venerdì 31 dicembre 2010

Le migliori 14 immagini astronomiche del 2010

 

Chiudiamo questo 2010 con una classifica, ma non con una classifica “banale” come quelle che vedrete nei programmi televisivi di oggi, bensì una classifica “importante”. In questo filmato infatti potete ammirare le migliori 14 immagini astronomiche del 2010! (fonte http://blogs.discovermagazine.com/badastronomy/2010/12/14/the-top-14-astronomy-pictures-of-2010/).

Lustratevi gli occhi e stupitevi, perché il 2010 ha portato grandi risultati per l’astronomia e per tutta la ricerca scientifica in generale. Si spera che anche il 2011 sia altrettanto ricco di scoperte astronomiche e scientifiche.

Buona visione delle 14 più belle immagini astronomiche del 2010.

Le migliori 14 immagini astronomiche del 2010


giovedì 30 dicembre 2010

Effetto placebo: funziona anche se i pazienti sanno che stanno prendendo un finto farmaco

 

Alcuni scienziati hanno scoperto che i pazienti possono trovare beneficio da un farmaco fittizio anche se sanno perfettamente che questo non contiene alcun principio attivo. Questo nuovo studio mostra quindi che l’effetto placebo funziona anche nel caso in cui medico non “inganna” il paziente.

pillole

Quando un paziente affetto da un disturbo viene sottoposto ad un rimedio simulato (ad esempio gli viene somministrata una pillola di zucchero) e, nonostante tutto, si riesce a registrare un miglioramento oggettivo della sua condizione, si parla di effetto placebo.

L’opinione più diffusa era che l’effetto placebo può funzionare solo se il paziente crede che il farmaco che gli viene somministrato è davvero efficace, cioè contiene effettivamente un principio attivo. I farmaci “finti” vengono usati per testare i farmaci sperimentali per confronto. Un farmaco, per essere considerato realmente efficace, deve superare il placebo.

Il professor Ted Kaptchuk del Harvard Medical School Osher Research Center, ha diviso 80 pazienti che soffrivano della sindrome del colon irritabile in due gruppi. Il primo gruppo non ha ricevuto nessun trattamento, il secondo gruppo è stato trattato con un placebo. A pazienti di questo secondo gruppo è stata somministrata un piccola fatta con sostanza inerte (zucchero), ma gli è stato detto che alcuni studi clinici avevano dimostrato che questo tipo di pillole aveva mostrato una certa efficacia nella cura della sindrome del colon irritabile attraverso meccanismi di autoguarigione che coinvolgevano il sistema mente-corpo.

Sorprendentemente si è visto che il secondo gruppo ha ottenuto un miglioramento significativamente più alto rispetto al gruppo che non riceveva nessun trattamento. Come dire: meglio una pillola finta (sapendo che è finta) piuttosto che non curarsi affatto!

Si tratta di un risultato molto interessante, perché mostra come il placebo funziona anche se si sa che è un placebo e questo potrebbe essere sfruttato nei trattamenti medici per potenziarne gli effetti. In conclusione, il pensiero positivo funziona Occhiolino.


mercoledì 29 dicembre 2010

L’orario migliore per pubblicare un post su un blog

 

L’orario di uscita di un post su un blog o su un sito può avere degli effetti sorprendenti sul gradimento del nuovo post. Occorre ragionare in questo modo: bisogna essere in grado di rivolgerci alla nostra “audience” quando è più probabile che i singoli navigatori siano davanti al computer. Se, ad esempio, il nostro pubblico prevalente è composto da operatori di borsa, bisogna cadenzare i post in maniera tale che escano prima delle attività delle borse e ovviamente non all’ora di cena. Se invece il nostro blog/sito è dedicato ad argomenti che interessano agli adolescenti, è meglio pubblicare i post nel pomeriggio o comunque dopo l’orario scolastico, solo in estate o durante le vacanze si potranno pubblicare anche di mattina.

orario migliore

Ovviamente i lettori possono visitare il blog in qualsiasi momento, anche alle 4 del mattino se soffrono di insonnia, oppure anche il giorno dopo. Però il massimo risultato si ottiene quanto il post viene pubblicato prima dell’orario del picco di visite. Nel caso di questo blog, osservando le statistiche, il picco massimo di traffico avviene verso le 18, ma ho notato anche un “picco secondario” verso le 11. Per questo motivo, secondo me, la scelta migliore per il mio blog potrebbe essere di pubblicare prima delle 11. Chi non ha avuto la possibilità di leggerlo entro le 11, potrà farlo comunque alle 18. In ogni caso non mi conviene pubblicare post dopo le 19, quando cioè il traffico nel mio blog comincia a diminuire.

Secondo alcuni blogger la questione è più complessa. Infatti i motori di ricerca non sono sensibili all’orario di pubblicazione, perché sono più attenti alla qualità dei contenuti. L’orario di pubblicazione sarebbe più importante per catturare l’attenzione dei lettori abituali che leggono il blog perché lo conoscono già da tempo. Secondo altri blogger invece l’orario di pubblicazione avrebbe un’influenza così trascurabile sul numero di visitatori da essere una cosa che si può tranquillamente ignorare.

In ogni caso farò alcuni esperimenti per vedere se in effetti l’orario di pubblicazione ha degli “effetti misurabili” sul numero di visitatori e fra un mesetto vi farò conoscere i risultati. Buona navigazione :-) Se invece voi avete già fatto degli esperimenti di questo genere, condivideteli nei commenti.


