martedì 27 dicembre 2011

Messaggio ai posteri di Bertrand Russell

Bertrand Russell è stato un personaggio chiave del XX secolo per quanto riguarda lo studio della logica, della matematica e dell’epistemologia, ma si occupò anche di politica e di morale. Fu uno dei più ferventi promotori del movimento pacifista.

In questo video possiamo vedere un breve frammento di una intervista che rilasciò nel 1959 alla BBC durante il programma face-to-face. Alla fine dell’intervista gli venne posta la seguente domanda:

“Supponiamo, Lord Russell, che questo filmato venga visto dai nostri discendenti, come i manoscritti del Mar Morto, tra un migliaio di anni. Cosa pensa varrebbe la pena dire a quella generazione futura riguardo alla vita che lei ha vissuto e alle lezioni che lei ha appreso da essa?”

Nel filmato potete ascoltare la sua meravigliosa risposta (ci sono anche i sottotitoli). Credo che le sue affermazioni siano davvero attuali e universali e che tutti dovremmo farne tesoro.

Buona visione a tutti del messaggio ai posteri di Bertrand Russell.

Di seguito la trascrizione della risposta.

“Mi piacerebbe dire due cose, una intellettuale e una morale. Quella intellettuale che vorrei dire solo è questa: quando stai studiando un qualunque argomento, o considerando una filosofia, chiedi a te stesso soltanto: “Quali sono i fatti? Qual è la verità che sostengono?” Non lasciarti sviare né da ciò che vorresti credere, né da ciò che potrebbe produrre vantaggi sociali se fosse creduto. Ma osserva solo ed unicamente quali sono i fatti. Questo è il messaggio intellettuale che vorrei dire. Il messaggio morale che vorrei dire loro, è molto semplice. L’amore è saggio, l’odio è folle. In questo mondo, che sta diventando via via più interconnesso, dobbiamo apprendere a tollerarci l’un l’altro. Dobbiamo apprendere ad accettare il fatto che qualcuno dirà cose che a noi non piacciono. Possiamo vivere insieme solo in quel modo. Se vogliamo vivere insieme e non morire insieme, dobbiamo imparare una qualche forma di carità e di tolleranza, che sono assolutamente vitali per la sopravvivenza della vita umana su questo pianeta.”


Karakuri, le bambole meccaniche giapponesi

I robot giocattolo giapponesi hanno un nemico in casa. A Natale venderanno molto nonostante questo, ma non potranno mai competere con le bambole Karakuri. Si tratta di una tradizione millenaria made in Japan. Le bambole sono fatte con sette tipi di legni differenti. Durata: almeno due secoli con movimenti della migliore scuola orologiaia.

bambola Karakuri

Nel filmato possiamo vedere queste meravigliose “creazioni” dell’arte giapponese Karakuri. Queste bambole tirano una freccia su un bersaglio, indossano una maschera, fanno le capriole, suonano strumenti e tante altre cose. Si noti che queste bambole sono realizzate con sole componenti meccaniche in legno. Questa è la prova che il concetto di “robot”, inteso come essere umano meccanico in grado di compiere “azioni tipicamente umane”, sia un concetto universale presente anche in civiltà molto diverse tra loro e molto distanti geograficamente. Nell’immaginario collettivo dell’umanità è una costante, come il sogno di volare o di andare sulla Luna. Chissà se un giorno…

Adesso vi lascio al video delle incredibili bambole Karakuri. Buona visione a tutti.


Non è vero che la NASA conferma l’esistenza di Nibiru!

Per chi si fosse perso “le puntate precedenti” è meglio spiegare che ci sono molte persone che credono che il nostro pianeta sia minacciato dall’esistenza di un fantomatico pianeta (o forse da una nana bruna) che porta il nome di Nibiru. Secondo alcuni questo corpo celeste avrebbe un’orbita molto eccentrica che lo porterebbe periodicamente a passare vicino alla Terra causando dei cataclismi.

La storiella di Nibiru ha portato ingenti guadagni a tutti quegli scribacchini che hanno scritto voluminosi tomi sull’argomento. Queste tonnellate di “carta straccia” riporterebbero “prove scientifiche” totalmente inventate dell’esistenza di questo Nibiru il cui passaggio vicino alla Terra sarebbe imminente e in qualche modo collegato alla ormai “miticaprofezia della fine del mondo del 21 dicembre del 2012. In effetti non tutti i “credenti” di Nibiru concordano con la data del 2012, ma per i catastrofisti qualsiasi data per la fine del mondo va più che bene.

Il desiderio di credere in qualcosa fa brutti scherzi e può arrivare persino a “mettere in bocca” alle persone parole e frasi che non hanno mai detto. Ad esempio sono riusciti a “far dire” alla NASA di avere ammesso “per sbaglio” l’esistenza di Nibiru. Secondo i credenti di Nibiru la NASA “sa tutto” ma “mantiene il silenzio” per non seminare il panico.

Ma in base a che cosa alcuni affermano che la NASA ha ammesso l’esistenza di Nibiru? Lo fanno in base al seguente filmato che riporta una conferenza della NASA riguardante il satellite WISE.

Cito alcune spiegazioni riguardo a questo interessante strumento della NASA, tratte dal blog Link2Universe:

Dopo aver osservato in grande dettaglio, per un anno intero, l'intero cielo, il Wide-field Infrared Survey Explorer (WISE) ha continuato la sua missione per altri 4 mesi in una fase chiamata NEOWISE, che aveva come obbiettivo principale quello di mappare la popolazione locale di asteroidi. La quantità di dati riportata è enorme e soltanto ora (la missione si è conclusa a Febbraio 2011) gli scienziati hanno potuto tirare le prime somme. Le scoperte indicano che ci sono significativamente meno asteroidi vicini all'orbita della Terra rispetto a quanto si pensava. I dati indicano anche come la NASA è riuscita in questi ultimi anni a scoprire circa il 93% di tutti gli asteroidi più grossi di 1 km in diametro (potenzialmente devastanti a livello planetario), raggiungendo così l'obbiettivo fissato con il Congresso degli USA, nel 1998.
Gli astronomi stimano adesso che ci sono circa 19.500, e non 35.000 asteroidi di dimensioni medie che passano vicino all'orbita terrestre (NEO). Gli scienziati hanno spiegato durante la conferenza del 29 Settembre 2011 che questa comprensione migliore della popolazione degli asteroidi ha permesso di abbassare il livello del pericolo di subire un impatto imprevisto. Tuttavia, anche se sono stati esclusi la maggior parte degli asteroidi di dimensioni molto grosse, mancano ancora da trovare una buona parte di quelli di dimensioni medie. Servono più campagne di indagini approfondite per scoprire i rimanenti asteroidi potenzialmente pericolosi con diametri tra 100 e 1000 metri.

Direi quindi che sono buone notizie. Lo studio mostra che ci sono meno pericoli per la Terra di quanto si stimava in precedenza. Ma chi ha una visione distorta della realtà riesce sempre a prendere lucciole per lanterne.

