lo studio dell’encefalo; i lunghi tempi di esposizione necessari a registrare le immagini ne impedivano infatti l’uso per organi in movimento (per esempio quelli della cavità toracica o addominale).

I progressi in ambito tecnologico hanno permesso in seguito di eseguire questo esame su quasi tutte le strutture corporee. La TAC, assai più evoluta delle tradizionali radiografie, è particolarmente efficace per quanto riguarda l’individuazione di patologie traumatiche, tumorali e vascolari.

In questo filmato, tratto da una recente puntata del programma televisivo Superquark, possiamo vedere una spiegazione del funzionamento della TAC. In studio viene intervistato il fisico Paco Lanciano.

Buona visione a tutti.


lunedì 26 settembre 2011

Tecniche di vendita. Come riescono a farci comprare i prodotti al supermercato.

Tecniche di vendita. Quali sono le molle che ci spingono a fare una scelta? Per capirlo bisogna partire da un esempio concreto. Ogni volta che andiamo a fare shopping, c’è chi studia i nostri comportamenti e analizza le nostre scelte passo dopo passo. Per vedere come fanno bisogna andare a vedere un supermercato.

C’è chi si vanta di spendere troppo e chi invece è orgoglioso della propria capacità di risparmio. Ma cosa ci spinge a scegliere un prodotto invece che un altro? I nostri acquisti da cosa sono indotti?

Quando noi acquistiamo lo facciamo sulla base di un bilancio di emozioni di diverso segno. Immaginiamo il piacere che proveremo nel consumo e in questo modo si attiva un’area del cervello che è l’area della ricompensa. Contemporaneamente si attiva un’altra area del cervello che genera l’emozione negativa del pagamento.

Giampiero Lugli, docente di Economia dell’Università di Parma, è autore di Neuroshopping, un saggio che spiega quali meccanismi ci spingono all’acquisto. Partiamo col dire che il consumatore non visita mai tutto il punto vendita, ci sono delle aree più frequentate e delle aree meno frequentate. Le aree più frequentate vengono chiamate “aree calde” e le altre vengono chiamate “aree fredde”.

Nelle aree calde, che il distributore conosce perfettamente, vengono posizionati i prodotti che si ha più interesse a vendere, quelli che hanno il margine di guadagno più alto, che hanno una maggiore sensibilità alle vendite.

In genere il consumatore si muove in maniera “perimetrale”, cioè le aree più frequentate sono quelle del perimetro. Per spiegare questo comportamento c’è una motivazione addirittura riconducibile all’evoluzione della specie. Infatti, quando si fa la spesa al supermercato, è come quando l’uomo primitivo cacciava nella savana. Nella savana bisogna mantenersi aperta una via di fuga, e la stessa cosa succede al supermercato

Non so dire se le considerazioni di Giampiero Lugli abbiano un reale valore (quella del cacciatore della savana in particolare mi fa un po’ storcere il naso…), però è un tentativo di interpretare i meccanismi del nostro cervello nel momento dell’acquisto.

Se volete saperne di più sule tecniche di vendita e su come riescono a farci comprare i prodotti al supermercato, non vi resta altro che seguire questo servizio tratto dal programma televisivo Cosmo, dove viene intervistato proprio il professore Giampiero Lugli.

Buona visione a tutti.


Le Olimpiadi

I Giochi antichi

I primi Giochi Olimpici furono disputati in Grecia, a Olimpia, nel 776 a.C.; presso i Greci queste competizioni, celebrate ogni quattro anni in onore di Zeus Olimpio, padre degli dèi, erano così importanti da causare tregue temporanee in caso di guerra tra le varie città-stato che vi partecipavano. In Grecia si celebravano anche altre competizioni sportive dedicate agli dèi, come i Giochi Pitici in onore di Apollo, i Giochi Nemèi sempre dedicati a Zeus e i Giochi Istmici sacri a Poseidone.

Tutte le manifestazioni prevedevano gare equestri, di atletica leggera, di lotta e combattimento.

II recinto olimpico (altis) era costituito dagli alloggi degli atleti, dagli impianti sportivi e dai templi sacri, fra i quali spiccava quello dedicato a Zeus.
Per partecipare agli antichi Giochi Olimpici era necessario essere in possesso di alcuni requisiti: erano ammessi esclusivamente gli uomini di origine greca e di condizione libera, i figli legittimi, in possesso di tutti i diritti civili; inoltre, dal momento che queste competizioni erano considerate sacre agli dèi, era ammesso solo chi non aveva commesso delitti di sangue né sacrilegi.

Il vincitore veniva gratificato con una corona posta sul capo, formata da rami di ulivo intrecciati, raccolti da una pianta vicino al tempio di Zeus e quindi considerati sacri.

 

Le prove olimpiche

Inizialmente sembra che l'unica gara prevista dai Giochi Olimpici fosse lo stadion, una gara di corsa; in epoca classica però le prove olimpiche disputate erano:

•    lo stadion: consisteva in una corsa veloce di 192,27 m, corrispondenti alla lunghezza dell'edificio in cui si svolgeva la gara; il vincitore aveva l'onore e il privilegio di dare il suo nome all'Olimpiade successiva;
•    il diaulos: consisteva in una gara di corsa lunga due stadion (andata e ritorno) e quindi di quasi 400 m;
•    il dolichos: nacque come prova di resistenza sui 1500 m circa e con il tempo subì un'evoluzione fino ad arrivare a 4500 m circa;
•    lo skamma: corrispondeva a una gara di salto in lungo con l'aiuto di pesi che si riteneva servissero ad aumentare la distanza percorsa in aria;
•    il lancio del disco: si trattava di lanciare un disco originariamente in pietra, poi in bronzo;
•    il lancio del giavellotto: consisteva nel lanciare un giavellotto, costituito da una lancia in legno con la punta di ferro e di una cintura centrale per aumentare la spinta;
•    la lotta libera: consisteva in un combattimento tra due atleti, con prese mirate ad atterrare l'avversario sulla schiena; vinceva chi atterrava l'avversario per tre volte;
•    il pugilato: all'inizio si gareggiava a mani nude, poi con strisce di cuoio che proteggevano le nocche;
•    il pankrathion: competizione molto violenta e dura, era un misto di lotta e pugilato;
•    l'oplitodromo: consisteva in una prova di corsa riservata a guerrieri in armi e non ha un corrispettivo nelle moderne Olimpiadi.