Motivazione: la "molla" dell'agire

 

Motivazione: una possibile definizione

Provate a pensare alle innumerevoli attività che svolgete durante la giornata: mangiate o fate uno spuntino spinti dalla fame o dalla gola; uscite con gli amici o andate in palestra per rilassarvi e divertirvi; ripassate l'algebra o la grammatica per prepararvi all'interrogazione e così via. Ognuna di queste attività scaturisce da una spinta, da un impulso che ci induce a iniziarla, proseguirla e portarla a compimento, vincendo eventuali fattori in grado di contrastarla (ad esempio la fatica, o le distrazioni che potrebbero distoglierci dallo studio). Chiamiamo motivazione questa spinta, e comportamento motivato la sequenza di azioni a cui essa dà luogo.

motivazione

Innanzitutto, è importante osservare che la motivazione non è un'entità statica e immutabile, ma qualcosa di dinamico, che può variare nel tempo conoscendo notevoli oscillazioni: un individuo, ad esempio, può intraprendere un determinato sport con un livello di motivazione molto alto, ma stancarsi dopo un certo periodo di tempo e avvertire l'impulso a ricominciare solo molti anni più tardi.

In secondo luogo, occorre sottolineare che in un soggetto convivono più motivazioni a livello potenziale, e tra queste non tutte concorrono a determinare il suo comportamento: ad esempio, un giovanotto che alla sera ami uscire con gli amici o con la ragazza può anche decidere di rinunciarvi, se proprio quella sera trasmettono in TV un'importante partita della sua squadra del cuore.

Talvolta, inoltre, oscilliamo tra differenti motivazioni, ed è un determinato stimolo ambientale a orientarci in una direzione piuttosto che in un'altra. Ad esempio, se non sappiamo se rincasare o andare al cinema, l'incontro con un amico desideroso di passare fuori la serata può spingerci verso questa seconda soluzione: possiamo allora dire che aver incontrato l'amico ha funzionato da incentivo, cioè da stimolo ambientale in grado di orientare le nostre spinte motivazionali. È bene tuttavia osservare a questo proposito che gli stimoli ambientali funzionano solo se possono fare leva su una spinta ad agire nella direzione tracciata da uno stimolo già esistente. Ad esempio, su una persona che non ha alcuna intenzione di smettere di fumare difficilmente faranno presa l'esempio degli amici che hanno abbandonato il fumo o le campagne pubblicitarie contro il tabacco; o, ancora, per un atleta poco combattivo gli incitamenti del pubblico non saranno determinanti per raggiungere un buon risultato nella competizione.

È utile, a questo punto, sottolineare la differenza esistente tra il concetto di motivazione e quello di bisogno. Con questo termine — che non appartiene solo all'ambito della psicologia, ma anche a quello di altre discipline, come l'economia — possiamo designare un'esigenza biologica dell'organismo, capace di innescare comportamenti adeguati per colmare una situazione di mancanza.

Comunemente si distingue tra:

bisogni omeostatici, che rispondono alla necessità degli organismi viventi di mantenere in equilibrio le proprie condizioni interne (sono di questo tipo bisogni come la fame e la sete);

• e bisogni innati specifici, che sono esigenze modellate dall'evoluzione della specie per facilitare l'adattamento dell'individuo all'ambiente (rientrano in questa categoria, ad esempio, la curiosità, oppure quello che gli psicologi chiamano need for competence, ovvero l'esigenza di mettere alla prova le proprie abilità, spesso per il puro gusto dell'esercizio).

Distinguiamo quindi tra bisogni e motivazioni perché i primi attengono alla sfera biologica dell'individuo, mentre le seconde riguardano la sfera psicologica.

La differenza tra bisogni e motivazioni ci appare più evidente se pensiamo che spesso, tra una necessità biologica dell'organismo e la relativa spinta ad agire (motivazione) che dovrebbe essere innescata da quel bisogno, non c'è corrispondenza immediata. I soggetti con gravi disturbi del comportamento alimentare, ad esempio, hanno nei confronti del cibo spinte attrattive o repulsive che non sono giustificate da reali necessità organiche. E noi tutti, in generale, anche quando crediamo di mangiare semplicemente spinti dalla fame, in realtà sentiamo un'esigenza che passa attraverso la nostra rappresentazione psicologica del cibo, dell'alimentazione e di ciò che il nostro contesto sociale e culturale definisce "mangiabile". Per fare un esempio: nella nostra società, una persona affamata (salvo che in situazioni estreme) difficilmente sentirà la spinta a mangiare carne di topo, di gatto o di altri animali che abitualmente non consumiamo.


Motivazioni intrinseche ed estrinseche

La presenza di una certa motivazione viene solitamente inferita dal comportamento a cui essa dà luogo (ad esempio, se una persona studia cinese, ne deduciamo che sia motivata a farlo). In realtà, uno stesso comportamento (l'atto del mangiare, ad esempio) può avere alla base spinte motivazionali molto diverse (fame, gola, tensione ecc.): un ragazzo può suonare uno strumento musicale o praticare uno sport per assecondare i genitori, mentre un altro può fare le stesse cose spinto da motivazioni differenti o addirittura opposte (ad esempio, per ripicca verso la famiglia, che scoraggia la pratica di attività del genere).

Una distinzione molto importante introdotta a questo proposito dagli psicologi è quella tra motivazione intrinseca e motivazione estrinseca:

• è intrinseca la motivazione dell'individuo che agisce per la semplice gratificazione che scaturisce dal comportamento messo in atto;

• è estrinseca quella del soggetto che tende a una meta "esterna" al comportamento, ma conseguibile tramite esso.