E così veniamo al filmato incriminato. Uno spettatore telefona in studio e chiede rassicurazioni sul fatto che Nibiru (chiamato anche pianeta X) non arriverà l’anno prossimo. A questo punto Amy Mainzer fornisce una risposta molto chiara ma che i “credenti” riescono ad interpretare così:

Amy Mainzer (Principal Investigator NEOWISE, JPL) non ha negato la sua esistenza, ma quasi l'ha confermato, dopo essersi aggrovigliamento in strane spiegazioni: "Il Pianeta X non è venuto per farci del male!" ha detto, riconoscendo sostanzialmente la sua esistenza. Dopo aver schivato la questione per qualche tempo, finalmente ha continuato: "Noi pensiamo che questo (Planet X?) è solo ... eh ... solo una sorta di" poi capisce l'errore e cerca di risolvere il problema aggiungendo: "Se c'è qualcosa là fuori potrebbe essere un grande corpo in un'orbita quasi circolare!" COSA??? Ma il chiamante spinge le cose ancora di più, chiedendo se ci fosse: "...qualche altra cosa da dire su questo punto?" Amy Mainzer cade in trappola, ancora una volta e comincia a parlare di nane brune: "Siamo stati in grado di confermare la scoperta di 100 nuovi ... eh ... oggetti, queste stelle sono molto fredde chiamate nane brune e ... quindi ... che è molto simile a quello che ... eh ... le persone sono interessati alla ricerca, quindi ... abbiamo in realtà trovato che alcune di queste sono relativamente vicino alla Terra".
Ma di cosa parla? Probabile, secondo me, che si tratti proprio del pianeta dell'incrocio...

Ecco uno screenshot del post (nel caso in cui dovessero cancellarlo o dovessero dire che la NASA o la CIA lo ha censurato! Occhiolino)

 

A questo punto guardiamo il video, soprattutto dopo il minuto 4:11, e vediamo cosa ha detto “realmente” Amy Mainzer!

Traducendo in maniera corretta ci accorgiamo che Amy ha detto che sono state scoperte centinaia di nane brune vicine (è ovvio che siano state scoperte nane brune vicine, visto che sono stelle molto deboli e a grande distanza è difficile rilevarle), ma che nessuna è più vicina al Sistema Solare di qualunque altra stella.

L’altra cosa che ha detto Amy, in maniera inequivocabile, è che non c’è niente di pericoloso nel Sistema Solare esterno e che un corpo celeste di grandi dimensioni avrebbe un’orbita quasi circolare. Questa affermazione è molto importante. Bisogna sapere che un corpo celeste di grandi dimensioni che orbita attorno al Sole non può avere un’orbita molto eccentrica (quindi allungata) perché del punto di vista dinamico sarebbe instabile. Infatti si osserva che i pianeti hanno orbite ellittiche molto poco eccentriche (sono quasi delle circonferenze), perché si sono “sistemati” in queste orbite stabili nel corso dei primi milioni di anni di esistenza del Sistema Solare. Solo i corpi celesti più piccoli, come le comete e gli asteroidi hanno orbite allungate, e infatti sono corpi celesti che non sopravvivono in questo stato per molto tempo. O vengono espulsi dal Sistema Solare, oppure cadono su qualche pianeta, o infine sono deviati su un’orbita stabile quasi circolare.

L’evoluzione di un qualsiasi sistema planetario è raggiungere la configurazione più stabile e la configurazione più stabile è con corpi grandi (pianeti) che hanno orbite poco eccentriche che non si disturbano tra loro. Solo i corpi piccoli possono avere orbite eccentriche (come le comete), ma non sopravvivono a lungo in questa condizione.

Se esistesse veramente una nana bruna con un’orbita così eccentrica rispetto al Sole, in pochi milioni di anni (forse anche meno) con la sua influenza gravitazionale avrebbe espulso i pianeti interni del Sistema Solare disperdendoli nello spazio interstellare. Il fatto che i pianeti come Mercurio, Venere, Terra e Marte sono qui da miliardi di anni, significa che niente li ha mai disturbati.

In conclusione un pianeta X (o Nibiru che dir si voglia) potrebbe effettivamente esistere (e potrebbe essere scoperto, anche se è difficile che si tratti di una nana bruna), ma avrebbe un’orbita quasi circolare che lo manterrebbe definitivamente lontano dai pianeti interni del Sistema Solare e pertanto non sarebbe mai un pericolo.


sabato 24 dicembre 2011

Buon Natale 2011 a tutti i lettori, e non solo…

Anche quest’anno siamo arrivati agli auguri di buon Natale. Però stavolta non voglio fare solo gli auguri agli “esseri umani” ma anche a tutti coloro che spesso il Natale lo vivono per strada nel freddo. I cani e i gatti randagi, spesso abbandonati da padroni inqualificabili, non conoscono mai nessuna festa. Per questo vi mostro un filmato, realizzato dall’associazione L’Altra Zampa, che è un augurio per gli animali domestici trascurati e abbandonati e per coloro che cercano, con grande fatica e dedizione, di difenderli.

Buona visione a tutti e Buon Natale Sorriso


giovedì 22 dicembre 2011

Norme antincendio: meglio rispettarle (video)

Le norme antincendio spesso vengono trascurate, ma è meglio non farlo, come dimostra questo video. Era sabato 11 maggio 1985 e si giocava una partita di calcio (tra Bradford City e Lincoln City) presso la città di Bradford in Inghilterra. Improvvisamente gli spalti prendono fuoco e l’incendio si propaga ad una velocità sorprendente (come potete ben vedere nel filmato).

Nell’incidente muoiono 56 persone e ben 265 restano ferite. Non fu possibile arginare l’incendio perché tutti gli estintori dello stadio erano stati rimossi per evitare che gli hooligans li potessero usare per perpetrare atti di vandalismo. L’altra causa dell’incendio fu fondamentalmente il fatto che sotto le tribune nel corso degli anni si era accumulato uno spesso strato di rifiuti. I rifiuti purtroppo di solito sono molto infiammabili.

Ma ora vi lascio al drammatico filmato dell’incendio di Bradford.


mercoledì 21 dicembre 2011

Anello di Einstein a forma di ferro di cavallo scoperto da Hubble

La Teoria della Relatività Generale di Einstein ha avuto numerose conferme sperimentali e osservative. Questa teoria spiega la gravità come un effetto “geometrico” di curvatura dello spazio-tempo. In altre parole la massa-energia (che nella Teoria della Relatività Ristretta sono la stessa cosa) produrrebbe una “deformazione” dello spazio tempo che viene poi percepita come una forza gravitazionale.

Uno degli effetti più spettacolari previsti dalla Relatività Generale è quello di “lente gravitazionale”. Infatti secondo questa teoria non sono solo i corpi “materiali” ad essere influenzati dalla gravità, ma anche la luce. La luce viene deviata dai campi gravitazionali e questa deflessione, minuscola se prodotta da masse planetarie, diventa molto sensibile se prodotta da masse enormi, come quelle delle galassie.

La luce deflessa dal campo gravitazionale produce delle immagini particolari che sono state osservate più volte che vengono chiamate “anelli di Einstein”. Uno di questi anelli di Einstein (ed è uno dei più spettacolari) è stato recentemente scoperto (nel 2007) dal Telescopio Spaziale Hubble e la sua foto è quella che vedete sotto.

anello di Einstein

(clicca sull’immagine per vederla alla massima risoluzione).

L’immagine al centro dell’anello è una galassia di forma ellittica, invece l’anello è l’immagine molto deformata di una galassia che si trova prospetticamente “dietro” alla prima galassia. La luce di questa remota galassia è stata deviata dal campo gravitazionale della galassia più vicina che ha determinato un effetto di “lente deformante”.

La Teoria della Relatività Generale fu formulata nel lontano 1916 ed è sorprendente come, a distanza di quasi 100 anni, si possano apprezzare evidenze osservative così clamorose della sua correttezza.


lunedì 19 dicembre 2011

Come calcolare la percentuale

Il calcolo della percentuale di un numero è un’operazione facile, ma non tutti riescono a farlo “al primo colpo”. In questo post spiego anche come sottrarre una percentuale da un numero e come sommarla. In altre parole spiegherò anche come si calcola uno “sconto” o un “aumento”.