 

Discobolo di Mirone

II Discobolo di Mirone (455 a.C. circa).

 

Gli antichi Giochi femminili

Nell'antica Grecia i Giochi erano vietati alle donne per ragioni religiose. Per le atlete venivano tuttavia organizzate speciali competizioni che prevedevano un pubblico esclusivamente femminile.
Era prevista una sola gara femminile di corsa, lunga 192 m (stadion). Le partecipanti correvano con i capelli sciolti e indossavano una tunica sopra il ginocchio.


Le Olimpiadi moderne

L'idea di sport concepita dagli antichi Greci venne abbandonata per secoli. Fu il barone francese Pierre de Coubertin (1863-1937), durante il Congresso internazionale di Parigi nel 1894, a rilanciare i Giochi Olimpici, simbolo nell'antica Grecia e della fratellanza tra le varie città-stato. De Coubertin propose di rinnovare e ripristinare l'antica tradizione olimpica, suggerendo di disputare i Giochi ogni quattro anni e di prevedere una sede "mobile" della manifestazione, scelta in Paesi diversi dal Comitato Olimpico Internazionale (CIO).

Questa manifestazione, unica nel panorama internazionale sportivo e sociale, ha ripreso la tradizione delle Olimpiadi antiche, all'insegna dell'incontro tra i giovani di vari Paesi, dove ogni atleta gareggia per dare il meglio di sé; in effetti lo stesso De Coubertin fu promotore del celebre motto: "L'importante non è vincere, ma partecipare". La prima Olimpiade moderna si svolse nel 1896 ad Atene, in Grecia, in omaggio alla patria originaria dei Giochi: a essa potevano partecipare solo atleti dilettanti maschi.

Al primo classificato in ogni disciplina viene assegnata, al posto dell'antica corona di ulivo intrecciato, una medaglia d'oro: vengono premiati anche il secondo e il terzo classificato, rispettivamente con una medaglia d'argento e una medaglia di bronzo. La cerimonia di premiazione avviene all'interno dello stadio, con gli atleti che salgono sul podio. Tutto lo stadio rende omaggio al vincitore assistendo, in piedi, all'alzabandiera, mentre suona l'inno nazionale del Paese del vincitore.

 


la fiaccola e la bandiera olimpica

La fiaccola è il simbolo che annuncia le Olimpiadi; già nell'antichità veniva portata per le strade della Grecia per annunciare l'imminente inizio dei Giochi e la conseguente tregua delle guerre. Nel 1928 questa usanza venne reintrodotta e oggi fa parte delle moderne Olimpiadi; la fiaccola viene accesa a Olimpia, sede degli antichi Giochi, e viene portata nei vari continenti, fino a raggiungere la città e lo stadio dove si svolgeranno i nuovi Giochi Olimpici.

Fiaccola olimpica

 

Le persone che trasportano in staffetta la fiaccola olimpica si chiamano tedofori e spesso sono atleti internazionali o celebrità. Durante la cerimonia di apertura dei Giochi, la fiamma alimenta il braciere posto in cima allo stadio: il fuoco olimpico arde poi per l'intera durata della manifestazione.

La bandiera olimpica fu ideata da Pierre de Coubertin, promotore delle moderne Olimpiadi, e presentata ufficialmente al Congresso Olimpico di Parigi nel 1914. Raffigura 5 anelli di colore diverso intrecciati tra loro su uno sfondo bianco. La combinazione di questi colori simboleggia tutte le nazioni, perché con essi si possono disegnare le bandiere di tutti gli Stati. Al contrario di quanto pensano molte persone, i cinque cerchi non simboleggiano i cinque continenti.

Bandiera olimpica

 

[Bibliografia: Diario Sport Manuale, Alberto Rampa – Maria Cristina Salvetti. Juvenilia Scuola]


domenica 25 settembre 2011

Cos’è la gelatina e di cosa è fatta?

La gelatina è una miscela alimentare ricca di proteine, ottenuta dal collagene. La gelatina è caratterizzata da una particolare consistenza semisolida simile a quella del gel. Trova impiego soprattutto nell’industria alimentare, farmaceutica e fotografica.

Gelatina

In gastronomia può avere caratteristiche differenti a seconda del tipo di utilizzo: può essere salata o dolce, di origine vegetale o animale. Le gelatine vegetali si estraggono industrialmente dalla buccia di alcuni frutti (in particolare mele e agrumi), ricca di una sostanza gelificante detta pectina.

Quelle di origine animale, invece, si ottengono dalla trasformazione di proteine animali presenti nelle ossa, nel connettivo e nella pelle, con cui vengono preparati brodi concentrati che a freddo di rapprendono a assumono appunto un aspetto gelatinoso.

La gelatina di pesce si ottiene, invece, utilizzando un brodo ristretto a base di teste e lische di pesce (come quelle di cernia, sogliola o rana pescatrice).


Cos’è l’orienteering

L'orienteering è uno sport che si può praticare individualmente o in squadra e consiste in una competizione su un territorio naturale nel quale si corre seguendo un percorso libero.

Gli atleti devono transitare da alcuni punti di controllo fissi, segnalati da lanterne colorate; l'avvenuto passaggio viene segnato su un apposito cartellino con una punzonatrice o, nelle gare ufficiali, con un chip, un dispositivo elettronico che memorizza il tempo di passaggio dell'atleta.

Per orientarsi gli atleti possono utilizzare una carta topografica (caratterizzata da segni convenzionali utilizzati in tutto il mondo) e una bussola. Vince chi arriva al traguardo nel tempo minore dopo essere transitato presso tutti i punti di controllo.