Per esemplificare, è motivata intrinsecamente una ragazza che frequenta una palestra per la soddisfazione di sentirsi in forma e in salute, mentre è estrinseca la motivazione della sua compagna, che pratica questa attività semplicemente per conoscere gli aitanti giovanotti che frequentano il corso di spinning.


martedì 28 dicembre 2010

Un milione di galassie

Le galassie più vicine sono distribuite in maniera casuale? Questa straordinaria immagine è la mappa di oltre un milione di galassie rilevate dalla Two Micron All Sky Survey (2MASS) e ci fa vedere che le galassie non sono affatto distribuite in maniera casuale.
Molti gruppi di galassie sono legate gravitazionalmente per formare degli ammassi (cluster), che si raggruppano a loro volta per formare i superammassi (supercluster). Ma persino i superammassi spesso si allineano per formare strutture ancora più grandi.
L’impressione è che la struttura su grande scala dell’Universo sia simile a quella di una spugna.
La striscia bluastra che solca l’immagine verticalmente è la nostra Via Lattea che con le sue polveri e gas filtra e indebolisce la luce degli oggetti extragalattici.



(clicca sull’immagine per vederla ingrandita)


lunedì 27 dicembre 2010

L’equazione della fine del mondo

 

Perché parlare di fine del mondo proprio in questo periodo di festività? Per non annoiarci, ovviamente :-)

E alla fine ce l’ho fatta, sono riuscito, dopo complicatissimi calcoli e notti insonni, a ricavare un risultato epocale (mi perdoni la Gelmini se uso l’aggettivo epocale anche per la mia scoperta oltre che per la sua riforma): l’equazione della fine del mondo!

Ebbene sì, ecco, vi mostro per la prima volta questa mostruosità matematica:

Le soluzioni di questa equazione sono i numeri 21, 12 e 2012, cioè i numeri che compongono la data 21/12/2012, quella in cui sarebbe fissata la famigerata fine del mondo!

Stupiti?

Qualcuno lo sarà certamente, ma chi conosce un po’ di matematica avrà sicuramente capito che si tratta di una burla e avrà capito anche il metodo, davvero semplicissimo, con cui ho ricavato questa equazione.

Come si fa ad ottenere un’equazione che ha come soluzioni i numeri 21, 12 e 2012? Basta scrivere questa espressione:

moltiplicare i tre binomi tra parentesi, sommare i termini simili, e il gioco è fatto, si ottiene proprio l’equazione mostrata all’inizio del post ;-)

Adesso potete tornare a dormire sonni tranquilli: non esiste alcuna base matematica che dimostri che la data della fine del mondo sia proprio quella :-) Un saluto a tutti e non fatevi suggestionare da quel 666 che compare in uno dei coefficienti dell’equazione (ma io ve l’ho fatto notare proprio perché così vi suggestionate…).


venerdì 24 dicembre 2010

Buon Natale 2010 a tutti i lettori

 

Buon Natale a tutti i lettori di questo blog e un sincero ringraziamento per la vostra “fedeltà”. E prima di immergerci nella festa natalizia vi propongo questo filmato Lego.

Buona visione e ancora buon Natale 2010.


giovedì 23 dicembre 2010

Samsung Blue Earth, il primo cellulare ecologico

 

Il Samsung Blue Earth è un telefonino completamente ecosostenibile. Non ha presa, non ha caricabatteria. Per farlo funzionare basta solo un po’ di luce. Infatti questo cellulare funziona grazie ad un sistema di pannelli solari. Un apparecchio così sarebbe già ecologico, ma in questo caso non ci si è fermati solo all’aspetto dell’alimentazione elettrica.

Infatti Samsung Blue Earth possiede anche i rivestimenti ricavati da materiali riciclati, come le bottiglie di plastica. Inoltre offre anche alcuni strumenti interessanti come l'Eco-Pedometer che misura quanta CO2 si risparmia quando si cammina a piedi invece di camminare con la macchina, e anche l’Eco-Calendar che segnala gli appuntamenti più importanti dal mondo della sostenibilità come l'Earth Day. Persino la confezione è realizzata con carta riciclata!

In questo filmato possiamo vedere tutti i dettagli sul cellulare Samsung Blue Earth.

Samsung Blue Earth

Depressione a Natale

 

Per molti le feste natalizie non sono sinonimo di relax o di vacanze piacevoli. Infiniti studi realizzati da psicologi mostrano che il periodo che va da Natale a capodanno è un periodo in cui c’è un aumento notevole di sintomi di ansia e depressione. Difficile dire qual è il motivo di questa depressione per gli studiosi.

Sarà difficile per gli psicologi, ma non per noi Occhiolino Noi lo sappiamo bene quali sono le fonti di ansia a depressione: sono i parenti Sorriso, cioè il fatto che in questo periodo di feste si passa molto tempo con numerosi parenti. E questo generalmente non è un bene… Sorriso

Adesso che abbiamo svelato il mistero possiamo passare le nostre vacanze da soli, possibilmente partendo per mete lontane.


Eclissi di Sole su Marte

 

Il profilo della luna marziana Phobos si staglia sul Sole in questa inedita eclissi solare su Marte. Questa sequenza di immagini è stata realizzata il 9 novembre 2010 dal rover della NASA Opportunity. Il rover ha eseguito una foto ogni 4 secondi e i fotogrammi sono stati combinati per ottenere il filmato dell’eclissi della durata di circa 30 secondi.

Devo dire che è davvero affascinante poter osservare un’eclissi di Sole in un altro pianeta causata da una luna che non è la nostra! :-)

Buona visione del filmato.


mercoledì 22 dicembre 2010

Eclissi totale di Luna del 21 dicembre 2010

 

In questo filmato possiamo vedere un’animazione fotografica dell’eclissi totale di Luna avvenuta il 21 dicembre del 2010. Le immagini sono state riprese con un intervallo medio di 1 minuto. In alcune sequenze l’intervallo è stato anche maggiore.