Prima di tutto vediamo come si calcola la percentuale di un numero. Un esempio ci permetterà di capire come fare. Supponiamo di voler calcolare il 12% del numero 150. Basta calcolare il numero:

Quindi basta moltiplicare il numero per la percentuale e dividere per 100. Facile, no?

Adesso passiamo a calcolare lo sconto e l’aumento.

Partiamo subito da uno sconto. Un prodotto ha un prezzo iniziale di 200 euro e viene applicato uno sconto, ad esempio, del 25%. Quale sarà il prezzo finale?

Dove Pf è il prezzo finale (scontato) e Pi è il prezzo iniziale, Perc è la percentuale.

Nel nostro esempio, sostituendo i numeri nella formula, avremo:

Come avete visto, al prezzo iniziale, bisogna sottrarre sempre il prezzo iniziale moltiplicato per la percentuale divisa per 100.

Quindi se a un prodotto con un prezzo iniziale di 200 euro applichiamo uno sconto del 25%, il suo prezzo finale “scontato” sarà di 150 euro.

E se dobbiamo applicare un aumento percentuale? In questo caso la formula da usare è del tutto analoga a quella precedente, ma con il segno meno sostituito da un segno più:

Facciamo un esempio anche per questo tipo di problema. Un computer ha un prezzo di 1200 euro, ma con un aumento del 10% la garanzia viene estesa a 5 anni. Quale sarà il prezzo finale di questo computer?

Applicando la formula precedente avremo:

Il prezzo finale sarà quindi 1320 euro.


domenica 18 dicembre 2011

Volare sull’acqua come un supereroe

Vi piacerebbe volare sull’acqua come un supereroe? Non è solo fantasia, c’è qualcuno che lo ha fatto, ma non è un supereroe, ma un uomo con tanta inventiva.

Nel filmato potete ammirare la geniale creazione di Franky Zapata. Si tratta di una sorta di razzo che come propellente usa l’acqua e permette di fare spettacolari evoluzioni nell’acqua. Questo mezzo straordinario si chiama Flyboard e per produrre i getti d’acqua utilizza un motore della potenza di 100 cavalli.

Lo volete? Basta sborsare 4900 euro e potrete fare le stesse cose che fa Zapata in questo filmato (dopo un certo allenamento, però). Intanto guardatevi il filmato e stupitevi.

Buona visione a tutti.


Sempre le solite notizie

Ormai ci siamo abituati a sentire sempre le solite notizie. Parlamentari che guadagnano troppo e comuni mortali che non arrivano a fine mese, crisi, sempre più crisi, ancora più crisi. Quando ero bambino mi ricordo che al telegiornale dicevano che c’era la crisi. Era il 1973 e la domenica c’era il divieto di circolazione con mezzi privati (la famosa austerity). Mi ricordo le lunghe passeggiate con i miei genitori per andare a casa di mia nonna.

Tempi andati? Non è vero, la crisi continua e siamo sempre “in bilico”. Per chi, come me, è nato alla fine degli anni sessanta, è stata una crisi sin da quando c’è una memoria consapevole.

Ovviamente non sono stati anni difficili come per coloro che hanno vissuto la guerra, ma sono stati anni di “ansia” e di incertezza. La crisi ci ha aperto gli occhi sulle conseguenze delle nostre azioni? Non completamente credo. Certo, il pericolo dell’olocausto nucleare sembra scampato, ma non sappiamo come finisce con l’inquinamento ambientale, con l’euro e con le ipotesi di fine del mondo Occhiolino.

Le ipotesi di fine del mondo! E’ da alcuni anni che le reti tv e i siti internet più scadenti si portano la testa con le più svariate ipotesi per la fine del mondo. Con buona pace del poveri Maya, che, inconsapevoli, hanno scatenato tutto questo putiferio, devo dire che difficilmente questa tendenza a credere che la fine del mondo è vicina, si indebolirà in maniera significativa, nemmeno dopo il 2012.

Le ipotesi catastrofiste fanno parte della psicologia della società perennemente in crisi. Non ha importanza in cosa consiste e da cosa è causata la crisi, l’importante è elaborare una teoria che la faccia magicamente finire. Potrebbe essere un meteorite, un’invasione aliena, un’eruzione solare, l’inversione del poli, la seconda venuta di Cristo; il risultato è sempre lo stesso: la crisi si risolve(rà) e se ci credi l’angoscia intanto diminuisce. Non è nemmeno importante se si tratta di una fine negativa (catastrofe) o di una fine positiva (una nuova era spirituale), l’importante è avere sempre una scappatoia psicologica che ci tiri fuori dai guai senza il minimo sforzo da parte nostra. Un intervento magico dal cielo, secondo molti, è sempre meglio di uno sforzo concreto da parte nostra.

E se invece ci rimboccassimo le maniche e cercassimo di risolvere ogni crisi, sia personale che sociale con le nostre forze, non sarebbe meglio?

Spero che il 21 dicembre del 2012 sia davvero l’inizio di una nuova era, l’era delle ipotesi e delle azioni costruttive.


venerdì 16 dicembre 2011

Il bosone di Higgs spiegato in maniera semplice

Il bosone di Higgs (chiamato anche la particella di Dio) è una particella elementare che negli ultimi tempi è diventata molto famosa. Ne ho scritto in un recente articolo in occasione della conferenza del CERN che annuncia che tracce di questa particella sono state già trovate.

In giro per la rete avrete probabilmente cercato varie spiegazioni di cosa è e di come agisce il bosone di Higgs. Saprete forse che questa particella è quella che conferisce massa alle altre particelle elementari. Come avviene questo fenomeno? Detto così non è facile dare una risposta esauriente, ma se si trovasse un’analogia abbastanza efficace, il meccanismo del bosone di Higgs che da massa alle altre particelle, si capirebbe sicuramente in maniera rapida.

Allora mi sono lanciato in una lunga ed estenuante (30 secondi al massimo Occhiolino) ricerca su internet e l’analogia che mi ha colpito di più è sicuramente quella del “cocktail party”.

 

Bosone di Higgs 1

Immaginiamo una festa in cui gli ospiti in una sala sono più o meno distanziati allo stesso modo. La sala con gli ospiti rappresenta il “campo di Higgs” che è presente in tutto l’Universo. Improvvisamente in sala entra una celebrità. Gli ospiti notano la celebrità e si avvicinano all’importante ospite formando un gruppetto attorno a lui.

 

Bosone di Higgs 2

A questo punto la celebrità è rallentata nel suo moto dal gruppo di ospiti che sta attorno. E’ come se avesse una “massa” che lo ostacola nel suo cammino. Non solo, ma se si cerca di frenare il gruppo non è affatto facile farlo, perché adesso possiede una certa “inerzia”. (Ovviamente è difficile anche accelerarlo). Questo ci riporta al concetto di massa inerziale che si identifica con la difficoltà ad accelerare (o frenare) il moto di un corpo.

Direi che come analogia è davvero molto pertinente e chiara e spiega molto bene come funziona il “meccanismo di Higgs”. Spero che con questo le vostre curiosità sul bosone di Higgs siano state in qualche modo soddisfatte Occhiolino.


mercoledì 14 dicembre 2011

Errori casuali e sistematici

Le incertezze sperimentali che possono essere rivelate ripetendo delle misure sono chiamate errori casuali; quelle che non possono essere rivelate in questo modo sono chiamate errori sistematici. Per illustrare questa distinzione, consideriamo alcuni esempi.