Spesso nelle gare di orienteering non trionfa l'atleta più veloce, ma colui che ha saputo orientarsi più rapidamente e scegliere il percorso migliore.

Esistono diverse discipline di orienteering:
•    corsa orientamento, a piedi (CO);
•    mountain bike orientamento, in bicicletta (MTBO);
•    sci orientamento, con gli sci da fondo (SCIO);
•    orientamento di precisione, nel quale il punteggio finale dipende dal numero di lanterne di cui si è riconosciuta correttamente la posizione.

A queste discipline si sono aggiunti nel tempo l'orientamento in canoa e l'orientamento a cavallo, che tuttavia rimangono specialità poco diffuse. L'orienteering è uno sport che permette di trascorrere le giornate all'aria aperta e di immergersi nella natura; esso è pertanto sempre più praticato.

Emilio Corona campione di CO

Emiliano Corona, campione di CO; in primo piano, a destra, la lanterna, elemento caratteristico di queste gare.

 

La storia dell'orienteering.

•    L'orienteering è nato in Scandinavia nell'Ottocento come forma di esercitazione militare; come attività sportiva, incominciò a diffondersi negli anni Trenta, ma uscì dai confini della Scandinavia solo all'inizio degli anni Sessanta.
•    Quando la Germania nazista, durante la Seconda guerra mondiale, occupò la Norvegia, Adolf Hitler proibì la pratica dell'orienteering, perché gli atleti norvegesi, con la loro dettagliata conoscenza del territorio, erano di grande aiuto per i gruppi della Resistenza.
•    Nel 1996, per svincolare I’orienteering dall'idea di "sport dei boschi", nacque il Park World Tour, un circuito di gare da svolgersi sul territorio delle città. I grandi orientisti hanno quindi gareggiato in famose città europee come Stoccolma, Budapest, Oslo; in Italia si sono tenute gare a Venezia e Assisi.
•    Il Campionato mondiale di questo sport fino al 2003 si è svolto due volte l'anno, mentre attualmente ha cadenza annuale.
•    Dal 2005 viene organizzato il Mediterranean Open Championship, un circuito itinerante a tappe che prevede gare di orienteering nel bosco. La partecipazione è aperta a tutte le nazionali del mondo, con particolare riferimento a quelle dell'area mediterranea.

 

Che cosa serve per fare orienteering?

La carta è un'immagine rimpicciolita del territorio, in cui si utilizzano segni convenzionali di vari colori per indicare le caratteristiche del terreno (boschi, laghi, zone paludose...) e le costruzioni particolari (case, chiese...). Tutte le carte presentano una scala, che indica quanto la distanza su carta è più piccola di quella reale. Ad esempio, se una carta è in scala 1: 25.000, un centimetro sulla carta corrisponde sul terreno a 25.000 centimetri (250 m).

Per rappresentare le irregolarità della superficie terrestre si usano le curve di livello, che uniscono i punti situati alla stessa altitudine. Più le curve di livello sono vicine tra loro sulla carta, più il terreno è ripido.

La base dell'orienteering consiste nel leggere la carta nella direzione di marcia. La carta va orientata secondo il terreno: questo significa che il Nord geografico deve coincidere con il Nord della carta.

Per determinare il Nord geografico, si usa la bussola, uno strumento che, sfruttando il campo magnetico terrestre, indica sempre il Nord.

 

Carta e bussola da orienteering 

Carta e bussola da orienteering.

 

Un atleta di MTBO

Un atleta di MTBO impegnato in una gara.

 

I simboli utilizzati

Sulla mappa che viene consegnata agli atleti nelle gare di orienteering sono segnalati:

•    la partenza, indicata con un triangolo
simbolo1


•    i punti di controllo predisposti indicati con un cerchietto rosso
simbolo2


•    l'arrivo, segnalato da due cerchi concentrici
simbolo3


Sul terreno i punti di controllo sono segnalati da lanterne di colore arancione e bianco con una sigla di riferimento; normalmente le lanterne sono posizionate in prossimità di oggetti caratteristici rappresentati sulla carta.

Orientazione della bussola


La bussola deve essere disposta in piano e ruotata finché la punta (rossa) dell'ago magnetico non si trova nella "forchetta" nord. Ora, per orientare la carta, quest'ultima deve essere girata finché la direzione dell'ago magnetico non risulta parallela a quella del nord della carta. A questo punto la carta è orientata e la freccia direzionale della bussola indica la direzione d'avanzamento.


sabato 24 settembre 2011

Lapislazzuli

Lapislazzuli è una parola che mi ha sempre fatto simpatia a causa del suo suono bizzarro. Ma cos’è il lapislazzuli? E’ una pietra preziosa di colore blu scuro opaco, spesso striato di bianco e con impurità gialle (scaglie di pirite) color oro, costituita principalmente da lazurite.

Lapislazzuli

I lapislazzuli erano già largamente impiegati nell’antico Egitto per la fabbricazione di raffinati gioielli, dove venivano frequentemente accostati a oro e argento. Anche al giorno d’oggi compaiono in gioielli e oggetti decorativi.

I giacimenti più abbondanti di lapislazzuli si trovano in Afghanistan, ma ve ne sono numerosi anche in Russia e in Cile.

Nell’antico Egitto il lapislazzuli era considerata una pietra sacra per via del suo intenso colore blu, associato a quello del cielo notturno e per questo connesso al mondo divino.

 

Dorsali oceaniche e fosse oceaniche

Cosa sono le dorsali oceaniche e le fosse oceaniche? La crosta oceanica è solcata da catene montuose e valli profonde (depressioni). Quando due placche con crosta oceanica si separano, il magma risale dal mantello e va a riempire la depressione.

Poi si raffredda e si solidifica aggiungendo nuove strisce di crosta, cioè di fondali oceanici, ai margini delle placche: si forma una dorsale di espansione. L’Oceano Atlantico si espande di 2 centimetri all’anno. Il Pacifico orientale di 20 cm: è quello che cresce più in fretta e tra 10 milioni di anni avrà 2000 chilometri di estensione in più.