Luogo di ripresa: La Dehesa (Cile), 1100 metri sul livello del mare.

Telescopio: 90 mm f/5,56; rifrattore apocromatico.

Campo visivo: 1,4 x 1,0 gradi.

Risoluzione sensore: 1600 x 1200.

Si tratta di una sequenza di immagini davvero spettacolari che mostrano questa eclissi di Luna che non è stata visibile dall’Italia.

Buona visione.


La cellula vegetale

 

Quella che vediamo in questo filmato in 3D è la rappresentazione di una tipica cellula vegetale. Come nella cellula animale, la membrana cellulare, o membrana plasmatica, formata da un doppio strato di fosfolipidi, separa la cellula dal mondo esterno. Intorno alla membrana plasmatica si trova la parete cellulare elastica, costituita principalmente da cellulosa.

All’interno della membrana plasmatica si trova il citoplasma costituito da una densa soluzione, il citosol,  e da numerosi organuli rivestiti di membrana. In molte cellule vegetali la struttura più evidente è un grosso vacuolo pieno di una soluzione di sali e altre sostanze che svolge un ruolo determinante nel mantenere il turgore cellulare.

Il citosol è attraversato e diviso da una serie di membrane che costituiscono il reticolo endoplasmatico liscio e rugoso. Sul reticolo endoplasmatico rugoso si trovano i ribosomi, strutture sulle quali avviene la sintesi proteica.

I cloroplasti, generalmente concentrati in prossimità della superficie della cellula, sono i luoghi in cui si svolge la fotosintesi clorofilliana. Particolarmente numerosi nelle cellule vegetali, sono gli apparati di Golgi, centri di immagazzinamento delle molecole sintetizzate dalla cellula.

I mitocondri sono le centrali energetiche cellulari in cui avvengono le reazioni chimiche che producono grandi quantità di ATP. Dopo il vacuolo, la struttura più grande presente nella cellula vegetale è il nucleo, circondato da una doppia membrana forata, la membrana nucleare. All’interno del nucleo si trovano il nucleolo, sede di formazione dei ribosomi e la cromatina, formata da lunghi filamenti di DNA e proteine (gli istoni).

Nel filmato possiamo vedere un’ottima ricostruzione 3D di una cellula vegetale. (Vedi anche il filmato che spiega le strutture della cellula animale.)


La cellula animale

 

Quella che vediamo in questo filmato in 3D è la rappresentazione di una tipica cellula animale. La membrana cellulare o membrana plasmatica formata da un doppio strato di fosfolipidi, separa la cellula dal mondo esterno. Tutte le sostanze che entrano o escono dalla cellula, devono attraversare questa barriera.

All’interno della membrana plasmatica si trova il citoplasma costituito da una densa soluzione, il citosol, e da numerosi organuli rivestiti di membrana. Il citosol è attraversato e diviso da una serie di membrane che costituiscono il reticolo endoplasmatico liscio e rugoso.

Sul reticolo endoplasmatico rugoso, si trovano i ribosomi, strutture sulle quali avviene la sintesi proteica. L’apparato di Golgi è un centro di immagazzinamento delle molecole sintetizzate dalla cellula. I lisosomi sono vescicole contenenti enzimi digestivi in cui vengono degradate, nei loro componenti più semplici, diversi tipi di molecole.

I mitocondri sono le centrali energetiche cellulari in cui avvengono le reazioni chimiche che producono grandi quantità di ATP. La struttura più grande presente nella cellula è il nucleo, circondato da una doppia membrana forata: la membrana nucleare. All’interno del nucleo si trovano il nucleolo, sede di formazione dei ribosomi, e la cromatina, formata la lunghi filamenti di DNA e proteine (gli istoni).

La forma della cellula è mantenuta da un intricato intreccio di fibre proteiche che attraversano tutto il citosol e costituiscono il citoscheletro.

Nel filmato possiamo vedere un’ottima ricostruzione 3D di una cellula animale. (Vedi anche il filmato che spiega le strutture della cellula vegetale.)


14 milioni contro 650!

 

Non succede spesso che una galassia appaia prospetticamente vicina ad una stella luminosa. Nella foto possiamo vedere uno di questi rari casi. Si tratta della galassia PGC 39040 e della stella HD 106381.

Ovviamente si tratta solo di una coincidenza: la stella si trova a 650 anni di distanza, mentre la galassia a 14 milioni di anni luce (che in realtà è una distanza abbastanza modesta per una galassia).

La galassia PGC 39058 è una galassia nana e contiene solo pochi milioni di stelle (contro i 100 miliardi di una galassia a spirale di “taglia media”). In questo caso la distanza gioca il suo ruolo e la stella appare luminosissima rispetto alla galassia, anche se si tratta di una stella invisibile ad occhio nudo!


martedì 21 dicembre 2010

Einstein e la Relatività Generale

 

La luce viaggia in linea retta, quello che si curva è lo spazio! Questa è una delle conseguenze più “strane” della teoria della Relatività Generale. La Relatività Generale risulta essere una generalizzazione della Relatività Speciale (o ristretta) valida per tutti i sistemi di riferimento e non solo nei sistemi di riferimento inerziali (cioè in moto relativo rettilineo uniforme). Di fatto la Relatività Generale non diventa altro che una vera a propria teoria che spiega la forza di gravità.

L’attrazione gravitazionale viene spiegata con una vera e propria “deformazione dello spazio-tempo” secondo cui un corpo dotato di massa non fa altro che “curvare” lo spazio-tempo attorno a sé e questa curvatura si manifesta come forza gravitazionale.