Supponiamo in primo luogo di misurare il periodo di rotazione del piatto di un giradischi che ruota in modo stazionario. Una sorgente di errore sarà il nostro tempo di reazione nel far partire e nel fermare il cronometro. Se il nostro tempo di reazione fosse sempre esattamente lo stesso, questi due ritardi si cancellerebbero l'un l'altro. In pratica, comunque, il nostro tempo di reazione varierà. Possiamo ritardare di più nel far partire il cronometro, e così sottostimiamo il tempo di una rotazione; o possiamo ritardare di più nel fermarlo, e così sovrastimare il tempo. Dal momento che ciascuna possibilità è ugualmente probabile, il segno dell'effetto è “casuale”. Se ripetiamo la misura parecchie volte, alcune volte sovrastimeremo ed alcune volte sottostimeremo. Così il nostro tempo di reazione variabile si manifesterà come una variazione dei risultati trovati. Analizzando lo sparpagliamento nei risultati statisticamente, possiamo ottenere una stima molto realistica di questo genere di errore.

Errori casuali e sistematici

D'altra parte, se il nostro cronometro marcia costantemente lento, allora tutti i nostri tempi saranno sottostimati, e la ripetizione delle misure (con lo stesso cronometro) non rivelerà questa sorgente di errore. Questo genere di errore è chiamato “sistematico”, perché esso spinge i nostri risultati sempre nella stessa direzione. (Se il cronometro marcia lentamente, noi sottostimiamo sempre; se il cronometro marcia rapidamente, noi sovrastimiamo sempre).

Come secondo esempio di errori casuali e sistematici, supponiamo di dover misurare qualche lunghezza ben definita con un righello. Una sorgente di incertezza sarà la necessità di interpolare tra le tacche della scala; e questa incertezza è probabilmente casuale. (Quando si interpola, abbiamo verosimilmente la stessa probabilità di sovrastimare come di sottostimare). Ma c'è anche la possibilità che il nostro righello si sia deformato; e questa sorgente di incertezza dovrebbe essere probabilmente sistematica. (Se il righello si è allungato, noi sottostimiamo sempre; se si è accorciato, noi sovrastimiamo sempre).

Proprio come in questi due esempi, praticamente tutte le misure sono soggette sia ad incertezze casuali che sistematiche. Non dovreste avere difficoltà a trovare altri esempi. In particolare, notate che le comuni sorgenti di incertezze casuali sono piccoli errori di giudizio dell'osservatore (come quando si interpola), piccoli disturbi dell'apparato (come vibrazioni meccaniche), problemi di definizione, e parecchi altri. Forse la causa più ovvia di errore sistematico è l'errata calibrazione degli strumenti, come un cronometro che marcia lento, il regolo che si è allungato, o uno strumento che è azzerato impropriamente.

La distinzione fra errori casuali e sistematici non è sempre netta. Per esempio, se muovete la testa da un lato all'altro mentre siete di fronte ad un certo strumento (come un orologio ordinario con le lancette), la lettura sull'orologio cambia. Questo effetto è chiamato “parallasse”, e significa che uno strumento può essere letto correttamente soltanto se vi mettete esattamente di fronte ad esso. Anche se voi siete uno sperimentatore accurato, non potete sempre posizionare i vostri occhi “esattamente” di fronte allo strumento; di conseguenza le vostre misure avranno una piccola incertezza dovuta alla parallasse, e questa incertezza sarà probabilmente casuale. D'altra parte, uno sperimentatore non accurato che pone uno strumento da un lato della sua sedia e dimentica di preoccuparsi della parallasse, introdurrà un errore sistematico in tutte le sue letture. Cosi lo stesso effetto, parallasse, può produrre incertezze casuali in un caso, e incertezze sistematiche in un altro.

La trattazione degli errori casuali è del tutto diversa da quella degli errori sistematici. D'altra parte, le incertezze sistematiche sono difficili da valutare, ed anche da rivelare. Lo scienziato esperto deve imparare a prevenire le possibili sorgenti di errore sistematico, e ad accertarsi che tutti gli errori sistematici siano molto minori della precisione richiesta. Comportarsi così richiederà, per esempio, di confrontare gli strumenti con gli standard accettati, e correggerli o comprarne di migliori se necessario.


martedì 13 dicembre 2011

Bosone di Higgs: forse c’è una traccia.

La notizia è davvero incoraggiante per la Fisica moderna e per la teoria di Fisica delle particelle chiamata Modello Standard. Durante la conferenza che si è tenuta presso il CERN di Ginevra oggi 13 dicembre 2011 alle ore 14 (ora italiana), si è annunciato che sono state trovate (probabili) tracce della “famigerata” particella elementare chiamata bosone di Higgs.

Si tratta ancora di un risultato preliminare (è ancora troppo presto per dire che è una scoperta vera e propria), ma il “gran giorno” del bosone di Higgs adesso sembra un bel po’ più vicino.

Ma cosa è il bosone di Higgs e perché è così importante? La spiegazione non è facile, ma ci provo lo stesso. Sappiamo che la materia di cui siamo fatti è formata da atomi che a loro volta sono formati da particelle ancora più piccole come i protoni, i neutroni e gli elettroni. Tutte queste particelle hanno una “massa”, cioè possiedono una certa “inerzia”, dove per inerzia si intende la difficoltà che si incontra ad accelerare un corpo. Il problema è che in natura esistono particelle che questa inerzia (cioè la massa) non la possiedono. Un esempio sono i fotoni, le particelle che costituiscono la luce (e, in generale, tutte le onde elettromagnetiche).

Come mai esistono particelle dotate di massa e particelle che invece non ne hanno? Cosa è che conferisce massa alle particelle che la possiedono? Sembra quasi un problema “filosofico”, perché si potrebbe riformulare in questi termini: come mai la luce non ha “consistenza”, mentre gli oggetti hanno una certa consistenza?

Il problema forse è ancora più profondo dal punto di vista della Fisica teorica. Secondo la teoria del Modello Standard (la teoria oggi più accreditata che descrive le particelle elementari), le particelle dovrebbero essere tutte senza massa. Per ovviare a questo inconveniente teorico, nel 1964 Peter Higgs propose quello che fu battezzato con il nome di meccanismo di Higgs.

Secondo questo meccanismo lo spazio (in tutto l’Universo) sarebbe permeato da un “campo” (detto appunto campo di Higgs) in cui alcune particelle sarebbero “frenate” e altre invece no, a seconda delle loro caratteristiche. Il campo di Higgs, obbedendo alle leggi della meccanica quantistica, è “quantizzato”, cioè non è continuo ma discreto, e questo significa che esiste una particella elementare che produce questo campo, che è appunto il bosone di Higgs. Il campo di Higgs interagisce anche con se stesso ed è questo che produce la massa del bosone di Higgs. In pratica l’Higgs si auto-conferisce una massa. Se la presenza di questa particella fosse confermata sarebbe un enorme successo del Modello Standard delle particelle, oltre ad essere una delle più grandi scoperte della Fisica moderna.

Entro la fine del 2012 si saprà se le tracce del bosone di Higgs sono prove definitive o se bisognerà continuare a ricercare.

In questo post non sono sceso nei dettagli delle analisi sperimentali del CERN, ma se volete più informazioni in merito potete fare riferimento a questo articolo (in inglese) che illustra i risultati sperimentali con la probabile presenza del bosone di Higgs nell’intervallo di energie compreso tra 124 e 126 GeV. Buona lettura.

Un filmato divulgativo sul bosone di Higgs lo potete vedere anche qui:


lunedì 12 dicembre 2011

Perché la benzina costa così tanto?