Ecco come avviene l’espansione dei fondali.

Dorsale oceanica

Due placche con crosta oceanica si separano: si crea una depressione.

 

Dorsale oceanica (2)

Il magma risale dal mantello in superficie e riempie la depressione.

 

Dorsale oceanica (3)

Il magma si raffredda e si solidifica e si salda ai bordi delle placche.

Le placche continuano ad allontanarsi dalle dorsali in espansione e ad andare verso altre placche. Quando una dorsale si spacca o si frattura si verifica un terremoto. I vulcani della dorsale oceanica assumono anche la forma di profonde depressioni riempite dal magma sottostante. Nel corso di milioni di anni possono diventare così grandi da emergere dall’acqua e diventare isole, come per esempio l’Islanda, parte della dorsale oceanica dell’Atlantico del nord.

venerdì 23 settembre 2011

Neutrini più veloci della luce? Forse...

Forse lo avrete sentito annunciato in tv, oppure lo avete già letto da qualche parte su internet, ma si è diffusa una grande notizia: i neutrini (particele elementari probabilmente prive di massa) sono (forse) più veloci della luce.



Ma raccontiamo la storia dall'inizio. OPERA è un esperimento che ha misurato la velocità dei neutrini lungo un percorso di 730 chilometri dai Laboratori Nazionali del Gran Sasso fino al CERN. Secondo gli autori della misura, la velocità dei neutrini in questo esperimento sarebbe stata determinata con una precisione molto più elevata rispetto ad altri esperimenti analoghi.

I dati provengono da misure effettuate da OPERA nel 2009, 2010 e 2011 e hanno portato ad una conclusione che, se confermata, porterebbe ad una vera a propria rivoluzione della Fisica.

Le misure hanno infatti messo in evidenza che i neutrini muonici si muovono ad una velocità leggermente superiore a quella della luce.

Nella teoria della Relatività infatti la velocità della luce è un limite invalicabile per postulato. Ciò può significare molte cose, ad esempio che la Relatività è un caso particolare di una teoria fisica molto più ampia che prevede che in alcuni casi si possa superare la velocità della luce, oppure che alcune particelle, come appunto i neutrini muonici, possono superare la velocità della luce a causa di effetti non ancora spiegati, oppure semplicemente che la misura effettuata è sbagliata! ;-)

Per il momento è troppo presto per dare una risposta definitiva e bisogna aspettare conferme. Infatti si è potuto stabilire che in questa misura ci sono tre potenziali fonti di errori: la misura della distanza percorsa, il tempo di percorrenza e anche il cosiddetto "time structure of the accelerator", ovvero come sono gestiti i protoni usati per produrre i neutrini in questo tipo di esperimenti.

Aspetteremo con ansia gli sviluppi di questa (probabile) scoperta del secolo! :-) Nel seguente filmato possiamo ascoltare un servizio televisivo che spiega in maniera semplice questa misura clamorosa dei neutrini più veloci della luce. Buona visione a tutti.

giovedì 22 settembre 2011

Un satellite cadrà sull'Italia (forse)

Il satellite UARS (che significa Upper Atmosphere Research Satellite) sta per rientrare in atmosfera disintegrandosi. La maggior parte dei frammenti saranno abbastanza piccoli da vaporizzarsi a causa del calore prodotto dall'attrito con l'atmosfera durante la caduta, ma 26 pezzi sono così grandi che arriveranno a toccare il solo. La caduta è prevista per il 23 settembre 2011, l'ora di caduta invece non è ancora ben prevedibile, ma orientativamente è fissata per le 18:00.

Il problema è che i frammenti più grandi potrebbero cadere proprio all'interno del territorio italiano in corrispondenza della Liguria, della Toscana e dell'Emilia Romagna. Ovviamente non c'è nessuna certezza che questo impatto avvenga realmente nel territorio italiano.

La NASA inoltre ha calcolato che la probabilità che questo impatto possa interessare delle persone è dello 0,03%. Sembra quindi che il rischio per le persone sia davvero basso.

Per fortuna il satellite UARS è alimentato ad energia solare e quindi non contiene elementi chimici radioattivi che potrebbero causare contaminazione nucleare.

Una sola cosa è sicura, la caduta sarà un evento spettacolare perché produrrà delle immense scie luminose che saranno visibili anche in pieno giorno. AGGIORNAMENTO: a quanto pare la caduta è prevista per le ore 23:00 (ora italiana) di venerdì 23 e il luogo di caduta è l'Oceano Pacifico al largo del Perù. Quindi nessun pericolo per l'Italia!

Nel seguente filmato potete vedere una simulazione al computer del rientro del satellite UARS. Buona visione a tutti.

mercoledì 21 settembre 2011

La sindrome di Penelope

Cos'è la sindrome di Penelope? Ci sono situazioni di malessere psicologico di cui non si parla o se ne parla pochissimo. Una di queste riguarda soprattutto le donne che hanno perso il compagno della loro vita. La solitudine che provano è stata studiata da un gruppo di psicologi che lanciano un allarme perché quel dolore isola le donne.

Negli occhi e nel cuore dolore e nostalgia. Sono anziane, sono sole, spesso sono vedove e sono in attesa di affetti che non arriveranno, come la mitica e infelice moglie di Ulisse. A soffrire della sindrome di Penelope in Italia sono oltre 700000 donne ultrasettantacinquenni.

Sono tante, quasi una su cinque, come si evince da uno studio dell'Università di Messina. Sono donne malate di nostalgia del tempo passato che non guariscono mai dal loro malessere fisico perché lo alimentano con il malessere psicologico.

Per saperne di più sulla sindrome di Penelope vi consiglio di vedere questo video tratto dalla trasmissione televisiva TGR Leonardo in cui si parla di questo sempre più diffuso tipo di malessere psicologico.