Ritengo che la teoria della Relatività Generale sia una delle teorie scientifiche più straordinarie che siano mai state partorite da una mente umana e una delle teorie che hanno avuto più conferme sperimentali che siano mai esistite. Dai buchi neri, alla precessione del perielio dell’orbita di Mercurio fino alle lenti gravitazionali, la Relatività Generale non ha mai “perso un colpo” da quando è stata formulata poco meno di un secolo fa.

In questa playlist di YouTube possiamo vedere un interessante documentario, a cura di History Channel, dedicato proprio alla Relatività Generale.

Buona visione.


lunedì 20 dicembre 2010

Turbine eoliche sul futuro ponte sullo Stretto di Messina

 

Molti avranno sorriso leggendo il titolo di questo post e di certo non per le turbine eoliche. Il fatto che si parli di “futuro ponte sullo stretto di Messina” invece avrà fatto sorridere molti. Sappiamo che in futuro (forse) sarà costruito un immenso ponte sullo Stretto di Messina, non si sa però in quale futuro Occhiolino o in quale era geologica

Nel frattempo ovviamente niente ci impedisce di fantasticare su interessanti realizzazioni che riguardano il ponte.

Una di queste “fantasie” è la possibilità di sfruttare, nella realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina, l'opportunità di inserire 2 turbine eoliche da 3 MW sui piloni di 376 metri di altezza. Dai riscontri anemologici satellitari, queste due turbine eoliche potrebbero fornire fino a 14 milioni di kW/h annui che assicurano un risparmio in termini di TEP di 3270 tonnellate annue, rendendo maggiormente sostenibile dal punto di vista ambientale la realizzazione del ponte.

Nel filmato possiamo vedere una simulazione al computer dell’aspetto del ponte sullo Stretto di Messina con le due turbine eoliche.

Buona visione.

Turbine eoliche sul ponte sullo Stretto di Messina


domenica 19 dicembre 2010

Grandezze fisiche fondamentali. Il Sistema Internazionale di unità.

 

All’inizio del 1800 il piede era un’unità di misura della lunghezza diffusa in molti paesi europei. In realtà con questa parola si intendevano lunghezze diverse: 32,5 cm in Francia, 30 cm in Russia, da 25 a 34 cm in Germania.

Non c’è alcuna ragione per scegliere un’unità di misura al posto di un’altra. Tuttavia è bene mettersi d’accordo per stabilire un’unica convenzione e dare così alle parole lo stesso significato.

Nel 1960 è stato creato il Sistema Internazionale di Unità (abbreviato con SI), che è adottato per legge dall’Unione Europea ed è attualmente in vigore in 51 stati.

Le grandezze fisiche fondamentali del Sistema Internazionale sono sette.

Nome della grandezza Unità di misura Simbolo Strumento di misura Definizione
Lunghezza metro m metro

metro
Attualmente è la distanza percorsa nel vuoto dalla luce in un tempo pari a 1/299792458 di secondo (in precedenza, era la quaranta-milionesima parte del meridiano terrestre o la distanza fra due incisioni su un campione costituito da una sbarra di platino-iridio).
Massa kilogrammo kg bilancia

bilancia
Massa di un campione cilindrico di platino-iridio conservato nell’Ufficio Internazionale dei Pesi e delle Misure di Sèvres, vicino a Parigi (una volta era invece la massa di 1 dm3 di acqua distillata alla temperatura di 4 °C).
Intervallo di tempo secondo s cronometro

cronometro
Intervallo di tempo nel quale si hanno 9192631770 oscillazioni di una particolare radiazione emessa dal cesio-133 (dapprima era una delle 86400 parti in cui veniva suddiviso il giorno solare medio).
Intensità di corrente ampere A amperometro

amperometro
Intensità di corrente elettrica che, circolando in due fili paralleli conduttori di lunghezza infinita posti alla distanza di un metro l’uno dell’altro, fa sì che tra di essi si abbia una forza di 2 x 10-7 newton per ogni metro di lunghezza.
Temperatura kelvin K termometro

termometro
Frazione di 1/273,16 della temperatura termodinamica dell’acqua al suo punto triplo, nel quale si trovano in equilibrio le fasi solida, liquida e gassosa.
Intensità luminosa candela cd fotometro

fotometro
Intensità luminosa emessa da una sorgente monocromatica con frequenza di 5,40 x 1014 hertz e intensità energetica nella direzione della radiazione di 1,46 x 10-3 watt/steradiante.
Quantità di sostanza mole mol   Quantità di sostanza che contiene un numero di molecole di quella sostanza pari al numero di atomi di carbonio-12 presenti in 12 grammi (altrimenti: quantità di sostanza pari in unità di massa al peso molecolare della sostanza stessa).

Come taggare un video su Facebook (video)

 

Come si fa a taggare un video su Facebook? Visto che Facebook non accenna a tramontare, come avevo maldestramente profetizzato in un altro articolo, vi propongo invece un filmato che può essere utile a tutti coloro che stanno cominciando solo adesso a usarlo. Sembra che il numero di utenti Facebook aumenti sempre più, ciò significa che ci saranno sicuramente molti principianti che possono trarre profitto da una semplice guida come questa.

In questo filmato possiamo vedere una guida molto chiara su come taggare un video su Facebook.

Buona visione.

Taggare un video su Facebook

sabato 18 dicembre 2010

Su Titano, luna di Saturno, i vulcano eruttano ghiaccio!

 

La sonda spaziale Cassini, della NASA, ha trovato dei vulcani che eruttano ghiaccio, anziché lava, sulla superficie di Titano, la luna più grande di Saturno.

Osservando la topografia e la composizione della superficie, gli scienziati hanno dedotto che si tratta di vulcani molto simili a quelli terrestri con l’unica differenza che eruttano ghiaccio invece di roccia fusa.