Non c’è bisogno di dire quanta rabbia mi ha assalito appena ho visto la benzina (e anche il gasolio) a 1,70 euro! Come al solito la manovra finanziaria pesa sulle spalle della povera gente. Pensate a tutti quelli che per andare a lavorare devono percorrere lunghi tratti di strada senza alcun rimborso del carburante. Io sono sicuro che questo aumento sconsiderato dei prezzi del carburante dovuto all’aumento delle accise avrà una ricaduta sul tutto il mondo che orbita attorno ai trasporti. Ma, alla fine, perché la benzina costa così tanto?

Ci chiediamo, in particolare, se costa davvero così tanto passare dal petrolio alla benzina (o al gasolio). La risposta è decisamente no. Il problema è che le tasse sui carburanti prima ammontavano al 57% del prezzo dei carburanti stessi e adesso sono arrivate al 60%.

Se questo aumento sia davvero utile per uscire dalla crisi è una cosa che si capirà in futuro, ma sono pronto a scommettere che non servirà a molto e mi sembra più che altro la solita “tassa sui poveri” che in Italia è diventata una regola assoluta per qualsiasi governo recente (che sia tecnico o meno).

A parte quindi le considerazioni politiche e sociali, questo è lo spunto giusto per capire come vengono prodotti i carburanti come la benzina o il gasolio. Quali sono le procedure di raffinazione che vengono effettuate sul petrolio per arrivare ai carburanti che poi troviamo nei distributori? A questa domanda risponde il seguente video, spiegando anche le differenze chimiche e fisiche tra i diversi tipi di carburante che si possono trovare in commercio.

Buona visione del filmato.


sabato 10 dicembre 2011

Le leggi di Kirchhoff

Nelle applicazioni è spesso indispensabile calcolare le correnti che fluiscono in un circuito complesso come quello della figura presentata sotto, essendo note le tensioni ai capi dei generatori e i valori delle resistenze. A questo scopo, se si hanno n correnti incognite, occorre scrivere un sistema lineare di n equazioni. Lo si può fare utilizzando le leggi di Kirchhoff, che esprimono le proprietà fondamentali di qualunque circuito ohmico (che, cioè, contiene soltanto generatori di tensione costante nel tempo e resistori).
La prima di tali leggi si applica nei nodi e la seconda alle maglie del circuito. Un nodo è un punto (come il punto A della figura sotto, oppure il punto B) in cui convergono tre o più conduttori. Una maglia è invece un tratto chiuso di circuito, come quello suggerito dalla evidenziazione gialla che vediamo nella figura.

Leggi di Kirchhoff

Sopra vediamo uno schema elettrico che rappresenta un circuito formato da due generatori dl tensione e tre resistori, le cui  caratteristiche sono note. Nei diversi rami del circuito fluiscono correnti elettriche di intensità i1, i2 e i3. I punti A e B, in cui convergono più correnti, sono detti nodi del circuito. Esso ha tre maglie, che sono percorsi chiusi descritti sul circuito. Una di esse, che contiene i due generatori di tensione, è evidenziata in giallo. Una seconda è data dal percorso che contiene le resistenze R1 e R2, mentre la terza contiene R1 e R3.

Nella rappresentazione di un circuito si suppone sempre che i fili di connessione, rappresentati da linee sottili, abbiano resistenza nulla. Quindi, per la prima legge di Ohm, ai loro estremi non si ha alcuna variazione di potenziale.

 

La prima legge di Kirchhoff

La prima legge di Kirchhoff (o legge dei nodi) stabilisce che la somma delle intensità di corrente entranti in un nodo è uguale alla somma di quelle uscenti.

Se si ha la convenzione di considerare positive le correnti entranti e negative quelle uscenti, la legge dei nodi può essere espressa dicendo che la somma algebrica delle m correnti entranti in un nodo è sempre uguale a zero: 

dove i simboli ik, con 1 ≤ k ≤ m. indicano le intensità (con segno) delle m correnti che convergono nel nodo.
La prima legge di Kirchhoff è una conseguenza del principio di conservazione della carica elettrica. Infatti, se il secondo membro dell'equazione precedente fosse positivo, in corrispondenza del nodo si avrebbe creazione di carica elettrica. Al contrario, si avrebbe scomparsa di carica elettrica (o creazione di carica elettrica negativa) se tale quantità fosse minore di zero.

 

La seconda legge di Kirchhoff

La seconda legge di Kirchhoff (o legge delle maglie) afferma che la somma algebrica delle differenze di potenziale che si trovano percorrendo una maglia è sempre uguale a zero.

Se, percorrendo una data maglia, si incontrano p variazioni di potenziale ΔVk, con 1 ≤ k ≤ p, la legge delle maglie può essere espressa mediante la formula

La legge delle maglie esprime semplicemente il fatto che, descrivendo un percorso chiuso lungo il circuito, ritorniamo allo stesso potenziale da cui eravamo partiti. Quindi la differenza di potenziale totale attraversata, eguale alla somma algebrica delle singole differenze di potenziale incontrate, è uguale a zero.


Albero di Natale oro

Oggi finalmente ho trovato il tempo di fare l’albero di Natale. Come colore dominante ho scelto l’oro, ma le luci intermittenti ho lasciato quelle multicolori degli anni scorsi. Credo di avere ottenuto un bell’effetto, a parte, ovviamente, la soggettività dei gusti personali Sorriso.

Ecco una foto del mio albero di Natale oro. Spero che vi metta un po’ di allegria Occhiolino.

Albero di Natale oro


giovedì 8 dicembre 2011

Zoofobia: la paura degli animali

Zoofobia è la paura ingiustificata e patologica degli animali. Freud ammise che è normale per i bambini da 2 a 4 anni avere paura di alcuni animali. Ovviamente si tratta di animali che fanno parte del loro mondo come il cane, il gatto, il cavallo e sono quelli stessi animali che conoscono attraverso le fiabe e che circondano di timori immaginari. La paura degli animali di solito diminuisce fino a scomparire, a meno che un brutto ricordo (ad esempio un morso ricevuto da un cane) non la faccia riaffiorare  nell’età adulta.

zoofobia

Gli studiosi hanno potuto verificare che, nel caso in cui la paura degli animali continui anche nell’età adulta, entrano in gioco anche fattori di “apprendimento”: le paure dei genitori vengono spesso trasmesse ai figli. E’ anche vero che sovente le paure degli adulti si concentrano su animali dall’aspetto repellente (come ragni o topi), a volte pericolosi, come i serpenti, ma in altri casi hanno per oggetto animali innocui e di aspetto tutt’altro che sgradevole, come i piccioni.

La zoofobia si manifesta spesso, quando non alla presenza diretta dell’animale, con incubi: l’individuo sogna di trovarsi di fronte, all’improvviso, un enorme ragno oppure di venire aggredito da uno stormo di uccelli o da una schiera di topi.

Ecco alcune delle zoofobie più diffuse.

 

Aracnofobia

Il ragno è uno degli animali di cui si servono di più i creatori di film dell’orrore per cercare di spaventare gli spettatori. Il suo aspetto non molto gradevole, con le lunghe zampe sproporzionate rispetto al corpo peloso, non fa che aumentare la sua cattiva reputazione. Oltre a ciò, gioca a sfavore del ragno la sua fama di predatore: egli tesse la sua tela per attirare lentamente la vittima che finisce per cadere in suo potere. Per questo motivo, il ragno è da sempre, per l’inconscio di ogni uomo, simbolo delle relazioni “soffocanti”, in cui uno dei partner voglia, in un certo senso, impadronirsi dell’altro e “divorarlo”, annullandone la personalità. Anche per questo, quindi, il ragno continua ad essere un animale temuto da molte persone: queste associano nel loro inconscio l’immagine dell’animale davanti a loro con ciò che esso rappresenta a livello simbolico e ne hanno timore.