Buona visione.

lunedì 19 settembre 2011

Il miracolo di San Gennaro: la scienza lo confuta

La scienza ha spesso contestato l'inspiegabilità dello scioglimento del sangue di San Gennaro. La confutazione più famosa è avvenuta 20 anni fa. Un gruppo di ricercatori del CICAP ha scritto un intervento sulla prestigiosa rivista scientifica Nature, sostenendo che il prodigio di San Gennaro si poteva riprodurre chimicamente.



I ricercatori del CICAP hanno creato un gel di idrossido di ferro a partire da sostanze molto comuni, disponibili anche nel medioevo, come il cloruro di ferro, che si trovava anche come minerale sul Vesuvio, il carbonato di calcio che non è altro che polvere di marmo (pigmento bianco usato in pittura).

In questo modo si ottiene un idrossido di ferro colloidale di colore marrone scuro che lasciato a riposo gelatinizza, quindi assume un aspetto solido, ma quando viene opportunamente agitato diventa perfettamente liquido.

L'ipotesi del CICAP è che nell'ampolla di San Gennaro ci sia una sostanza con le stesse proprietà (si tratta di sostanze tissotropiche) e che i movimenti che l'ampolla subisce durante le cerimonie innescano la liquefazione.

Per chi volesse saperne di più sul miracolo di San Gennaro e sulla sua storia può guardare questo interessante servizio a cura della trasmissione Cosmo e che ci mostra alcuni tra i pareri scientifici più autorevoli degli ultimi anni.

Buona visione.

domenica 18 settembre 2011

L'efficienza energetica dei computer raddoppia ogni 18 mesi

Secondo la legge di Koomey, l'efficienza energetica dei computer raddoppia ogni 18 mesi. Questa legge sta diventando una legge fondamentale dell'informatica, come la più antica e famosa legge di Moore che dice che è la potenza dei computer a raddoppiare ogni 18 mesi.

Questo si vede soprattutto con i notebook. Ad esempio, qui ho letto che se un MacBook Air avesse la stessa efficienza energetica di un computer del 1991, la batteria durerebbe circa 2,5 secondi: non avrebbe nemmeno il tempo di completare il boot!

Un MacBook Air
Questo ci fa capire che in 20 anni le batterie dei computer portatili (e quindi anche quelle di tutti i dispositivi mobili, come i cellulari) hanno fatto davvero passi da gigante. Non solo le batterie, ma anche l'efficienza energetica dei normali computer ha fatto passi da gigante.

E' ovvio che se la potenza raddoppia ogni 18 mesi e, nello stesso tempo raddoppia anche l'efficienza energetica, possiamo avere dei dispositivi mobili che restano carichi per lo stesso periodo di ore, ma hanno una potenza raddoppiata ogni 18 mesi.

In realtà il vero obiettivo dovrebbe essere di ottenere computer più potenti ma con efficienza sempre maggiore, tale da eclissare la legge di Moore e facendo prevalere la legge di Koomey. Bisogna produrre, ad esempio, notebook sempre più potenti, ma nello stesso tempo riuscire ad aumentare in maniera ancora più rapida la durata delle batterie.

In realtà il mercato negli ultimi mesi ci spinge proprio in questa direzione. Mi ha fatto impressione leggere su tom's Hardware che nel 1985 il fisico (premio Nobel) Richard Feynman, analizzando il fabbisogno elettrico dei computer, calcolò che si poteva migliorarne l'efficienza di un fattore pari a 100 miliardi prima di raggiungere un limite dovuto alle leggi fisiche.

Fino a questo momento si è migliorati di un fattore 40000 e questo ci fa capire che il limite è ancora molto lontano. Quindi i normali computer possono migliorare enormemente ancora per molti decenni prima di dover ricorrere a soluzioni di computazione quantistica per ottenere potenze di calcolo ancora maggiori.

E se si pensa che con l'aumentare dell'efficienza energetica dei computer, si apre anche la concreta possibilità di alimentarli con normali celle solari (come ho già mostrato in questo post dal titolo La CPU solare della Intel), capiamo subito che il futuro dell'informatica ci riserverà certamente grandi e gradite sorprese.

Come si forma la sabbia?

Come si forma la sabbia? Prima di spiegarlo diciamo che la sabbia è una roccia sedimentaria incoerente, derivata dalla frantumazione di altre rocce e minerali, composta da granuli separati, prevalentemente a base di silicio, di dimensioni variabili tra 0,5 e 0,2 millimetri.



Se i granuli sono più voluminosi di hanno le ghiaie, se sono più minuti si ha il limo, mentre le sabbie cementate e compatte sono dette arenarie.

La sabbia si forma in seguito all'erosione e alla degradazione meccanica e meteorica di altre rocce, e ai successivi processi di sedimentazione. Perciò si trova in grandi quantità nei depositi alluvionali, morenici e lungo i litorali marini.

Particolare importanza hanno le sabbie formate dal vento (di origine eolica) che, nei climi aridi e caldi, formano i deserti. Diversa origine hanno le cosiddette sabbie vulcaniche, prodotte dall'accumulo di materiale vulcanico incoerente come frammenti di lave e di lapilli.

E' possibile che la sabbia si formi anche dall'accumulo di scheletri e di gusci di organismi marini. Molti organismi infatti intrappolano il carbonato di calcio o la silice presenti in soluzione nell'acqua per sviluppare organi di sostegno e di protezione, soprattutto gli invertebrati. Alla morte di questi organismi gli scheletri si conservano e finiscono per depositarsi sulla spiaggia, formando immensi accumuli. I molluschi sono gli organismi più noti, ma molta sabbia è prodotta da alcune specie di alghe verdi e dai coralli. Nel passato hanno costituito un'importante fonte di materiale granulare anche i foraminiferi, soprattutto nell'Eocene (tra i 55 e i 33 milioni di anni fa).

La sabbia è utilizzata nella fabbricazione del vetro, in edilizia nella preparazione delle malte, in siderurgia, e come materiale abrasivo.

Una delle cose secondo me più belle che vengono realizzate con la sabbia sono le fantastiche sculture di sabbia. Ammiro incredibilmente chi riesce a realizzare questi capolavori. In questo filmato, ad esempio, possiamo vedere i campionati europei di sculture di sabbia che si sono svolti a Jesolo nel 2011. Buona visione.