Prendendo come esempio il vulcano Sotra Facula gli scienziati sono rimasti colpiti per la sua somiglianza con vulcani come l’Etna o il Laki (Islanda).

I vulcani di questo tipo sono stati battezzati criovulcani e non sono una novità nel Sistema Solare, perché sono già stati osservati su un’altra luna di Saturno, Encelado. Tuttavia i criovulcani di Encelado non somigliano affatto a quelli terrestri.

Nel seguente filmato possiamo vedere la ricostruzione 3D del criovulcano Sotra Facula su Titano (Saturno).

Buona visione.

Vulcano che erutta ghiaccio su Titano

Una turbina eolica ad asse verticale discoidale

 

Questa turbina eolica ad asse verticale è realizzata con una curiosa forma discoidale. Nel filmato osserviamo come l’energia rotazionale viene utilizzata per aprire e chiudere ritmicamente alcuni “flaps” che intercettano il flusso del vento. Tra tutte le turbine eoliche fai da te che ho visto mi sembra tra le più geniali ed originali.

Questo profilo aerodinamico permette di avere una maggiore superficie a contatto con il flusso del vento e in definitiva si ottiene una maggiore efficienza rispetto alle classiche turbine eoliche tripala ad asse orizzontale.

Quando la velocità del vento aumenta pericolosamente, l’apertura del flaps diminuisce e quindi la superficie offerta al flusso del vento diminuisce proporzionalmente impedendo danneggiamenti alla turbina eolica.

Un altro pregio di questo tipo di turbina eolica è il basso livello di inquinamento sonoro. Infatti risulta essere più silenziosa rispetto ad altri tipi di turbine eoliche.

Nel filmato la possiamo vedere in azione.

Buona visione.

Turbina eolica ad asse verticale discoidale


venerdì 17 dicembre 2010

La comunicazione come trasmissione: lo schema di Shannon.

 

Etimologicamente, la parola comunicazione deriva dall'aggettivo latino communis, che significa "comune", da cui a sua volta deriva il verbo communico, "metto in comune", appunto. Da questa stessa radice derivano anche altre parole della nostra lingua, come "comunione" e "comunità". Nel suo significato originario, il termine "comunicazione" comprende dunque l'idea del "condividere" esperienze, pensieri, emozioni.

comunicazione

Gradualmente, però, a questa accezione se ne è sovrapposta una seconda, che nel tempo ha finito per prevalere: comunicare come "trasmettere" o "trasferire", inizialmente riferito a entità fisiche, in seguito a informazioni.

Lo schema di Shannon

Nel tentativo di individuare un modello della comunicazione, ossia uno schema che riproducesse la struttura di base di ogni atto comunicativo, gli studiosi si sono ispirati proprio all'idea della comunicazione come trasmissione.

Il primo di questi modelli è stato elaborato negli Stati Uniti negli anni Quaranta del Novecento, non da psicologi o da esperti di scienze sociali, ma da un ingegnere e matematico: Claude E. Shannon (1916-2001), autore di una teoria in cui la comunicazione era concepita come trasferimento di informazioni tramite segnali da una fonte a un destinatario, trasferimento reso possibile da un apparato di trasmissione e da uno di ricezione. Shannon era ricercatore presso i laboratori della Bell Telephone e aveva in mente soprattutto la comunicazione telefonica, in cui c'è un luogo da cui parte la chiamata (la fonte, ad esempio la casa di Giuseppe) e un luogo in cui arriva (il destinatario, ad esempio la casa di Giovanni), collegati tra loro grazie agli apparecchi telefonici e a un sistema di cavi, antenne e trasmettitori.

Come emerge dallo schema riportato di seguito, nella comunicazione così intesa il problema principale consiste nel controllo della correttezza del segnale e del suo trasferimento dalla fonte al destinatario: se la comunicazione è difficoltosa, ciò è da imputare unicamente all'interposizione di fattori di disturbo (esterni o interni, fisici o psicologici) che impediscono la corretta ricezione del messaggio.


Come installare Skype su Windows 7

 

Skype è un software di messaggistica immediata sempre più usato. Ma molti ancora non lo hanno mai installato. Questo filmato è una guida per tutti coloro che hanno appena comprato un computer nuovo (quasi sicuramente con Windows 7 preinstallato) e hanno poca dimestichezza sia con i pc sia con il software Skype.

La guida infatti spiega come installare Skype su un computer dotato di Windows 7 come sistema operativo ed è indirizzato ai più inesperti.

Buona visione del filmato.

Come installare Skype su Windows 7

giovedì 16 dicembre 2010

Un addobbo di Natale intergalattico!

 

Questo delizioso anello di gas luminoso sembra quasi un addobbo natalizio. Invece si tratta del residuo di una violenta catastrofe stellare avvenuta 400 anni fa. Si tratta infatti di un residuo di supernova che si trova nella galassia Grande Nube di Magellano, una galassia nana compagna della nostra Via Lattea e che dista da noi 160000 anni luce.

Questo involucro gassoso è catalogato come SNR B0509-67.5 ed ha un diametro di 23 anni luce. A seguito della potente esplosione avvenuta 400 anni fa, questa immensa bolla di gas si espande ad una velocità di 11 milioni di km/h.

Data l’età di 400 anni, la supernova avrebbe dovuto essere visibile ad occhio nudo per gli abitanti dell’emisfero australe intorno all’anno 1600, ma non ci sono mai pervenute cronache di osservazioni risalenti a quell’epoca. Nei primi anni del 1600 l’astronomia telescopica muoveva i primi passi grazie a Galileo Galilei, ma ovviamente questa rivoluzione scientifica riguardava solo l’Europa.