Nel filmato il trailer del film Aracnofobia (1990). I ragni sono un soggetto tipico dei film dell’orrore.

 

La paura dei topi (musofobia)

Anche i topi sono penalizzati dal loro aspetto sgradevole, ma altresì il loro movimento nervoso, a scatti, imprevedibile fa sì che vengano guardati con poca simpatia. Nell’inconscio delle persone che temono questi animali, essi sono il simbolo dei rapporti dominati appunto dal nervosismo, dall’incostanza, dall’imprevedibilità. Si tratta di soggetti che vivono con grande ansia questo tipo di relazioni.

Ecco alcune scene del film Willard e i topi (1971). Nella storia Willard Stiles è un mite disadattato sociale con una strana passione per i topi. Non sono pochi i film horror che ricorrono ai topi nelle scene più disturbanti.

 

La paura degli uccelli (ornitofobia)

Il film Gli uccelli di Afred Hitchcock sembra essere stato ideato proprio in seguito al racconto di una persona che patisse questa particolare fobia. Si parla infatti, nell’opera cinematografica, di un attacco improvviso condotto dagli uccelli nei confronti degli uomini. Gli incubi delle persone che soffrono di una fobia degli uccelli hanno per oggetto aggressioni da parte di questi animali. L’individuo può sognare di non riuscire a tenere fuori dalla casa uno stormo di uccelli che con i loro becchi vogliono sfondare la porta, oppure venire assalito dai piccioni mentre cammina per la strada.

Ecco una scena tratta dal film Gli Uccelli di Hitchcock (1963).


[Bibliografia: Complessi, da Edipo a Biancaneve, Daniela Tosi, Ed. Biesse]


Asteroide Icaro

Icaro è un piccolo asteroide scoperto dall’astronomo tedesco Wilhelm Heinrich Walter Baade il 27 giugno 1949. Icaro è un cosiddetto asteroide Apollo: appartiene ad una sottoclasse di asteroidi che orbitano non lontano dalla Terra. Deve il suo nome al fatto di avvicinarsi molto al Sole, come fece il mitico Icaro greco. Ogni 19 anni Icaro passa molto vicino sia a Mercurio, sia alla Terra. Per questo motivo viene utilizzato per la misurazione della massa di Mercurio e di quella del sistema Terra-Luna.

asteroide Icaro

(Eccentricità orbitale dei pianeti interni del Sistema Solare confrontata con quella della cometa di Halley e con quella dell’asteroide Icaro. Si noti come Icaro abbia un’orbita fortemente eccentrica che lo porta oltre l’orbita di Marte all’afelio e ben all’interno dell’orbita di Mercurio al perielio.)

L’ultima volta che si è verificata questa situazione di vicinanza è stata nel 1997. Nel 1968 Icaro passò a 600000 Km dal nostro pianeta. Un evento simile accadrà nuovamente il 15 giugno 2015, ma stavolta Icaro passerà a 8,1 milioni di chilometri dalla Terra. L’asteroide Icaro ha colpito la fantasia dello scrittore di fantascienza Arthur C. Clarke (l’autore di 2001 Odissea nello Spazio), che nel 1962 scrisse il racconto Estate su Icaro. Clarke narra di un astronauta che resta prigioniero sul piccolo asteroide.

Icaro era un personaggio della mitologia greca. Il padre Dedalo lo dotò di ali fissate con della cera per fuggire dal labirinto dell’isola di Creta, dove viveva il pericoloso minotauro. Icaro volò troppo in alto, si avvicinò al Sole e la cera delle sue ali si sciolse. Il ragazzo precipitò nel mare Egeo. Oggi porta il suo nome anche un tratto di mare nei pressi dell’isola di Samo. La letteratura ha elevato il giovane Icaro a simbolo dell’avventura e della volontà di superare i limiti umani.

Di seguito potete vedere un filmato dedicato all’asteroide Icaro. Buona visione.


lunedì 5 dicembre 2011

Conosci te stesso

Conosci te stesso. Questa frase è talmente famosa che pochissimi di voi non l’hanno mai sentita dire. Per quei pochissimi che non hanno avuto questa fortuna dico solo che si tratta di un motto greco antico (scritto sul tempio dell’Oracolo di Delfi) che ha un significato ben preciso. Significa che la “verità” o la vera conoscenza (qualunque cosa significhi “vera conoscenza”) si può trovare solo dentro sé stessi e non osservando il mondo esterno. Questo perché di solito si identifica il mondo dell’interiorità come la vera fonte della saggezza, mentre il mondo che ci circonda è un “mondo di apparenze”.

conosci te stesso

Einstein ad esempio era di opinione diametralmente opposta. Cito una sua frase molto significativa:

Il possesso intellettuale di questo mondo extrapersonale mi balenò alla mente, in modo più o meno consapevole, come la meta più alta fra quelle concesse all'uomo.

Secondo lo scienziato tedesco era lo studio del mondo esterno alla nostra mente che era la vera fonte di una conoscenza che valeva la pena ricercare anche per tutta la vita.

Sulla dicotomia quasi inconciliabile tra percezione interiore ed oggettività della realtà che ci circonda si sono scritti fiumi di parole e fino a questo momento nessuna delle due posizioni è mai arrivata a prevalere nettamente sull’altra.

Io credo che però il problema non sia così complesso come sembra. Le nostre menti possono inventare, percepire, interpretare la realtà che ci circonda, ma non credo che siano in grado di “crearla”. Ma questo è un discorso che mi porterebbe troppo lontano.

Tuttavia c’è una cosa che mi inquieta nel discorso del “conosci te stesso”. Nella mia vita ho avuto la fortuna di osservare la vita di molte persone che praticano la meditazione e altre svariate discipline “esoteriche”. Si tratta di persone che applicano nella pratica quotidiana l’esortazione del conosci te stesso. Hanno cominciato per svariati motivi, di solito relativi a problemi legati ad insoddisfazioni personali. Dopo anni e anni di “ricerca interiore” la loro insoddisfazione è enormemente aumentata. Anziché trovare una serenità interiore o una maggiore soddisfazione personale, il loro sgomento è aumentato esponenzialmente con l’aumentare delle loro idee esoteriche sempre più tendenti al fanatismo.

Tutto questo “guardarsi dentro” non li ha resi affatto più consapevoli di altri delle loro azioni o dei loro pensieri, ma li ha resi solo più “illusi” di essere consapevoli. La mia potrebbe essere solo un’impressione, ma è un’impressione che loro stessi più volte mi hanno confermato parlando delle loro crescenti insoddisfazioni.

Così sembra che l’estremizzare il concetto di “conosci te stesso” non porti a grandi benefici. Tutto questo scavo interiore non giova realmente ad avere la consapevolezza cosmica che si cerca di avere.

E quelli che invece cercano una conoscenza del “mondo esterno”? Sembra che siano notevolmente più soddisfatti. Anche se è una conoscenza che non promette affatto di abbracciare un’olistica e misteriosa illuminazione cosmica, non sembrano scomporsi per questo “difetto”.

Sembra che per coloro che cercano la conoscenza definitiva cosmica il detto più adatto non sarebbe “conosci te stesso” ma il più saggio “chi troppo vuole nulla stringe”!


Conservare la luce in un barattolo!

Esistono gadget simpatici, gadget inutili, gadget esteticamente molto belli, gadget geniali e gadget che non si sa nemmeno a cosa servano. Il gadget che vi presento non è facile da inserire nelle categorie che elencato prima.

