sabato 30 aprile 2011

Vivere senza lavorare

 

Dopo avere scritto sull’argomento come fare soldi senza lavorare, oggi mi dedico a qualche riflessione su un argomento molto simile ma non esattamente uguale. Si può vivere senza lavorare?

vivere senza lavorare

In questo caso ovviamente si tratta di potersi mantenere senza avere uno stipendio, una paga, un’entrata. Ma chi si può permettere una vita del genere? Ovviamente per vivere in questo modo bisogna essere ricchi o in alternativa bisogna avere percepito una vincita a qualche lotteria Sorriso. Oppure bisogna adattarsi a vivere di stenti o di elemosina, o anche vivere con genitori pensionati Occhiolino. Sto parlando di casi in cui non si lavora “per scelta” e non perché non si trova lavoro.

In realtà mi sono sorpreso nel constatare che per vivere in maniera semplice e frugale non c’è bisogno di molto denaro. Gli standard consumistici della nostra epoca ci fanno credere che entrate di alcune migliaia di euro mensili siano quasi insufficienti per vivere decorosamente. In realtà se ci si limita all’essenziale, rinunziando alle mode e a tutto il resto, vivere senza lavorare diventa davvero possibile.

Ovviamente tutto ciò ha un prezzo. Di solito la scelta di vivere senza lavorare è una scelta radicale che implica automaticamente un isolamento dalla società. Chi non lavora diventa “inutile”, quindi dovrà fare i conti con il rifiuto da parte degli altri. Finisce lo stress del lavoro, ma comincia lo stress della solitudine. Bisogna vedere se il soggetto sopporta meglio lo stress del lavoro o lo stress della solitudine. Chi non lavora non può avere figli, ovviamente.

Da questo punto di vista vivere senza lavorare è quindi una scelta individuale. Il tempo che si può dedicare a se stessi potrebbe non avere prezzo e valere ampiamente l’abbandono delle consuetudini e dei condizionamenti sociali. L’uomo più ricco non è quello che ha il denaro, ma quello che ha tempo.

Voi cosa ne pensate? Se vi capitasse l’occasione di poter vivere senza lavorare, cosa fareste? Prendereste questa strada, oppure scegliereste di lavorare perché lo stress di esalta Occhiolino?

Io, se potessi vivere senza lavorare mi dedicherei alle mie numerose passioni, quindi sarebbe una vita attivissima. Infatti sono un convinto sostenitore del fatto che vivere senza lavorare è comunque molto meglio di lavorare senza vivere Occhiolino


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10 commenti:

  1. mah non credo che sia possibile.. dovresti vivere senza casa..

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  2. Per fare una cosa del genere bisogna avere già una casa, ad esempio la seconda casa dei genitori. E' chiaro che una vita del genere è praticabile, tranne qualche eccezione, da chi ha una famiglia benestante alle spalle.

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  3. Gran bel motto! In occidente serve almeno un appezzamento di terra però. In altri continenti i popoli indigene potrebbero insegnarci molto sul come vivere con la natura e non contro di essa...

    http://pensieronatura.blogspot.com/

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  4. x Andrea T

    In quel caso è più facile, perché una società meno complessa rende la vita più vivibile.

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  5. La tecnologia e la cultura sono la chiave di tutto.
    http://www.zeitgeistitalia.org/

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  6. x DarkTemplar

    Insomma... non credo alle ipotesi complottiste, e nel caso del lavoro non c'è nessuno complotto: sono un fannullone "vero"! ;-)

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  7. Bah... mi fermo a dire la mia...
    Parto da un importante presupposto: vivere da parassita è un errore sia nei propri confronti sia nei confronti dei propri simili. Se nel primo caso lo si può accettare a livello soggettivo, nel secondo caso l'azione non produce più un effetto sul singolo soggetto, ma si estende anche sugli atri e non può, pertanto, essere accettato. Ergo, non si può e non si deve "vivere senza lavorare".
    Tuttavia diventa importante capire cosa si intende esattamente con il termine lavoro o lavorare. Credo si possa convenire nel dire che "lavorare" significhi esercitare un'azione naturale diurna o notturna finalizzata alla produzione di un qualunque bene materiale o anche immateriale.
    Da tale definizione si può facilmente capire che in realtà non esistono molti esseri umani che non lavorano e che anzi dovrebbe essere intrinseca nello stesso essere umano la voglia di lavorare. Ma allora, se l'uomo è "istintivamente" portato al lavoro perché in molti sentono l'esigenza di non lavorare?
    La mia personalissima risposta a questo quesito è la seguente.
    Gli esseri umani sono nati liberi. Liberi di pensare, liberi di agire, liberi quindi anche di lavorare. Nella vita di ogni essere umano si alternano periodi di forte impegno lavorativo a periodi di totale o parziale apatia. Ogni essere umano inoltre sente un proprio "istinto produttivo": c'è chi sente la necessità di produrre una sedia, chi un martello o un soldatino di bronzo, chi un orecchino, ecc, ecc... Infine un uomo potrebbe non essere in forma e quindi non avere la forza per produrre ciò che magari pure vorrebbe.
    Quindi per indicare la voglia di lavorare di un essere umano bisogna considerare almeno 3 variabili:
    - istinto del periodo
    - livello di apatia
    - salute

    Il "lavoro" come inteso e praticato nei tempi moderni tiene in considerazione solo la terza di queste variabili, ignorando completamente la prima e quasi del tutto le seconda.
    Come ci si può meravigliare, dunque, se gli esseri umani sono sempre più stanchi di lavorare e dicono, molto semplicisticamente, "non voglio lavorare"???

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  8. x Alessandro.

    La tua analisi è davvero notevole. Hai perfettamente ragione in ciò che hai scritto. Infatti credo che chiunque, dopo un lungo periodo di inattività, viene preso da una smania "creativa" o "lavorativa". E' ovvio che dopo lunghi periodi di lavoro "contro la propria natura" non si ha voglia di fare più niente.

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  9. quì mi pare che la stessa idea di parassitismo si sia completamente capovolta, domandatevi questo. è più parassita chi non lavora e cerca di non esistere per limitare i danni e per non essere sfruttato? o lo è di più chi sfrutta apertamente e il più possibile ormai senza più nessuna vergogna con la forza della legge e della rassegnazione di chi pur di sopravvivere tenersi il lavoro è disposto a sopportare anche le umiliazioni. Mi sembra una situazione tipo il film matrix: tante belle batterie umane obbligate dal sistema a produrre qualche tipo di reddito o bene da tassare e mungere.
    Io in una società così preferisco non esistere e nascondermi come posso, dal momento che se esisti all'anagrafe hai già versato il pizzo a vita ai mafiosi dello stato e non si scappa.

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  10. se la gente fosse "LIBERA" di lavorare, lavorerebbe eccome!!

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