La cinematica

La cinematica è un ramo della Fisica che descrive il movimento dei corpi indipendentemente dalle cause che lo producono.



La cinematica si serve dei concetti fondamentali di spazio e tempo per stabilire come varia la posizione di un corpo nel tempo e ricostruire quindi la sua traiettoria, cioè il percorso lungo cui si sposta dal momento in cui inizia il suo movimento fino a quando si arresta.

Per esempio nel moto di un corpo che scivola senza attrito lungo un piano inclinato, possiamo verificare che lo spazio percorso varia sempre con il quadrato del tempo trascorso dall'inizio del moto: cioè, se dopo 1 secondo il corpo si è spostato di un metro, dopo 2 secondi lo spostamento sarà di 4 metri, dopo 3 secondi di 9 metri e così via.

L'insieme di tutte le posizioni del corpo in ogni istante del suo moto lungo il piano inclinato costituisce la sua cinematica.

sabato 17 settembre 2011

La superconduttività

La superconduttività è il fenomeno nel quale a temperature estremamente basse la resistività elettrica di molti materiali (fra i quali circa un quarto dei metalli e più di un migliaio fra leghe e composti) si annulla.

Però al di sopra di una temperatura caratteristica, detta temperatura critica Tc, ogni superconduttore diviene un conduttore normale, la cui resistenza cresce all'aumentare della temperatura. I superconduttori si comportano in modo diverso dai normali conduttori anI che dal punto di vista magnetico.

Se si applica un campo magnetico a un campione superconduttore (raffreddato al di sotto della temperatura critica), il flusso magnetico all'interno del materiale rimane nullo: il superconduttore è un materiale perfettamente diamagnetico, nel senso che le correnti indotte producono, una risposta capace di escludere dall'interno del campione il flusso prodotto da un campo magnetico esterno.



Questa espulsione di B (campo magnetico) da un campione superconduttore avviene anche quando, partendo da una temperatura alta alla quale il campo magnetico penetra al suo interno, lo si raffredda portandolo a una temperatura inferiore alla temperatura critica.

Il fenomeno prende il nome di effetto Meissner. Malgrado il susseguirsi di molti lavori importanti su questo fenomeno, soltanto nel 1957 fu proposta una teoria convincente della superconduttività; tale teoria è fondata sulla fisica quantistica ed è chiamata teoria BCS dai cognomi degli scienziati americani John Bardeen (1908-1991), Leon N. Cooper e John R. Schrieffer, i quali nel 1972 ricevettero il premio Nobel per i loro contributi.

La teoria BCS richiede conoscenze avanzate di meccanica quantistica e in questo post ci accontenteremo di darne soltanto alcuni cenni

L'idea fondamentale è che esiste una debole interazione tra coppie di elettroni di conduzione che, muovendosi nel cristallo con spin opposti, sono anche lontani uno dall'altro. L'interazione non è diretta, ma è mediata dagli ioni del reticolo con un meccanismo che può essere così descritto:

1. un elettrone in moto interagisce elettricamente con alcuni ioni del reticolo e trasferisce loro una certa quantità di moto;

2. per le proprietà elastiche del cristallo, questo impulso dà luogo alla propagazione di un'onda, che corrisponde a un aumento localizzato della densità di carica positiva dovuta agli ioni del cristallo;

3. un secondo elettrone, che ha spin opposto al primo e passa nella zona del reticolo così perturbata, risente di un eccesso di attrazione coulombiana e assorbe la quantità di moto che era stata ceduta al reticolo dal primo elettrone.

Quindi, con la mediazione degli ioni del reticolo, i due elettroni si scambiano quantità di moto e ciò è la più chiara manifestazione del fatto che tra di essi si esercita una forza. Un esame approfondito permette di concludere che si tratta di una debolissima forza attrattiva, i cui effetti, se la temperatura del cristallo è elevata, sono completamente cancellati dal moto di agitazione termica degli ioni e degli elettroni. Se la temperatura è però abbastanza bassa (al di sotto della temperatura critica), la forza è sufficiente per legare i due elettroni a formare quella che si chiama una coppia di Cooper.



Essendo il legame molto debole, le coppie si formano e si rompono in continuazione e fra i due elettroni di una coppia (la cui distanza spaziale è dell'ordine del micron) vi sono milioni di altri elettroni. Ciò non toglie che le coppie di Cooper vadano trattate come particelle che, avendo momento angolare nullo. dato che gli spin dei due elettroni sono opposti, si comportano come bosoni.

Seppure in modo approssimativo, abbiamo potuto descrivere la formazione di coppie di Cooper, usando il modello corpuscolare degli elettroni e degli ioni del reticolo. Per spiegare la superconduttività il modello corpuscolare non e però adeguato ed è necessario applicare la meccanica quantistica, che insegna che bosoni, occupando uno stesso stato quantico, formano un «condensato di bosoni» e, pertanto, tendono a muoversi tutti coerentemente nella stessa direzione e con la stessa velocità.

La teoria quantistica rappresenta questo comportamento con una sola funzione d'onda, che descrive il moto coerente di milioni di coppie di Cooper. Sotto l'effetto di una differenza di potenziale applicata dall'esterno al superconduttore, la funzione d'onda si «mette in moto» e, così, tutte le coppie di Cooper sono obbligate a muoversi con la medesima quantità di moto.

Per perturbare il moto della funzione d'onda sarebbe necessario cambiare di uno stesso ammontare la quantità di moto di tutte le coppie, applicando a tutte la stessa forza; ciò però non può accadere nelle interazioni casuali dei singoli elettroni cor gli ioni del reticolo. In definitiva, il condensato di coppie di Cooper continua a muoversi indefinitamente attraverso il reticolo senza incontrare resistenza e il materiale si comporta, se la temperatura è abbastanza bassa, da superconduttore.