La supernova che ha prodotto questa meraviglia del cielo è di tipo 1a, causata da una stella nana bianca che sottrae materia gassosa da una stella compagna, accumulandola fino al punto di causare un’esplosione.

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Esistono altri universi? Alcuni astronomi hanno trovato indizi della loro esistenza.

 

Questa potrebbe essere la scoperta più interessante della cosmologia moderna. Il mese scorso Roger Penrose dell’Università di Oxford e Vahe Gurzadyan dell’Università di Stato dell’Armenia hanno annunciato di avere trovato delle tracce a forma di cerchi concentrici nella radiazione cosmica di fondo, che non è altro che l’eco del Big Bang.

Secondo gli scopritori queste tracce sono esattamente quelle che ci si aspetta se l’universo è eternamente ciclico. Un universo del genere finisce con un Big Bang che inizia il ciclo successivo. In questo modello cosmologico l’universo somiglierebbe ad una matrioska in cui ogni universo precedente sarebbe contenuto dentro il successivo.

Se confermata questa scoperta sarebbe davvero sensazionale, perché staremmo vedendo per la prima volta cosa è successo prima del Big Bang.

Secondo altri studiosi invece queste tracce potrebbero essere interpretate secondo un modello cosmologico del tutto diverso chiamato modello di inflazione eterna. In questo modello il nostro universo visibile non sarebbe altro che una bolla all’interno di un cosmo ancora più grande. Il cosmo potrebbe contenere altre “bolle”, cioè altri universi, con leggi fisiche molto diverse da quelle che ci sono nel nostro universo.

Queste bolle probabilmente hanno avuto un passato violento perché potrebbero essersi urtate a vicenda lasciando dei “lividi cosmici” nei punti in cui si sono toccate. Se è così questi lividi potrebbero essere proprio queste tracce di forma circolare che sono state trovate nella radiazione cosmica di fondo.

Stephen Feeney presso la University College di Londra e un paio di altri ricercatori dicono di aver trovato le prove sperimentali di questi lividi sotto la forma di schemi circolari nel fondo cosmico a microonde. In realtà, hanno trovato quattro lividi, il che implica che il nostro universo deve avere sbattuto con altre bolle almeno quattro volte nel passato.

Anche con questa interpretazione sarebbe comunque una scoperta incredibile: significherebbe l’evidenza dell’esistenza di universi diversi dal nostro.

Prima di cantare vittoria, però, bisogna andarci un po’ cauti, perché queste tracce nella radiazione cosmica di fondo sono state ottenute grazie ad un’analisi statistica e quindi potrebbero essere una sorta di “illusione” dovuta al fatto che è piuttosto facile trovare ogni sorta di strana proprietà statistica quando si analizzano dati che emergono poco dal rumore di fondo.

Non a caso, nelle scorse settimane, alcuni gruppi hanno confermato i risultati di Penrose, altri invece no.

Per fortuna esiste la possibilità di ottenere dati molto migliori riguardo la radiazione cosmica di fondo grazie alla sonda Planck che la sta studiando con strumenti dotati della più alta sensibilità e risoluzione di sempre.

Queste misure più precise sono necessarie, perché queste strutture circolari potrebbero essere una sorta di “pareidolia statistica”. Un fenomeno simile alla famosa faccia su Marte, che si vedeva nelle foto della sonda Viking 1, ma poi spariva nelle foto a più alta risoluzione della sonda Mars Global Surveyor.

Ai dati provenienti dalla sonda Planck l’ardua sentenza. Vedremo presto se confermeranno la fantastica scoperta, oppure apriranno la porta ad altre scoperte ancora più incredibili!


mercoledì 15 dicembre 2010

L'allenamento emotivo: una proposta per i genitori

 

John Gottman è un professore di psicologia all'Università di Washington. Nel 1997 ha scritto un libro, The Heart of Parenting, il cui titolo italiano, Intelligenza emotiva per un figlio, richiama il concetto reso popolare dai libri di Daniel Goleman. Nel suo testo, in cui ha sviluppato gli aspetti della teoria di Goleman che riguardano più da vicino l'educazione familiare, e in particolare l'educazione alle emozioni, Gottman classifica i genitori in 4 tipologie: noncuranti, censori, lassisti e allenatori emotivi. Quest'ultima tipologia è quella che Gottman propone come modello da seguire.

intelligenza emotiva per un figlio

Il cosiddetto “allenamento emotivo” si sviluppa in 5 fasi:

1. diventare consapevole dell'emozione del bambino;
2. riconoscere in quell'emozione un'opportunità di intimità e di insegnamento;
3. ascoltare con empatia e convalidare i sentimenti del bambino;
4. aiutare il bambino a trovare le parole per definire le emozioni che sta provando;
5. porre dei limiti, mentre si esplorano le strategie per risolvere il problema in questione.

Si riportano qui alcuni brani del testo di Gottman in cui si spiega perché l'allenamento alle emozioni dovrebbe costituire il cuore della relazione con i figli.

“Sorprendentemente, la maggior parte dei consigli che comunemente vengono dati ai genitori ignora il mondo dell'emozione. Essi si basano, al contrario, su teorie educative interessate al fatto che i bambini si comportino male, ma che ignorano i sentimenti che sottendono a quei comportamenti. In ogni caso, il fine ultimo dell'educazione dei figli non dovrebbe consistere meramente nell'ottenere un individuo docile e obbediente. La maggior parte dei genitori spera in molto di più. Si vuole che i figli diventino persone rette e responsabili, diano il loro contributo alla società, abbiano la forza per fare le proprie scelte nella vita, godano della realizzazione dei propri talenti, della vita e dei piaceri che essa può offrire, intrattengano buoni rapporti con gli amici, abbiano un matrimonio riuscito e, a loro volta, diventino buoni genitori.”