Si tratta di un gadget che è in grado di conservare la luce in un barattolo. Detta così sembra qualcosa tra il magico e l’inutile, ma è basato su qualcosa che in realtà rappresenta addirittura il futuro energetico del nostro pianeta. Più che un gadget è un simbolo!

barattolo solare

Sto parlando del “barattolo solare” disegnato dal designer Tobias Young. Non è altro che un barattolo per conserve, ermeticamente chiuso, dotato di un pannello solare e di una lampada a led al suo interno. In questo modo con il pannello solare “raccoglie” la luce del sole ed è come se questa restasse intrappolata nel barattolo. Geniale trasposizione di un simbolismo che coinvolge concetti importantissimi come le energie rinnovabili, l’ecologia e la vita che ci dona la nostra stella.

conservare la luce in un barattolo

Il barattolo solare è formato semplicemente da un barattolo in vetro opaco, una lampada a led ricaricabile in un tempo di circa 5 ore. Dispone di accensione automatica e anche manuale. La batteria ricaricabile è inclusa. Ovviamente la sua parte più importante è il piccolo pannello solare che funge da tappo.

E’ possibile acquistarlo presso il sito Miotti.it ad un prezzo di 32 euro. Potrebbe essere un’ottima idea per fare un regalo di Natale, se per voi il prezzo non è un problema. Personalmente lo trovo davvero un bel gadget, ma il prezzo fa diminuire decisamente il mio entusiasmo. Peccato, perché se fosse costato un po’ meno ci avrei fatto un pensierino anche io Occhiolino. Per il momento farò a meno di questo barattolo solare.


domenica 4 dicembre 2011

Internet è una malattia? No, è una immensa perdita di tempo…

Per molti internet non è una malattia, è una cura… Per altri è un lavoro, per alcuni è addirittura la fonte della sua fortuna finanziaria (vedi il fondatore di Facebook), ma per la maggior parte delle persone sembra che internet sia solo una gran perdita di tempo.

internet perdita di tempo

Secondo il Pew Research Center's Internet & American Life Project il 53% dei navigatori su internet di età compresa tra i 18 e i 29 anni va su internet solo per giocare o per passare tempo. Lo studio statistico effettuato mostra anche che l’uso “perditempo” di internet diminuisce con l’età. Solo il 12% dei navigatori con età superiore ai 65 anni hanno dichiarato di essersi collegati senza un motivo particolare. Nella fascia di età compresa tra i 50 e i 64 anni il 27% degli intervistati hanno risposto allo stesso modo.

Questa statistica dimostra solo una cosa, secondo la mia modesta opinione, e cioè che internet è una perdita di tempo come qualsiasi altra. Se per magia questo mondo web sparisse, i giovani troverebbero rapidamente altri modi per perdere tempo, ma sarebbe pur sempre “tempo perso”. Quelli della mia generazione “pre internet” giocavamo a carte, a pallone, a calcio balilla o semplicemente passeggiavano tra le vie della città e “i grandi” dicevano che eravamo una generazione di fannulloni.

La cosa non è cambiata, infatti l’uso proficuo di internet dipende dalla maturità raggiunta e anche dalle conoscenze raggiunte. Molti ragazzi giovanissimi che hanno un’ottima conoscenza informatica riescono a usare internet con minori perdite di tempo. Chi sa a malapena accendere un pc riesce a usare solo Facebook e poche altre cose. Inoltre è statisticamente provato che con l’età la tendenza a giocare diminuisce gradualmente.

Il fatto poi che, anche quando si cercano informazioni “serie” e “utili” o ci si lavori, internet sia talmente dispersivo da creare una perdita di tempo davvero inaspettata, è sicuramente un’altra storia… Occhiolino


Come in alto così in basso

Come in alto così in basso è una delle frasi più conosciute fra coloro che hanno anche una minima conoscenza di esoterismo e di alchimia. Essa è attribuita al leggendario Ermete Trismegisto che sembra sia vissuto in età ellenistica. Stupisce quindi trovare una frase del genere come titolo di una bellissima foto dell’Astronomy Picture of the Day della NASA.

In realtà la foto, che vi presento anche io, ha ben poco di esoterico o di mistico, ma è lo stesso molto significativa.

(clicca sull’immagine per vederla alla massima risoluzione)

Sembra un’immagine irreale, ma è incredibilmente vera. E’ stata ottenuta con una lunga posa e in essa possiamo vedere in basso le luci della città di Zagabria (Croazia) filtrate da uno strato di nubi, in alto le tracce delle stelle che nel loro moto apparente attorno al polo celeste Nord hanno lasciato delle brevi tracce sulla foto.

Anche se le luci della città sono state rese spettacolari dalle nubi che le filtrano, non credo che stavolta Ermete Trismegisto abbia davvero ragione. La bellezza del cielo stellato non può essere nemmeno lontanamente paragonabile alle luci e alla confusione di una città. Inoltre le luci cittadine sono un grave problema per gli astronomi, perché nelle grandi città l’inquinamento luminoso ci ha sottratto il piacere di vedere le stelle e ha reso difficile l’osservazione agli astronomi anche a grande distanza dai centri abitati.

Mi sa che stavolta ciò che è in basso NON è come ciò che è in alto


sabato 3 dicembre 2011

La scienza non è dogmatica

Da molto tempo si è già instaurata una “corrente di pensiero” che considera la scienza un insieme di dogmi che non possono essere messi in discussione. Molti, ad esempio, considerano il darwinismo scientifico un dogma che gli scienziati divulgano con autoritarismo e che molti accettano acriticamente. Altri non accettano la teoria del Big Bang e ci sono persino quelli che rifiutano la sfericità della Terra ed il fatto che essa orbiti attorno al Sole.

In questa confusione di credenze e non credenze bisogna fare un po’ di ordine. Cercherò di fare capire che la scienza non è affatto dogmatica e per farlo prenderò in considerazione la scienza in cui sono più competente (o almeno credo di esserlo): la Fisica.

Spesso mi sento dire da persone che non accettano quella che loro chiamano “l’autorità della scienza” una frase del tipo: molte delle cose che ci sono scritte nei libri scientifici sono sbagliate. L’affermazione è molto bizzarra, soprattutto se si parla di una scienza sperimentale. Di solito nei libri di Fisica non sono esposti dogmi ma semplicemente risultati di esperimenti.

Cosa significa esattamente risultati di esperimenti? Quando si enuncia una legge fisica, questa non viene data come un comandamento religioso, ma più umilmente come un risultato sperimentale. Faccio un esempio per farmi capire meglio.

Prendiamo come puro esempio una delle leggi fondamentali della Fisica (che si trova enunciata in qualsiasi libro di Fisica): il secondo principio della dinamica, detto anche legge di Newton. Esso afferma, in parole povere, che la forza causa un accelerazione. In particolare afferma che la forza e l’accelerazione (che è una variazione di velocità) sono direttamente proporzionali. Direttamente proporzionali significa che quando la forza raddoppia, raddoppia anche l’accelerazione, quando la forza triplica, triplica anche l’accelerazione e così via. Ma questa affermazione può essere “vista” con i propri occhi? Ovviamente sì, basta fare una verifica sperimentale e chiunque può vedere che la forza produce una accelerazione e che forza e accelerazione sono direttamente proporzionali. Quando dico chiunque, intendo dire proprio chiunque. Potete fare l’esperimento anche a casa vostra! In questo modo, chi crede che la scienza è dogmatica avrà una inaspettata sorpresa: non c’è nessun dogma, è solo un risultato sperimentale, una osservazione, una constatazione, chiamatela come volete. Guardate come fare un esperimento del genere in questo video:

Avete visto cosa succede? La forza prodotta dal peso che scende fa accelerare il carrello, ma la cosa più interessante è che se il carrello è più carico, lo fa accelerare di meno. In altre parole, potete osservare che se il carrello è sempre carico allo stesso modo ma raddoppiate il peso che lo tira, vedrete che il carrello raddoppierà la sua accelerazione, se invece il peso che lo tira è sempre lo stesso e raddoppiate il carico del carrello, l’accelerazione diventa la metà. Questo discorso così lungo, anche se molto semplice, si può riassumere utilizzando un linguaggio più conciso: quello della matematica.