L'esistenza di una sola funzione d'onda che descrive il comportamento collettivo di milioni di coppie di Cooper permette di spiegare (anche se in questo post non è possibile entrare nei dettagli) anche l'espulsione del campo magnetico dai materiali superconduttori, e cioè l'effetto Meissner.

Questi comportamenti collettivi sono esempi di quantizzazione macroscopica, cioè di effetti delle leggi della meccanica quantistica che si estendono dalla scala microscopica a quella degli oggetti che possiamo comunemente maneggiare.

Essi hanno grande importanza pratica, perché permettono la trasmissione di grandissime correnti e la produzione di intensissimi campi magnetici con bassi consumi di energia elettrica.

Come funziona l'orecchio

Come funziona l'orecchio? Come fa l'orecchio a farci percepire quelle infinite, straordinarie, insostituibili sensazioni sonore che ci regala ogni giorno della nostra vita? Si tratta di un sorprendente sistema, che è semplice e complesso allo stesso tempo, e che è basato sul sistema di ossa più piccolo presente nel nostro corpo (martello, incudine e staffa) e su una membrana (il timpano).



Il timpano vibra a causa del suono e trasmette la sua vibrazione ai tre ossicini citati prima. L'ultimo di questi ossicini, la staffa, è a contatto con la coclea. La coclea è una struttura a forma di chiocciola che ha il compito di trasformare le vibrazioni meccaniche indotte dalla staffa in impulsi nervosi che vengono inviati al cervello. Al cervello spetta infine il compito di elaborare questi impulsi nervosi.

E' un sistema davvero incredibile che ci fa vedere quante meraviglie sono contenute all'interno del nostro corpo.

Nel seguente breve filmato (in inglese) possiamo vedere una animazione che mostra con immagini ciò che ho descritto a parole nelle righe precedenti. E' una spiegazione molto semplificata (non adatta a chi sta cercando qualcosa di specialistico), ma permette di capire in maniera semplice e immediata come funziona l'orecchio umano. Se si desidera qualche approfondimento in più, potete vedere questi due interessanti filmati su YouTube: orecchio1 e orecchio2 a cura di Piero Angela.

Buona visione del video.

giovedì 15 settembre 2011

Andare a Canossa

Andare a Canossa significa chiedere umilmente perdono, sottomettersi, in particolare dopo una condotta spregiudicata.

I resti del castello di Canossa

Al castello di Canossa nel 1077 l'imperatore tedesco Enrico IV, scalzo e con l'abito dei penitenti, andò a chiedere perdono al papa Gregorio VII che l'umiliò con una attesa di ben tre giorni. Enrico IV era stato scomunicato dal papa e questo aveva indebolito moltissimo il suo potere.

Il cacao fa bene al cuore

Il cioccolato è considerato già da molto tempo una delizia e un peccato, troppo buono per resistere, ma anche troppo ricco di grassi per poterne mangiare in quantità eccessive.

Dagli Stati Uniti, un paese che ha sempre avuto grandi problemi a causa dell'alta incidenza di obesità e di malattie cardiovascolari, arriva la notizia che proprio nel cioccolato si nascondono preziose sostanze in grado di annientare ipertensione e ictus.

In realtà questi miracolosi composti chimici non si trovano nel cioccolato, che è un prodotto dolciario, ma nel cacao, cioè nel frutto dal quale il cioccolato viene ricavato. Il cacao cresce nelle piantagioni tropicali dove ha già compiuto una sorta di miracolo.



Infatti noi sappiamo che in America il 90% degli anziani soffre di ipertensione, invece i ricercatori della Harvard Medical School hanno notato che gli indiani Cuna, che vivono nelle isole San Blas, al largo della costa orientale di Panama, non si ammalano mai di ipertensione né di ictus e non sviluppano demenza senile in vecchiaia.

Sembrava che il segreto della buona salute dei Cuna risiedesse del fatto che i Cuna non usano sale. Infatti il sale di solito è uno dei maggiori responsabili dell'ipertensione. In realtà si è visto che i Cuna, al contrario, usano moltissimo sale. In seguito si è scoperto che queste persone si dissetano con una bevanda a base di cacao bevendone più di 5 bicchieri al giorno.

Pestando con l'acqua i semi di cacao i Cuna liberano un gruppo di sostanze dette flavonoidi che nel cacao sono molto abbondanti. Sono queste sostanze che proteggono il cuore e le arterie dai danni del colesterolo e ne favoriscono la dilatazione.

Il cacao è un vero e proprio anti ipertensivo naturale e adesso sta per essere sottoposto ad un test ancora più importante. Si vuole dimostrare che, non solo il cacao favorisce la dilatazione delle arterie, ma che protegge anche dalla demenza senile, che è il declino cognitivo legato all'età. E in effetti si è già riusciti a dimostrare che il cacao riesce a incrementare la circolazione arteriosa nel cervello, adesso bisogna solo capire se questo aumento porti dei benefici a livello dei processi cognitivi.

Per maggiori informazioni sul cacao e sulle sue meravigliose proprietà curative di ipertensione e ictus, vi consiglio di guardare questo servizio di SuperQuark che ha ispirato questo post.

Buona visione.

mercoledì 14 settembre 2011

La CPU più veloce del mondo è AMD e raggiunge gli 8,429 GHz

AMD mette a segno un record straordinario. Una cpu AMD FX ha battuto il record del processore più overcloccato del mondo, raggiungendo la notevole frequenza di 8,429 GHz (il record precedente apparteneva ad un processore single-core Intel Celeron D 352). La CPU FX di AMD è un processore a 8 core che fa parte della nuova architettura Bulldozer.



Questa performance è stata ottenuta da AMD in laboratorio; il processore era immerso in elio liquido per ottenere un raffreddamento estremo. La cpu è stata overcloccata anche con un normale raffreddamento ad aria e ad acqua raggiungendo la notevole frequenza di 5 GHz.

Nel filmato possiamo vedere le immagini del record della cpu più overcloccata del mondo. Buona visione.