“Nel corso delle mie ricerche ho scoperto che l'amore da solo non è sufficiente. Genitori attenti, affettuosi, assidui, spesso hanno nei confronti delle proprie emozioni e di quelle dei figli atteggiamenti che interferiscono con la capacità di comunicare con i figli quando questi ultimi sono tristi o spaventati o in collera. Ma, se l'amore da solo non è sufficiente, incanalare questo affetto in alcune competenze di base che i genitori esercitano mentre "addestrano" i figli nell'area dell'emotività è sufficiente. Il segreto consiste nel modo in cui i genitori interagiscono con i figli quando le emozioni diventano intense. Abbiamo studiato genitori e figli nel corso di accuratissime ricerche di laboratorio e abbiamo seguito i figli durante la loro crescita. Dopo un decennio di studi nel mio laboratorio, la mia équipe di ricerca ha individuato un gruppo di genitori che, quando i loro figli si trovavano in situazioni emotivamente critiche, faceva cinque cose molto semplici.”

“Abbiamo chiamato queste cinque cose “allenamento emotivo” e abbiamo scoperto che i ragazzi che avevano genitori che li "allenavano" emotivamente intraprendevano una traiettoria di sviluppo completamente diversa rispetto ai figli di altri genitori. I genitori-allenatori avevano figli che in seguito sarebbero diventati quel tipo di persone che Daniel Goleman definisce «emotivamente intelligenti». Questi bambini emotivamente allenati dimostravano maggiori capacità nel campo delle proprie emozioni di quante non ne rivelassero bambini non allenati dai loro genitori. Tra queste capacità c'era anche quella di regolare il proprio stato emozionale. Quei ragazzi riuscivano meglio a calmarsi quando erano agitati. Riuscivano a rallentare i battiti del loro cuore più in fretta. Il fatto di ottenere migliori risultati in quella parte della fisiologia che entra in gioco nel ritrovare la calma e la tranquillità, rendeva quei ragazzi meno esposti alle malattie infettive. Riuscivano a concentrarsi meglio, a essere più attenti, a relazionarsi meglio con gli altri, anche nelle situazioni socialmente difficili tipiche dell'infanzia, come quando si viene stuzzicati, in cui essere troppo emotivi è una debolezza e non una risorsa. Riuscivano meglio a comprendere le altre persone. Stabilivano rapporti di amicizia più solidi con i coetanei. Erano migliori anche nel rendimento scolastico. In breve, avevano sviluppato un tipo di Q.I. (quoziente di intelligenza) che riguardava le persone e il mondo dei sentimenti, ovvero un'intelligenza emotiva.”

“L'Allenamento emotivo ci fornisce uno schema basato sulla comunicazione emozionale. Quando i genitori offrono empatia ai loro figli e li aiutano ad affrontare sentimenti negativi come la collera, la tristezza e la paura, gettano tra sé e loro un ponte di lealtà e attaccamento. All'interno di questo contesto, sebbene i genitori-allenatori pongano effettivamente dei limiti ai loro figli, il fatto che questi ultimi si comportino male non è più la questione più importante. La docilità, l'obbedienza e la responsabilità derivano da un senso di amore e di interdipendenza che il bambino percepisce all'interno della famiglia. In questo modo, le interazioni emozionali tra i membri della famiglia diventano il fondamento attraverso cui si trasmettono i valori e si crescono individui moralmente retti. I figli, in questo modo, si comportano secondo gli "standard" familiari perché comprendono intimamente che ci si aspetta che si comportino bene, che vivere rettamente è implicito nell'appartenenza al clan.”

“La chiave per essere genitori di successo non si trova in teorie complesse, in regole familiari elaborate o in contorte formule comportamentali. Essa si trova nei sentimenti più profondi di amore e di affetto per i figli, e si dimostra semplicemente, attraverso l'empatia e la comprensione. Una buona educazione dei figli comincia dal cuore dei genitori, e poi continua, momento per momento, nello stare vicini ai figli quando la tensione emotiva cresce, quando essi sono tristi, arrabbiati o spaventati. L'essenza dell'essere genitori consiste nell'esserci in un modo particolare, quando esserci conta davvero. [...] Chiamo i genitori che si sono fatti coinvolgere nei sentimenti dei figli «allenatori emotivi», «genitori-allenatori». Proprio come gli allenatori nell'atletica, essi insegnano ai figli delle strategie per affrontare gli alti e bassi della vita. Non si oppongono alle manifestazioni di collera, tristezza o paura dei loro figli. Ma neppure le ignorano. Al contrario, accettano le emozioni negative come un fatto della vita, e usano i momenti emozionali come opportunità per impartire ai figli lezioni di vita e costruire relazioni sempre più strette con loro. [...] Tra i genitori che non riescono a insegnare l'intelligenza emotiva ai loro figli, ho identificato tre categorie:

1) Genitori noncuranti, che sminuiscono, ignorano o sottovalutano le emozioni negative dei figli.
2) Genitori censori, che criticano le espressioni di sentimenti negativi e che possono arrivare a rimproverare o punire i figli per queste manifestazioni emotive.
3) Genitori lassisti, che accettano le emozioni dei figli e si dimostrano empatici, ma non riescono a offrire loro una guida o a porre limiti al loro comportamento.”

(J. Gottman - J. De Claire, Intelligenza emotiva per un figlio, trad. it. di A. Di Gregorio e B. Lotti, Rizzoli, Milano 1999, pp. 10-12 e 17-18).

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In questo filmato possiamo vedere una bella rappresentazione di come cambia il periodo di oscillazione di un pendolo semplice in vari corpi ...