Infatti la legge di Newton si può scrivere come una brevissima formula matematica:

F = m a

Cioè: la forza su un corpo è uguale al prodotto tra la massa e l’accelerazione. L’esperimento, che chiunque può ripetere in qualsiasi momento, conferma questa formula e ci mostra la cosa più importante che volevo far capire: questa legge non è un dogma e soprattutto non mi sembra il caso di dire che è sbagliata.

Questo era solo un esempio, ma ho considerato una delle leggi fondamentali della Fisica per mostrare che le fondamenta della Fisica non sono così traballanti come alcuni credono.

La notizia è che si possono fare esperimenti per verificare tutte le leggi della Fisica. Alcuni di questi esperimenti sono facilmente realizzabili anche a casa propria, altri richiedono attrezzature più sofisticate, ma è sempre la stessa cosa.

Nel fare trainare un carrello da un peso che cade legato con una cordicella che scorre su una carrucola, qualcuno potrebbe vedere dogmatismo? Ha visto arroganza? Ha percepito conservatorismo? Non credo! Anche se è una legge che è stata enunciata oltre 300 anni fa, non mi sembra che sia scaduta! Quando si legge che Einstein ha confutato Newton non si intende che le leggi della Fisica enunciate la Newton sono sbagliate, ma solo che valgono in particolari condizioni che non implicano velocità vicine a quelle della luce o campi gravitazionali intensissimi come quelli che ci sono nei pressi di buchi neri o stelle di neutroni. In pratica, nella nostra vita quotidiana, la Fisica di Newton è valida con una altissima precisione. Per questo motivo non si può accusare la scienza di essere “conservatrice”, le descrizioni della realtà non sono mai del tutto complete, ma teorie e osservazioni successive finiscono per “completare” le leggi enunciate prima. Le vecchie teorie diventano casi particolari di teorie più ampie e generali. La Relatività ingloba la descrizione newtoniana come un caso particolare quando le velocità sono basse e i campi gravitazionali sono deboli.

Bisogna dire che anche la chimica e la biologia sono scienze basate su esperimenti. L’astronomia è basata su osservazioni. Tutte le scienze non possono mai essere considerate dogmatiche, autoritarie e conservatrici se le si vuole vedere per quelle che sono, con lo sguardo sgombro da preconcetti e da ideologie. Se qualcuno ha ancora qualche curiosità in proposito può andare a leggere il mio post, di argomento simile, dal titolo: Perché le leggi della Fisica sono giuste?


Sorvolare la Luna senza spostarsi da casa

Vi sarebbe piaciuto sorvolare la Luna a bordo di un’astronave? Purtroppo la nostra tecnologia non consente ancora di fare una cosa del genere a basso prezzo in modo che diventi un’esperienza per tutti. Per fortuna è possibile avere l’impressione di sorvolare la Luna con altri mezzi meno costosi di una sonda lunare e per di più senza spostarsi da casa.

Così, per provare l’ebrezza di un viaggio lunare “low cost”, con il mio telescopio ho realizzato due filmati della Luna ad alto ingrandimento, tenendo spento il moto orario che segue il movimento diurno degli oggetti astronomici per tenerli sempre al centro del campo dell’oculare.

Il risultato è stato davvero quello di avere la sensazione di sorvolare la superficie lunare.

Per la ripresa ho utilizzato un telescopio Celestron CPC 800 xlt, oculare Celestron ortoscopico 9 mm, fotocamera Casio Exilim EX-Z1050. Il movimento di “ebollizione” che disturba le immagini è la micidiale “turbolenza atmosferica”.


giovedì 1 dicembre 2011

A cosa serve un blog?

Molte volte mi sono fatto questa domanda: a cosa serve un blog? La risposta me la sono sempre data da solo: serve a divulgare e condividere qualcosa che ritengo che sia importante o comunque interessante. Per me il blogging è sempre stato questo. Però questo modo di vedere la cosa mi è sempre sembrata una prospettiva molto “piatta”. Possibile che i blog non possano servire per altre cose che non siano solo informare, istruire, condividere e poco altro? Qualcuno mi dirà: ma informare, istruire, condividere non è mica poco, cosa vuoi di più di questo?

Non lo so cosa voglio di più, forse voglio che trasmettano anche un’emozione profonda, che abbiano una “dimensione” in più. Non è facile dirlo, ma credo che ormai si debba pensare al web 3.0. Se ne parla già dal 2006, ma ancora non si sa bene come si evolverà il web. Personalmente mi sembra di notare delle vaghe somiglianze tra il web e una sorta di “memoria collettiva” un po’ simile al pianeta Gaia inventato dal genio di Asimov. In questo pianeta immaginario tutti avevano una memoria personale ma potevano attingere ad una memoria collettiva telepatica dell’intero pianeta racchiusa nelle rocce. In realtà le somiglianze sono un’impressione del tutto soggettiva, ma Asimov poteva aver colto già nel 1986, un’era decisamente pre-internet, un desiderio di collettivizzazione delle esperienze e delle emozioni. Forse il fatto che Facebook abbia attualmente tanto successo non è un caso…

Ma ancora non sono riuscito a rispondere alla domanda iniziale: a cosa serve un blog? Ci sarà qualcuno che riuscirà a inventare qualcosa che lo “supera” a livello di efficacia comunicativa nel web? Oppure si tratta di un metodo di comunicazione ormai obsoleto, come la stampa su carta? In questo caso sarebbe destinato a scomparire molto presto.

Io, ad esempio, immagino blog del futuro in cui i post che appaiono non sono solo quelli propri, ma anche quelli di altri, in una dinamica danza di informazioni che possono accavallarsi, ma anche dividersi in vari argomenti. Sarebbe un misto di un blog e un forum di discussione, ma non per forza su argomenti omogenei, in una totale libertà di creare contenuti, anche di tipo grafico o video. Forse è un’idea banale, ma ad esempio vedo che nei forum c’è sempre la tendenza a separare la comunicazione in “topic” distinti, mentre su Facebook, Twitter, Friendfeed, ecc… questa limitazione non esiste. Anche i blog tendono ad essere monografici, anche perché molti sono “monoautore”. Io sin dall’inizio ho rifiutato l’idea di un blog monografico per il Potere della Fantasia. Lo so, un blog ha già la possibilità di far accedere un certo numero di autori di post, ma questa è un’opzione che viene usata più per i blog “grossi” e commerciali, ma poco praticata per i blog personali. Si preferisce Facebook, ma qui c’è un altro “muro mentale” che non viene quasi mai valicato, quello che su FB bisogna metterci prevalentemente i fatti propri! O è un vizio?

Se ci fosse uno strumento che eliminasse tutte le barriere mentali sarebbe questa un’evoluzione del web. Oppure siamo noi che dobbiamo superare le barriere mentali e gli strumenti non c’entrano niente?

Comunque sulla mia idea di blog-forum-social-foto-video ho intenzione di tornarci in qualche post tra un po’ di tempo. Giusto il tempo di capire se è un’idea sensata…


Come oscilla un pendolo su Giove? (filmato)

In questo filmato possiamo vedere una bella rappresentazione di come cambia il periodo di oscillazione di un pendolo semplice in vari corpi ...