Come misurare il diametro del Sole

Si può misurare il diametro del Sole? La risposta è sì ed è una misura così facile che chiunque lo può fare con un apparato molto semplice da costruire in casa.

L'apparato per misurare il diametro del Sole
Nel filmato che vi presento in questo post, possiamo vedere le istruzioni passo per passo per costruire questo semplice apparato. Basta un righello (di legno o di metallo) della lunghezza di almeno un metro, del cartoncino, carta a quadretti (ma meglio procurarsi carta millimetrata, un Sole da misurare (ma quello c’è sicuramente) ;-)

La misura del diametro del Sole si basa sulle proprietà geometriche dei triangoli simili, quindi questa esperienza didattica permette anche di ripassare un po’ di geometria e, se lo fate solo per pura curiosità o conoscenza personale, per rispolverare le vecchie nozioni di geometria imparate a scuola.

Alla fine si otterrà una misura del diametro del Sole abbastanza precisa, in qualche modo soprendente, dato che la nostra stella dista da noi circa 150 milioni di chilometri.

Il video è in inglese, ma è chiarissimo anche per chi non lo conosce. In questo modo sarà possibile sapere come misurare il diametro del Sole e nello stesso tempo è possibile fare un buon ripasso di geometria sui triangoli simili; come se non bastasse si potrà apprendere qualche buona nozione di astronomia. Buona visione a tutti.

martedì 13 settembre 2011

Come arredare una casa piccola

E’ possibile arredare una casa piccola senza per questo rinunciare allo spazio vitale o all’estetica? In realtà possono esistere dei modi sorprendenti per farlo. Lo spazio non è mai abbastanza, ma spesso, quando immaginiamo l’arredamento di una casa ragioniamo “a due dimensioni”, cioè ragioniamo considerando le superfici e non i volumi.

Se si cambia prospettiva si vede però che in una casa esistono tantissimi “spazi nascosti” che si possono sfruttare. L’abilità sta nel trovarli. Per fare questo ci vuole una certa creatività, infatti potremmo dire che gli spazi piccoli sono fatti per coloro che sono capaci di grandi idee.

Per capire meglio questo concetto possiamo guardare questo filmato realizzato da IKEA che ci mostra alcuni esempi per arredare una casa piccola senza rinunciare alla funzionalità e all’estetica. La funzionalità è essenziale, perché se si riempie la casa di mobili e di cianfrusaglie fino al punto di non potersi più muovere, non si è fatto un buon lavoro. Ma anche se si trovano soluzioni con mobili ammassati, nonostante lo spazio che si riesce a ricavare, non si è fatto un buon lavoro.

Nel filmato che vi presento si nota che, sfruttando lo spazio dal punto di vista verticale, si ottengono risultati sorprendenti, ma anche alcune disposizioni che implicano un vero e proprio uso del pensiero laterale sono interessanti. L’importante è non porre limiti alla propria creatività e non preoccuparsi di avere idee troppo ribelli.

Se volete proprio arredare una casa piccola, non potete non guardare questo filmato Occhiolino. E allora buona visione a tutti.


lunedì 12 settembre 2011

Elettricità dalla frutta

E’ possibile ottenere elettricità dalla frutta? La risposta è decisamente sì. 20 anni fa l’ENEA, e quindi anche la ricerca italiana, deteneva la leadership mondiale del fotovoltaico. Come era prevedibile l’abbiamo persa, visto che la ricerca scientifica in Italia è considerata meno che immondizia, e adesso sono altri i paesi che sono grandi produttori di pannelli solari fotovoltaici, quelli che convertono la luce solare in elettricità.

Celle solari al succo di mirtilli

Recentemente però a Lecce, il CNR, l’Università del Salento e l’Istituto Italiano di Tecnologia, stanno studiando la possibilità di realizzare pannelli solari più efficienti che usano estratti di frutta e verdura. Nonostante sembri qualcosa di bizzarro, in realtà questa tecnologia è già pronta per entrare nel grande mercato, ma ancora ha qualche difficoltà ad imporsi nel marketing tradizionale che è attualmente dominato dai pannelli solari fotovoltaici al silicio.

Queste celle solari innovative funzionano in maniera simile alla clorofilla delle piante, cioè assorbono la luce solare ma producono corrente elettrica solo se inserite in un dispositivo ottimizzato per questo scopo. La cosa è davvero interessante, perché a farle funzionare sarà una “marmellata di mirtilli” e questa marmellata sarà quindi in grado, in un futuro che si spera vicino, di far funzionare gli elettrodomestici delle nostre case.

Per produrre energia elettrica il pigmento estratto dai frutti di bosco deve essere fissato ad un sottile film bianco costituito da nanocristalli di ossido di titanio. In questo modo sta nascendo fotovoltaico di terza generazione, si tratta quindi di celle solari che fanno uso di sensibilizzatori organici, come succo di mirtillo, buccia di melanzane o arance rosse di Sicilia (!), invece del silicio policristallino e amorfo dei pannelli solari fotovoltaici attuali.

Le nuove celle solari hanno alcuni grandi vantaggi: riducono a metà i costi del fotovoltaico, sono biodegradabili, sottilissime e semitrasparenti. Sono anche in grado di integrarsi perfettamente nelle pareti verticali di un edificio, in un tessuto o nel parabrezza dell’auto. Uno dei più grandi vantaggi è, secondo me, che riescono a funzionare perfettamente con la luce diffusa, cioè non è necessario esporle alla luce diretta del Sole, in parole povere possono produrre energia elettrica anche con la luce ambientale all’interno di una stanza. Si tratta quindi di una tecnologia davvero straordinaria e si spera che possa avere il successo commerciale che merita.

Intanto, per maggiori informazioni sulle celle solari che funzionano con la frutta Sorriso potete guardare questo breve servizio di TG Leonardo che vi illustra la situazione. Buona visione.

 


Come oscilla un pendolo su Giove? (filmato)

In questo filmato possiamo vedere una bella rappresentazione di come cambia il periodo di oscillazione di un pendolo semplice in vari corpi ...